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esercizi di scrittura creativa

Scrivere un libro in 12 mesi: dal sogno al manoscritto 

Come scrivere un libro in 12 mesi? Si può? Ah, certo, si potrebbe anche in meno tempo. Ma 12 mesi di lavoro, ben organizzato, permettono di scrivere un testo di notevole qualità, che sia romanzo, saggio, manuale o biografia e di compiere un percorso che sia per te un vero e proprio arricchimento.

 

Scrivere un libro è possibile se hai un piano 

Non serve aspettare “il momento giusto” o l’ispirazione divina, lo sai vero? Serve un obiettivo, una strategia. Soprattutto serve costanza. Ho voluto scrivere questo articolo-guida per mostrarti come realizzare il tuo progetto editoriale in un anno, mese dopo mese. I libri nascono dalla disciplina. L’ispirazione è un bonus, non la base del lavoro. A fare la differenza non è chi ha l’idea più brillante, ma chi scrive con regolarità. Se ti affidi solo all’ispirazione, il tuo libro resterà un file vuoto. Se invece ti affidi alla costanza, il tuo libro prenderà forma pagina dopo pagina. Credimi, lo vedo accadere tutti i giorni seguendo e supportando autori e autrici.


Perché il termine di 12 mesi è realistico 

Un anno è un arco di tempo perfetto per scrivere un libro, anche se hai un lavoro, una famiglia e una vita piena di impegni. 

Dodici mesi ti permettono di:

  • pianificare senza stress,
  • scrivere con continuità,
  • lasciare spazio alla revisione,
  • e arrivare alla pubblicazione con soddisfazione.

La chiave è la suddivisione in tappe: sapere cosa fare ogni mese ti evita l’ansia del “e adesso?”. Una roadmap chiara trasforma l’idea di scrivere un libro da sogno incerto a progetto concreto.

 

A chi è utile questa roadmap 

Questa guida è pensata per chiunque voglia scrivere un libro, ma in particolare per:

Aspiranti scrittori: hai sempre sognato di scrivere un romanzo o un saggio ma non sai da dove iniziare? Questa roadmap ti offre un metodo.

 

Professionisti e freelance: vuoi scrivere un libro per raccontare la tua esperienza, consolidare la tua autorevolezza o attrarre nuovi clienti? Con 12 mesi di lavoro mirato, puoi farlo.

 

Chi vuole raccontare la propria storia: che sia un’autobiografia, una testimonianza o un diario trasformato in narrazione, questa guida ti aiuta a dare forma alle tue parole.

 

Mese 1- Chiarezza d’intenti: perché vuoi scrivere questo libro?

 

Il primo mese non si scrive (ancora), ma si decide cosa scrivere e perché. Questo è il momento in cui pianti il seme del tuo libro: se le radici sono forti, il progetto potrà crescere con coerenza e motivazione.

Il potere dell’intenzione: dal desiderio alla visione

Scrivere un libro richiede tempo, energia e perseveranza. Per questo è essenziale partire con un’intenzione chiara. Chiediti:

  • Perché voglio scrivere questo libro?
  • Cosa spero di ottenere?
  • Cosa voglio trasmettere?

Scrivi le tue risposte. Questo esercizio ti aiuterà nei momenti di dubbio, quando l’entusiasmo calerà e la fatica prenderà il sopravvento. L’intenzione non è solo motivazione, è la bussola che orienta tutte le scelte creative. Se vuoi approfondire ti consiglio la lettura del mio articolo Perché scrivere un libro, veri obiettivi e motivazione.

Identificare il messaggio chiave e il lettore ideale 

Ogni libro ha un cuore: un messaggio, un tema centrale che lega tutto insieme. Qual è il tuo?

  • Vuoi ispirare? Informare? Intrattenere?
  • C’è un’idea forte che ti guida?
  • Quale trasformazione vuoi offrire al lettore?

Una volta chiarito il messaggio, pensa al tuo lettore ideale: Chi è? Cosa cerca? Cosa si aspetta da un libro come il tuo?

