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Scrivere un romanzo rosa: è utile conoscere la tradizione

Se vuoi scrivere un romanzo rosa non puoi prescindere dalla conoscenza della tradizione letteraria. Ma il romanzo rosa, quello vero, esiste ancora?

Si tratta di un genere letterario, a torto, sottovalutato. In realtà il filone dei romance, per usare un termine più moderno, segue le stesse regole di qualsiasi altra categoria narrativa: vi si possono trovare libri pessimi, mediocri, buoni o eccellenti. Tutto dipende da come sono stati strutturati e scritti. La differenza è sempre data dalla penna dell’autore.

E dire che, invece, il genere letterario del romanzo rosa vanta una tradizione di tutto rispetto che, a seconda dell’area cultural-geografica di riferimento, ha assunto connotazioni differenti. I filoni principali sono quelli nati a inizio Novecento in Inghilterra e in Francia, a cui si sono aggiunti poi gli Stati Uniti. Ma anche l’Italia ha qualcosa da dire in merito.

 

Inghilterra

Jane Austen (1775-1817) è senz’altro l’autorevole modello a cui s’ispira il romance. Il periodo storico preferito entro cui sono collocate le vicende amorose è l’Età della Reggenza (1811-1821) e l’ambiente è per lo più quello aristocratico. I protagonisti maschili tenebrosi e affascinanti incappano in giovani donne ribelli o pudiche sullo sfondo di un codice morale molto rigido e regolamentato. L’autrice più famosa è stata  Barbara Cartland (1901-2000) con più di settecento opere al suo attivo.

Non manca tuttavia una versione più erotica del genere, più rossa che rosa, verrebbe da dire, che vede in Elinor Glyn (1864-1943) la sua rappresentante più insigne. La Glyn oltre che scrittrice fu anche sceneggiatrice, produttrice e regista, assidua frequentatrice del mondo hollywoodiano, in quanto, come si può ben capire, storie d’amore come quelle raccontate nei romanzi rosa ben si prestano a trasposizioni cinematografiche.

Francia

Il nome che più di tutti è legato alla produzione letteraria romantica francese è quello di Delly, pseudonimo collettivo adottato dai fratelli Jeanne-Marie (1875-1947) e Frédéric Petitjean de la Rosière (1876-1949), uomini, dunque, il che sfata il luogo comune secondo cui quello dei romanzi rosa sarebbe un genere scritto da donne per le donne. Nei romanzi di Delly, che hanno avuto anche una grande fortuna in Italia, le protagoniste sono quasi sempre donne idealizzate, dalla moralità ineccepibile, che si scontrano con un destino avverso o con antagonisti crudeli e infidi.

Italia

All’inizio del ‘900 l’editore Salani dà il via alla collana La biblioteca delle Signorine, dedicata ai romanzi rosa, a cui seguirono i Romanzi della rosa, che comprendevano anche il ciclo della Primula rossa, storie venate di spionaggio, uscite dalla penna della baronessa Emma Orczy.

Negli anni Trenta, però, è l’autrice Liala (1897-1995, pseudonimo di Amalia Liana Negretti Odescalchi) a diventare l’incontrastata padrona del genere. I suoi romanzi d’amore hanno quasi sempre come sfondo l’ambiente militare e riflettono esperienze in parte autobiografiche. 

Negli anni Ottanta-Duemila, invece, a svettare su tutte è il nome di Sveva Casati Modigliani, pseudonimo di Bice Cairati che racconta storie in cui emergono evidenti i tratti italiani della cultura, delle ambientazioni e dei caratteri delle protagoniste.

Stati Uniti

Nel continente americano il fenomeno dei romanzi d’amore assume le connotazioni di una casa editrice, la canadese Harlequin, nata a Toronto nel 1949. In realtà all’inizio la Harlequin non pubblica soltanto romanzi rosa, ma con il tempo si specializzerà in questo settore per assecondare il favore dimostrato dal pubblico nei confronti del genere. Dalla joint venture tra Harlequin e l’italiana Mondadori prenderà poi vita la collana rosa Harmony, tuttora fiorente, che dal 2015 è passata alla HarperCollins.

Il romanzo d’amore americano, soprattutto quello statunitense, si orienta verso il contemporary romance, con storie ambientate in epoche recenti, trame articolate e protagoniste femminili più emancipate e indipendenti rispetto a quelle tradizionali. La scrittrice Danielle Steel, con i suoi romanzi diffusi in tutto il mondo per un totale di circa seicentocinquanta milioni di copie, è il quinto autore per numero di copie vendute di tutti i tempi.

 

 

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Chi vi legge vuole sognare e sorprendersi, immedesimarsi nei protagonisti e vivere le loro storie, con tutti gli ostacoli, i pericoli, le rotture e le riconciliazioni del caso.

Come scrivere un romanzo rosa di successo

Si sente ripetere da più parti che la lettura è un piacere e che come tale dovrebbe essere fatta passare anche a scuola. Dalla lettura di un libro non si deve per forza uscire edificati o più saggi, a volte si sente il bisogno soltanto di svagarsi con una bella storia d’amore, meglio se osteggiata e impossibile nel suo esordio, che intrattenga regalando un sano e appagante lieto fine.

Sono questi gli ingredienti principali dei romanzi rosa, insieme a uno stile fluido e semplice – che non vuole dire banale – e a personaggi empatici nei quali risulti spontaneo immedesimarsi.

L’aria di superiorità che molti sfoderano di fronte ai romanzi rosa, oltre a relegarli alla stregua di letture meno nobili, condiziona anche gli autori che vorrebbero scriverli: alle case editrici ne arrivano pochi e di scarsa qualità. In compenso il self publishing ne annovera parecchi, che talvolta, dopo il successo innescato dal passaparola dei lettori, destano l’interesse degli editori.

Alla ricerca della qualità

Anche per i romance vale lo stesso discorso che riguarda qualsiasi altro genere letterario: occorre ricercare la qualità. E se è nelle vostre corde scrivere storie d’amore allora puntate sull’originalità, curate bene la costruzione dei personaggi, evitate i luoghi comuni, i dialoghi improbabili o ingenui, gli anacronismi e gli errori nella descrizione di luoghi e ambienti. Nei romanzi rosa il pathos è una componente importante: preparatelo e costruitelo con cura, non accontentatevi delle soluzioni che hanno trovato altri prima di voi, inventatene di vostre e nobilitate le trame con una scrittura semplice, corretta e piacevole.

Chi vi legge vuole sognare e sorprendersi, immedesimarsi nei protagonisti e vivere le loro storie, con tutti gli ostacoli, i pericoli, le rotture e le riconciliazioni del caso.

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