come leggere un libro

Ci sono tanti motivi per cui vorremmo e dovremmo scrivere un libro; quando siamo ormai convinti di intraprendere quest’avventura, la domanda è ovvia, se non ci siamo mai cimentati in tale impresa: come iniziare a scrivere un libro?

Da che parte si prende il via? C’è un prontuario, un manuale che insegni come muoversi e quali passi compiere? Di manuali se ne trovano tanti. Non ci sono però regole assolute, ma alcune valutazioni e scelte che è bene considerare perché la scrittura di un libro sia un’esperienza soddisfacente e indimenticabile. 

Come si fa a scrivere un libro? I passi per iniziare 

Vediamo i vari step della scrittura di un libro, soprattutto quando si tratta del primo testo a cui ti stai dedicando. Passeremo attraverso la motivazione, la strategia, le prove tecniche e la stesura. Non sono tappe obbligate, ma di certo ti aiuteranno a prendere consapevolezza delle azioni che compirai e a organizzare il tuo lavoro di scrittura. 

La scheda della motivazione 

Ti sembra di non avere alcun dubbio: bene. Allora è il momento di portare il focus sulla motivazione che ti spinge a scrivere un libro. L’inizio in realtà è proprio questo.

Analizza i motivi oggettivi e soggettivi per cui hai deciso di dedicarti alla scrittura di un libro. Avrai di certo obiettivi di tipo professionale, magari per consentire una maggiore diffusione del tuo brand e raggiungere un pubblico più vasto. Forse stai mirando a un traguardo personale, un desiderio che, dopo tanto tempo, si realizza.

Scrivi i motivi che ti portano a intraprendere questo percorso, li rileggerai nei momenti di difficoltà e ti saranno d’aiuto e d’ispirazione. Penso che ci sia sempre una motivazione dominante. Quando ho scritto il mio libro Scrivere per guarire. Manuale di scrittura terapeutica la mia motivazione principale era – ed è – quella di trasmettere contenuti utili alle persone che vogliono cimentarsi con questo tipo di scrittura.

 

Grado di novità 

Nella scheda di motivazione puoi effettuare un’analisi ed è bene vada fatta all’inizio del lavoro. Mi è capitato di valutare con alcuni autori delle idee che in realtà erano già state trattate da altri e il testo non avrebbe innovato; la questione si presenta con maggiore frequenza riguardo alla manualistica. Questo non significa che non ci sia spazio per approfondimenti, ma valuta bene, in particolare se hai in mente di rivolgerti a un editore: ti domanderà subito dove si inserisce il tuo libro, a quali esigenze del pubblico risponde, qual è il suo grado di novità. Dedicati prima a queste valutazioni.

 

Scrivere un libro richiede delle risorse: quali? 

Se ti stai chiedendo come iniziare a scrivere un libro non puoi non riservare un pensiero alle risorse che hai a disposizione. Quali sono?

Intanto la prima risorsa fondamentale: il tempo. Quanto tempo hai al giorno, alla settimana da investire nella scrittura del tuo libro? Pianificalo.

Così come se hai in mente di farti supportare da un ghostwriter, cerca di verificarne la disponibilità. Ti consiglio la lettura dell’articolo Ghostwriter: la formazione, la professione, i prezzi. In questo caso verificherai anche un’altra risorsa, quella economica. Se hai intenzione di ricercare collaborazioni (un ghostwriter che ti aiuti a scrivere o un editor per la revisione) chiedi delle quotazioni in modo da preventivare la spesa.

C’è un’altra risorsa che molti sottovalutano, ma è importante: la tranquillità. Hai uno spazio in cui sai di poter scrivere con calma, stare con i tuoi pensieri, ragionare sul tuo testo, insomma, dedicarti alla scrittura? Credimi, è importante. Per cui vale la pena pensarci e organizzarti.

 

Il tuo libro ha bisogno di Visione 

Iniziare a scrivere un libro significa sapere quale sia l’obiettivo che s’intende raggiungere. Non solo, vuol dire avere ben chiara una Visione. 

Per esempio, che strada intendi prendere con questo testo? Ti rivolgerai a un editore o pensi già all’auto pubblicazione? A quale pubblico parlerai, quindi come sarà il tuo approccio comunicativo? Sulla propria Visione bisognerebbe lavorare con strategia. Nel mio libro Vision. Narra te stesso, scrivi il tuo futuro ho raccolto una serie di riflessioni ed esercitazioni che, se vorrai, ti aiuteranno a chiarire la tua Visione non solo riguardo al libro, ma anche ai tuoi progetti personali e professionali.

