esercizi di scrittura creativa

Se ti chiedi come aumentare l’autostima… 

Mai come oggi siamo esposti al confronto. L’hai notato?
Confronto sui social, nel lavoro, nelle relazioni. Siamo immersi in modelli ideali di successo, bellezza, efficienza, felicità. Spesso, poi, in rapporto a questi modelli, ci sentiamo inadeguati. In particolare, se nell’ambiente in cui siamo cresciuti non siamo stati valorizzati.

Senza una solida percezione del proprio valore, si diventa fragili di fronte al giudizio, ipersensibili al fallimento, dipendenti dall’approvazione esterna.
Quando l’autostima è bassa, come ha ben spiegato – durante il corso dedicato alla Scrittura dell’Autostima –  la psicoterapeuta Roberta Bombini con cui collaboro da tempo:

si rinuncia prima ancora di provare,
si accettano relazioni che non ci rispettano,
si rimanda ciò che conta davvero,
si vive nella costante sensazione di non essere “abbastanza”.

 

Non avere autostima non significa semplicemente “sentirsi insicuri”. Significa costruire una vita più piccola di quella che potremmo vivere. Al contrario, una buona autostima non elimina le difficoltà, ma permette di affrontarle senza cadere nello sconforto. Oggi, più che mai, secondo me, è urgente parlarne perché l’autostima non si costruisce da sola: va allenata. Coltivata. E c’è uno strumento che può davvero aiutarci. Quale? La scrittura.

 

Autostima e qualità della vita 

L’autostima non è un concetto astratto. È il filtro attraverso cui interpretiamo la realtà e decidiamo come agire. Mi viene da dire, è anche il modo in cui stiamo in compagnia di noi stessi. Se mi attribuisco poco valore sceglierò lavori in cui mi sento sottodimensionata/o, resterò in relazioni che mi sviliscono, dirò “sì” quando vorrei dire “no”, eviterò opportunità per paura di non essere all’altezza.
Se invece riconosco il mio valore stabilisco confini più chiari, mi assumo la responsabilità delle mie decisioni, mi concedo di fallire senza distruggermi, investo nella mia crescita.
La qualità della vita è profondamente connessa alla qualità del dialogo interiore.
E il dialogo interiore nasce dall’immagine che abbiamo di noi. Non è ciò che accade a determinare la nostra direzione, ma il modo in cui ci percepiamo mentre accade.

Ecco perché lavorare sull’autostima significa lavorare sulle scelte quotidiane, piccole e grandi, che nel tempo costruiscono la nostra esistenza.

 

La scrittura come strumento concreto di trasformazione 

Ma come si interviene sull’autostima in modo pratico?

La scrittura terapeutica è uno degli strumenti più efficaci perché rende visibile ciò che nella mente resta confuso. Quindi se ti chiedi come aumentare l’autostima, sappi che puoi trovare nella scrittura una valida alleata.

Quando scriviamo:

  • rallentiamo il flusso dei pensieri,
  • osserviamo le nostre convinzioni,
  • diamo un nome alle emozioni,
  • individuiamo gli schemi ricorrenti.

La scrittura crea distanza tra noi e il giudizio interiore.
Ci permette di passare dal “sono così” al “sto pensando questo di me”. E tra le due affermazioni c’è una differenza enorme: nella seconda c’è spazio per il cambiamento.

Scrivere significa ristrutturare il racconto che facciamo di noi stessi.
La trasformazione dell’autostima avviene con un lavoro costante di consapevolezza.
La scrittura, credimi, è proprio un allenamento quotidiano alla consapevolezza. L’ho mostrato e dimostrato con il percorso 30 giorni di scrittura sull’autostima  in cui ogni parola scritta è un atto di responsabilità verso il proprio valore. Ogni esercizio tra quelli che ho pensato e costruito (e che sono stati passati in rassegna e sperimentati in terapia dalla dr.ssa Bombini) diventa un passo verso una percezione di sé più stabile.

 

 Autostima: significato 

In ambito psicologico, l’autostima viene definita come la valutazione globale che una persona ha di sé stessa.
Riguarda ciò che pensiamo di valere come individui.

Il celebre psicologo Nathaniel Branden la descriveva come “La fiducia nella nostra capacità di pensare e affrontare le sfide fondamentali della vita e la fiducia nel nostro diritto di essere felici.” Ti consiglio la lettura del suo libro “I sei pilastri dell’autostima

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L’autostima presenta due dimensioni fondamentali:

  1. Senso di competenza: Mi sento capace di affrontare la vita?
  2. Senso di valore personale: Mi sento degno/a di rispetto, amore, realizzazione?

Quando queste due dimensioni sono presenti e in equilibrio, la persona vive con maggiore stabilità emotiva, autonomia decisionale e resilienza.
Quando invece sono fragili, si attivano insicurezze profonde, bisogno eccessivo di conferme e paura costante del giudizio.

 

Bassa autostima e percezione del proprio valore 

È importante comprendere che l’autostima non è un dato oggettivo. Non coincide con il successo, con la bellezza, con il numero di risultati raggiunti.

È una percezione interna, un modo di sentirsi nel mondo.

Due persone con le stesse competenze possono avere livelli di autostima del tutto diversi. Perché?
Perché ciò che conta è il valore che si attribuiscono.

L’autostima si costruisce attraverso:

  • il dialogo interiore,
  • le esperienze relazionali,
  • l’educazione ricevuta,
  • le interpretazioni che diamo agli eventi.

Se mi attribuisco valore, posso sbagliare senza distruggermi.
Se non me ne attribuisco, se ho bassa autostima, anche un piccolo errore diventa la prova della mia inadeguatezza. In questo senso, lavorare sull’autostima significa intervenire sulla narrazione interna che abbiamo costruito su noi stessi.

 

Differenza tra autostima, narcisismo e sicurezza apparente 

Spesso si confonde l’autostima con l’arroganza o con una sicurezza ostentata.
Ma sono realtà molto diverse.

Autostima sana → è stabile, realistica, non ha bisogno di schiacciare gli altri per esistere.

 

Narcisismo → è fragile e compensatorio: si nutre di superiorità e ricerca costante di ammirazione.

 

Sicurezza apparente → può essere una maschera che copre una profonda insicurezza.

 

Chi ha una buona autostima sa riconoscere i propri limiti senza sentirsi minacciato, non vive il successo altrui come un attacco, non ha bisogno di dimostrare continuamente qualcosa.
Chi invece ha una sicurezza apparente può sembrare forte, ma spesso teme il giudizio e il fallimento più di chiunque altro.

Come sottolinea la dott.ssa Roberta Bombini “L’autostima non è pensare di essere migliori degli altri, ma riconoscere di avere un valore indipendentemente dal confronto.”

Questa distinzione è fondamentale. L’autostima non nasce dal paragone, ma dal riconoscimento. Non è una gara. È una presa di coscienza.

E quando questo riconoscimento manca, si attiva un bisogno continuo di approvazione esterna che rende instabili e vulnerabili. Per questo motivo, lavorare sull’autostima significa tornare a costruire un luogo da cui scegliere, agire e relazionarsi senza dover continuamente chiedere conferma del proprio diritto di esistere.

 

Perché la scrittura è uno strumento potente per l’autostima 

Se la domanda è quella da cui siamo partiti – e cioè come aumentare  l’autostima – significa che sentil il bisogno di portare attenzione sul tuo valore e di lavorarci su. Ecco, come ti dicevo, la scrittura è uno strumento davvero potente. L’ho sperimentato su di me e su tante persone che ho seguito e seguo nei percorsi di writing coaching.

La mente è un luogo affollato, vero? Di pensieri soprattutto. Spesso confondiamo ciò che pensiamo con ciò che siamo. La scrittura ha una funzione fondamentale: rallenta. Mettere un pensiero su carta significa fermarlo, guardarlo, osservarlo da fuori.

Quante volte ti dici: “Non valgo abbastanza.” “Non sono capace.” “Non ce la farò.”
Finché restano nella mente, queste frasi sembrano verità assolute. Quando le scriviamo, diventano oggetti osservabili. E ciò che può essere osservato può essere messo in discussione.

Scrivere è fare ordine, trasformare la confusione in consapevolezza.

 

Scrivere per ristrutturare i pensieri 

La psicologia cognitiva ci insegna che non sono gli eventi in sé a determinarci, ma il significato che attribuiamo loro. Scrivere permette di intercettare quei pensieri automatici che minano l’autostima, quando li scriviamo, possiamo iniziare a ristrutturarli.

Esempio:

“Ho sbagliato” può diventare “Sto imparando.”
“Non sono capace” può trasformarsi in “Non sono ancora capace.”
“Mi hanno criticato” può diventare “Posso valutare ciò che è utile e lasciare il resto.”

 

La scrittura diventa così un  laboratorio in cui si allenano pensieri più realistici, più equilibrati, più gentili. E nel tempo, questi nuovi pensieri costruiscono una nuova percezione di sé.

 

Scrivere per trasformare l’autocritica in consapevolezza 

L’autocritica eccessiva è uno dei principali nemici dell’autostima. È quella voce interna che non perdona, che giudica, che pretende perfezione. Scrivere permette di fare un passaggio decisivo: dalla critica inconsapevole alla consapevolezza lucida.

Quando scrivi:

  • riconosci il tono con cui ti parli,
  • individui le parole dure che usi contro te stessa/o,
  • comprendi da dove arrivano quelle convinzioni.

La scrittura non elimina l’autocritica, ma la rende meno tirannica. La trasforma in uno strumento di crescita.

 

La scrittura come atto di responsabilità personale 

Scrivere è un gesto semplice e responsabile.

Significa dire:
“Non mi limito a subire i miei pensieri. Li osservo.”
“Non mi identifico completamente con le mie paure. Le esploro.”
“Non mi definisco solo attraverso i miei errori. Li comprendo.”

La scrittura ti rimette al centro.

Non puoi controllare tutto ciò che accade. Puoi, però, scegliere come raccontarlo e interpretarlo. Ogni parola scritta è una presa di posizione:
“Mi assumo la responsabilità della mia crescita.”

E in questo atto costante e silenzioso, giorno dopo giorno, l’autostima si rafforza.

I 6 pilastri dell’autostima di Nathaniel Branden 

Nathaniel Branden ha individuato sei dimensioni fondamentali su cui si costruisce un’autostima sana e stabile.
Non sono tratti innati, ma pratiche quotidiane che possiamo allenare  e la scrittura è uno strumento straordinario per farlo. Ho infatti abbinato a questi principi degli esercizi utili che puoi trovare nel percorso  30 giorni di scrittura sull’autostima 

  • Vivere consapevolmente 

Vivere consapevolmente significa essere presenti alla propria esperienza.Vuol dire osservare pensieri, emozioni, valori e bisogni senza negarli o ignorarli.

È la capacità di chiedersi:

  • Cosa sto provando davvero?
  • Cosa è importante per me?
  • Sto vivendo in modo coerente con ciò che sento?

Senza consapevolezza non può esserci autostima, perché non possiamo valorizzare ciò che non conosciamo.

Esercizio di scrittura

 Scrivi una tabella con tre colonne: Valori – Bisogni – Obiettivi.
Ti sorprenderà scoprire eventuali disallineamenti.

  • Accettazione di sé 

Accettarsi non significa giustificare tutto di sé, ma riconoscersi integralmente:
pregi, limiti, fragilità, errori. L’autostima non può crescere dove c’è rifiuto continuo della propria persona.

Esercizio di scrittura
Completa la frase:
“Accettare davvero me stessa/o significa accettare che…”
E lascia emergere anche ciò che normalmente nascondi.

  • Senso di responsabilità 

Significa assumersi la responsabilità delle proprie scelte, emozioni e azioni.
Non siamo responsabili di tutto ciò che accade, però siamo responsabili di come rispondiamo. L’autostima cresce quando smettiamo di delegare il nostro benessere agli altri.

Esercizio di scrittura
Scrivi:
“In quale ambito sto ancora delegando la mia responsabilità?”
E individua un’azione concreta da compiere.

  • Autoaffermazione 

Autoaffermarsi significa esprimere pensieri, bisogni e valori con rispetto e fermezza.
Non è aggressività, ma riconoscimento del proprio diritto a esistere. Chi non si autoafferma tende a dire “sì” quando vorrebbe dire “no”.Esercizio di scrittura
Trasforma i tuoi “Vorrei… ma…” in
“Vorrei… quindi da oggi…”

  • Darsi obiettivi significativi 

L’autostima si nutre di direzione. Avere obiettivi coerenti con i propri valori aumenta il senso di efficacia personale. Senza obiettivi, l’autostima tende a indebolirsi.

Esercizio di scrittura
Rispondi per iscritto:

  • Qual è il mio obiettivo?
  • Entro quando intendo realizzarlo?
  • Con quali azioni concrete?

  • Integrità personale 

Integrità significa coerenza tra valori e comportamenti.
Quando agiamo contro i nostri principi, l’autostima si incrina. La dissonanza interna genera malessere.

Esercizio di scrittura
Scrivi i tuoi 5 valori principali e chiediti:
“Sto vivendo in modo coerente con questi valori?”

Potrai trovare molti altri esercizi nel percorso  30 giorni di scrittura sull’autostima 

Aumentare autostima e consapevolezza con la perseveranza 

 

L’autostima non è un’intuizione improvvisa. Non nasce da una frase motivazionale letta al momento giusto. Non si stabilizza dopo un solo esercizio.

L’autostima è una pratica.

Viviamo in una cultura dell’immediatezza: risultati rapidi, trasformazioni veloci, cambiamenti istantanei. Ma la costruzione del valore personale segue un ritmo diverso. È un processo graduale, fatto di ripetizione e piccoli passi.

Chi lavora sulla propria autostima deve mettere in conto:

  • momenti di entusiasmo
  • momenti di dubbio
  • ricadute in vecchi schemi
  • nuove consapevolezze

La differenza non la fa l’assenza di oscillazioni. La fa la perseveranza, credimi.

È un allenamento mentale ed emotivo.mCosì come il corpo si rafforza con l’esercizio costante, anche la percezione di sé si stabilizza con pratiche quotidiane.

La scrittura, in questo senso, è una palestra interiore. Cinque minuti al giorno possono sembrare pochi.  Ma nel tempo diventano un cambiamento di postura mentale.

 

Accettare l’errore come parte del percorso 

Uno dei motivi per cui molte persone abbandonano il lavoro sull’autostima è l’errore.

Si scrive per una settimana, poi si salta un giorno. Si prova a dire un “no”, ma si cede.
Si prende un impegno e non lo si mantiene. E allora arriva la voce interna:
“Ecco, non sei capace nemmeno di questo.”

Ma l’errore non è un fallimento del percorso.  È parte del percorso.

Accettare l’errore significa:

  • riconoscere che la crescita non è lineare
  • comprendere che cambiare abitudini mentali richiede tempo
  • smettere di usare ogni inciampo come prova della propria inadeguatezza

L’autostima non si misura dall’assenza di errori, ma dalla capacità di rialzarsi con maggiore consapevolezza.

 

Monitorare i propri progressi con la scrittura 

Un aspetto spesso trascurato è la capacità di osservare i miglioramenti.

La scrittura diventa allora uno strumento di monitoraggio.

Il cambiamento è spesso silenzioso. Ma se viene osservato, si consolida.

L’autostima non cambia perché lo decidiamo una volta. Cambia perché scegliamo di allenarla ogni giorno. Così come il corpo si modella con esercizi costanti, anche il dialogo interiore si trasforma attraverso piccole pratiche ripetute.
La scrittura è una di queste.

Non serve scrivere pagine e pagine.
Servono 5 minuti al giorno.

Cinque minuti in cui ti chiedi:

  • Che cosa sto pensando di me oggi?
  • Mi sto trattando con rispetto?
  • Che cosa posso riconoscermi, anche di piccolo?

Cinque minuti possono sembrare poco.
Ma sono sufficienti per interrompere l’automatismo del giudizio e sostituirlo con consapevolezza. E quando cambi il dialogo interiore, cambi la percezione del tuo valore.

 

Creare un rituale personale 

Ne ho parlato anche nel mio libro “Scrivere per guarire”: i rituali di scrittura aiutano. Perché la scrittura diventi trasformativa, deve diventare un rituale.

Può essere:

  • al mattino, prima di iniziare la giornata
  • alla sera, per rileggere ciò che è accaduto
  • in un momento di pausa, quando senti il bisogno di centrarti

Un quaderno dedicato. Una penna che ami. Un angolo silenzioso.

La ripetizione crea stabilità. La stabilità crea fiducia. E la fiducia è uno dei pilastri dell’autostima. Quando ti siedi ogni giorno a scrivere, stai inviando un messaggio potente a te stessa/o:

“Io merito questo tempo.”
“Io merito attenzione.”
“Io merito ascolto.”

È così che si costruisce il valore.

 

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“Scrivere è vivere” come principio trasformativo 

Scrivere è vivere: è il mio claim ed è anche un metodo che sostiene tutta la formazione che propongo e tutto il mio lavoro.

Scrivere non è solo una tecnica. È una postura verso la vita. Non solo: scrivere ci permette di comprendere meglio ciò che viviamo.

Quando scrivi ti ascolti, ti riconosci, ti assumi la responsabilità della tua narrazione.
Scrivere significa non subire passivamente i pensieri. Vuol dire scegliere quali tenere e quali trasformare.

Scrivere è vivere con consapevolezza.

È smettere di raccontarsi come “non abbastanza” e iniziare a raccontarsi come “in cammino”. L’autostima non nasce da un’affermazione gridata. Nasce da parole scritte con sincerità, giorno dopo giorno.

Per questo il principio è semplice ma potente:

Scrivere è vivere.

E vivere consapevolmente significa darsi valore.

L’autostima non è un dono riservato a pochi. Non è un talento naturale, né una caratteristica immutabile. È una costruzione quotidiana. Si forma nelle parole che usiamo per descriverci.
Nelle scelte che facciamo quando nessuno ci guarda.
Nel modo in cui reagiamo agli errori.
Nella capacità di restare fedeli ai nostri valori. Quando l’autostima manca, la vita si restringe.
Le opportunità si riducono.
Le relazioni si sbilanciano.
La voce interiore diventa giudice invece che alleata. 

Ma la buona notizia è questa: si può intervenire.
E la scrittura è uno degli strumenti più potenti per farlo. Scrivere significa rallentare il giudizio.
Fare chiarezza.
Riscrivere le convinzioni che ci limitano.
Non servono rivoluzioni improvvise. Servono costanza, onestà e pochi minuti al giorno.

Quando scegli di scrivere per conoscerti, per comprenderti, per rafforzarti, stai facendo molto più di un esercizio:stai scegliendo di vivere con consapevolezza.

 

È il momento di scegliere il tuo valore 

Hai letto. Hai riflettuto. Forse ti sei riconosciuta/o in alcune fragilità.

Ora puoi fare un passo in più.

Se senti che è arrivato il momento di lavorare seriamente sulla tua autostima, se vuoi smettere di rimandare, di svalutarti, di dirti “non sono abbastanza”,
allora questo è il tuo momento.

Il Percorso “30 Giorni di Scrittura Terapeutica sull’Autostima” è un cammino strutturato, guidato e profondo:

  • 30 audio, uno al giorno, per accompagnarti passo dopo passo
  • 30 video di approfondimento, mantra, storie e strumenti concreti
  • la possibilità di incontri con me e la dott.ssa Roberta Bombini per consolidare il lavoro

Non è un corso motivazionale. È un allenamento quotidiano al valore.

 Inizia ora il tuo percorso di 30 giorni.
Scegli di darti lo spazio che meriti.

Perché l’autostima non cambia da sola.
Ma tu puoi decidere di cambiarla.

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