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Ghostwriter? Chi è? Il fantasma di uno scrittore che si aggira nei magazzini delle case editrici a spaventare chi non gli ha pubblicato l’opera scritta quando era in vita. Un vendicatore che terrorizza gli editor e gli agenti letterari che non gli hanno prestato ascolto. Per fortuna no. Si tratta di una persona viva e vegeta con un ruolo professionale sempre più importante e sempre più in crescita in un mercato che non è solo quello editoriale ma anche quello del marketing, del personal branding, del giornalismo. Sono davvero anni fortunati per chi intraprende o ha intrapreso tale professione, certo, sono necessarie competenza e tanta, ma tanta, flessibilità.

Ghostwriter: significato

In effetti letteralmente significa “scrittore fantasma” ed è un termine inglese. In italiano è difficile tradurlo in modo esatto: il o la professionista che scrive per conto di altri, ecco, potremmo definirlo così. Ma dai, ammettiamo che la parola ghostwriter è più efficace e forse anche più affascinante. Sono persone che – molto brave a scrivere e a interpretare lo stile – prestano il proprio talento per altri. Ma sono anche dotati di larghe vedute visto che accettano di non comparire, di non firmare l’opera e di non essere citate. Insomma, è questione di carattere. Ci sono stati dei casi in cui il ghostwriter è stato citato come editor nel colophon del libro anche se poi in realtà quel libro l’ha proprio scritto. (Il colophon del libro è quella colonna che troviamo in genere nelle prime pagine in basso a destra e in cui sono contenuti tutti i dati del libro: autore, editore, copyright, numero identificativo o Isbn, luogo e data di stampa). In tante altre situazioni si fa il suo nome nei ringraziamenti. Mi è capitato, per esempio, di essere stata citata come “professionista con cui è stato interessante confrontarsi” e va bene. Così come può succedere, dicevo, che non si venga citati affatto. Se ci piangete su, avete sbagliato mestiere; se tentate, in qualche modo, con frasi sibilline, di far capire che quel libro l’avete scritto voi senza averne l’autorizzazione dall’autore, allora, cambiare lavoro. E scrivete dei libri vostri.

Ghostwriter ed editor: le differenze

Sono due figure distinte anche se possono in molti casi sovrapporsi e svolgere entrambe le funzioni perfino all’interno dello stesso progetto di lavoro. 

L’editor pratica editing sui testi e non è necessariamente un ghostwriter. La maggior parte degli editor corregge ma non scrive testi o opere per altri. Così come il ghostwriter non è detto che sappia anche fare editing a livello professionale, certo, sarebbe meglio ma può sempre avvalersi della collaborazione di altri editor che gli correggano i testi dopo averli scritti. Io sono editor e ghostwriter e mi rendo conto quanto i due ruoli siano diversi e non debbano in molti casi interferire. L’editor, per esempio, non deve scrivere per conto dell’autore quando si occupa dell’editing di un romanzo perché rischierebbe di falsare la voce dello stesso. 

Un editor poi può essere un maestro e un fuoriclasse delle correzioni ma non essere in grado per vari motivi di affrontare la scrittura di un testo per conto di un’altra persona. Il ghostwriting richiede una predisposizione che non si può certo esaurire nel saper scrivere.

Ghostwriter, copywriter, content writer: le differenze

Anche queste figure professionali non devono essere confuse, ma tenute ben distinte.

Il copywriter intanto si occupa di contenuti per il marketing e la pubblicità, lavora in genere per le aziende. Apro una parentesi per definire anche il content writer che invece scrive testi per i siti delle aziende. Come capite il ruolo del ghostwriter è ben diverso: si occupa di scrittura di libri di vario genere, scrive articoli e testi che vengono poi attribuiti ad altri. Per chi volesse approfondire l’argomento consiglio la lettura dell’articolo “Lavorare nell’editoria: quali sono oggi le professioni?”.

Ghostwriting: le caratteristiche di un mestiere

Di una cosa sono convinta e la affermo senza dubbio: il ghostwriting non è un mestiere per tutti. In molti e molte possono farlo abbastanza bene. Pochi possono essere dei fuoriclasse. Non è per niente facile. Vediamo alcune caratteristiche principali che dovrebbe possedere chi intende svolgere attività di ghostwriting. 

