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Editing romanzi: un mondo a parte 

L’editing dei romanzi è un mondo a parte. Che cosa intendo? 

L’editing di un romanzo è una pratica professionale più impegnativa, meno definita e, diciamo, più difficile rispetto all’editing di altri testi, come un manuale o un saggio per esempio. Certo, ci sono regole a cui attenersi ma non sempre è possibile (e giusto farlo).

La revisione (o editing) di un romanzo viene affidata a un-una editor che può essere freelance o interno alla casa editrice presso cui il testo è giunto (in genere, tramite un’agenzia letteraria o un concorso). 

A tale editor si domandano competenze specifiche, una buona dose di “visione”, il dubbio come condizione di vita, la capacità di infiltrarsi tra le righe, oltre le apparenze, per cogliere incongruenze, sfasature, sprechi. Ma non basta. Deve anche sapersi arrendere a volte, mai arrocarsi su posizioni personali, mettersi dalla parte di chi legge (non di sé come lettore, guai), puntare lo sguardo su qualcosa che ancora deve arrivare e magari sarà una nuova modalità di scrittura…

 

Max Perkins: il più grande del mondo 

Quando si parla di grandi romanzi, si pensa spesso agli autori, alla loro immaginazione sconfinata. Tuttavia, dietro molte opere immortali si cela una figura silenziosa e preziosa: l’editor. Maxwell, detto Max, Perkins è forse il più grande editor della storia, colui che ha contribuito a plasmare il successo di autori del calibro di Ernest Hemingway, F. Scott Fitzgerald e Thomas Wolfe. Per approfondire la storia di questo personaggio consiglio

Perkins non era solo un correttore di bozze, andava ben al di là di questo ruolo: era un vero e proprio creativo. Fu lui, ad esempio, a convincere Fitzgerald a riscrivere Il grande Gatsby, trasformando un romanzo acerbo in un capolavoro. Grazie alla sua sensibilità e alla sua capacità di comprendere la voce unica di ogni autore, ha dimostrato che l’editing non è un processo freddo e tecnico, ma un’arte che richiede empatia, intuizione e un profondo rispetto per la creatività dell’autore.

Come Perkins ci insegna, l’editing è una fase cruciale per portare un’opera da buona a straordinaria. Ed è questo che vorrei esplorare in tale articolo-guida che spero possa essere davvero utile per comprendere a fondo che cosa significhi il lavoro di editing.

Che cosa significa editare un romanzo?

Editare un romanzo significa approcciare il testo con una particolare forma mentale, come ho già detto. Ogni romanzo è a sé e si ha a che fare con il mondo personale, con l’immaginario di chi l’ha scritto. Ci vuole attenzione, cura, ampi orizzonti. Non si può pensare, come editor, di comportarsi allo stesso modo con tutti gli autori, di applicare le medesime regole.

Un romanzo, nella sua versione iniziale, è spesso come una scultura grezza: le sue forme principali sono già presenti, ma necessitano di essere levigate, definite e illuminate affinché emergano con forza e chiarezza. Invece, spesso, succede che chi scrive pensi di avere tra le mani un’opera già compiuta, ma non è così.

L’editing dei romanzi è un processo che analizza un testo in ogni suo aspetto – trama, personaggi, stile, coerenza – e punta a trasformarlo in un’opera armoniosa, accattivante e, si spera, priva di errori. È un’operazione che non si limita a correggere refusi o piccole imperfezioni, ma interviene su questioni profonde e fondamentali che dovrebbero determinare il successo del romanzo o, comunque, la sua pubblicazione. Dico sempre che chi fa editing deve avere una buona dose di Visione, anzi, più di una volta ho affermato che il vero spirito dell’editing è la visionarietà, cioè vedere oltre, vedere l’opera perfezionata, realizzata nelle sue massime potenzialità.