Conoscere il tuo pubblico ti aiuterà a scrivere in modo più diretto, utile e coinvolgente. Scrivere per “tutti” spesso equivale a non raggiungere nessuno.

 

Prima decisione: narrativa, autobiografia, saggio, manuale? 

Ora è il momento di scegliere la forma del tuo libro. Questa decisione può evolversi nel tempo, ma avere una direzione iniziale è cruciale per cominciare con chiarezza.

Ecco alcune domande guida:

Narrativa: vuoi raccontare una storia inventata? Personaggi, trama, ambientazione?

 

Autobiografia: vuoi condividere episodi significativi della tua vita?

 

Saggio: hai un punto di vista forte su un tema e vuoi argomentarlo?

 

Manuale: vuoi insegnare qualcosa di pratico, passo dopo passo?

 

La forma incide sul tono, sulla struttura e sulle aspettative del lettore. Non serve decidere tutti i dettagli subito, ma è importante imboccare una strada.

 

Mese 2 – Pianifica prima di scrivere 

Ora che hai chiaro perché vuoi scrivere questo libro, è il momento di costruirne l’architettura. Pianificare significa offrire alla creatività uno spazio dove esprimersi con coerenza. Questo mese ti dedicherai a progettare la struttura, organizzare il lavoro e impostare obiettivi concreti.

Struttura, indice, mappa mentale: trovare l’architettura del libro 

Ogni libro ha bisogno di una struttura portante. Non serve definire ogni dettaglio, però una visione d’insieme è fondamentale per non perdersi lungo il cammino.

Hai diversi strumenti a disposizione:

  • Mappa mentale: utile se sei all’inizio e vuoi esplorare tutte le idee collegate al tuo tema. È un metodo visivo e creativo per vedere connessioni, priorità e contenuti possibili.
  • Indice provvisorio: una volta che hai chiaro l’argomento, puoi iniziare a dividere il contenuto in capitoli o sezioni. Anche se cambierà, un indice ti aiuta a vedere la progressione logica del libro.
  • Scheletro narrativo (per i romanzi o le autobiografie): definisci l’arco della storia, i personaggi principali, i punti di svolta. Anche in forma semplice, questo ti darà sicurezza nella scrittura.

L’obiettivo non è creare una gabbia, ma un percorso.

Se vuoi approfondire leggi il mio articolo La struttura narrativa: sviluppare la trama di una storia

Definire un calendario di scrittura personalizzato 

Scrivere un libro richiede tempo regolare, ma ognuno ha ritmi e impegni diversi. Il trucco è adattare il calendario alla tua vita reale, non a un’idea ideale.

Per farlo, chiediti:

  • Quante ore a settimana posso realisticamente dedicare alla scrittura?
  • Quali giorni e orari sono più adatti a me?
  • Preferisco scrivere poco ogni giorno, o tanto in blocchi settimanali?

Poi, crea un calendario settimanale o mensile, con blocchi dedicati solo alla scrittura. Trattali come appuntamenti importanti: non si saltano, non si rimandano.

 

Impostare obiettivi mensili realistici 

Per rimanere motivato, serve una misurazione concreta dei progressi. Ma attenzione: gli obiettivi devono essere realistici e adattabili.

Esempi di obiettivi per il secondo mese:

  • Completare la mappa mentale e/o l’indice provvisorio
  • Scrivere una sinossi o descrizione del libro
  • Definire i titoli provvisori dei capitoli
  • Stabilire il numero indicativo di parole totali e per capitolo
  • Programmare il calendario di scrittura per i prossimi 3 mesi

Avere piccoli traguardi mensili ti aiuta a costruire fiducia, tenere alta la motivazione e non sentirti sopraffatto dall’impresa.

Entriamo nel vivo della preparazione. I mesi tre e quattro sono dedicati all’esplorazione: raccolta di materiali, ricerca, osservazione, esercizi di scrittura.

È una fase preziosa in cui non stai ancora “scrivendo il libro”, ma stai nutrendo il tuo progetto. 