  • Sapere scrivere bene. Fondamentale ma non basta. Non è solo un fatto di essere capaci di scrivere, di avere un bello stile. Bisogna essere in grado di adattare la scrittura allo stile di chi si rivolge a noi, quindi essere duttili. Dirò anche questo: in certi casi, bisogna essere capaci di “sporcare” la scrittura, adattarla a uno stile che magari non è perfetto. 
  • Capacità di studio e approfondimento. Al ghostwriter arrivano le richieste di scrittura più disparate e certo non si è esperti in ogni materia. Che fare? Avvalersi di consulenti, certo, quando è necessario ma più che altro essere disposti a studiare, informarsi, leggere libri, consultare le fonti.
  • Comportamento etico. Al ghostwriter si chiede discrezione. Secondo me è una delle caratteristiche più importanti. Per alcuni è trendy avere un ghost e quindi dichiararlo ma per la maggior parte non è così. C’è un gesto di grande fiducia alla base di chi si affida al o alla ghostwriter e questa fiducia non va tradita in alcun modo ma rispettata. Oh sì, sarebbe bello dire: “sai quel libro, lo vedi, quello in vetrina, in realtà l’ho scritto io ma non dirlo a nessuno eh” oppure “lo dico solo a te, ma tutti i testi di quel vip sono miei”. Ecco, qui finisce la professionalità che in realtà non è mai esistita.
  • Essere capace di progettare un’opera. Il o la ghostwriter non raccoglie solo quanto il cliente gli passa ma è in grado di portare chiarezza nelle idee dell’autore, non solo, deve farsi carico di progettare il testo in tutti i suoi aspetti dandogli quella personalità necessaria a esprimere i contenuti richiesti.

Carattere e abilità

“Ma non ti disturba il fatto di scrivere per altri, fare tanta fatica e poi non vedere neppure il tuo nome sull’opera pubblicata e che magari riscuote pure un buon successo?”.

Questa domanda me la fanno spesso. Sono sincera: no, non mi disturba, anzi. Si tratta di una sfida. Per me è davvero ogni volta una sfida: scrivere un libro per altri significa interpretare una parte, come a teatro: devi farla così bene che nessuno pensi che tu stia recitando; il lavoro è dare il meglio, coinvolgere lo spettatore, a volte confondere persino te stessa. Il ghostwriter non deve essere egotico, attaccato all’apparire ma deve amare le sfide, le trasformazioni, Ecco deve essere un po’ trasformista.

 

Che cosa scrive il ghostwriter?

Quali sono le opere e le tipologie di testi in cui presta la propria opera questo professionista? Sono tante e in questi ultimi tempi l’ambito di operatività si è molto evoluto, la domanda arriva da un pubblico sempre più eterogeneo a cui si deve saper dare la giusta risposta.

Vediamo quali sono le opere su cui si concentra il lavoro del ghostwriter.

  • Manualistica. Il campo che registra i maggiori ingaggi è quello della manualistica. Oggi si sono diffuse molte nuove figure professionali nel mondo del coaching, per esempio, ma non solo: sono professionisti che hanno necessità di propagare un metodo, di far conoscere l’attività ma hanno poco tempo e spesso anche scarsa dimestichezza con la scrittura. Per questo preferiscono affidare a un o a una ghost la stesura del testo. Saggia decisione: meglio affidarlo – passando i contenuti – invece di produrre un testo di dubbia qualità che non porterebbe gran vantaggio al professionista. 
  • Biografie. Il ghostwriter è chiamato a scrivere numerose biografie di personaggi che non hanno modo e tempo di dedicarsi a questa pratica, ma magari hanno già firmato un contratto con un editore.
  • Opere varie. Il ghostwriter può essere ingaggiato da una casa editrice per scrivere opere varie, in genere destinate a collane editoriali.
  • Articoli e post per i social.
  • Audio e video. Oggi il ghost è ingaggiato anche per la stesura di testi di audio (podcast) e video, un settore in grande sviluppo.

Il o la ghostwriter scrive anche romanzi?

In Italia poco. I romanzieri sono orgogliosi e il romanzo è un fatto molto personale. All’estero è più facile ricorrere al ghost magari quando si è firmato un contratto con un editore per più libri e il tempo stringe. Negli ultimi tempi mi è successo non tanto di scrivere romanzi per conto di altri, ma di andare a integrarli, rilevare le debolezze e contribuire a dare forza alla struttura scrivendo o riscrivendo alcuni passaggi basilari.

Come diventare ghostwriter

Ma come si diventa ghostwriter oggi?

Ti dico subito che non c’è una vera e propria scuola, così come non esiste un albo del ghostwriter. Insomma non ci sono diplomi o lauree. Rimando ad un articolo che può essere di certo una buona integrazione a questo e cioè Come diventare editor e ghostwriter.