 

Affrontare i diversi aspetti di un racconto 

Un libro ben editato non è solo un testo “pulito” dal punto di vista formale; è un’opera che sa catturare, emozionare e lasciare un segno nel lettore. Questo accade perché l’editing affronta ogni aspetto del racconto e cioè:

  • Sviluppo della trama: una buona storia non è solo un’idea brillante, ma una sequenza di eventi narrati con un ritmo privi di incongruenze o buchi di trama. L’editor aiuta l’autore e l’autrice a identificare punti deboli, rafforzare i conflitti e affinare il climax. Ti consiglio di leggere “La trama: l’importanza di costruire una storia“.
  • Caratterizzazione dei personaggi: ricordiamo un libro per i suoi personaggi. L’editing assicura che essi siano tridimensionali, credibili e in evoluzione, con dialoghi autentici e comportamenti coerenti con le loro motivazioni.
  • Efficacia dello stile: ogni autore ha una voce unica, ma spesso questa voce può essere nascosta da una scrittura ridondante, poco fluida o troppo lontana dal pubblico di riferimento. L’editor lavora per affinare questa voce, mantenendola autentica e riconoscibile. Ti consiglio di leggere “Consigli di scrittura e di revisione per migliorare lo stile“.

 

Oltre la scrittura: analizzare, suggerire, potenziare 

L’editor deve porsi una serie di domande – e porle a chi ha scritto il testo, ovvio – tenendo sempre presente l’esperienza di lettura.

Domande tipo:

  • La storia è avvincente?
  • Ogni capitolo ha un motivo per esistere?
  • Ci sono momenti in cui il ritmo rallenta troppo o in cui le descrizioni appesantiscono il racconto?
  • Il linguaggio usato è adeguato al genere e al target del libro?

Una volta individuate le aree di miglioramento, l’editor propone soluzioni: suggerisce cambiamenti, alternative narrative, tagli o aggiunte. Attenzione, però: l’editor non riscrive per l’autore o per l’autrice, non si deve sostituire a chi quel testo l’ha pensato. Può fare degli esempi (ma molto generali perché, a mio avviso, potrebbero influenzare chi scrive), ma non dire mai: “ecco, scrivila così questa frase”, “te la scrivo io” “te le risolvo io”. Chi si rivolge all’editor è o non è uno scrittore, una scrittrice? Allora, il testo è suo, anzi, dovrebbe esserne gelosa o geloso della propria scrittura e volerla migliorare per imparare.

Non si tratta mai di imporre una visione personale. Chi fa questo mestiere corre il rischio di cadere nella trappola in molte occasioni. Si ha un punto di vista sul romanzo e sembra il migliore, quello risolutivo: però, non è detto che lo sia per l’autore o l’autrice che deve, sempre e comunque, trasmettere la propria visione. 

L’editing è una collaborazione creativa tra autore ed editor, un dialogo continuo che permette di portare alla luce il potenziale nascosto del romanzo. Magari succede – qualche volta è accaduto anche a me – che si entri in un conflitto “costruttivo”: non si è d’accordo su una determinata soluzione, magari sull’eliminare un paio di paragrafi. In questo caso, l’editor deve spiegare bene quale sarà il vantaggio dell’eliminazione. L’importante è che non si difenda una posizione solo perché è la propria, ma si sia propensi a comprendere le soluzioni proposte, da una parte e dall’altra.

 

 

 

Non si tratta mai di imporre una visione personale. Chi fa questo mestiere corre il rischio di cadere nella trappola in molte occasioni. Si ha un punto di vista sul romanzo e sembra il migliore, quello risolutivo: però, non è detto che lo sia per l’autore o l’autrice che deve, sempre e comunque, trasmettere la propria visione.

editare un libro

L’Editing come arte del successo 

Se guardiamo ai grandi libri della storia della letteratura, ci accorgiamo che dietro molti di essi c’è stato un processo di editing decisivo per il loro successo. Torno a citare Max Perkins, l’editor che ha lavorato con Hemingway, Fitzgerald e Wolfe. Senza di lui, molti di questi capolavori non avrebbero avuto l’impatto che hanno avuto. 

 Ci autori e autrici esordienti che sottovalutano l’importanza dell’editing, pensando che la loro storia sia già pronta per il pubblico. Ma, in realtà, ciò che separa un manoscritto “promettente” da un libro “indimenticabile” è proprio il lavoro di affinamento svolto da un editor.

L’Editing come processo creativo 

L’editing è un processo creativo tanto quanto la scrittura stessa. Se l’autore è l’artista che dà forma alla sua visione, l’editor è il critico costruttivo che lo aiuta a raffinare l’opera per raggiungere il pubblico. È un lavoro che richiede non solo competenze tecniche, ma anche intuizione, empatia e sensibilità.

È un processo che si basa su:

  • Empatia creativa: comprendere la visione dell’autore e rispettarla.
  • Chiarezza critica: identificare ciò che funziona e ciò che potrebbe migliorare.
  • Proposte mirate: offrire soluzioni che potenzino la narrazione senza snaturarla.

In questo senso, l’editing diventa un lavoro di cesello, dove ogni dettaglio – dal ritmo di una scena al modo in cui un personaggio si esprime – viene modellato per servire la storia nel miglior modo possibile.

 

Un investimento per il futuro del libro 

Un romanzo che passa attraverso un editing di qualità ha molte più probabilità di successo, sia nel mercato tradizionale che nel self-publishing. 

  • Cattura l’attenzione degli editori: oggi gli agenti letterari e le case editrici cercano manoscritti che siano già rifiniti e pronti per il mercato.
  • Conquista i lettori: un romanzo ben scritto non solo piace, ma lascia un segno, portando a recensioni positive e al passaparola.
  • Costruisce la credibilità dell’autore: Ogni libro è un biglietto da visita, e un’opera di qualità aiuta a costruire una reputazione solida.

 

Come l’editing cambia un libro: esempi pratici 

Per capire quanto e su quali aspetti, in particolare, impatti l’editing, credo servano esempi pratici e concreti.

1. La trama debole 

Una scrittrice emergente, tempo fa, mi ha inviato il suo primo romanzo, una storia d’amore ambientata in un contesto storico di cui lei aveva senza dubbio conoscenza. Durante la lettura, ho notato che la trama principale era interessante, ma c’erano troppe lunghe descrizioni che rallentavano il ritmo.

Intervento:

  • Suggerisco di eliminare due sotto trame secondarie che non aggiungevano valore alla storia e, anzi, distraevano il lettore. Una in particolare, narrando di un evento accaduto nel passato, relativo alla città in cui si svolge la storia, porta fuori focus e non impatta sullo sviluppo narrativo.
  • Consiglio di spostare un evento cruciale – il primo incontro dei protagonisti – all’inizio del romanzo, per creare subito un aggancio emotivo.
  • Propongo di snellire le descrizioni storiche, lasciando solo quelle essenziali per l’atmosfera.

Risultato:
Il romanzo è diventato più scorrevole e coinvolgente, e il lettore ora si ritrova subito immerso nella relazione tra i protagonisti.

 

2. Un personaggio piatto e dimenticabile 

Mi sono trovata alle prese con un romanzo thriller da editare. La protagonista, una detective, non presentava tratti distintivi tali da renderla ricordabile e le sue azioni sembravano sempre poco motivate.

Intervento:

  • Ho chiesto all’autore di approfondire il passato del personaggio: che esperienze l’hanno portata a fare questa professione? Quali sono le sue paure e i suoi desideri?
  • Andava aggiunto un dettaglio ricorrente per rendere memorabile la detecite (ad esempio, la passione per la musica jazz, che la aiuta a rilassarsi durante i casi difficili; ma può essere qualsiasi altra cosa).
  • Ho suggerito di rendere  i dialoghi più incisivi, eliminando frasi generiche e inserendo battute che riflettessero la personalità unica della detective.

Risultato:
La protagonista emerge come una figura complessa e affascinante, capace di rimanere impressa nella mente dei lettori.

 

3. Un conflitto poco coinvolgente 

Un romanzo fantasy presenta un conflitto tra due regni in guerra, ma la ragione del conflitto è vaga e non viene mai approfondita. Il lettore non sente empatia né per i protagonisti né per la loro causa.

Intervento:

  • Ho suggerito  di aggiungere un background storico al conflitto, spiegando che le due nazioni erano un tempo alleate, ma una serie di tradimenti ha distrutto la loro fiducia reciproca.
  • Poi ho consigliato di introdurre un legame personale tra i protagonisti e la guerra: per esempio, uno dei personaggi principali potrebbe aver perso un familiare a causa della rivalità tra i regni.
  • Mi è sembrato giusto suggerire di ampliare la tensione emotiva inserendo una scena in cui il protagonista è costretto a scegliere tra lealtà alla sua patria e l’amore per qualcuno del regno nemico. Il conflitto interiore che fa sempre bene alle storie

Risultato:
Il conflitto diventa più complesso e avvincente, coinvolgendo il lettore sia a livello emotivo che intellettuale.