Mantieni sempre il focus su quello che vorresti raggiungere, studiando le giuste azioni che ti porteranno all’obiettivo. Anche il percorso di un testo deve essere costruito un passo dopo l’altro.

Vision è un testo forte, potente. L’ho pensato e voluto così. Perché? Perché lavorare, in modo concreto, sulla propria Visione personale e professionale cambia davvero le cose. Cambia la vita.

editare un libro

Iniziare a scrivere un libro? Strategia, parola d’ordine 

Molti hanno ancora l’idea che scrivere un libro sia una pratica diciamo romantica: lo scrittore, invaso dall’ispirazione, scrive e a tutto il resto non ci pensa. Forse avveniva così qualche secolo fa. Vero, gli scrittori scrivono, ma in una società così mutata, sono cambiati i modi di comunicare e non è pensabile che, dopo aver scritto un libro, l’attività dell’autore sia terminata. Anzi, inizia un altro percorso. Attenzione, non si tratta di vendere un libro (come dice sempre il mio amico e professionista storyteller Fulvio Julita) ma di raccontare la storia di quel libro: com’è nato, da quale idea, con quale metodo è stato scritto. Tanto per cominciare. 

 

Disegna il tuo iter, il percorso del libro 

Ami le mappe? Io sì, adoro lavorare con le mappe. Mi aiutano a chiarire i pensieri e a visualizzare, step by step, tutto il percorso. Ecco perché ne ho costruita una da inserire in questo articolo e spero ti possa essere utile, c’è tutto l’iter di base che dovresti percorrere per iniziare a scrivere un libro. Non è l’unica possibilità, certo, ma ti potrà supportare nell’organizzare sia la scrittura sia le fasi di preparazione per diffondere il tuo libro nel mondo.

Utilizza le mappe o qualche altro tool che preferisci. Se no, sai che cosa puoi fare? Un bel foglio bianco, matite e colori. I colori aiutano a memorizzare e a dividere le varie fasi di un percorso.

Prendi spunto dalla mia e crea la tua, molto più dettagliata.

 

Il tempo e il luogo della scrittura 

Ti ho già anticipato quanto tempo e luogo rientrino nelle risorse utili a scrivere. Ora, parlando di strategia, ti suggerisco di pianificare con una tabella di lavoro in modo dettagliato quando scriverai e dove. Sì, un timing e una location. Se pianifico tutto – vorresti dirmi – dove sta l’ispirazione? Oh, l’ispirazione, ormai dovresti saperlo, dura ben poco: è una scintilla che accende l’idea, ma poi si tratta di lavorare con impegno e, appunto, strategia. 

In questo caso, puoi pianificare le attività di scrittura nella tua agenda cartacea o usare Google Calendar (io lo trovo molto funzionale). Basterà fare una ricerca di strumenti per la pianificazione e ne troverai tantissimi: penso a Trello o a Miro, per esempio. L’importante, se hai il progetto di iniziare e portare a termine il tuo libro, è non lasciare nulla al caso ma organizzarsi nel modo migliore.

 

Una minima analisi di mercato è utile 

Non ti occupi di marketing, lo so. Ma puoi svolgere una semplice indagine per consultare una minima bibliografia che riguardi lo stesso genere del libro che intendi scrivere.

Investi del tempo in una ricerca in Google, andando a verificare per tematica quanto esista già. Potresti ricercare il titolo specifico e vedere se vengono proposti titoli simili e cercare recensioni. Ti consiglio anche una ricerca in Amazon, nella categoria Libri ed Ebook. Inoltre, bisogna tenersi aggiornati con gli inserti dei quotidiani dedicati ai libri o con  riviste di settore. L’informazione è basilare, ci apre sempre a nuove idee.

 

I percorsi 

Delinea con attenzione i percorsi che intendi intraprendere. Un esempio? Costruisciti un elenco (utilizzando Excel o altro tool che trovi comodo) degli editori che intendi consultare, le modalità di invio del manoscritto. Oggi arrivare a un vero editore non è facile, pensa a un’alternativa: considera, sempre che ci siano le condizioni, anche l’auto pubblicazione o  la strada del crowdfunding.

