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Vuoi essere uno scrittore professionista? 

Come diventare scrittore? Se stai leggendo questo articolo di certo ti sei già posto questa domanda. Tutti quelli che amano scrivere affrontano il quesito.

Ci si domanda quale sia la strada giusta da intraprendere, se ci sia una scuola adatta, se siano utili i corsi e le scuole di scrittura. In questo articolo mi sono proposta di darti suggerimenti utili su cui riflettere e consigliarti qualche strategia da mettere in pratica. 

 

 Scrittore, sii imprenditore di te stesso

Che cosa fa uno scrittore, un autore? Scrive.

Scrivere. Che altro dovrebbe fare?

Se hai in mente di diventare professionista, in realtà c’è molto altro da fare. Oggi in modo particolare. Gli scrittori sono produttori di se stessi prima ancora di entrare in contatto con un editore e con il proprio pubblico.

Questa è una delle cose più ostiche da comprendere per chi pensa che la scrittura sia solo arte o passione e non una vera e propria attività. In realtà non è del tutto una caratteristiche tipica dei nostri tempi:  Shakespeare, per esempio, fu un autore, un drammaturgo ma potremmo definirlo un vero imprenditore di se stesso. Precorse i tempi ed è un esempio a cui riferirsi.

Nel 1599, William Shakespeare e i suoi partner commerciali costruirono il loro teatro sulla riva sud del Tamigi e lo  chiamarono il Globe. Nel 1605, Shakespeare acquistò contratti di locazione immobiliare vicino a Stratford per 440 sterline, che raddoppiarono di valore e gli valsero 60 sterline all’anno. Questo lo rese un imprenditore oltre che un artista, e gli studiosi ritengono che gli oculati investimenti gli abbiano dato il tempo e ancor di più la libertà di scrivere le proprie opere teatrali senza dispersione di energie per doversi procacciare da vivere o dover accettare richieste al di fuori dei propri obiettivi.

Vi domandate se si possa vivere di scrittura? La risposta è sì ma va fatto secondo una strategia e con le idee ben chiare.

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Che cosa fa uno scrittore, un autore? Scrive. Scrivere. Che altro dovrebbe fare? Se hai in mente di essere un vero professionista, in realtà c’è molto altro da fare. Oggi in modo particolare. 

I consigli di Jim Woods

Seguo molti editor e writers coach americani e inglesi.  C’è molto da imparare per le tematiche che trattano ma non solo. Gli argomenti sono esposti in modo chiaro, pratico,  non si disperdono mai in chiacchiere e non allungano il brodo. Uno di questi è Jim Woods, editor e coach e lui affronta in alcuni suoi articoli la questione di come come diventare uno scrittore professionista

Mi piace  ragionare su quello che suggerisce a proposito degli scrittori e di come possano diventare dei veri professionisti. 

Jim Woods, autore e writer coach, enumera una serie di caratteristiche e aspetti su cui chi scrive e vorrebbe fare della scrittura una professione dovrebbe riflettere. Sono argomenti che affronto spesso anche con gli scrittori che seguo; molti rimangono ancorati ad un’idea romantica dell’attività di scrittura. Ma quali sono i suggerimenti di Woods?

Per esempio, hai un sito? 

Quanti sono gli scrittori che hanno un vero e proprio sito? Se vuoi comprendere a pieno quello di cui parlo visita per esempio il sito di Jeff Goins. 

Per non citare solo stranieri, dai un’occhiata a quello di Alessandro D’Avenia oppure di Michela Marzano. Avere un sito – in Italia sono pochi gli autori e le autrici che hanno e fanno funzionare un sito o un blog – è il primo passo per farti trovare dal tuo pubblico ma soprattutto per essere presente, per pubblicare articoli e post e continuare un discorso iniziato con i tuoi libri.

Conoscere le basi del marketing

Ad ognuno il proprio mestiere. Non c’è dubbio. Ma uno scrittore dovrebbe apprendere almeno le nozioni base di marketing. Ho citato prima Jeff Goins: ha di certo consulenti e persone esperte che lavorano per lui ma non potrebbe fare quello che fa se non ci fosse dietro la volontà di farsi conoscere, di donare anche contenuti e di creare con il proprio talento una vera e propria attività. Leggi, studia, trova bravi collaboratori o esperti che possano darti indicazioni utili almeno per partire. 

Lo scrittore professionista entra in relazione con gli altri

Entrare in relazione con il mondo circostante è importante. L’ha detto tempo fa in un’intervista Gianrico Carofiglio “la scrittura si nutre di vita e di libri”. Conoscere luoghi e persone, ascoltare storie ed esigenze acuisce la sensibilità dello scrittore, lo ispira. E quest’ispirazione può addirittura suggerire idee imprenditoriali interessanti. Le relazioni permettono agli autori di far conoscere sempre di più e ad un maggior numero di persone l’attività di scrittura e le proprie opere.

Ti prendi del tempo per progettare?

Abbiamo sempre bisogno di tempo per noi stessi. Chi scrive deve dedicare ore alla lettura, all’ideazione, allo studio. Una parte di tempo dovrebbe essere destinata – quando vuoi diventare uno scrittore professionista – alla progettazione della tua attività. Per esempio, dovresti sempre progettare la tua comunicazione, avere un calendario editoriale, scrivere articoli. Molti scrittori sono correttori di bozze, talent scout, tengono lezioni di scrittura, organizzano presentazioni per sé e per altri autori: questo lavoro inoltre va fatto conoscere, va comunicato. 

