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quando siamo pronti per uscire allo scoperto
Tutti quelli che scrivono (ma non solo) si saranno posti il quesito: meglio lanciarsi (con un romanzo, con il blog, con una presenza social) oppure aspettare di essere davvero pronti, di avere la sicurezza necessaria per sostenere l’incontro con un editore, le domande, le prove a cui saremo inevitabilmente sottoposti.
L’analisi della situazione è molto individuale, dipende a quale punto del nostro cammino di crescita personale e professionale siamo giunti. Ci sono però degli aspetti che, a mio avviso, valgono sempre.
Qualunque sia la nostra attività legata alla scrittura (autore di romanzi, blogger, copywriter, addetto stampa) la preparazione è importante e la categoria degli scrittori (come avevo avuto modo di dire in una altro articolo dedicato alla formazione) è quella che si forma meno. Conosco autori che non si formano, non leggono, non seguono nessun tipo di approfondimento, continuano a sostenere gli stessi principi da anni e anni senza guardare a ciò che accade attorno.
 Leggere, studiare, apprendere nuove tecniche, confrontarsi con gli altri, mettersi in gioco aumenta la nostra preparazione. Se scrivi può essere utile un approfondimento sulla grammatica (vedi il Pronto soccorso grammaticale che è nato proprio con lo scopo di essere un supporto), uno studio sugli stili narrativi, può esserti necessario seguire qualche corso (in aula o on-line) che ti aiuti a migliorare la tua espressività.
Il rischio, certo, è che poi non ci si senta mai pronti, non si trovi il coraggio di lanciarsi nel mondo e si rimanga  fermi finché pensare di mettersi alla prova diventa impresa troppo ardua.
Ad un certo punto è invece necessario il confronto. L’uscita nel mondo. Nella convinzione che la perfezione assoluta non la raggiungeremo mai.
Quando abbiamo fatto del nostro meglio, quando sappiamo di dedicare tempo ed energie alla nostra crescita, siamo informati e preparati, allora è il momento. Di dare vita al nostro blog, di mandare il nostro romanzo ad una casa editrice, di tenere il reading  che abbiamo preparato da tanto tempo. Ad un certo punto dobbiamo uscire dalla cerchia di amici che ci legge e ci ascolta, pronti anche ad entrare in conflitto con chi (e ha il diritto di farlo) è di opinione diversa, chi critica alcune nostre posizioni. Mettiamo in conto che non troveremo sempre applausi, anzi, più cresceremo in visibilità e più dovremo saper rispondere e difendere, con educazione, le nostre posizioni. Se basta una critica per annichilirci, per far crollare la nostra autostima, no, non siamo pronti: ma in questo caso diventa difficile anche sostenere la vita di tutti i giorni.
Uscire allo scoperto, poi, purché lo si faccia con la preparazione necessaria e con autenticità, è un altro meraviglioso banco di prova, l’esperienza che più di ogni altra ci farà crescere.

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