come scrivere un racconto breve

Come scrivere un racconto breve? Sai che non ti devi far ingannare dal concetto di brevità, vero? Cimentarsi con il racconto e con il racconto breve in particolare è una pratica impegnativa ma che ti certo ti formerà come autore. Devi sapere che molti grandi scrittori, eccellenti romanzieri, non si mettono alla prova con il racconto perché lo valutano  più complicato del romanzo o forse non troppo aderente alla loro predisposizione espressiva.  Certo, è interessante capire le motivazioni che spingono uno scrittore verso questa forma di narrazione, le differenze rispetto ad un romanzo e il perché della sua struttura.

Racconto breve: che cos’è?

Può essere utile – credimi, lo è sempre – dare un’occhiata all’etimologia. Il verbo raccontare ha una derivazione molto interessante,da re-conto o meglio da ra-contare, contare, enumerare, con il prefisso rafforzativo “ra”. Racchiude in sé il senso del verbo latino “computare”: è in qualche modo un rendere conto ma ordinato come lo sono i numeri, quindi un’esposizione che ha in sé una consequenzialità, un ordine. C’è un legame forte con chi legge proprio per questo rendicontare ma anche per un altro motivo: vista la brevità il lettore può leggerlo senza staccarsi mai fino alla fine. Il patto che nel racconto stringiamo con il lettore è molto forte e mai dovremmo venire meno alla promessa di assicurargli una lettura coinvolgente.

Il racconto breve non va inteso come un fratello minore del romanzo  ma una ben distinta e autonoma forma letteraria, con proprie connotazioni e regole narrative. Se ci pensiamo, è stato proprio con questa modalità comunicativa che l’uomo ha iniziato a raccontare il proprio tempo.  

 

Origini del racconto breve

 Le prime incisioni rupestri sono un esempio di racconto. Con molta probabilità in maniera inconscia e non certo come lo intendiamo noi oggi. L’esigenza era quella di conservare memoria, di “fotografare” ciò che era avvenuto e rivederlo. 

 Il concetto non è diverso: un mezzo attraverso il quale l’uomo esprimeva il proprio sentire. Raccontava una storia. Ciò che aveva visto, che lo aveva impressionato, coinvolto e fatto nascere in lui il bisogno di lasciare una traccia di quel momento.

 Un ricordo che andava fermato per essere mostrato e condiviso con gli altri uomini. Non sapeva scrivere ma sapeva maneggiare una pietra. La stessa pietra con la quale cacciava le prede ora diventava il mezzo per trasferire i suoi pensieri dalla mente al mondo esterno, con una modalità che lui concepiva come indelebile.  I graffiti – così come sono arrivati a noi – ne sono  costituiscono la prova. Queste incisioni erano essenziali.   Qualcuno potrebbe obiettare che in quel caso si trattasse di disegni, mentre ora stiamo parlando di racconti.   

Con poche figure si raccontava una storia. Pochi i personaggi, minime le scene. Il tempo era il presente che si era appena vissuto. Protagonista, la parte centrale che costituisce il fulcro dell’accadimento, lo sviluppo della storia e il finale. 

 Il protagonista, il cattivo o l’animale ucciso, il finale per celebrare. Questo schema – pur attraversando le ere ed evolvendosi assieme alla storia della letteratura – è tuttora presente nei racconti brevi.

 

Le caratteristiche del racconto

Se ti domandi come scrivere un racconto breve dovresti anche indagare le ragioni che portano a questa scelta. Il racconto soddisfa il fabbisogno percepito da molti scrittori di narrare il quotidiano, il tempo presente, spesso senza la necessità di pensare ad una stesura più complessa come quella richiesta da un romanzo.  Questo non deve indurci a pensare che la scrittura di un racconto sia più facile. Spesso richiede molta più abilità nell’utilizzo delle parole proprio perché il testo e la trama hanno bisogno di  maggior precisione ed essenzialità. 

Tutto nel racconto deve essere finalizzato all’esposizione e allo scopo dei fatti narrati. 

La storia che stiamo raccontando va immaginata come una discesa diretta e articolata verso il finale senza stasi o passaggi inutili e deve trasportare il lettore direttamente al finale.

 

Differenza tra romanzo e racconto

Spesso ci si pone la domanda se siamo di fronte ad un romanzo o ad un racconto, o quali siano i tratti distintivi che li caratterizzano. Se anche avessi deciso di scrivere un racconto breve, ti potrà essere sempre utile conoscere questa differenza.

  • In generale possiamo definire il racconto come un componimento letterario breve, di solito dedicato ad un’unica vicenda, o tematica, dove la storia viene esposta secondo uno schema di causa-effetto che si risolve arrivando ad un finale che non prevede un seguito.
  • Il romanzo rappresenta invece una forma di narrazione in prosa, basato su vicende storiche, o di invenzione, all’interno delle quali intervengono più personaggi, anche su diversi piani descrittivi.
  • Se vogliamo dare dei dati possiamo dire che per “racconto breve” (short story in inglese) si intende solitamente un’opera tra le 8.000 e le 30.000 battute. Sotto le 8.000 si parla di “racconto brevissimo”, sopra le 30.000 iniziamo a sconfinare nei territori del racconto lungo.
  • Il racconto è una storia nella quale i fatti narrati vengono indirizzati direttamente al finale attraverso una struttura verticale, una rapida discesa come abbiamo detto prima. Ogni accadimento scivola su un piano inclinato: più è ripido, tanto più veloce sarà raggiungere la fine. 
  • Il romanzo presenta invece una struttura orizzontale: può estendersi lateralmente, coinvolgere più storie parallele, allontanandosi dall’idea principale per poi ritornarvi attraverso nuovi intrecci.
  • Il racconto risulterà quindi più semplice, meno articolato: attorno al fulcro della storia ruoteranno meno personaggi. 
  • In genere viene affrontata un’unica tematica centrata sulla vicenda che coinvolge il protagonista.
  • Anche la durata temporale è inferiore in un racconto.
  • Le azioni avvengono in un tempo più breve, a volte solo accennato, per lasciare spazio al lettore di completarlo con il proprio sentire.
  • Caratteristica fondamentale nei i racconti, ancor più che nei romanzi, è la dinamicità dei dialoghi.
  • Devono trasmettere in maniera puntuale e serrata – senza il bisogno di descrizioni aggiuntive – ciò che emerge da un personaggio, o da un luogo, arrivando così a comunicare il punto di vista dell’autore.
  •  Se da un lato i racconti possono sembrare più facili da scrivere rispetto ai romanzi in quanto più brevi, dall’altra richiedono maggior profondità e spessore per essere altrettanto efficaci.
  • Il racconto risulta quindi più veloce di un romanzo, ma dovrà comunque prevedere quello sviluppo nella vicenda che porterà ad un cambiamento interiore del protagonista.
  • Scrivere o leggere un racconto rappresenterà un viaggio più breve, attraverso un tragitto che rimarrà però lo stesso. Spesso più intenso, proprio perché sarà simile ad un flash emozionale.
come scrivere un racconto breve

Un racconto è un mondo.  Il racconto breve, in particolare, richiede la capacità di suggerire atmosfere e ambientazioni nello spazio di poche pagine. Bisogna narrare una storia, dall’ncipi all’epilogo rendendola efficace e coinvolgente. I personaggi devono funzionare nel tempo a disposizione. Per questo non va mai considerato un genere più facile rispetto al romanzo, anzi, richiede una notavol maestria e talento.

Come scrivere un racconto breve: la tecnica

Quando ci accostiamo al racconto l’approccio mentale deve essere simile al parlato, all’atto di raccontare una storia.

Non deve essere nulla di diverso da quando lo facciamo verbalmente: la descrizione che daremo dell’accadimento dovrà rispecchiare le modalità dell’esposizione orale.

Una tecnica utilizzata in questo tipo di scrittura è spesso quella del correlativo oggettivo, termine utilizzato dal poeta, saggista, critico letterario anglo-americano Thomas Stearns Eliot (1888 – 1965 ) per definire la sua idea dell’arte. Secondo T.S. Eliot l’emozione doveva essere espressa attraverso oggetti concreti o situazioni particolari: una catena di eventi che rappresentino la formula di quel particolare stato d’animo.

In questo modo, quando gli stessi verranno affidati al lettore, l’emozione provata dall’autore riaffiorerà in chi legge senza bisogno di alcuna spiegazione. Saranno gli eventi stessi, o gli oggetti descritti, a far sorgere lo stato d’animo che si vuole trasmettere. Questo concetto lo troviamo anche in poesia.

Un esempio classico è rappresentato da Eugenio Montale, che fece sua questa modalità espressiva utilizzandola nelle raccolte Ossi di seppia del 1925 e Le occasioni del 1939.

Nelle poesie Spesso il male di vivere ho incontrato e Meriggiare pallido e assorto vediamo come la precisa descrizione della realtà attraverso le immagini riesca a materializzare l’inquietudine esistenziale che il poeta voleva esprimere.

L’immagine descritta viene utilizzata come mezzo per trasformare un semplice significato soggettivo in un concetto di valore universale.

Parlando di tecnica anche la punteggiatura riveste un carattere d’importanza nel racconto: rappresenta una sorta di segnaletica stradale che dovrà indicare una direzione o obbligare ad una sosta.

Frasi brevi e dirette sono in genere una caratteristica. Il punto diventa non solo la chiusura di un discorso, ma deve scandire il rapporto di tempo e di causa con ciò che seguirà. L’uso della punteggiatura contribuirà a conferire stabilità e precisione narrativa, tratti distintivi in un racconto breve.

Mary Flannery O’Connor, scrittrice statunitense, vissuta tra il 1925 e il 1964, sosteneva che ognuno di noi inizia ad ascoltare e raccontare storie fin da piccolo, senza particolari difficoltà.

Nonostante tutto ci mostriamo desiderosi di sapere come si fa.

Il linguaggio parlato è in genere più diretto: esponiamo un concetto o descriviamo un accadimento con l’obiettivo di arrivare a raccontare la nostra versione. Lo stesso concetto dovrà essere trasportato nella forma scritta. 

La sintesi nell’esposizione sarà un indice di creatività.

Dimostrerà l’attitudine a muoversi in uno spazio limitato, finalizzata a catturare l’attenzione e la curiosità del lettore in poche righe.

Tempi rapidi, pochi personaggi, fatti salienti che dovranno risultare indimenticabili.

I punti fondamentali del racconto 

I punti fondamentali del racconto sono:

  • l’idea 
  • i personaggi
  • i dialoghi
  • l’azione

L’idea rappresenta quel dettaglio che renderà la storia interessante ed unica.

Dovrà già contenere quel particolare che si avvicina al punto culminante del racconto capace di far nascere nel lettore la voglia di conoscere il finale.

Ma una storia è fatta di personaggi, e quindi sarà importante decidere a quale di loro affidare la parola.

I personaggi arrivano sulla scena di un racconto breve con un vissuto che spesso non viene raccontato, ma che deve emergere da come li facciamo agire.

Di conseguenza i dialoghi dovranno risultare ben costruiti, in grado di trasmettere il carattere dei personaggi. Ogni scambio di battute non sarà mai solo un riempitivo, ma dovrà contribuire alla messa a fuoco della storia.

Per rendere i dialoghi efficaci nello spazio ristretto del racconto bisogna fare in modo che questi portino avanti l’azione, rivelando progressivamente il tema e conducendo il lettore direttamente al finale.

Ogni aspetto fin qui considerato rappresenta un tratto distintivo del racconto breve, che dovrà trovare una sua collocazione all’interno di una precisa struttura narrativa che possiamo riassumere nei seguenti punti:

  • Introduzione
  • Sviluppo
  • Conclusione

Possono sembrare scontati ma in realtà rappresentano punti fermi con precise caratteristiche.

Nell’introduzione – ossia la parte iniziale – dovranno essere presentati i personaggi, l’ambiente e la tematica – oppure la vicenda principale – della storia.

 

Lo sviluppo rappresenta il fulcro dell’azione descritta.

Qui il protagonista dovrà affrontare le difficoltà o misurarsi con gli altri personaggi.

Nella conclusione troveremo l’epilogo della storia.

Come abbiamo visto in precedenza l’autore potrà scegliere per un finale chiuso o aperto.

Non è sempre obbligatorio definire come si conclude il racconto, se ci sia o meno un lieto fine. In ogni caso chi scrive deve avere come propria preoccupazione la soddisfazione del lettore ed evitare perciò quei finali che lasciano con l’amaro in bocca (per usare un’espressione retorica) e con l’idea di sorprendere o spiazzare chi legge creano solo scontento. Il finale aperto deve lasciar intuire in qualche modo che cosa accadrà anche se non vediamo l’azione futura. 

La parte importante è far emergere come e se è cambiato il protagonista durante la vicenda narrata.

L’autore, attraverso il racconto, fornisce i dettagli, gli accadimenti, le reazioni vissute dal protagonista, che potranno fare da specchio o costituire un diverso approccio alla storia che ognuno di noi vive.

Il racconto rappresenta il nostro modo di parlare, di confrontarci con la vita, di subire ingiustizie o di cogliere opportunità.

Non è la storia di un’esistenza, ma uno spaccato di vita: la fotografia di un momento del quale abbiamo colto difficoltà o gioie.

Ed è proprio in questi particolari che risiede, pur nella breve durata del testo, la forza di un racconto breve.

 

metodo di scrittura

Quando si comincia a scrivere assale il terrore della pagina bianca, è  tipico no? Quello che suggerisco sempre è  chiedersi quale sia la storia centrale, quella che abbiamo in mente. Bene, cominciamo da lì senza  iniziare con “fin dall’antichità…” o cose di questo genere. (Carlo Martigli)

Consigli di lettura

Quali racconti mi consigli di leggere? Si tratta di una domanda che mi sento rivolgere spesso. Dipende molto dai gusti personali, da quello che si ama leggere. C’è chi predilige raccolte di racconti densi di suspense o di mistero; altre persone amano storie che li trasportino in luoghi lontani. Riporto alcuni consigli sulla base di letture che ho fatto (o rifatto per motivi di lavoro) in questi ultimi tempi. 

 

La fioraia di Deauville e altri racconti di Simenon

I quarantanove racconti di Hemingway  

Racconti di Anton Cechov

Racconti neri di Marco Vichi

L’elefante scomparso e altri racconti di Murakami

Racconti brevi e straordinari di Borges

Racconti di Antonio Tabucchi

La forchetta, la strega e il drago. Racconti da Alagaësia di C. Paolini e M. Concetta Scotto di Santillo

 

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