 

 

editare un libro

Mese 3-4 – La fase esplorativa e creativa 

 

Entriamo nel vivo della preparazione. I mesi tre e quattro sono dedicati all’esplorazione: raccolta di materiali, ricerca, osservazione, esercizi di scrittura. È una fase preziosa in cui non stai ancora “scrivendo il libro”, ma stai nutrendo il tuo progetto. 

 

Ricerca, letture, raccolta materiali e fonti 

Che tu stia scrivendo un romanzo, un saggio o un manuale, hai bisogno di una base solida che ti sostenga. 

 Questo è il momento di:

  • Leggere altri libri sullo stesso tema di cui stai scrivendo (per ispirarti e capire cosa è già stato detto  e come puoi portare qualcosa di nuovo).
  • Raccogliere fonti, dati, testimonianze, articoli, interviste.
  • Annotare idee, frasi, spunti che potrebbero entrare nel tuo testo.

Non sottovalutare la documentazione: ti aiuterà a scrivere con più sicurezza, evitando il blocco da “pagina bianca”.

 

Diario di scrittura: uno strumento per allenarsi e riflettere 

Tenere un diario di scrittura durante questi mesi può essere trasformativo. Non è il libro, ma è per il libro. Serve per:

  • Sbloccare la mente con esercizi quotidiani o settimanali.
  • Scrivere in libertà, senza giudizio, per allenare il flusso creativo.
  • Annotare riflessioni sul processo, emozioni, dubbi, intuizioni.
  • Scoprire temi ricorrenti, immagini, parole che torneranno utili nel testo finale.

Bastano 10–15 minuti al giorno: è tempo in cui ti avvicini sempre di più alla tua voce autentica.

 

Sperimentare la propria voce narrativa 

Ogni autore ha una voce: un tono, un ritmo, un modo unico di raccontare. Ma non sempre la si conosce da subito.
Questa fase serve anche per sperimentare:

  • Prova a riscrivere lo stesso paragrafo in toni diversi: formale, ironico, intimo.
  • Cambia punto di vista: prima persona, terza persona, narratore esterno.
  • Gioca con i generi: e se fosse un racconto anziché un saggio? Una lettera invece che un capitolo?

La voce narrativa si scopre scrivendo. E questo è il periodo ideale per farlo, prima di iniziare la stesura vera e propria.

 

Mese 5-8 – Scrivere il primo manoscritto 

È arrivato il momento di scrivere. Dopo aver preparato il terreno nei mesi precedenti, ora inizia la fase della stesura vera e propria del tuo libro. Questi quattro mesi sono dedicati alla prima bozza, quella in cui tutto è permesso, tranne fermarsi.

Scrivere in blocchi: tecnica del batching e time blocking 

Per scrivere un libro serve tempo di qualità, non solo quantità. Due tecniche molto utili in questa fase sono:

Batching: suddividi la scrittura per tipologia o contenuto. Per esempio, puoi dedicare un’intera sessione a scrivere più capitoli simili, oppure solo dialoghi, o schede dei personaggi. Scrivere in blocchi tematici aiuta a mantenere il focus.

Time blocking: organizza il calendario inserendo blocchi di tempo riservati solo alla scrittura. Possono essere anche solo 30 minuti al giorno, ma devono essere inviolabili. 

Queste tecniche ti aiutano a superare la scrittura “a intermittenza”, quella che spesso porta a interrompere un progetto appena iniziato.

 

Come vincere il blocco dello scrittore 

Quello che chiamiamo il blocco dello scrittore spesso è stanchezza, frustrazione, calo dell’energia: e può succedere. A volte dopo dieci pagine, a volte dopo cento. È normale. Ma è superabile, soprattutto se impari a riconoscerne le cause:

Hai aspettative troppo alte? Ricorda: la prima bozza non deve essere perfetta. Deve solo esistere.

Hai perso la direzione? Rileggi la tua roadmap, torna all’intenzione iniziale, rivedi la struttura.

Hai esaurito le idee? Fai una passeggiata, leggi, scrivi una scena alternativa, apri il diario di scrittura.

Anche se rallenti, anche se cambi direzione: continua a scrivere.