 

4. Il linguaggio inadeguato al target 

Un romanzo per adolescenti (Young Adult) presenta una storia interessante, ma il linguaggio è troppo sofisticato e lontano dal pubblico di riferimento.

Intervento:

  • Ho aiutato l’autore a individuare parole e frasi troppo complesse perché le sostituisse con termini più semplici e colloquiali.
  • Ho suggerito di inserire riferimenti alla cultura pop o alle esperienze quotidiane che i lettori adolescenti possono riconoscere e sentire come proprie.
  • Inoltre, ho consigliato di rivedere i dialoghi tra i personaggi, rendendoli più realistici e simili al modo in cui i giovani comunicano realmente.

Risultato:
Il romanzo risulta più accessibile, conquistando il target.

L’editing è un processo tanto creativo quanto la scrittura stessa. Se l’autore è l’artista che dà forma alla sua visione, l’editor è il critico costruttivo che lo aiuta a raffinare l’opera per raggiungere il pubblico. È un lavoro che richiede non solo competenze tecniche, ma anche intuizione, empatia e sensibilità.

editare un libro

 Editor professionista: ecco l’approccio giusto 

L’ editor è più di un tecnico: è un partner creativo. 

L’approccio professionale all’editing inizia con una visione d’insieme del romanzo. 

Prima di scendere nei dettagli, l’editor deve valutare aspetti macro come la struttura narrativa, il ritmo e la coerenza generale. Questo approccio consente di intervenire in modo strategico e mirato, senza appesantire il processo con inutili micro-interventi.

La chiave di un editing efficace è la collaborazione. Un buon editor ascolta, spiega e propone soluzioni, rispettando sempre la visione creativa dell’autore.

 

 I livelli di editing 

L’editing è un processo stratificato che si svolge a diversi livelli, ognuno dei quali richiede competenze specifiche.

Editing strutturale o di sviluppo 

Si occupa della “spina dorsale” del romanzo: trama, ritmo, coerenza narrativa. In questa fase analizziamo:

  • La solidità della struttura narrativa.
  • La presenza di buchi di trama o incongruenze.
  • Il ritmo del racconto: è troppo lento o troppo veloce?

Editing di contenuto 

Questo livello riguarda i dettagli della storia, come:

  • Personaggi: sono credibili e ben sviluppati?
  • Ambientazione: è coerente e coinvolgente?
  • Temi e conflitti: sono chiari e articolati nel modo giusto?

Editing di forma 

Si tratta di una fase molto importante e, devo dire, spesso impegnativa. Sulla forma c’è quasi sempre da lavorare e ci sono molte imprecisioni da sanare. Autori e autrici lavorano ancora troppo poco sulla correttezza formache che – diciamolo – dovrebbe essere quasi scontata nel lavoro di chi intende pubblicare un libro. Ma non è così. Ci si concentra su stile, linguaggio e dialoghi, assicurandosi che il testo sia fluido e piacevole da leggere.

Correzione di bozze 

L’editing non deve essere confuso con la correzione di bozze che è attività super importante, ma diversa. Siamo al livello più tecnico, dove si correggono errori grammaticali, di sintassi e refusi.

Consiglio la lettura di questo articolo Correzione di bozze: migliora i testi e impara un mestiere”.

 

Editing romanzi: che cosa analizza?

In dettaglio, quindi, che cosa analizza l’editing dei romanzi? Diversi aspetti che ricapitoliamo.

  • Forma e stile: Il testo è leggibile e scorrevole? Il linguaggio è appropriato per il  pubblico di riferimento?
  • Contenuto: La storia è originale e ben costruita?
  • Personaggi: Sono profondi e credibili? Hanno un’evoluzione coerente?
  • Ambientazione: Il mondo narrativo è ben delineato?
  • Coerenza narrativa: Ci sono buchi di trama o incongruenze?
  • Coinvolgimento del lettore: Il romanzo cattura e mantiene l’attenzione?
  • Originalità: La storia ha una voce unica e riconoscibile?
  • Forza emotiva: Riesce a emozionare e coinvolgere?

 

Editing di un romanzo: metodologia tecnica 

L’editor, oggi, lavora spesso con strumenti digitali come Google Drive o Microsoft Word. Entrambi consentono di lasciare commenti, suggerire modifiche e collaborare in tempo reale con l’autore.

Io prediligo Drive e dico subito il motivo principale: non si rischia di perdere nulla.

Se mi venisse domandato: meglio scrivere nel testo o commentare a margine? Risponderei che le modifiche dirette nel testo sono utili per migliorare la forma senza alterare il contenuto; i commenti a margine sono ideali per suggerire cambiamenti o spiegare un intervento.

Va anche detto, a mio avviso, che è importante considerare il tipo di opera che correggiamo e su questa base fare una scelta. Dirò di più, va tenuto conto anche del nostro interlocutore o interlocutrice.

Io inizio sempre con una lettura completa del romanzo (anche due a dire il vero), prendendo appunti generali. Poi passo a un editing più dettagliato, affrontando i problemi macro prima di concentrarmi sui particolari. Utilizzo una combinazione di commenti a margine e modifiche dirette per garantire chiarezza e trasparenza. Ma, come detto, la scelta dipende sempre da diversi fattori,

 

Rispettare la voce di chi scrive 

L’editing non deve mai trasformare un testo in qualcosa che l’autore non riconosce più come proprio. L’obiettivo non è riscrivere, ma esaltare la voce unica dell’autore.

Un editor esperto sa quando intervenire e quando lasciare spazio alla creatività. Per esempio, uno stile volutamente frammentato o un linguaggio poetico non devono essere “normalizzati” se sono parte integrante della voce dell’autore.

 

I costi dell’editing

I costi dell’editing possono variare notevolmente in base a diversi fattori:

  • Lunghezza del testo: un romanzo lungo richiede più tempo e lavoro. In genere. Ci sono romanzi lunghi scorrevoli e ben fatti e romanzi corti che richiedono sudore e impegno al di là del consueto.
  • Livello di editing richiesto: un editing strutturale è più complesso di una semplice correzione di bozze.
  • Esperienza dell’editor: un professionista con anni di esperienza avrà tariffe più alte perché si presuppone che abbia più esperienza e più “visione” (non è la verità assoluta, eh).

Le modalità di preventivo possono essere:

  • A parola. 
  • A cartella editoriale (1.800 battute). I costi vanno in genere dalle 4 euro alle 9 o 10 euro.
  • A progetto, con un costo fisso concordato.

Per quanto mi riguarda valuto la lunghezza (in numero battute), ma non è mai l’unico fattore. Tengo anche conto della complessità del lavoro, delle esigenze di autori e autrici. Spesso l’editing si accompagna a incontri, vere e proprie lezioni di scrittura che vanno conteggiate. Nel mio caso, aggiungo sempre consulenza e assistenza per la pubblicazione; nella mia redazione siamo specializzati all’assistenza per pubblicare con Amazon. L’aver lavorato per tanti anni come editore mi consente anche di conoscere bene il meccanismi del mercato editoriale e le case editrici.

Sì, negli anni, grazie all’esperienza e alle referenze acquisite, alle collaborazioni prestigiose, posso dire che conta anche il brand, il nome che una o uno riesce a farsi (e che deve corrispondere in modo autentico alla competenza). 

Invito a consultare questa pagina del mio sito che riguarda proprio il mio Servizio di Editing e Correzione di bozze.

Editing non significa sempre pubblicazione

 Dopo l’editing, ci sono diversi sbocchi:

  • Case editrici tradizionali: l’editing aumenta le possibilità di essere notati da editori.
  • Self-publishing: un romanzo ben editato spicca nel mercato.
  • Ulteriore sviluppo: a volte, l’editing rivela nuove possibilità narrative.

Ma a volte l’editing rappresenta un percorso di apprendimento, di scuola che non andrebbe sottovalutato.

 

Se hai bisogno di una editor che lavori con passione, rispetto e attenzione al tuo testo, non esitare a contattarmi. Insieme, possiamo trasformare il tuo romanzo e realizzare il tuo sogno.

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