L’esperienza: certo, importante e fondante. Ma questa è anche una professione che ha bisogno di un metodo altrimenti il rischio è non lavorare bene, non rendere lo stile dell’autore e venir meno agli impegni presi. 

 

 

come diventare ghostwriter

Come diventare ghostwriter?

La formazione è molto importante. Conta l’esperienza, la pratica ma anche lo studio costante. Non è ammessa l’improvvisazione, il talento va allenato ogni giorno, servono etica e tanta onestà.

La formazione

Molti mi chiedono se la laurea sia utile e necessaria. Non dico necessaria, ma utile sì. Lo sappiamo bene quanto gli studi universitari, se ben fatti, aprano i nostri orizzonti.

Quale laurea? Qui il dibattito è acceso. C’è chi dice che debba trattarsi di studi letterari. La formazione d’eccellenza. Ma, a onor del vero, come per la professione di editor, mi sento di dire che non è proprio così. Sapete che ci sono ghostwriter bravissimi, laureati in chimica (sì in chimica), biologia, ingegneria, architettura. Quindi non sarei troppo fiscale su questo aspetto. Quello che conta è continuare a studiare, sempre. Leggere, informarsi e formarsi. 

Conoscere un paio di lingue straniere allarga le possibilità di lavoro, senza dubbio. Credo inoltre che sia utile anche una specializzazione. Se c’è una materia in cui siete molto preparati vi potete proporre come ghost specializzato.

Come dicevo, non basta saper scrivere.

  • Credo vada effettuata – almeno, per me si è rivelata molto utile – una ricerca continua sui testi presenti nel mercato editoriale; consiglio di creare una sorta di archivio degli stili e delle strutture di scrittura.
  • Poi, bisogna entrare nel mondo del cliente: scrivere per un’azienda di grandi dimensioni è diverso che scrivere il libro per lo stilista emergente che vuole farsi conoscere; intervistare venti persone e trovare il filo conduttore è molto differente rispetto all’avere un solo interlocutore. Bisogna prepararsi nella tecnica delle interviste.
  • Sapere che cosa domandare, quali aspetti far emergere da una storia.
  • Aggiungo: bisogna studiare le tecniche narrative. Se non si conoscono le tecniche narrative come si fa a costruire bene un libro? Guai a seguire sempre lo stesso identico modello per tutti. Ci sono ghostwriter o presunti tali riconoscibili proprio per questo: e non dovrebbe mai accadere. 

Presentarsi bene

La cosa fondamentale è imparare a presentarsi bene, a far conoscere la propria attività al pubblico di riferimento. La crisi dell’editoria ha fatto in modo che venissero meno molti rapporti di lavoro a tempo indeterminato o collaborazioni continuative. Ha rappresentato un problema, certo. Ma ha messo molti professionisti nella condizione di crearsi un’identità in rete, un sito, un blog e per molti è stata una strada di crescita incredibile sia a livello professionale che economico.

All’inizio puoi partire con un sito e un blog e presenza sui social più significativi. Non puoi mancare su LinkedIn. Ti consiglio anche Telegram che, per quanto mi riguarda, mi sta portando ottimi risultati. Su Fb, oltre a una pagina istituzionale, ho coltivato negli anni due gruppi (Writing Way Lab  e Scrittura Terapeutica) che sono una bella esperienza, un luogo di vivace dibattito e mi permettono di stare in contatto con un pubblico che amo per le continue capacità di sollevare argomenti e questioni interessanti. Si dona molto, ma si riceve tanto in cambio. Sceglierai poi tu i social su cui ti senti particolarmente a tuo agio. Quando potrai investire una piccola cifra, cerca qualche bravo o brava esperta di digital, un social media manager, che ti aiuti a sviluppare la tua presenza sul web. 

Ghostwriting: i vantaggi di una professione

Intraprendere la professione di ghostwriter presenta anche numerosi vantaggi nel rafforzare la propria professionalità oltre che nel mettersi alla prova. Quali vantaggi? Eccone alcuni, i principali.

