Libera Università dell'Autobiografia: la mia esperienza

Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari 

Ci sono luoghi nei quali arriviamo quasi per caso e che, senza saperlo, sono destinati a entrare nella nostra storia.

Per me Anghiari è uno di questi.

La prima volta ci arrivai durante un viaggio. Non avrei mai immaginato che sarei tornata tante volte, prima per formarmi, poi per scrivere, per insegnare, per incontrare persone e storie. E che questo piccolo borgo toscano sarebbe diventato uno dei luoghi importanti del mio percorso personale e professionale.

Anghiari, in provincia di Arezzo, ospita la Libera Università dell’Autobiografia, la LUA, punto di riferimento per chi studia e pratica la scrittura autobiografica e la raccolta delle storie di vita. Ma per me la LUA non è soltanto un luogo di formazione. È soprattutto un luogo nel quale ho potuto sperimentare direttamente che cosa accade quando la scrittura incontra la memoria.

Si tratta del più autorevole centro accademico in studi autobiografici in Italia, diretto dal filosofo Duccio Demetrio e da lui fondato insieme al giornalista Saverio Tutino. 

Ogni anno, tra fine agosto e i primi di settembre, si celebra ad Anghiari il Festival dell’autobiografia. Il Festival è una manifestazione unica per atmosfere e temi trattati, si svolge tra l’antico teatro e le suggestive vie del borgo.  Un borgo medievale pieno di fascino, situato nel territorio circoscritto dai  fiumi Tevere ed Arno, nella Valle Tiberina,  a 28 km da Arezzo, a 5 minuti da San Sepolcro. La sua storia è citata nei libri: il 29 giugno 1440, si svolse qui la celebre “Battaglia di Anghiari”, affrescata da Leonardo Da Vinci in Palazzo Vecchio a Firenze, con la quale i fiorentini sottrassero ai Visconti il controllo del territorio riaffermando l’egemonia fiorentina sulla Toscana. 

Arrivare ad Anghiari e fermarsi

Ogni volta che torno ad Anghiari provo una sensazione particolare. 

Giungendo da Sansepolcro, la strada sale verso il borgo e a poco a poco sembra di entrare in un tempo diverso. Le mura, le strade, le case, il paesaggio della Valtiberina invitano quasi naturalmente a rallentare.

E per scrivere di sé rallentare è importante.

Abbiamo bisogno di sottrarci almeno per un momento al rumore, alla velocità con cui attraversiamo le giornate. Scrivere la propria storia implica fermarsi abbastanza a lungo da riuscire ad ascoltare ciò che di solito resta sotto la superficie.

Forse è anche per questo che ad Anghiari si scrive così bene.

Qui ho frequentato il mio percorso alla Libera Università dell’Autobiografia. Qui ho approfondito lo studio della scrittura autobiografica e qui è nata anche la mia autobiografia, diventata poi il libro Ti aspetto qui.

Ma il mio rapporto con Anghiari non si è concluso con la formazione. Al contrario, nel tempo ha continuato a crescere.

scrittura autobiografica anghiari

Un borgo medievale pieno di fascino, questo è Anghiari: situato nel territorio circoscritto dai  fiumi Tevere ed Arno, nella Valle Tiberina,  a 28 km da Arezzo, a 5 minuti da San Sepolcro.

L’atmosfera di questo borgo è magica e non appena ti fermi per dedicarti alla tua scrittura personale ti senti avvolto, protetto dalle antiche mura in cui scorrono parole a fiumi.  E poi è così bello sostare sulle mura che si aprono al meraviglioso panorama della Val Tiberina.

Il mio percorso alla LUA: da allieva a docente

Alla LUA sono arrivata come allieva. In seguito sono tornata come autrice e come docente.

Ho portato ad Anghiari il lavoro nato intorno a Vision, dedicando seminari alla scrittura della propria visione e alla progettualità autobiografica: un tema che continua ad accompagnare la mia ricerca. Perché l’autobiografia non riguarda soltanto ciò che è accaduto. Scriviamo il passato per comprenderlo, certamente, ma mentre ricostruiamo la nostra storia stiamo anche osservando la persona che siamo diventati e quella che desideriamo essere.

