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esercizi di scrittura creativa

Tra le tante sperimentazioni di scrittura come forma di benessere, credo che il Journaling sia una delle tecniche che meritano una vasta diffusione. Ci permette di esplorare noi stessi e di variare il ritmo della nostra vita, di ritrovare un tempo più lento da dedicarci, uno spazio di pace, una parentesi in cui scendiamo in profondità, per acquisire sempre maggiore consapevolezza.

Del Journaling ne parlano riviste, libri, podcast. Non è però una trovata moderna, anzi. La storia ci dice che già i Sumeri e gli Egizi registravano su tavole d’argilla gli eventi quotidiani.

Può essere molto utile capirne l’origine, le modalità e soprattutto i benefici. Tengo a dire che non ci sono regole uniche e definite, si tratta pur sempre di un lavoro personale, di un sentire intimo che, come tale, sarà espresso nel modo che ciascuno sentirà più consono a sé.

 

Journaling: che cosa significa? 

Per comprendere bene il senso della terminologia, dobbiamo andare alle sue radici latine: diurnalis, cioè giornaliero. Da qui poi journalism, il francese journal e l’anglosassone journaling.

Praticare Journaling vuol dire tenere un diario, una testimonianza giornaliera personale e intima dei nostri pensieri, emozioni, di ciò che ci accade. Si racconta di sé e di ciò che per sé ha significato.

Si tratta di una scrittura di tipo terapeutico che, come tale, non richiede abilità particolari e può essere praticata da tutti. La scrittura è libera; ci sono diverse tecniche e ognuno può scegliere le modalità che preferisce. Non solo, la scrittura vera e propria può essere arricchita da elenchi, mappe, disegni, grafici. Insomma, devo dire che si può lasciare libero sfogo alla creatività.

Si consiglia sempre la scrittura a mano ma, nell’ambito di questa pratica, c’è più flessibilità e se qualcuno lo desiderasse può utilizzare una tastiera (ci sono dei blog che sono dei veri e propri Journal). Rappresenta una modalità per esplorare noi stessi: questo è ciò che conta.

 

Le tecniche e le pratiche del Journaling 

Come detto, le tecniche e le pratiche del Journaling sono varie. Esploriamo insieme le principali.

Diario personale

Sul diario, sulle tipologie e sulle modalità per tenerlo si è già scritto tanto. Il beneficio principale del diario è che è una scrittura libera e personale; è molto utile anche in percorsi di guarigione come strumento di supporto, spesso è una della basi principali della vera e propria autobiografia.

Possiamo scegliere vari tipi di diario. Pensiamo per esempio al “diario emozionale” (lo consiglio spesso nei percorsi di scrittura terapeutica): serve per registrare ogni giorno le nostre emozioni, basta scrivere come ci sentiamo e definire a parole lo stato d’animo che sperimentiamo. Un diario di questo tipo è utile perché ci consente di monitorare la nostra evoluzione emotiva, di capire perché certi accadimenti generino determinate emozioni. Potremmo poi arricchire le pagine con disegni, fotografie, stickers.

Ti consiglio la lettura dei seguenti articoli:

Come scrivere un diario e perché ci fa bene

Come scrivere un diario personale e curativo

Diario di viaggio, come e perché scriverlo

 

Journaling creativo 

Si tratta di una delle più amate pratiche di Journaling perché fa uso di colori, carta colorata, ritagli, insomma, tutto quello che fa piacere utilizzare. Si ritrovano anche diverse forme di scrittura, come la poesia o i testi della canzoni. Dimmi che non hai mai scritto le strofe di una canzone sul tuo diario o sulla tua agenda? 

Se la tua abilità è il disegno, questa modalità fa per te. Ho visto delle creazioni stupende (confesso che mia figlia è un’appassionata di Journaling e mi mostra spesso le sue creazioni) in cui si applicano anche tecniche di calligrafia e si ricorre alla fotografia. A volte, sono proprio le scelte artistiche che ispirano o completano la scrittura. 

 

Bullet Journaling 

Agenda, elenchi, grafici: questi sono gli elementi principali. I bullets sono i segni che rappresentano obiettivi o pensieri (il termine, derivante dall’inglese, significa elenchi puntati, ma anche missile: noi li intendiamo nel primo senso). 

Ryder Carrol è stato l’ideatore. 

Possono trattarsi di punti elenco, piccoli disegni, grafica, trattini che definiscono i vari punti. Il bullet è molto utile per la pianificazione e per mantenere sempre la chiarezza mentale. Ci puoi aggiungere tabelle, diagrammi, grafici. Esistono quaderni appositi, già strutturati per favorire questa pratica e anche app, anzi, c’è l’imbarazzo della scelta. 

Secondo me, è un tipo di journaling molto utile se devi tenere monitorati i tuoi progressi in vari campi: dalla lettura, allo sport, alla dieta.

 

Mind Map Journaling 

La base del Mind Map Journaling è quella di rappresentare l’interazione tra le idee e le emozioni mostrandole attraverso infografiche, diagrammi, mappe mentali e concettuali. 

In effetti, si basa proprio sulle Mappe Mentali (le adoro e le trovo utili in vari aspetti del mio lavoro) che sono composizioni grafiche che esprimono il nostro pensiero e si rivelano efficaci per l’apprendimento o per esprimere concetti che richiedono approfondimento. 

Il Mind Map Jiurnaling si rivela utile quando ci sono concetti o argomenti complessi da esplorare o divulgare, un valido supporto alla progettualità. Ci sono quelli che si chiamano “nodi” cioè punti di partenza, sono le keyword; dai nodi partono le ramificazioni che si sviluppano verso altri punti e concetti; un ramo per esempio può suddividere i concetti complessi in più punti: i vari nodi e rami possono essere a loro volta collegati tra loro per esprimere nuove ispirazioni.