  • L’attività di ghostwriting aiuta a superare il blocco da rifiuto. Molti scrittori davanti ai primi rifiuti si bloccano, iniziano a perdere fiducia in sé. Eppure, spesso non è una questione di bravura o meno, ma di stile: non potrai mai, come autore, piacere a tutti. Esercitare questa attività ti porta a diventare più duttile, a sperimentare nuovi stili e a non preoccuparti troppo se piacerai o no anche perché, ricordalo, non sei mai esposto in prima persona: sarai spronato o spronata a fare ancora meglio, senza dubbio, ma comunque per molti stare dietro le quinte è un toccasana. Per esperienza posso dirti che nell’attività del ghostwriter è molto raro, quasi inesistente, il blocco dello scrittore (al quale credo poco, si tratta per lo più di momenti in cui non si riesce per una serie di motivi ad approcciare nel modo giusto l’attività di scrittura).
  • Allenamento costante. Il ghostwriter si allena di continuo. Per esempio, come ghostwriter scrivo ogni giorno per portare avanti i libri, gli articoli e i post che i clienti mi affidano. Mi rendo conto quanto sia importante e utile questa pratica. Quando devo scrivere per me, sento di aver accumulato esperienza e i tempi di scrittura si riducono senza perdere in qualità, anzi. Si sa che la pratica ci migliora sempre.
  • Il curriculum si arricchisce. Presentarsi come ghostwriter è di certo un arricchimento del proprio curriculum; ovvio, la premessa è che tu sia capace e preparato. Tra le tante professioni, questa ti permette di entrare nel mondo della scrittura e dell’editoria. E non solo.
  • Aumentano i contatti. Praticando attività di ghostwriting, entri in contatto con tante realtà e, credimi, farsi conoscere è fondamentale. Se lavori bene stai creando le premesse per quella che reputo la strategia di marketing più efficace: il passaparola. Essere consigliati, suggeriti, indicati come professionisti vale davvero tanto. Le persone si fidano delle parole di un amico, un collega, una persona che stimano. Lavora bene e costruisci rapporti di fiducia, vedrai come aumenterà il tuo portfolio clienti.
  • I guadagni sono maggiori. Non c’è dubbio che l’attività di ghostwriter ti consenta di ottenere maggiori guadagni rispetto all’attività di scrittore che, in genere, vive dei diritti sulle vendite. Il ghostwriting è ben pagato proprio perché è un lavoro di responsabilità, che richiede come abbiamo detto doti e capacità particolari. Se avrai costruito bene la tua reputazione vedrai un’ottima resa economica, certo, a fronte di un lavoro impegnativo e costante. Considera anche che molte aziende e imprenditori si rivolgono sempre di più ai ghostwriter professionisti per produrre i contenuti utili alla comunicazione ma anche per scrivere libri.

Ghostwriter cercasi

Sei tu invece che hai bisogno di un ghostwriter? Hai necessità di scrivere un libro ma non hai tempo o modo, insomma la scrittura non è il tuo forte. T’invito a visionare subito la mia pagina in cui ti illustro la mia attività di ghostwriter.

 

Ghostwriting: i prezzi

Che domanda interessante, vero? Quanto puoi chiedere per la tua prestazione di ghostwriter? I prezzi sono davvero vari. Non è semplice dare una tabella prezzi come qualcuno mi chiede. Personalmente non ho uno standard preciso perché ogni opera presenta caratteristiche diverse anche se, certo, c’è un mercato che oscilla tra un minimo e un massimo definiti.  Da che cosa dipende il prezzo?

  • Dalla bravura del ghostwriter e dalla sua esperienza. Non si discute sul talento, certo. Però fa la differenza aver scritto 20 libri e averne scritti uno o due. Il sito dovrebbe mostrare anche se non una Gallery almeno referenze. Oggi dipende anche dal peso del brand di questo professionista, da quanto sia conosciuto, rinomato per la professionalità. Attenzione, non si paga un brand “vuoto”, quando dico “brand” intendo che dietro ci siano anni di lavoro, esperienze e opere scritte. Già, ma come si mostrano le opere se un ghost non può dichiararle? Come si citano nel curriculum? Credimi, non è necessario citarle. Dipenderà dalla tua comunicazione, da riferimenti a vari settori, dal mostrarti preparato e “sul pezzo”. Molti tuoi clienti soddisfatti parleranno per te.
  • Dal tipo di scrittura che viene richiesta e dalle ricerche che si rendono necessarie. 
  • Articoli e post. In questo ambito ci sono i prezzi più disparati. Che cosa ti consiglio? Di calcolare il tuo costo orario (che devi sapere, mi raccomando) e moltiplicarlo per le ore di lavoro che un dato articolo ti comporterebbe. Devi conoscere il valore del tuo lavoro e solo tu puoi fare il prezzo giusto per quello che offri.  Se hai un costo orario di 15 euro o di 50 euro (ripeto, devi conoscere il tuo costo che non sarà – o magari sì – uguale al mio) cambia se lavorerai su un testo 3 ore al giorno per 60 giorni. Molti pubblicizzano tariffe a parola, dai 0,05 ai 0,25 centesimi a parola, appunto. Non amo molto questa quantificazione. Con il tempo devo dire che ragiono sempre di più a progetto. Un articolo può andare dai 120-150 euro fino a 500-600 euro. Amo confrontarmi con il cliente, capire le sue esigenze, confezionare dei prezzi che abbiano basi di mercato, ma che tengano conto delle variabili richieste e delle competenze profuse. Un articolo o un post possono essere arricchiti – se il ghost è competente o ha un collaboratore valido – dalla scrittura Seo che garantirà una maggiore ricercabilità e visibilità dell’articolo o del post. La cosa importante è non svendere mai il proprio lavoro, essere corretti e giusti ma riconoscere il valore della prestazione. Se sei all’inizio forse varrà la pena non puntare tutto sulla remunerazione, ma sulla possibilità di fare esperienza.