La scrittura può rivolgersi all’indietro e nello stesso tempo aprire una strada davanti a noi.

Da questa convinzione è nato anche Vision. Narra te stesso, scrivi il tuo futuro: dall’idea che raccontarsi non significhi rimanere prigionieri di ciò che è stato, ma riconoscere nel proprio percorso tracce, possibilità, desideri e direzioni.

Negli anni la mia collaborazione con la LUA è proseguita anche attraverso la Scuola nel Borgo dei Canta-Storie, un progetto dedicato alla formazione di persone capaci di raccogliere, custodire e restituire le storie degli altri. Ancora oggi continuo a partecipare alle attività della Libera Università e a tornare ad Anghiari come docente per lavorare sulla scrittura e sull’editing dei testi autobiografici.

Ed è forse questa continuità che rende tale luogo così importante per me: non appartiene soltanto a una fase della mia vita professionale. Continua ad accompagnarla.

Le storie non riguardano mai soltanto chi le racconta

Alla Libera Università dell’Autobiografia ho trovato conferma di qualcosa in cui credo profondamente: scrivere di sé non è un gesto individuale quanto potrebbe sembrare.

Una storia personale conserva sempre qualcosa che riguarda anche gli altri. Dentro una vita ci sono una famiglia, un’epoca, luoghi, relazioni, trasformazioni sociali. Ci sono parole che abbiamo ricevuto e altre che non sono mai state pronunciate. Ci sono gesti che vengono da lontano e che continuiamo, a volte senza rendercene conto, a portare con noi. Quando raccogliamo una storia, quindi, salviamo qualcosa che rischierebbe di andare perduto. Questo vale quando scriviamo la nostra autobiografia e vale ancora di più quando ci mettiamo in ascolto delle storie altrui.

È uno degli aspetti che amo maggiormente del lavoro autobiografico: partire dall’io e scoprire, pagina dopo pagina, che quell’io contiene molti altri.

 

scrittura autobiografica: il Festival di Anghiari

Ogni volta che arrivo ad Anghiari è un’emozione. Arrivando da San Sepolcro scorgo la salita, unica nel suo genere, che porta al borgo. Si ha come la sensazione di entrare in un tempo sospeso dove sai che potrai stare con te stessa. Anche la connessione wifi non è il massimo e forse questo agevola una sorta di benefico isolamento. Mi sento subito più vicina a me stessa, avvolta, protetta. Ho come la sensazione che, tra le mura di questo meraviglioso borgo, siano custodite le storie: di notte le senti sussurrare…

Il Festival dell’Autobiografia di Anghiari

Ogni anno Anghiari diventa anche luogo d’incontro attraverso il Festival dell’Autobiografia, organizzato dalla LUA: giornate dedicate alla memoria, alle storie di vita, alla scrittura, al pensiero e alle molte forme attraverso cui possiamo raccontare l’esperienza umana.

Ho partecipato anch’io varie volte al Festival nel corso degli anni e ciò che continuo ad apprezzare è proprio la possibilità di incontrare prospettive differenti sul raccontarsi. Perché l’autobiografia non è soltanto un genere letterario: è ricerca costante e salvezza della memoria. Ed è anche responsabilità verso ciò che decidiamo di non lasciare scomparire.

 Scrivere la propria storia significa tornare a sé

Dopo tanti anni di lavoro con la scrittura autobiografica, continuo a vedere quanto possa essere sorprendente ciò che accade quando una persona comincia davvero a raccontarsi.

All’inizio spesso pensa di conoscere già la propria storia.

Poi prende una penna.

Ricorda un luogo, una stanza, un volto. Ritorna a un episodio dimenticato. Osserva una fotografia. Scrive una frase che ne richiama un’altra. Una pagina dopo l’altra,  comprende che la memoria è un territorio ancora vivo e non certo un archivio.

Scrivere permette di attraversare proprio quel territorio. È questo che continuo a portare con me ogni volta che torno ad Anghiari: la consapevolezza che le nostre storie meritano attenzione. Meritano tempo. E parole.

Perché raccontare ciò che abbiamo vissuto vuol dire sì conservarlo, certo, ma più di tutto ci porta a comprendere meglio chi siamo.

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