Un libro dev’essere un’ascia per rompere il mare ghiacciato che è dentro di noi.
Prendiamo in mano i nostri libri e le nostre penne. Sono le armi più potenti.
Questo insaziabile desiderio di scrivere qualcosa prima di morire, questo senso divorante della febbrile fugacità della vita, che mi fa avvinghiare, come un uomo a una roccia, alla mia sola ancora.
Il ruolo di uno scrittore è dire quello che non riusciamo a dire.
Ho imparato, nei miei viaggi, che se resto un giorno senza scrivere comincio ad agitarmi; due giorni e mi vengono dei tremiti;
tre giorni e do segni di pazzia; quattro giorni e potrei essere benissimo un maiale che si rotola nel fango.
Sono stato tutta la mattina per aggiungere una virgola. Nel pomeriggio, l’ho tolta.
Io credo soltanto nella parola.
Riempi il tuo foglio con i respiri del tuo cuore.
Bisogna sfogliare un’intera biblioteca per fare un libro.
Io voglio che alla baionetta sia equiparata la penna.
Dimenticavo di dirle che, per scrivere, bisogna avere qualcosa da dire.
Impossibile scrivere in pace se quel che si scrive vale qualcosa.
Non devi mai lasciare che un manoscritto resti ad ammuffire in un cassetto.
Perché scrivo? Per paura. Per paura che si perda il ricordo della vita delle persone di cui scrivo. Per paura che si perda il ricordo di me.
Non sei fregato finché hai una buona storia da raccontare e qualcuno a cui raccontarla.
Un prigioniero senza libri né inchiostro è un morto ancora in vita.
Perché scriviamo, prima di tutto per ricordare a noi stessi che esistiamo, per sfuggire all’oblio, per guardare da fuori la nostra stessa vita,
Poi, per tutto il resto.
Scrivere è un modo per dire la verità senza fare rumore.
Se uno scrittore deve mettersi nei panni dell’orizzonte di attesa di un lettore, questo lettore deve essere lui stesso: che scriva dunque come e cosa gli piacerebbe leggere.
Chi scrive non muore mai. Chi legge vive in eterno.
La scrittura rende bello ciò che nel tuo cuore è racchiuso: si trasforma in poesia e, allora, leggere… diventa meraviglioso.
La lettura è il cibo dell’anima, la scrittura il riflesso.
La scrittura mi protegge. Vado avanti facendomi scudo delle mie parole, delle mie frasi, dei miei paragrafi abilmente concatenati, dei miei capitoli astutamente programmati. Non manco d’ingeniosità.
La mano che scrive deve cercare di ignorare sempre l’occhio che legge.
Chi sa leggere vive mille vite. Chi ha letto mille libri sa scrivere, a volte anche solo una parola, ma di certo sa trovare quella più importante, preziosa, quella unica che da sola può descrivere un mondo.
Qualcosa che possedevo già sotto la pelle, ma che non sapevo dire.
La Scrittura, il Tempo lo trattiene.
Non fa sconti, non s’impietosisce.
Se lasciata, non se ne va.
Ma quando ti arrendi e lasci che ti prenda la mano, allora assume il comando e ti porta là dove tu avresti sempre voluto andare ma non sapevi come arrivarci.
Gli scrittori non inventano nulla, perché i libri sono già scritti. Semplicemente, gli scrittori hanno la capacità di leggere quelle parole appese al cielo.