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La scrittura autobiografica è un genere letterario vero e proprio. Ma è anche molto di più perché si configura come pratica di scrittura che può diventare un percorso di crescita personale. Mai come in questi anni, da più parti, si riconosce la sua importanza.

Tutti possono dedicarsi a questa scrittura e va detto che ci sono dei momenti nella propria vita in cui se ne sente davvero la necessità.

Scrittura autobiografica, perché scrivere di noi?

Per scrivere la propria storia non è necessario essere fini conoscitori delle regole grammaticali, impastatori di sintassi perfette e neppure avere chissà quale bagaglio culturale. Si tratta di sentire l’esigenza di guardare a sé stessi e alla propria storia con la capacità di stare in ascolto. In molti casi, ci si rivolge alla scrittura autobiografica per cercare un sensp che ancora manca, un filo conduttore a cui riferirsi da un certo punto della propria esistenza in avanti. Si avverte il bisogno di prendersi cura delle memorie: atto fondamentale nella vita di ciascuno.

Il neuro scienziato Alberto Oliveiro dice: “L’autobiografia, la scrittura autobiografica, dona una dimensione costante della vita, le memorie vanno ricostruite“.

Non è tanto un viaggio alla ricerca di sé quanto del senso del nostro vivere, è una risposta a una sensazione di disorientamento che ci prende spesso nel corso della vita, non solo, diventa una sorta di rifugio, di silenzio in cui ritrovare le parole che ci rappresentano. Nello stesso tempo da questo rifugio dobbiamo uscire perché la scrittura autobiografica è anche esposizione totale e coraggiosa a ciò che abbiamo vissuto per comprenderlo.

Capire le origini della nostra vita – scrive Oliver Sacks nel volume Gratitudine e le persone che sono state importanti. L’autobiografia è una specie di riconoscimento, la nuova conoscenza di sé stessi“.

scrivere di sé

La scrittura autobiografica in molte situazioni ci permette di portare  “pace” nella nostra storia.

A volte cerchiamo lontano quello che potremmo trovare dentro di noi dedicandoci a una pratica semplice e liberatoria.

Sul perché amiamo la scrittura risponde bene una voce autorevole, quella del professor Duccio Demetrio, direttore del Centro Nazionale di studi autobiografici e fondatore insieme a Saverio Tutino dell’Università dell’autobiografia di Anghiari (Arezzo) che ho frequentato e con cui ancora collaboro. 

Nel suo libro Perché amiamo scrivere. Filosofia e miti di una passione il professor Demetrio ci dice che il desiderio di scrittura autobiografica sembra nascere più da una necessità inconscia che da un obiettivo ben preciso.   

Precisa “scrivere non è soltanto un dovere, connesso allo studio o al lavoro, è anche una passione disinteressata, estranea ad ogni ambizione letteraria. Delinea la nostra storia all’insegna di una consapevolezza di vivere tutta particolare“.

I benefici della scrittura autobiografica

Ecco alcuni dei principali benefici che ci aspettano quando ci dedichiamo alla scrittura di noi stessi, della nostra storia.

  • Comprensione: scrivere di noi stessi e della nostra vita ci porta a un più profondo livello di consapevolezza del vissuto perché scrivendo lo osserviamo con lucidità e chiarezza.
  • Guarigione: la scrittura autobiografica guarisce o lenisce molte ferite, ci permette di portare “pace” nella nostra storia. Il poter vedere con uno sguardo molto più ampio ciò che ci è accaduto spesso comporta una maggiore indulgenza, si comprende perché si è agito in un certo modo e che forse chi ci ha ferito (per quanto non sia certo una giustificazione) l’ha fatto senza rendersene conto o perché la sua situazione, la sua condizione non gli consentivano di agire diversamente.
  • Testimonianza sociale: attraverso le nostre scritture autobiografiche diamo testimonianza sociale di un’epoca, di una società civile, di una situazione politica e culturale. Pensiamo a grandi storie del passato all’opera del Vasari per esempio che raccontando le vite di pittori,scultori e artisti in realtà ci parla in modo approfondito della società dell’epoca.
  • Denuncia: la scrittura autobiografia è scrittura di denuncia. Pensiamo alle storie di tante persone che, raccontando le proprie vicende, hanno permesso di scoperchiare fatti gravi denunciandone i colpevoli.
  • Pareggio dei conti emotivi: la scrittura lavora sul risentimento, una delle emozioni che possono farci più male perché stagnanti. Scrivendo portiamo luce, arieggiamo le stanze in cui ci sono sentimenti negativi che covano come braci sotto la cenere.
  • Il filo conduttore della nostra vita: c’è. C’è il filo conduttore, la tematica, la costante musica che si ripete rivelando i nostri talenti, la nostra attitudine, il dono che dobbiamo portare al mondo.