Ti consiglio di consultare questi articoli:

Self-publisher: vantaggi e svantaggi dell’auto pubblicazione 

Crowdfunding libri: editoria e opportunità per scrittori 

Come presentare un libro ad un editore: consigli utili  

 

Iniziare a strutturare il libro, prove tecniche  

La fase che inizia ora, in realtà, può essere condotta anche mentre si delineano percorsi e si studiano strategie. Certo, sarebbe più utile avere prima ben chiari gli aspetti analizzati fino a qui, ma nulla ti vieta di iniziare a porre le basi del tuo libro; fallo senza timore se hai già ben chiaro che si tratta di una storia o di un argomento che avrà un ottimo riscontro di pubblico o è un’impresa che intendi comunque portare a termine. 

Da dove si parte? Dalla struttura. Credimi, vale per qualsiasi libro ed è utile nel 99% dei casi. Se non strutturi bene il percorso, sarà difficile mantenere la rotta. Infatti, quando arrivano i blocchi, non riesci a proseguire, senti delle debolezze (reali) nello sviluppo narrativo, dipende da un mancato lavoro strutturale. Come fare quindi?

Ti consiglio la lettura di un articolo-guida sulla struttura:

La struttura narrativa: sviluppare la trama di una storia 

 

Fai un buon indice 

L’indice è la struttura base. Basta? no. Ma almeno inizi a definire macro e micro argomenti di quello che scriverai. Attenzione, il più delle volte non è l’indice che andremo a inserire nel libro, nell’opera definitiva. Serve a noi per “vedere” l’impalcatura e lo scheletro della storia.

Lavorando sull’indice con gli autori, ho visto spesso cambiare l’idea iniziale migliorandola e definendola con più precisione. Alcuni argomenti sono stati abbandonati, altri integrati. Questo è un primo passo importante per capire quale sarà la strada da intraprendere e seguire. In seguito, dovrai dettagliarla il più possibile. Se si tratta di romanzo, lavorerai sulla trama, sull’intreccio, sulla trasformazione dei personaggi e l’evoluzione della vicenda. 

 

La mappa come strumento di guida 

Torno a parlare di mappe. In questo caso, nella fase di struttura, la mappa può essere molto utile. Sai quando la uso in particolare? Quando l’autore arriva con una storia già abbozzata, ma molto confusa, troppo densa di vicende e particolari che fanno perdere il filo conduttore. Posso dirti che si è sempre rivelata una strada efficace. Ecco, di strada si tratta. Immagina la mappa come una percorso in tutti i sensi, puoi anche divertirti e dettagliarla con disegni, illustrazioni, foto e avere su una o due pagine tutta la tua storia. Gli scrittori di fantasy e fumetti la utilizzano, diciamo che è uno storyboard realizzato come percorso. 

 

Definire lo stile: costruisci il vademecum 

Sai che molti autori scrivono senza mai pensare allo stile? Sarà perché è innato, già. Ma lo stile, in realtà, va, in gran parte, costruito e quindi è uno di quegli elementi che meritano la tua attenzione. 

Lo stile è il risultato, da un punto di vista formale, dell’applicazione di una serie di regole che possiamo definire “Norme redazionali”: ci aiutano ad avere parametri certi a cui attenerci. Un testo mancante di ancoraggi è un testo poco coerente e spesso frammentario. Scrittori – ed editori – dovrebbero sempre avere un proprio vademecum di Norme redazionali. Se vuoi avere dei suggerimenti concreti per capire che cosa intendo e come costruirti il vademecum ti consiglio di leggere l’articolo-guida Norme redazionali: che cosa sono e come applicarle.

Lo stile caratterizza l’autore. Dipenderà quindi da come utilizzerai la punteggiatura, dal tipo di fraseggio e di costruzione sintattica su cui si modulerà la tua scrittura. Ma non è tutto qui. Lo stile è anche un “modo di essere scrittore e scrittrice”. Significa il tuo sguardo sul mondo, la tua sensibilità. Se sei un romanziere, sarà il punto di vista da cui racconti la storia, quel quid che la renderà unica perché tua, originale. Invece se si tratta di manuale o saggio, molto dello stile dipenderà dal linguaggio, dal ritmo narrativo, dal tuo “tono di voce”. 

Lo stile siamo noi, nella nostra completezza.

 

Scrivere la prima bozza 

A questo punto puoi passare alla stesura della prima bozza. Ah no, aspetta un attimo. Nel caso di un romanzo, dovrai avere almeno effettuato uno studio e mini biografia dei personaggi, caratterizzandoli al meglio; ti sarai interrogato sull’ambientazione della storia, sia a livello di luoghi che di tempo. 

Stai scrivendo un manuale? Verifica di aver delineato bene il percorso, analizzato le fonti che citerai e organizzato lo sviluppo degli argomenti. 