Utilizzo spesso, come dicevo, queste mappe perché mi aiutano a chiarire i miei pensieri, ricorro a esse sia per lavoro sia per supportare le persone che seguo nel writing coaching, ma anche per aiutarmi nel “vedere” lo sviluppo di un progetto. Inoltre, è una tecnica che consente di migliorare la nostra creatività.

Quello che conta è avere il tema principale e svilupparlo. Puoi trovare anche molti modelli pre definiti, io utilizzo molto anche Canva o Xmind.

 

Journaling riflessivo 

Il Journaling riflessivo potrebbe essere ricompreso nella scrittura espressiva (terapeutica) a tutti gli effetti. Aiuta nella chiarezza mentale e nell’esplorazione emotiva, a valorizzare gli obiettivi, analizzare le problematiche, riflettere sul vissuto. Vediamo i passaggi che sono molto simili a quelli della scrittura terapeutica; Ian Harris, nel suo libro “Il potere del Journaling” consiglia di seguire 7 passi:

 

  1. Trovare un luogo tranquillo.
  2. Stabilire un momento che possa diventare fisso.
  3. Scegliere una domanda guida. (Esempio: che cambiamenti vorrei portare nel mio lavoro?)
  4. Scrivere in libertà, senza condizionamenti.
  5. Approfondire con domande, scendere in profondità e valutare le nostre reazioni emotive.
  6. Prendersi una pausa di riflessione solo per pensare.
  7. Rileggere, non solo nell’immediato ma anche nel tempo.

 

Journaling onirico o dei sogni 

Ti ricordi sempre quello che sogni? Io no. E anche quando lo ricordo, il sogno scolora in fretta. Il diario dei sogni veniva e viene suggerito da psicoterapeuti e psicologi perché può rivelarsi molto utile nella terapia. In realtà, è interessante per ciascuno di noi e i sogni ci portano sempre informazioni importanti. 

Io suggerisco anche il Journaling dei sogni intesi come obiettivi che intendiamo raggiungere, il percorso della nostra Vision, in poche parole. Se ti interessa approfondire il lavoro sulla Vision ti consiglio il mio libro “Vision. Narra te stesso, scrivi il tuo futuro”. 

 

Journaling delle lettere 

Ian Harris parla anche del Journaling delle lettere non inviate. Lettere che abbiamo scritto ma che non invieremo: sono salvifiche perché ci aiutano a togliere pesi e a valutare meglio le situazioni. Ho fatto sperimentare questa pratica in molti gruppi di lavoro e devo dire che si è rivelata utile in situazioni di riappacificazione con il passato, con persone ed eventi che pesavano ancora sulla vita quotidiana. Vale anche scrivere a sé stessi se ne sentiamo il bisogno.

 

Il Journaling è un potente strumento di esplorazione narrativa di sé… non è tanto una pratica di scrittura, quanto una pratica di consapevolezza, un’esplorazione coraggiosa dei confini del nostro essere.

Ian Harris

editare un libro

I benefici del Journalig

Non dovrebbero esserci più dubbi sui benefici che la scrittura apporta e quindi anche in relazione alla pratica del journaling. Possiamo definirla un’arte terapeutica che permette di esplorare i pensieri, i sentimenti e le esperienze personali avvalendosi della scrittura. Di certo, ne giova la nostra salute mentale ma anche fisica. Quali altri effetti benefici possiamo senza dubbio citare?

  • Scrivere sui propri pensieri e sentimenti aiuta a esplorare ed elaborare le emozioni, permettendo di ottenere una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie reazioni emotive.
  • Gestione dello stress: tenere un diario è un modo efficace per gestire lo stress e l’ansia, offrendo uno spazio sicuro per esprimere preoccupazioni e tensioni. Chi tiene regolarmente un diario o le morning pages, per esempio, le pagine del mattino, lo sa. E se state seguendo i 90 giorni di scrittura terapeutica potete di certo affermare come la pratica costante della scrittura giovi anche a mantenersi più calmi e focalizzati.
  • Scrivere e monitorare  i propri pensieri può contribuire a organizzare le idee e a ottenere una maggiore chiarezza mentale, aiutando a prendere decisioni e affrontare i problemi in modo più efficace.
  • Il journaling può favorire il processo di crescita personale e di autoconoscenza, consentendo di identificare schemi comportamentali o pensieri limitanti e lavorare su di essi in modo utile.
  • Da non dimenticare che la scrittura libera stimola la creatività e l’immaginazione.
  • Nel tempo, registrando i dati e i feedback di queste pratiche, posso dire che scritture di questo tipo aumentano la fiducia in sé, consentono una visione meno pesante della vita anche perché sollecitano una rivisitazione del vissuto.
  • Tempo prezioso per sé stessi: ecco un altro grande beneficio, la scrittura, come appuntamento irrinunciabile, può garantirti momenti esclusivi da dedicare al tuo benessere. Solitudine e silenzio, ammettiamo, a volte, ci fanno un gran bene, servono a disintossicarci. Almeno, per me sono irrinunciabili. E per te?
  • Scrivere è uno sfogo per cui, scrivendo, ci liberiamo di molte emozioni pesanti, negative.

Comprendi bene come tutto questo impatti anche sulla salute fisica; sono abitudini che se mantenute sul lungo termine non potranno che incidere un maniera positiva sul nostro benessere. 

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