Informare e ispirare

Ci sono autori seguiti da un pubblico perché sanno dare informazioni utili e fondamentali o perché offrono buoni consigli e belle ispirazioni sull’attività di scrittura. Chiaro che poi saranno questi gli scrittori che i giornali e i magazine online vorranno intervistare, i programmi e gli eventi invitare perché fanno opinione, cultura.

Utilizzare bene i social: ecco che cosa fa uno scrittore professionista

I social possono essere una grande opportunità oppure una trappola. Opportunità se li usi per comunicare, proporre contenuti interessanti. Trappola se diventano vampiri del tuo tempo, se trascorri tempo prezioso passando da un social all’altro senza un vero obiettivo, quel tempo utilizzalo per  scrivere ciò che poi posterai. 

Sperimenta e crea avventura

Leggo testi e incontro autori ogni giorno. Sai qual è il problema principale che impedisce agli scrittori di essere professionisti? La paura – spesso inconscia – di innovare, di sperimentare sganciandosi dalla consuetudine, di andare oltre le regole. Chi scrive e soprattutto chi scrive romanzi deve creare avventure, portare i lettori nella dimensione dell’immaginario, in un viaggio indimenticabile: è il primo compito della narrativa. Saper creare mondi che non si vorrebbero mai lasciare fa di uno scrittore un professionista. Del resto, amiamo quegli scrittori che sanno emozionare e far vivere meravigliose avventure.

Roald Dahl: ecco il suo segreto

Roald Dahl è autore di capolavori come  La fabbrica di cioccolato, Le Streghe, Il GGG, Matilde.

Era uno spilungone, magro, con un’espressione sorniona, a vedere le foto diresti che anche lui come tutti i suoi personaggi sia uscito fuori dalla matita del geniale Quentin Blake. Ho riletto una lunga intervista che Dahl rilasciò nel 1990 al mensile Millelibri (n. 34, settembre).  Si racconta e narra del suo modo di scrivere, confida qualche segreto di cui possiamo far tesoro. Ancora oggi. Soprattutto oggi.

“Il mio segreto? So rivivere la mia fanciullezza. Per capire che cosa significhi essere bambini, dovremmo metterci a camminare sulle ginocchia e guardare i grandi dal basso”.

Scrivere per i piccoli significa entrare nel loro mondo e viverlo. Con le pagine di Dahl ho affascinato i tipi più refrattari alla lettura e quando un genitore mi chiede che cosa fare per stimolare il suo bambino o bambina alla lettura, non ho dubbi e rispondo: “legga Dahl”. Lo utilizzo anche con gli adulti ai corsi di scrittura per far capire un concetto importante: la semplicità. Lui l’aveva ben chiaro, infatti, sempre in quell’intervista, dichiarò: “Quando scrivo ho in mente una madre che legge una favola al suo bambino. Hemingway mi diceva che l’essenziale non è fare sfoggio d’intelligenza, ma comunicare al lettore nella maniera più semplice possibile”.

Il suo scrivere è davvero scorrevole, pulito, di una semplicità disarmante. Eppure continua a conquistare. Certo, le sue storie sono meravigliose. Oltre a raccontarle, le inventa bene.  La sua immaginazione è mirabolante. Consiglio per  tutti gli scrittori o aspiranti tali, adulti di ogni età: leggete, tra i tanti,  Le Streghe vi sarà utile, molto utile e non solo per imparare a  difendervi dalle megere che si nascondono fra noi dissimulando artigli e naso adunco

 

Ken Follett, con il fiato sospeso

Le abitudini di Ken Follett, come di altri autori, lasciano trasparire il loro metodo di approccio alla scrittura.

Ken Follett è un autore da 150 milioni di copie, tanto per dire. Con stuoli di fan appassionati che non si perderebbero mai un suo titolo. Penso sia molto interessante – per comprendere  il metodo, le abitudini della scrittura – anche raccogliere informazioni sulle consuetudini degli scrittori affermati. Al di là dei gusti personali.

In un’intervista di qualche anno fa  pubblicata su IoDonna inserto del Corriere della Sera Ken Follett ha dichiarato una cosa interessante che fa comprendere anche il suo successo: “Ci sono scrittori arrabbiati… che vogliono cambiare le cose, ce ne sono altri che desiderano sperimentare con la forma e lo stile. Li ammiro ma queste ambizioni non fanno per me. Preferisco tenere il lettore con il fiato sospeso”. Come se fosse facile.

Creare gli accadimenti, conquistare chi ci legge perché rimanga con noi per tutto il susseguirsi delle pagine, è impresa ardua, in pochi riescono magistralmente. Inoltre, è una delle difficoltà principali che incontra chi inizia a cimentarsi con la scrittura del romanzo.

Dove scrive Ken Follett? Ovunque. Potendo scegliere la sua biblioteca circondato dai libri. Il silenzio per lui non è fondamentale, considerando che per molti anni ha fatto il giornalista. Sono anche le letture che fanno un autore. Chi scrive sa quali letture hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura. I preferiti di Follett sono Dickens e Stephen King. Da parte sua c’è grande attenzione alla storia e a vicende permeate di romanticismo. Diciamo che gli ingredienti ci sono proprio tutti.

Studiare gli autori più conosciuti, quelli che amiamo, più o meno produttivi ma cheabbiano riscosso il gradimento del pubblico, è un atto che ci aiuta a far luce anche sul nostro modo di lavorare. La scrittura ha bisogno di un tempo, di un luogo, di un progetto.

 

Quali sono i tuoi progetti?

Che cosa stai progettando per la tua attività di autore? Quali obiettivi ti stai dando?

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