Allora sì puoi iniziare una prima stesura. Dopo gli appunti presi a mano, passo al computer e utilizzo Google Drive così sono certa di non perdere nulla: ti consiglio di assicurarti sempre il salvataggio dei file. 

“Sono convinto, Lucas, che ogni essere umano è nato per scrivere un libro, e per nient’altro. Un libro geniale o un libro mediocre, non importa, ma colui che non scriverà niente è un essere perduto, non ha fatto altro che passare sulla terra senza lasciare traccia”.

Ágota Kristóf

editare un libro

Passare alla stesura vera e propria 

Dopo la prima bozza, il testo va ripreso e passerai a quella che possiamo definire la stesura vera e propria. La prima bozza è il momento di una scrittura più libera, in cui scrivi e scrivi senza preoccuparti troppo della forma o di altri aspetti che risolverai nella fase di revisione. Fatto questo però, il testo va del tutto riconsiderato sotto alcuni aspetti in particolare.

 

Trovare e risolvere i vuoti narrativi 

Una delle problematiche che si riscontrano in sede di seconda stesura sono i vuoti narrativi, tutte quelle mancanze di cui non puoi, in genere, renderti conto in prima bozza. Può succedere che un personaggio agisca in un certo modo ma questa sua reazione non sia stata per nulla preparata nel corso della storia e risulti del tutto ingiustificata; oppure, accade che si traggano le conclusioni di una teoria senza averla ben analizzata o confrontata con altre posizioni. Sono tanti quelli che chiamiamo vuoti o cadute. In molti casi, chi scrive non ha gli strumenti per evidenziare tutte queste carenze; va detto che possono essere sottili e non rivelarsi nell’immediato. Un editor invece le scova con facilità e suggerisce i rimedi utili.

 

Verificare i nessi e la congruenza 

Ogni pagina di un libro è legata a quella che precede e prepara quella che segue. Vale anche per ogni frase. Verifica quindi che ci siano nessi logici e di sviluppo della narrazione e nessuna parte sia a sé perché, in questo caso, potrebbe rivelarsi superflua. Così come dovresti prestare molta attenzione al principio della congruenza. Troppo sottovalutato, ma fondamentale perché una scrittura funzioni. Non dovresti trovare passaggi narrativi incongruenti. Quello che scrivi non può negare ciò che hai affermato in precedenza. I personaggi saranno congruenti nel carattere e nelle azioni; l’ambientazione deve rispondere a determinati criteri, così come lo svolgimento temporale della storia. Manuali e saggi, per funzionare, espongono tesi ben costruite e percorsi sempre comprensibili e giustificabili. 

 

La fase della rilettura 

Quante volte rivedere un testo? Non c’è una regola. Fino a quando hai risolto tutti i dubbi, hai fatto le necessarie verifiche e inizi ad avvertire sicurezza riguardo al tuo testo. Non cedere alla stanchezza, non dire “va bene così” se non ne sei certo. Ma quando davvero ci hai lavorato tanto, allora il lavoro di stesura può considerarsi concluso e puoi passare a una fase, a mio avviso, tra le più impegnative: la rilettura.

Devi rileggere con attenzione. Da un punto di vista formale, correggi refusi, grammatica e sintassi. Nel merito, verifica che tutto funzioni. Prova a leggere a voce alta: è un metodo efficace per sentire stonature nella scrittura. Ancora meglio, fai leggere a qualcuno che si presta e tu ascolta. Vedrai, quante rivelazioni. 

 

La fase della revisione 

Ora pensi di pubblicare il tuo testo (e perché se no avresti fatto tutta questa fatica?) rivolgendoti a un editore che si occuperà anche dell’editing (a patto che non debba investire tanto lavoro ma si ritrovi con un testo abbastanza buono; se vuoi sapere la posizione di un editore sulla questione editing, ti consiglio la video intervista all’autrice Erica Fierro e all’editore di Terra Nuova edizioni dal titolo Scrivere un libro acrobatico. Se hai ancora delle incertezze sul tuo testo rivolgiti a un professionista. Tutti gli autori che hanno fatto un buon editing, la riconoscono come un’attività indispensabile.

A questo punto, spero davvero che tu abbia un’idea più chiara su quali siano i passi da compiere per iniziare a scrivere un libro. Sì, è solo l’inizio. Poi viene la parte di ricerca della migliore modalità di pubblicazione e la fase della promozione e diffusione del libro.

In ogni caso, scrivere un libro è una delle più belle avventure che ti possano capitare.

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