 

L’importanza di scrivere anche quando non si è ispirati 

Questo è il segreto di chi scrive davvero: scrivere anche quando non ne ha voglia.

L’ispirazione è una compagna incostante. La costanza, invece, costruisce. Nei mesi 5–8 devi allenare la tua resistenza creativa, come un maratoneta che non smette di correre se piove o c’è vento.

Scrivere anche quando ti prende la stanchezza o la distrazione ti insegna che:

  • Puoi creare anche nei giorni “no”.
  • La disciplina è più affidabile dell’entusiasmo.
  • L’ispirazione spesso arriva dopo che hai cominciato a scrivere.

In questa fase, conta una sola regola: scrivi ogni settimana. Non tutto sarà buono, ma tutto sarà utile. Alla fine dell’ottavo mese, avrai la tua prima bozza. Imperfetta? Può darsi. Però c’è.

 

Mese 9 –  Una pausa utile per rivedere con lucidità 

Sono stati mesi di immersione totale nella scrittura, ora è il momento di fermarsi. Potrebbe sembrare controintuitivo, ma questo mese non si scrive. Si lascia “decantare” il manoscritto. È una pausa strategica.

Perché far  “riposare” il manoscritto è fondamentale 

Quando sei troppo dentro al testo, perdi oggettività. Conosci ogni frase, ogni parola e per questo, fai fatica a vedere incoerenze, ripetizioni o punti deboli.

Lasciare il manoscritto a riposo per alcune settimane ti permette di:

  • Distaccarti emotivamente.
  • Recuperare lucidità e spirito critico.
  • Leggerlo dopo con occhi più freschi, quasi da lettore esterno.

Questo “tempo di silenzio” è un investimento creativo. Ti permette di tornare al testo con una nuova prospettiva.

 

Tenere un diario di feedback personale 

Durante questo mese, anche se non tocchi il manoscritto, puoi comunque riflettere sul processo. Il diario di feedback è uno strumento prezioso per:

  • Annotare sensazioni: cosa ha funzionato? Cosa ti ha messo in difficoltà?
  • Registrare idee che emergono con la distanza: tagli, riscritture, miglioramenti.
  • Prepararti mentalmente alla revisione, che richiederà uno sguardo più tecnico.

È anche un’occasione per celebrare i progressi fatti. Non è poco. Questo diario ti aiuta a riconoscere il tuo percorso e a valorizzare ogni fase.

 

Come prepararsi alla revisione 

Revisione non significa solo “correggere gli errori”. È rileggere con uno scopo. Prepararsi bene significa definire in anticipo quali aspetti guardare con attenzione. Ecco come farlo:

  • Stampa il manoscritto o leggilo su un supporto diverso da quello in cui l’hai scritto (aiuta a vederlo con occhi nuovi).
  • Prepara una checklist: stile, coerenza, tono, ritmo, chiarezza.
  • Decidi se vuoi fare una revisione in autonomia oppure affiancarti a un editor o a un lettore fidato.

Infine, poniti una domanda guida: questo manoscritto rispecchia ciò che volevo dire?
 

Mese 10 – Prima revisione. Il lavoro dell’artigiano 

Hai lasciato il manoscritto a riposo, hai riflettuto, preso le distanze. Ora torna sul testo. Inizia la prima revisione: il passaggio in cui smetti di essere solo autore/autrice e diventi artigiano/a delle parole. Qui si lima, si sistema, si riscopre. È un lavoro di pazienza.

Rileggere con occhi da editor 

Devi affrontare il testo con occhi esterni. Chiediti:

  • È chiaro ciò che sto dicendo?
  • Ogni capitolo ha una funzione precisa?
  • Il messaggio centrale emerge con forza?

Può aiutare stampare il manoscritto o leggerlo ad alta voce. Cambiare il formato ti costringe a rallentare e notare aspetti che ti sfuggivano. Ricorda: la revisione è un atto di amore e cura verso il tuo libro e verso il lettore.

Tagliare, riscrivere, riscoprire 

Uno degli strumenti più potenti (e temuti) della revisione è il taglio. Tagliare vuol dire liberare il testo da ciò che lo appesantisce.

