Scrittura a mano, i benefici di una pratica antica

Scrittura a mano: i benefici di una pratica antica

Stiamo riscoprendo il valore della scrittura a mano.

In questi ultimi tempi molte persone frequentano corsi di calligrafia e si appassionano; si richiedono biglietti d’auguri e partecipazioni con carte e inchiostri particolari.  Al Convegno Scrivere è vivere – che si è tenuto a Milano lo scorso giugno e vedrà la seconda edizione il 23 maggio 2020 – ho voluto la presenza di un’esperta calligrafa perché portasse una voce particolare riguardo alla pratica dello scrivere a mano che può essere forma d’arte ed è un gesto così connaturato a noi. 

Perché ricorriamo alla tecnologia?

Le macchine nascono per agevolare l’uomo, sollevarlo da attività logoranti e rischiose, amplificarne facoltà e potenzialità. Sono, queste, ottime ragioni che ci trovano tutti d’accordo sull’utilità della tecnologia.

Quando una macchina salva una vita evitando di metterne a repentaglio un’altra, quella macchina non è solo utile, è necessaria. Se l’uso di una tecnologia consente di arrivare in luoghi della terra o dello spazio in cui un uomo stenterebbe a sopravvivere, quella tecnologia è benedetta. 

Non sempre però sono queste le motivazioni che stanno alla base del nostro ricorso alla macchina. Comodità e risparmio di tempo giocano un ruolo importante, il che è anche lecito e comprensibile. Fare le cose in meno tempo e con minore fatica è un’aspirazione che tutti condividiamo.

Bisogna però essere anche consapevoli del fatto che molte volte, risparmiandoci certi sforzi e comprimendo i tempi delle azioni, perdiamo qualcosa per strada. Scrivere utilizzando una tastiera piuttosto che a mano può agevolare la vita ma sottrae competenze alle persone e limita lo sviluppo di alcune loro abilità

La scrittura a mano

Se non si abituano i bambini a scrivere a mano e in corsivo, si inibisce loro la corretta formazione di alcuni importanti circuiti neuronali, li si spoglia di una capacità antropologica specifica.

I benefici della scrittura a mano evidenziati dalle neuroscienze

Le neuroscienze evidenziano i benefici della scrittura a mano per i bambini (e i danni di quella su tastiera)

Sono le neuroscienze a dirlo e alcuni recenti studi dell’Università dell’Indiana sui vantaggi della scrittura a mano corsiva: i bambini che non scrivono più a mano perdono l’occasione di stimolare alcune importanti funzioni corticali del cervello.

Digitare le parole sulla tastiera non permette che si instauri la connessione tra parola pensata e parola scritta, ci vuole proprio il gesto della mano, il segno sul foglio perché questo avvenga. Per arrivare a leggere bisogna attivare l’area del cervello preposta alla scrittura.

Se non si abituano i bambini a scrivere a mano e in corsivo, si inibisce loro la corretta formazione di alcuni importanti circuiti neuronali, li si spoglia di una capacità antropologica specifica.

I bambini che non scrivono a mano tendono a leggere peggio di quelli che invece lo hanno fatto e anche l’immaginario e il pensiero astratto viene privato di un esercizio fondamentale per il loro sviluppo.

 

Lasciare un segno che registra e restituisce sensazioni

Scrivere a mano è un po’ come rendere concreta un’idea, portarla fuori da noi e darle forma su di un foglio. È la nostra mano ad agire seguendo l’impulso del cervello, ma entrano in gioco anche sensazioni e stati d’animo. Non scriviamo sempre nello stesso modo, a volte il tratto è più incerto, altre più marcato, nervoso o sinuoso. Molto dipende dallo strumento e dai materiali che usiamo per scrivere, ma il nostro umore gioca un ruolo rilevante.I bambini che non scrivono a mano perdono anche l’occasione di familiarizzare con le proprie emozioni, imparare a riconoscerle, dar loro un nome.

Il rapporto mente-mano agevola attenzione, concentrazione, sintesi e memoria

Se per i bambini in età scolare scrivere a mano è una pratica fondamentale per il loro sviluppo cognitivo, non da meno anche per giovani e adulti rappresenta una risorsa straordinaria che fornisce parecchi vantaggi.

Prendere appunti a mano costringe a stare attenti e concentrati, a elaborare una sintesi di ciò che si ascolta per segnare solo i concetti chiave del discorso e a pensare a quello che si sta scrivendo. S’impara molto quando si scrivono a mano gli appunti.

La registrazione audio o la pedissequa digitazione di una relazione non mettono in gioco tutte queste competenze, consentendo un ascolto meno vigile e più passivo.

Il gusto del bello e il valore estetico della scrittura a mano

Un tempo la calligrafia era materia scolastica, l’obiettivo non era soltanto quello di scrivere a mano, ma anche di scrivere bene, in modo elegante, secondo i dettami dei diversi stili e mirando ai canoni estetici della bellezza. La pagina ben scritta aveva un valore in sé; la Bellezza era un valore in sé, una forma di cura e di rispetto sia per il gesto che si stava compiendo sia per chi quel gesto avrebbe ricevuto.

Oggi ordine e bellezza sono standardizzati, affidati agli stili preimpostati delle videoscritture, giustificati entro i margini precisi delle pagine di tablet e personal computer. E anche l’occhio di chi legge predilige l’ineccepibile perfezione della pagina stampata alle fallaci diseguaglianze delle lettere tracciate a mano.

Il rischio è di perdere il gusto per il fattore umano, di non cogliere più il valore aggiunto dei lavori non eseguiti in serie e di non sentire più l’esigenza di ricorrere a carta e penna per trasmettere ad altri i nostri pensieri. Un vero peccato, perché quando si scrive a mano quello che lasciamo sulla pagina non sono solo segni d‘inchiostro, ma parte di noi.

scrivere a mano i benefici

La grafia della persona amata ha la stessa forza evocativa della sua voce: è unica, emozionante, inconfondibile. La riconosciamo subito, prima ancora di decifrarne le parole.

 

Scrivere a mano significa imprimere la propria identità sulla pagina

Esistono grafie di tutti i tipi, più o meno belle, comprensibili e non, ma la pagina scritta a mano possiede un fascino tutto suo, che la carta stampata non ha. E per di più genera emozione non solo in chi scrive, bensì anche in chi leggerà, specie se fra i due intercorre un rapporto di amicizia o addirittura d’amore.

La grafia della persona amata ha la stessa forza evocativa della sua voce: è unica, emozionante, inconfondibile. La riconosciamo subito, prima ancora di decifrarne le parole. Se capita tra le carte di ritrovare un foglietto scritto a mano da qualcuno a noi caro, fosse anche l’elenco degli ingredienti per la ricetta di una torta, associamo immediatamente quel testo a chi l’ha scritto con tutto il coinvolgimento emotivo del caso.

È il tratto identitario che attiva il ricordo, il segno inequivocabile di quella e non di un’altra persona; è la prova che ci dà la soddisfazione e la certezza di essere umani.

Ti segnalo questo video in cui parlo proprio della scrittura a mano.

 

Scrivere a mano la propria storia

Nei miei corsi di scrittura consapevole e autobiografica chiedo che si scriva a mano perché è più che mai importante soprattutto nella scrittura di sé. Uno dei seminari che ti segnalo è Narra la tua storia che si svolgerà a marzo 2020

 

 

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