 

Quanto costa farsi scrivere un libro?

E quando si tratta di scrivere libri, quanto può valere la tua prestazione? Attenzione: non è solo l’atto di scrivere ma è anche il corollario (in genere in questa fase si investe tanto tempo). Molti mi domandano quanto costi farsi scrivere un libro. Vale sempre il discorso tariffa oraria per ore di lavoro anche se in quest’ambito dovresti prevedere (questo puoi farlo dopo aver stilato una seria analisi del lavoro) le ore di ricerca, di interviste necessarie all’autore (le farai online o dovrai viaggiare? Quante ore passerai al telefono con l’autore? E quante su zoom o skype? Verrà nel tuo ufficio e passerete qualche pomeriggio a discutere del progetto? Ti passerà del materiale o dovrai ricercarlo o assemblarlo? Vorrà che tu lo segua nelle Convention?) e quelle vere e proprie di scrittura.

Ho scritto per autori con cui dovevo lavorare di notte perché stavano dall’altra parte del mondo; c’è stato chi ha registrato solo audio come fonte e tanti che non avevano fonti ma solo idee; autori di cui ho dovuto visionare centinaia di video, altri che ho seguito durante le loro formazioni e performance; personaggi impegnati che potevano chiamarmi solo durante i viaggi in auto e passarmi i contenuti tra Milano e Torino, tra Roma e Napoli, oppure aspettando il bagaglio in aeroporto. Ho visto i loro spettacoli, raccolto anche pensieri che non sarebbero mai entrati nel libro. Ho imparato tanto. Resta valida la nostra ipotesi di base pur lasciando il tempo che trova se teniamo conto di tutte le variabili di cui ti ho appena parlato: 15 o 50 euro orari x 2 ore al giorno di lavoro x 90 giorni. Il mercato? Varia. Va dai 4500-5000 fino a 12.000-20.000 euro.

Ci sono lavori di ghostwriting che non saranno mai davvero quantificabili. Al di là di questi prezzi, penso che il valore di un ghost sia dato anche e soprattutto dalla capacità di indirizzare, a volte di sovvertire, persino di far prendere una strada diversa da quella ipotizzata all’inizio dall’autore ma di certo più soddisfacente. Non è solo la persona che scrive ma è chi ha letto, studiato, sperimentato tanto da avere uno sguardo ampio; tanto da conoscere stili diversi, linguaggi, ritmi narrativi da imprimere alla scrittura.

Per questo ti consiglio, nel contratto che farai all’autore, di considerare un adeguamento della quotazione nel caso si andasse oltre gli impegni preventivati (nel ghostwriting di libri succede spesso). Certo, al cliente dovrai sottoporre un preventivo chiaro e completo, univoco. Devo dire che dopo tanti anni ormai riesco a comprendere – con poco margine di errore – di che natura sarà l’impegno che mi viene proposto e quanto tempo dovrò investire nel progetto. Ti consiglio di fare come prima cosa l’analisi delle fonti: come dicevamo, quanto materiale ti passerà l’autore? Quanto dovrai procurare tu? Quante interviste farete e di che durata?

Anche in quest’ambito ha un peso l’esperienza, il nome e la reputazione del o della ghostwriter. Per questo devi lavorare molto bene nel presentarti ma soprattutto nell’essere preparato e competente. Ricorda poi che gli autori guardano anche la passione che ci metti oltre che la competenza. 

Ghostwriter: professionista della scrittura

Vuoi scrivere un libro o magari la tua storia? Bene, allora contattami così valuteremo insieme il tuo progetto di scrittura.

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