Scrivere l’autobiografia ci trasforma

La scrittura autobiografica ha un impatto molto significativo sul cambiamento personale, sulla propria trasformazione.

Penso che dovrebbe essere introdotta in molti percorsi di formazione e crescita, a diversi e vari livelli, e che tutti quelli che vogliono scoprire qualcosa in più di se stessi, chiarire aspetti della vita, avere nuova consapevolezza di presente e futuro dovrebbero intraprendere una scrittura autobiografica.

La scrittura autobiografica non mente mai

Se vuoi fare un test su te stesso, scrivi. Se hai bisogno di andare a fondo, non esitare e mettiti alla prova. Scrivi di te, della tua vita; scrivi la tua storia: racconta della tua infanzia, delle persone che hai incontrato e che cosa abbiano rappresentato per te.

Vai più a fondo e narra delle tue paure, di quelle antiche che ancora tornano a farti visita tanto che a volte non riesci a sostenere il silenzio e lo spazio vuoto. Riporta alla luce e rendi con le parole scritte i sogni: quelli che avevi dimenticato e quelli che ancora pulsano di vita e reclamano di essere realizzati. 

Scrivi delle lotte, di quelle battaglie che ti hanno visto perdente e poi delle altre in cui rilucevi di vittoria.

Riserva alcune pagine per le delusioni, scrivi degli amici che se ne sono andati senza neppure salutare, di quelli che hanno tradito nell’ombra affondando il colpo senza pietà. E tu, certo. Anche dei tuoi tradimenti racconta, delle mancanze, di quando dovevi esserci e non c’eri. Di quelle lacrime che non hai asciugato e di quelle che hai pianto.

Dell’ultimo saluto che non hai dato e della nascita a cui non hai assistito.

Scrivere di sé è pratica che rivela chi siamo

Solo dopo rileggi. Sarà questo il momento della verità. Leggi. Con coraggio. Bisbigliando nella mente o con la sfrontatezza della voce alta. 

Capirai. In quel momento sarà chiaro se hai narrato verità o storia che le tue orecchie volevano sentire, storia per compiacere, storia per illudere come canto di sirena menzognero. La scrittura autobiografica non mente mai.

E quando mente lo senti, lo sai. Se hai usato parole come maschere strideranno sul foglio. 

A volte non ci accorgiamo neppure di che storia stiamo raccontando. Perché spesso avviene in modalità inconscia. Raccontiamo una storia che in qualche modo ci appaga, che interpretiamo in modo rassicurante ma la scrittura come uno specchio impietoso rivela tutto ciò che non è vero poi possiamo comunque convincerci che sia così, possiamo mettere a tacere i dubbi e le voci contrarie: è una scelta. 

Ne ho avuto e ne ho prova a ogni incontro e seminario che dedico alla scrittura autobiografica. Le persone arrivano con aspettative e curiosità ma anche con carichi emotivi spesso molto pesanti, a volte con una forte e impellente necessità di chiarimento o di consolidamento.

Piano piano, attraverso la pratica, gli esercizi mirati, le ispirazioni qualcosa cambia.

Emerge un ricordo inaspettato che porta luce su un atteggiamento da cambiare o da ritrovare. La propria storia appare nel suo completo svolgimento segnalando importanti valori, scelte, azioni compiute: torna la fiducia nel proprio cammino, comunque sia andato nel passato. 

Effetto benefico sulle relazioni

La scrittura autobiografica ci trasforma perché agisce sulle relazioni. Scrivendo la nostra storia – al di là di quello che decidiamo di narrare sia a livello di scelta cronologica che contenutistica – ci viene donata una diversa consapevolezza, per esempio, su quanto abbiamo ricevuto e su quanto abbiamo donato. Anche nelle situazioni più difficili dove nulla di buono sembra emergere dal nostro passato ci ritorna, se non altro, la nostra capacità di aver affrontato gli ostacoli della storia che ci siamo trovati a vivere o che abbiamo scelto di vivere. 