  • Elimina ripetizioni, ridondanze, frasi che non portano valore.
  • Riscrivi i passaggi deboli, quelli che “non suonano”.
  • Aggiungi dove serve più chiarezza, contesto o intensità.

Molti scrittori scoprono il vero cuore del libro proprio in questa fase. Quando togli il superfluo, ciò che resta è più autentico e potente.

 

Valutare tono, coerenza, struttura 

Oltre al livello del contenuto, osserva anche come stai raccontando:

  • Il tono è coerente con il lettore ideale? È troppo formale, troppo tecnico, troppo colloquiale?
  • Il libro fila liscio da un capitolo all’altro? O ci sono salti logici, ripetizioni, buchi?
  • La struttura regge? Ogni sezione è necessaria? L’ordine dei capitoli funziona?

Può essere utile creare una scheda di valutazione per capitolo, annotando:

  • Obiettivo del capitolo.
  • Punti di forza.
  • Parti da migliorare.
  • Idee per l’editing.

Alla fine del mese, il tuo libro avrà subito una trasformazione profonda. Non è ancora quello definitivo, ma è più vicino a diventarlo. 

Hai lasciato il manoscritto a riposo, hai riflettuto, preso le distanze. Ora torna sul testo. Inizia la prima revisione: il passaggio in cui smetti di essere solo autore/autrice e diventi artigiano/a delle parole. Qui si lima, si sistema, si riscopre. È un lavoro di pazienza.

 

editare un libro

Mese 11 – Feedback esterno e revisione finale 

Hai lavorato con costanza, hai riscritto e raffinato il tuo testo. Ora lascia che altri leggano il tuo manoscritto. Questo mese è dedicato a ricevere feedback esterno, un passaggio per capire come viene percepito il tuo libro da occhi diversi dai tuoi. È anche l’occasione per un’ultima revisione mirata, basata sui commenti ricevuti.

Chi può leggere il tuo manoscritto: beta reader, coach, editor 

Non serve mostrarlo al mondo intero: basta scegliere con cura chi può aiutarti davvero.

Beta reader: lettori volontari (spesso non professionisti) che leggono la prima bozza e ti danno un riscontro da “lettori comuni”. Ottimi per capire se il libro scorre, se è comprensibile, se coinvolge. Ti consiglio la lettura del mio articolo Beta Reader vs. Editor: chi scegliere?

Writing coach o mentore: se stai seguendo un percorso guidato o hai un riferimento professionale, questo è il momento di condividere il tuo manoscritto. Il loro feedback sarà più tecnico e strategico. Ti consiglio la lettura dell’articolo Writing coaching: perché è utile a chi scrive

Editor professionista: se stai pensando alla pubblicazione (tradizionale o self), un editor può fare la differenza. Ti aiuterà a rafforzare struttura, stile e coerenza narrativa.

Scegli persone che conoscono il genere del tuo libro, che sanno farti critiche costruttive, e che non hanno timore di dirti anche ciò che non funziona.

 

Come accogliere i feedback senza perdere la propria voce 

Ricevere critiche può far male, soprattutto se hai messo il cuore nel tuo testo. Ma è importante ricordare che il feedback è uno strumento, non un giudizio personale.

Ecco alcune linee guida per affrontarlo con apertura mentale:

Ascolta tutto, ma non accettare tutto: valuta ogni commento con obiettività. Se più lettori segnalano lo stesso problema, probabilmente c’è qualcosa da rivedere. Ma se una critica ti sembra fuori strada, non sei obbligato a seguirla.

Segnati i punti ricorrenti: ci sono parti che confondono? Che rallentano il ritmo? Che non convincono?

Proteggi la tua voce: non snaturare il tuo stile solo per piacere a tutti. L’obiettivo è migliorare il libro, non renderlo neutro.

Fare pace con l’imperfezione e migliorare ancora 

A questo punto, il tuo manoscritto ha attraversato più fasi, è stato rivisto, letto e corretto. Se senti che hai dato tutto quello che potevi e che il testo rispecchia la tua visione allora è il momento di lasciarlo andare. