
Chi ama la scrittura o con la scrittura lavora, deve sperimentare. La sperimentazione costante – ne sono convinta – è la via che ci permette di conoscere sempre di più dell’arte dello scrivere.
Ho già parlato e trattato di tecniche di scrittura (o meglio, di tipi di scrittura, puoi leggere l’articolo Tipi di scrittura: li conosci tutti? ) questa volta voglio riferirmi a una tra le più creative e affascinanti tecniche: il Freewriting, in senso letterale, scrittura libera.
Tecniche di scrittura creativa: nasce il Freewriting
La scrittura libera, o Freewriting, è una tecnica nata negli anni Settanta, si attribuisce al professore e scrittore statunitense Peter Elbow. Il principio su cui si basa è molto semplice (ma, credimi, non così facile come sembra): scrivere in modo continuativo per un periodo determinato, senza preoccuparsi della grammatica, della punteggiatura o dell’organizzazione delle idee, insomma, senza chiederti: che cosa scrivo? Come collego gli argomenti tra loro? Avranno senso? Niente di tutto questo.
Dove sta la difficoltà? Non si deve smettere. Per il tempo stabilito, bisogna continuare a scrivere. Senza interruzioni.
Alla base c’è un concetto e un desiderio più ampi: democratizzare la scrittura, rendendola accessibile e liberatoria per tutti, non solo per gli scrittori professionisti. Se ci pensi, questa tipologia di scrittura la possono davvero praticare tutti. Nella sua opera Writing Without Teachers – non mi risulat che ci sia purtroppo un’edizione italiana – Elbow descrive la scrittura libera come un modo per esplorare pensieri e sentimenti senza tutti quei filtri e giudizi di cui ci carichiamo spesso in maniera inconsapevole. In questo senso, il Freewriting diventa uno strumento non solo di espressione, ma anche di scoperta personale, di percorso liberatorio proprio perché la creatività è lasciata libera di esprimersi.
Caratteristiche del Freewriting
La domanda che stai per farmi è giusta: ci sono delle modalità attraverso cui praticare questa scrittura?
- Tempo limitato: questa è la più importante, si stabilisce un limite temporale (di solito tra 5 e 20 minuti, però vedi tu, all’inizio puoi fare anche un paio di minuti) durante il quale si scrive senza sosta. Ripeto: non devi staccare la mano dal foglio (dando per scontato che tu stia scrivendo a mano, ma puoi scrivere anche sulla tastiera) e non devi smettere di scrivere, non devi fermarti a pensare.
- Flusso continuo: l’obiettivo è mantenere un flusso costante di parole. E se ti vengono parole e frasi senza senso? Va bene. Scrivile, senza alcuna preoccupazione. Questa gestualità – anche la tastiera, ma molto meno – stimola la parte creativa del nostro cervello: ecco il senso. Praticata con costanza, costituisce un vero e proprio allenamento.
- Assenza di autocritica: ascolta bene, non si corregge, non si torna indietro per rileggere o modificare; ogni pensiero ha il diritto di essere espresso così come nasce, sono ammesse anche le parole senza senso, coniate dalla tua mente.
- Privacy: Il Freewriting è un’esercitazione personale, non destinata alla lettura altrui, il che libera da giudizi e aspettative. Per cui, fai tacere il tuo giudice interiore. Sei nel tuo privato, si tratta di scritture che puoi anche eliminare dopo averle prodotte.

Scrivi in libertà, senza condizionamenti, lasciandoti andare al flusso creativo. Non importante se quello che scrivi non ha senso, se ci sono errori, se emergono immagini e ispirazioni particolari: scrivi in libertà. Questo è il Freewriting. La pratica costante stimola la parte creativa del nostro cervello, è un ottimo allenamento.
Come praticare il Freewriting
Per iniziare a praticare il freewriting, serve poco: un timer (l’orologio con timer, va benissimo), carta e penna o un computer. A differenza di certi tipi di scrittura (terapeutica curativa, per esempio) puoi anche scrivere con il tuo pc o il tuo tablet.
Scegli un luogo tranquillo e senza distrazioni. Fai in modo che nessuno venga a disturbarti.
Imposta il timer per il tempo scelto e, non appena parte, tu inizia a scrivere. L’importante è non fermarsi: se non sai cosa scrivere, come ti ho detto, ripeti una parola o una frase finché non ti vengono in mente altre idee. Non preoccuparti della coerenza o della qualità del testo, ricordati: il Freewriting è un processo, non un prodotto. Non importa il risultato, ma l’esercizio in sé.
A chi serve il Freewriting
Secondo me lo dovrebbero sperimentare tutti. Io lo utilizzo molto nelle sessioni di writing coaching quando ho di fronte scrittori e scrittrici che lamentano di non riuscire più a scrivere, di essere bloccati.
Ho potuto verificare quanto sia utile anche per gli studenti che hanno necessità di esplorare idee per saggi o tesine, ai professionisti per chiarire pensieri e strategie lavorative. Ma oltre a questi usi, il freewriting ha un valore terapeutico: aiuta a elaborare emozioni, a riflettere su esperienze personali, a incrementare la consapevolezza di sé. Quando stimoliamo la parte creativa del nostro cervello, si genera energia, si spalancano anfratti della nostra memoria involontaria, emergono immagini, ricordi, sollecitazioni che avevamo dimenticato ma che possono esserci di grande stimolo.
Esempi di Freewriting
Un esempio di sessione di Freewriting potrebbe partire da un prompt semplice come:
“Cosa sento ora?”
E svilupparsi in un flusso di pensieri e sensazioni che magari partono dall’attimo presente per poi collegarsi a ricordi, speranze o paure.
Un altro esempio potrebbe essere iniziare dalla frase
“Il momento più importante della mia vita è stato…”
e lasciare che la penna ti guidi verso un viaggio personale di scoperta e memoria.
Puoi farlo in autonomia, se ti fa piacere avere sempre nuovi stimoli e trovare le domande su cui scrivere ti suggerisco:
- di seguire il mio canale Instagram dove troverai sempre esercizi da praticare, utili per accendere l’ispirazione,
- tra le mie proposte di percorso troverai i 90 giorni di scrittura terapeutica, tre mesi di scrittura con un audio che ti arriva ogni giorno: un allenamento intensivo.
Il Freewriting viene annoverato tra le tecniche di scrittura, ed è corretto. Ma va detto che è soprattutto un percorso di libertà espressiva e introspezione. Praticarlo regolarmente può non solo migliorare le abilità di scrittura, ma anche aiutare a navigare nei meandri della propria mente e del proprio animo, ritrovando quella voce autentica che, troppo spesso, viene silenziata dalle pressioni esterne e interne, dalle contingenze della vita quotidiana. Allora, scrivi e scrivi in libertà.
Il mio invito è: prova, prendi carta e penna, concediti un tempo tutto per te e, come dico sempre, affidati alla scrittura.
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