Vorrei dire dedicatevi alla vostra storia, non per il ritorno al passato ma per guadagnare un nuovo sguardo sul futuro. 

 Che cos’è la storia sotterranea?

Se ci chiedessero di raccontare la nostra storia non avremmo dubbi. Sappiamo quando siamo nati, in quale famiglia, che cosa abbiamo fatto negli anni. Certo, ma c’è anche un’altra narrazione: la storia sotterranea. 

Quella che abita nell’inconscio e guida la nostra esistenza, le nostre emozioni. In genere non ci curiamo di questa storia eppure è così importante indagarla e conoscerla. Immagina un fiume sotterraneo che scorre dentro di te, nella tua parte inconscia.

Del resto, psicologia e psicoterapia ci hanno ormai da molti anni raccontato di questo mondo che esprime chi siamo e che aspetta solo di essere indagato.

Storia visibile e storia invisibile

La psicanalisi ci ha informato da tempo. 

Viviamo una storia visibile, quella che raccontiamo agli altri e a noi stessi, fatta di abitudini, di relazioni con la famiglia, con la società. Ogni tanto si aprono Visioni e squarci che fanno intravedere altre possibilità, come sensazioni che arrivano da profondità insondabili, lontane eppure così nostre, così vere.

In questi casi possiamo richiudere porte, tende, aperture. Smettere di ascoltare sussurri e canti e riportarci sul presente, sul quotidiano, sul visibile. Aiutati dai consigli degli altri. Se invece decidiamo di andare a fondo, di trovare strumenti – come la scrittura per esempio – che ci aprano passaggi verso la storia sotterranea comincerà un viaggio difficile, complicato, impegnativo ma meraviglioso, il più bel viaggio che abbiamo mai fatto, quello verso noi stessi.

La scrittura autobiografica porta sempre rivelazioni

Una delle pratiche più efficaci per raggiungere la nostra storia sotterranea è la scrittura e in particolare quella autobiografica.

Quando scriviamo di noi stessi forse capita di cadere nell’illusione – a me è successo – di tenere tutto sotto controllo, di dirigere la narrazione come un direttore l’orchestra. Ma in questa orchestra ci sono musicisti creativi che, a un certo punto, prendono a suonare una musica diversa che a volte ci spaventa altre ci incanta. Ma è la nostra musica, quella che ci rivela.

Chi dovrebbe dedicarsi alla scrittura di sé?

La risposta è: tutti. Fa bene a chiunque, sempre. Ma va detto che la scrittura autobiografica aiuta in momenti particolari della nostra vita:

  • quando siamo confusi
  • quando attraversiamo fasi di depressione
  • se abbiamo subito un trauma
  • quando affrontiamo una malattia o un disagio di qualsiasi natura
  • se non riusciamo a prendere una decisione
  • nei casi in cui non ci sentiamo di vivere una vita gratificante
  • quando abbiamo bisogno di ritrovare forza e motivazione

Quello che accade è sorprendente. A poco a poco ci rendiamo conto che stiamo percorrendo una strada inconsueta e pezzo dopo pezzo ricostruiamo il puzzle che rivela una nuova visione della nostra vita. Altre volte, la rivelazione è immediata, folgorante.

L’ ho visto accadere tante volte durante i seminari di scrittura autobiografica ed è emozionante.

Inizia ora, al più presto, nel modo più semplice: raccontati.

Scrivere di sé è un viaggio

La scrittura autobiografica dovrebbe essere un viaggio nella gioia di una maggiore consapevolezza di sé.  

Come scrive Duccio Demetrio “Fare autobiografia è darsi pace, pur affrontando inquietudine e a volte il dolore del ricordo. La tregua autobiografica non è una forma più alta di spiritualità, è un venire a patti con se stessi, gli altri la vita”.

Scrivere un diario per esempio ci aiuta sempre ad approfondire le nostre emozioni, in un articolo avevo parlato dell’importanza di tenere un diario di viaggio: il percorso di malattia, di indagine in se stessi non è forse un viaggio incredibile?

Se invece vuoi sperimentare la scrittura autobiografica e vuoi porre le basi per impostare la tua storia, la tua autobiografia ti consiglio il corso online 4 lezioni di autobiografia che puoi iniziare subito.

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