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esercizi di scrittura creativa

Imparare a scrivere? Sì, nella Natura 

Scrivere è ormai un’abilità che apprendiamo già dalla scuola primaria. Eppure, c’è sempre qualcosa da imparare in quest’ambito: la scrittura offre tante e diverse modalità espressive e una tra le più interessanti è la scrittura immersiva. 

Ma che cosa intendiamo davvero per scrittura immersiva?  Non ha un unico significato e la sua pratica è legata ai diversi obiettivi che ci proponiamo. Quando ci riferiamo alla scrittura immersiva, dovremmo fare una distinzione importante.

 

Scrittura immersiva: una distinzione importante 

Parlando di scrittura immersiva dobbiamo tenere presente che

  1. c’è la scrittura immersiva che l’autore predispone per il lettore, permettendogli di essere totalmente coinvolto, si tratta di una modalità di  stile. Vuol dire scrivere per portare chi legge a vivere a pieno l’esperienza della narrazione.  E come si riesce a ottenere l’effetto della scrittura immersiva? Mettendosi al servizio della storia, dei personaggi e dei luoghi che si stanno descrivendo. Scomparendo, come autore, dietro al proprio racconto. Per approfondimenti, consiglio la dettura del seguente articolo: Stile di scrittura: la modalità immersiva;
  2.  c’è poi un’altra condizione di scrittura che riguarda però chi scrive, non chi legge e non è legata alla scrittura creativa, ma a quella consapevole e terapeutica, immersiva nel senso di andare in profondità: è quella di cui parliamo in questo articolo. In particolare, approfondiamo la scrittura immersiva nella Natura, una pratica da impare. 

 

Scrivere nella Natura 

Scrittura immersiva per eccellenza è quella praticata nella Natura: una scrittura che si immerge nel paesaggio naturale, allontanandosi da rumori e distrazioni. Si parla di “eco narrazione” e dobbiamo alla Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari  l’aver incrementato e diffuso queste pratiche, in particolare all’opera del fondatore Duccio Demetrio.

 Sono sorti molti gruppi di scrittori e scrittrici in cammino. Camminare può andare d’accordo con scrivere? Più che mai.

Sono due pratiche che sempre di più s’incontrano e parlare di eco narrazioni è diventato normale. Ecco perché sono sorti circoli e associazioni che uniscono, in un sodalizio che trovo più che mai vero e umano, scrivere e camminare.

 

Il circolo di Thoreau 

Il circolo Thoreau, per esempio, nasce nel 2018 all’interno della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari e ha l’obiettivo di creare e tenere viva una comunità di camminanti scrittori della/nella natura. Dedicato a H.D.Thoreau: mentre, negli Stati Uniti, nella prima metà del XIX secolo, si affermava il  mondo industriale, lui si concentrava sulla natura e sul suo rapporto con l’umano, realizzando esperienze di vita e scrivendo alcuni importanti testi. 

Il più famoso è senza dubbio Walden Vita nel bosco: Quando ho bisogno di ricreare me stesso vado in cerca della foresta più buia, della palude più fitta e impenetrabile: qui risiede la forza, la quintessenza della Natura … la vasta, selvaggia, terribile madre di noi tutti, la Natura”.

Quali sono i benefici di imparare a scrivere nella natura? 

Sono tanti e tutti davvero importanti per la nostra vita.

  • Quando scriviamo entriamo in uno stato mentale diverso, simile a quello di altre forme d’arte. La scrittura è anche una modalità di meditazione. Non è una riflessione di questi anni, già ne L’arte della scrittura, il capolavoro del poeta soldato Lu Ji, vissuto nel III secolo d.C., si parla della pratica dello scrivere come immersione in sé e strada per cogliere la nostra connessione con il mondo circostante. 
  • Se a questo stato mentale meditativo si unisce l’essere immersi in un ambiente incontaminato c’è un’energia che aiuta e sollecita la scrittura.
  • Il silenzio abitato della Natura: Matisse intitola così un suo quadro – Il silenzio abitato –  perché è un silenzio non silenzio, la Natura ha delle voci che però non disturbano mai, ci avete fatto caso? 
  • Molto efficace è trovare un luogo nella Natura che ci corrisponda ed è molto bello quando individuiamo dove stare, c’è sempre una corrispondenza, scegliamo un angolo perché ha una visuale, perché ci consente una postura, perché percepiamo una buona energia.
  • Imparare a scrivere nella Natura sviluppa l’osservazione, la capacità di raffinare lo sguardo.
  • In particolare, mi piace ideare dei percorsi metaforici nella Natura che aiutano a riflettere sui propri percorsi di vita e sono davvero rivelatori di molti pensieri che spesso, nella normalità di ogni giorno, non riescono a emergere.
  • Scrivendo in ambienti naturali si crea uno spazio interiore ed esteriore di cui abbiamo bisogno, direi anche un isolamento vero e proprio che si rivela benefico.
  • Recuperiamo uno spirito semplice; Tonino Guerra ricordava che “la nostra mente non ha più candore”; molte difficoltà sono legate alla mancanza di semplicità, nei rapporti, nel modo di vivere, di vedere la realtà: la scrittura nella Natura vuole essere anche questo ritorno all’essenzialità.
  • Imparare a scrivere nella Natura risponde al desiderio di essere integri, perché siamo frammentati, la vita stessa ci frammenta, nascondiamo o perdiamo dei pezzi: la scrittura riunisce i nostri frammenti.

Ecco che cosa ci suggerisce John Miur: Lascia che la pace della natura entri in te come i raggi del sole penetrano le fronde degli alberi. Lascia che i venti ti soffino dentro la loro freschezza e che i temporali ti carichino della loro energia. Allora le tue preoccupazione cadranno come foglie d’autunno. 

 

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