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Un  cassetto ce l’abbiamo tutti. E forse anche un romanzo ben custodito dentro. A volte nel cassetto teniamo l’idea di scrivere un romanzo e molti appunti, frasi, strutture abbozzate, personaggi. Certo: non è facile. Ci vuole tempo, passione. La creatività è importante, ma non basta. Serve anche la conoscenza della tecnica. 

Come scrivere un romanzo: i passaggi necessari e utili 

Da dove s’inizia? Bisogna dire che parlando con autori affermati e che hanno già pubblicato diversi testi verrebbe da dire che non esiste una strada unica, una via certa e sicura che vada bene per tutti.

Scrivere un romanzo, scriverlo bene e portarlo a termine non è impresa semplice, va detto. Richiede la capacità di gestire tempo ed energie, di rimanere focalizzati sul lavoro intrapreso nonostante incombenze e impegni. Inoltre, a mio avviso, comporta anche una buona dose di coraggio: sì, ci vuole coraggio a rivedere le proprie scelte e spesso la fase dell’editing può rappresentare la necessità di una revisione massiccia di un lavoro che s’intendeva ormai giunto al termine.

Ci sono però degli step, delle fasi che sono utili a tutti, agli esordienti in particolare. I passaggi che lo scrittore deve seguire per trasformare la propria idea in libro sono determinanti.

Che cosa, in generale, è necessario fare?

scrivere un romanzo

Abbiamo tutti un cassetto e molti di noi dentro ci tengono un romanzo: quando gli daremo la vita che merita? A volte non lo facciamo perché siamo stati delusi già una volta e temiamo di sbagliare. Invece, dovremmo solo muovere i passi giusti. Dopo aver scritto, ovvio, una bella storia.

Testare l’idea in poche righe

Alle volte, diciamolo, non valutiamo con attenzione l’idea che abbiamo avuto. Ci sembra buona e non ci facciamo più domande. Invece la fase di test dell’idea è la base del successo del nostro romanzo. Ma come si può fare per testare l’idea? 

Intanto ti consiglio di raccontarla a parole: raccontala a te stesso e a chi pensi possa esercitare una valutazione critica. Raccontala a chi fa tante domande, a qualcuno di pignolo che ti metta di fronte alle eventuali debolezze dell’idea stessa.

Focalizzare l’idea: poi è necessario passare alla scrittura dell’idea . Le famose 5-6 righe che dovrebbero racchiudere l’idea “primitiva” che ti è venuta in mente. Non dilungarti troppo esprimi l’idea in poche righe, questo ti servirà ad elaborare gli aspetti principali:

– dove inizia la storia?

– che cosa succede?

– come finisce?

Che cosa intendo per idea primitiva?

Se vuoi puoi definirla anche ispirazione, è quella lampadina che ti si accende in testa, un abbozzo di storia, a volte una folgorazione, altre volte un nucleo nebuloso che deve prendere forma. Ma vedrai che già la stesura di queste poche righe sarà per te molto utile: capirai se stai padroneggiando l’idea oppure no. Ma ricordati: fatte domande, tante domande sulla tua idea. 

La cosa più importante se ti domandi come scrivere un romanzo è proprio quella  di testare l’idea: in questa fase ci vuole molta capacità autocritica. Non solo, prova ad immaginarla come fosse un film. Svilupperà la parte di immaginazione e ti aiuterà. 

Ti consiglio di vedere questo video Dall’idea del libro alla trama strutturata.

 

 

Aumenta le righe e sviluppa l’idea

Il passo in più è quello di sviluppare l’idea che hai scritto in 6 righe in almeno 20-25 righe. Questa è una prova ulteriore per vedere dove la storia sia debole. Ragiona sull’idea in 6 righe, individua gli elementi salienti e inizia a descriverli e svilupparli. Se per esempio hai detto che la vicenda si svolge in un certo luogo, è il momento di dire qualcosa in più di quel luogo geografico o di dare una collocazione temporale dettagliata. Cerca di fornire una descrizione dei personaggi che di certo non avrai inserito nelle 6 righe precedenti. Puoi dire chi siano, che cosa facciano, dove vivono, quali siano i bisogni a cui devono rispondere.

Dacia Maraini dice” non è tanto la storia quanto lo stile che conta che deve essere musicale, la storia deve avere una struttura”. E questo è vero, fondamentale.

Non è la storia in sé ma è come la racconto, la sviluppo e la struttura.  

 

Scegliere lo stile e il genere letterario

Scegliere lo stile: lo stile è formato da tanti elementi diversi (la scelta della punteggiatura, del linguaggio e del ritmo) ma è anche molto legato all’autore, alla sua personalità ed espressività. Che stile avrà la tua scrittura? La tua espressività sarà riconoscibile? Molti autori si distinguono per lo stile essenziale, altri per la ricchezza della terminologia. Frasi brevi o frasi lunghe? Che diatriba. La cosa che conta è che tu scelga di scrivere nel modo che senti più congeniale per te. Non è tanto il fatto che la frase sia breve o incisiva oppure lunga e articolata. Quello che conta è che sia corretta e ben scritta.

Quanto più ti conosci tanto meglio emergerà il tuo stile. Conoscere come ci rapportiamo al mondo, agli altri, studiare le nostre reazioni, i pensieri, le convinzioni ci aiuta ad essere autori migliori e più consapevoli.

Devi avere inoltre ben chiaro il genere letterario in cui si va ad inserire la tua opera. Ti sembrerà una banalità ma a volte il genere può non essere del tutto chiaro. Individua dei modelli, non certo da emulare ma da avere come punto di riferimento.

Quali sono i generi letterari principali?

– Romanzo di formazione: tratta dell’evoluzione del protagonista verso la propria maturazione; è un romanzo denso di sentimenti ed emozioni.

– Romanzo fantasy: ha come elementi caratterizzanti il mito, il soprannaturale, l’aspetto fantastico.

– Romanzo di fantascienza: si origina dal romanzo scientifico infatti ha come elemento base l’impatto della scienza e dello sviluppo tecnologico sulla vita umana.

– Romanzo storico: è ambientato in una società e in un’epoca del passato attraverso una fedele e appunto storica ricostruzione. Su questa s’innestano elementi di fantasia.

– Romanzo rosa: narra di storie e relazioni amorose che s’intrecciano in vicende e avventure. Se vuoi approfondire ti consiglio di leggere il mio articolo Romanzo rosa, dove sei?

– Romanzo poliziesco: è un genere che deriva dal thriller e dal giallo, qui dominano le indagini e il racconto del mondo poliziesco.

– Romanzo hard boiled: è un sottogenere del poliziesco, si distingue per la ferocia e per l’impatto di scene di violenza o di sesso.

– Romanzo giallo: la narrazione ruota intorno ad un crimine e ai personaggi coinvolti, c’è quasi sempre una figura – detective – di riferimento. Presenta come generi derivati: il noir, il thriller, la spy story.

– Romanzo thriller: si costruisce attorno alla suspense (dall’inghese to thrill, rabbrividire) e alla costante tensione in cui dovrebbe essere tenuto il lettore.

– Romanzo noir: deriva dal francese noir nel senso di nero, cupo da non confondere con il romanzo nero nel senso di gotico.  Una delle caratteristiche è identificata nel vittimismo del protagonista.

– Romanzo gotico: è un genere che nasce e si sviluppa a partire dal Settecento, unisce elementi ti stampo romantico con altri tratti dal genere horror.

– Romanzo horror: è dominato dalla suspense, dalla forza delle immagini e delle sensazioni. Trae elementi dal soprannaturale e dalle paure umane.

– Romanzo erotico: affronta argomenti e storie tratti dal rapporto fisico e dalla sessualità. Spesso ruota attorno a tematiche considerate tabù dal senso comune.

– Romanzo young adult: è determinate in questo genere l’età dei lettori, non più bambini e non ancora adulti. Per comprendere bene di che cosa si tratti rimando ad un articolo molto approfondito di Paola Gaiani, Young Adults che cosa sono e chi li legge.

  

La struttura narrativa è la base da cui partire

Uno step importante per blindare la tua storia e capire se tutto sia davvero funzionale è creare la struttura narrativa. Che cosa significa?

Ci sono diverse modalità per lavorare sulla struttura ma, credimi, è davvero un passo imprescindibile. Seguo tanti autori, leggo e correggo romanzi e quando ci sono debolezze nel testo, nello sviluppo narrativo quasi sempre è dovuto alla mancanza di una struttura che sia tale.

Per struttura intendo un impianto, una mappa, uno scheletro della storia. O anche, se vogliamo farla semplice, un indice strutturato che ti consente di aver presente tutta l’evoluzione dei fatti all’interno della narrazione. Devi trovare quale sia la forma più adatta per te. Ci sono autori che si creano dei veri e propri storyboard, delle sceneggiature. Altri che utilizzano le mappe mentali. In modo particolare, se stai scrivendo una storia articolata, la struttura non può mancare. Se vuoi approfondire in dettaglio come fare una struttura ti consiglio di leggere la mia guida La struttura narrativa, sviluppare la trama di una storia.

 

Creare personaggi efficaci: scheda e biografia

Quando lavori sulla struttura dovresti portare avanti in parallelo anche il lavoro di analisi dei personaggi. Ad essere sincera, lo studio stesso dei personaggi può rappresentare una struttura. Se costruisci il personaggio e lo fai bene, lo sviluppo della sua storia diventa, passo dopo passo, lo schema di quello che racconterai con accadimento, intreccio e risoluzione.

Parti da una semplice scheda di analisi in cui inserirai questi dati sul personaggio:

– età

– sesso

– professione

– famiglia di origine e famiglia attuale

– particolari problematiche

– obiettivi

– bisogni

– paure

– come si relaziona con gli altri

– che idea ha della vita e della sua presenza nel mondo

Dopo questo puoi dedicarti alla scrittura di una vera e propria biografia dei personaggi principali. Certo, non tutti gli autori lo fanno però è molto utile soprattutto sei sei esordiente o se hai difficoltà a comprendere i tuoi personaggi. A volte succede che i personaggi emergano nella mente dello scrittore ma devono essere chiariti e capiti, delineati in maniera più precisa. 

  

L’importanza di suddividere l’idea

Se quello  che hai in mente è di scrivere un romanzo corposo, diciamo intorno alle 200 pagine, dopo aver fatto le 20-25 righe dovresti sviluppare ulteriormente l’idea, fare una sorta di riassunto di almeno 10-15 pagine, un riassunto in cui ripercorri la vicenda che intendi narrare, il suo svolgimento.

Questo è molto utile per capire se ci siano dei veri e propri accadimenti, se lo sviluppo sia coerente o ci siano cadute da colmare, o personaggi da rifinire. 

Fatto il riassunto lo puoi suddividere: in parti, capitoli, punti costruendo una sorta di percorso. Ogni capitolo o parte sarà chiusa in sé così nella fase della stesura potrai dedicarti ad una parte o all’altra senza dover seguire per forza il filo consequenziale della storia.

La suddivisione è importante, ti permette di avere uno sguardo ampio sul tuo lavoro e sulla struttura che gli stai dando ma contribuisce a migliorare l’organizzazione della scrittura.

 

 Ora puoi iniziare a scrivere il romanzo

A questo punto hai lavorato abbastanza per preparare la fase organizzativa (mi verrebbe da dire che il più è fatto ma certo c’è da scrivere ancora molto però considera che con questo metodo hai senza dubbio dato un’impostazione concreta al tuo lavoro) e puoi passare alla scrittura. Lasciati andare nella stesura, non preoccuparti in questa fase di sfoltire, aggiustare, correggere, dosare la punteggiatura. Lo farai nella fase di revisione e riscrittura, nella seconda e terza bozza per intenderci.

Mi permetto di darti un consiglio.

Inizia qui la fase più creativa  ma anche quella in cui rischi  di disperderti. Non ho dubbi che avendo una struttura già predisposta il tuo lavoro sia al sicuro e anche se ci saranno momenti d’inattività potrai sempre riprendere senza grandi difficoltà. Ma datti un tempo, fissati un termine entro il quale finirai la prima bozza. Valuta in base a quanto tempo potrai dedicare alla tua opera ma non lasciare al caso o pensare di farlo nei ritagli di tempo perché il rischio è non finire.

Quando rivedo i romanzi degli autori metto in conto di fare almeno 3 o 4 bozze di revisione, a maggior ragione prevedile anche nella stesura. Hai raggiunto la fine? Hai terminato di scrivere il tuo romanzo?

Hai scritto tutta la storia? Bene ora inizia quello che chiamo “il tempo del miglioramento”, è la fase in cui costruisci davvero la resa efficace  e il successo del tuo testo.

 

scrivere e pubblicare un romanzo

Ad un certo punto il romanzo deve vedere la luce, essere pubblicato, essere letto, è questo il suo scopo.

 

Editing e revisione del romanzo

Fase cruciale del lavoro di scrittura, quella che davvero fa la differenza. E sì, perché è solo sottoponendo gli scritti ad un’attenta revisione che emergono errori, incongruenze, cadute narrative, inverosimiglianze.

Il primo editing lo fa l’autore. È lui che più di tutti sa capire se con la propria scrittura è stato capace di trasmettere al meglio il racconto, ma soprattutto le emozioni che attraverso la narrazione devono sempre passare al lettore. Ti consiglio la lettura dell’articolo Editing, come farlo e perché è utile. 

Scrivere un romanzo significa anche riscrivere

L’editing che forse molti identificano con un’attività noiosa, una correzione di bozze con la lente d’ingrandimento può invece diventare una strada di crescita personale incredibile. Quando correggiamo la nostra scrittura stiamo apportando modifiche al nostro linguaggio, non solo, andiamo ad agire sulle connessione neuronali del nostro cervello. 

Gli scrittori hanno il dovere di conoscere le regole fondamentali della revisione dei testi.

Chiedere l’aiuto di un editor

 Se l’autore lo riterrà opportuno, potrà sottoporre il proprio scritto anche ad un editor per la messa a punto finale. Questa è una fase che dovrebbe rappresentare una vera e propria formazione. 

Va detto che ci sono ancora editori che si avvalgono di editor e quando sono interessati ad un testo si preoccupano di farne fare la revisione anche secondo le linee editoriali, questo è almeno quello che dovrebbe fare un editore serio. Non deve spaventare l’idea di riscrivere in parte o da capo il proprio testo e neppure di togliere intere sezioni che si rivelano poco funzionali ai fini della narrazione. Gli scrittori permalosi che non accettano critiche non vanno mai molto lontano. 

Per contro ne esistono altri che per insicurezza o eccessivo scrupolo ritengono che il proprio romanzo non sia mai abbastanza a posto e che possa migliorare se rivisto “ancora una volta”. Si può migliorare sempre – si sa – ma questa convinzione deve funzionare come stimolo non diventare un capestro.

Ad un certo punto il romanzo deve vedere la luce, essere pubblicato, essere letto, è questo il suo scopo. Scrivere un romanzo e poi chiuderlo in un cassetto è come far germogliare un seme e poi nascondere la pianta. Un vero peccato.

 

Editore o self-publishing?

Mentre ci si dedica alla scrittura del romanzo e si è data ormai risposta al come scrivere un romanzo iniziano ad apparire altre domande che hanno a che fare con la pubblicazione dell’opera. E qui comincia un’altra fase, spesso dolente: a che genere di pubblicazione affidare il proprio lavoro? Optare per il self publishing o cercare un editore tradizionale? Ho affrontato questa tematica – questo dilemma – in due articoli-guida che ti segnalo:

Self-publisher: vantaggi e svantaggi dell’auto pubblicazione

Come presentare u libro ad un editore: consigli utili

 

Scrivere  e pubblicare un libro: due cose diverse

Il consiglio è sempre lo stesso: informatevi, prendetevi del tempo per analizzare le diverse possibilità nel campo dell’editoria, fatevi un’idea di che cosa offra il mercato. Internet è una fonte formidabile di notizie. In Italia sono presenti migliaia di editori e non è facile districarsi nel mare magnum delle possibilità.

Ma poi fatevi una vostra opinione studiando di persona il sito delle case editrici che v’interessano. Lì troverete la loro storia, il catalogo, notizie riguardo la disponibilità o meno a valutare nuovi autori e, il più delle volte, anche l’iter da seguire per sottoporre loro il vostro manoscritto.

Accertatevi che il genere di libro che avete scritto possa trovare posto in una delle collane dell’editore a cui intendete rivolgervi. Cercatelo con cura, più il vostro libro è il linea con la filosofia della casa editrice e più alta sarà la possibilità che venga preso in considerazione.

Ci sono editori di genere, specializzati in settori particolari della letteratura, case editrici che pubblicano solo libri per l’infanzia, altre di stampo religioso e spirituale, chi si occupa di gialli e di noir, chi ha scelto di editare solo racconti.

E il self-Publishing?

Lo stesso discorso vale per l’autopubblicazione o self Publishing. 

Il panorama è molto vasto: qualcuno offre un servizio di stampa pura e semplice senza accollarsi l’onere della distribuzione, altri invece preparano il volume e lo mettono in vendita attraverso i canali di distribuzione più diversi, come cataloghi o internet, e soltanto quando viene richiesto dagli acquirenti procedono con la stampa.

Scegliete il metodo che vi piace di più, con attenzione certo, ma date una possibilità al vostro romanzo.

Pensate che grave perdita sarebbe stata per tutti gli amanti della lettura se Joanne Kathleen Rowling, celebre autrice dei libri della serie di Harry Potter, si fosse lasciata scoraggiare dai molti rifiuti ricevuti dalle prime case editrici a cui propose il proprio lavoro. O se Stephen King si fosse arreso di fronte al giudizio di chi rispedì al mittente Carrie, il suo primo romanzo, perché lo ritenne poco interessante e con scarse probabilità di essere apprezzato dal mercato. Volete l’esempio di un autore italiano?

Primo Levi. Vedendosi rifiutare Se questo è un uomo, e sapete da chi? Da Natalia Ginzburg e da Cesare Pavese. All’inizio lasciò perdere, ma poi provò a sottoporlo ad una piccola casa editrice piemontese che accettò di curarne la pubblicazione.

Da allora è stata storia.

C’è un altro step, basilare, importante, senza il quale ogni percorso non sarà mai davvero determinante: la fiducia. Ne serve molta per scrivere un romanzo. Abbiatene tanta. In voi stessi.

Il gruppo Writing Way Lab 

T’invito al gruppo fb  Writing Way Lab affrontiamo spesso questa tematica e cerco di dare a chi ascolta indicazioni sempre aggiornate perché anche la situazione dell’editoria è in costante evoluzione. Nel gruppo ci confrontiamo con i principali aspetti della scrittura. Unisciti a noi.

 

 

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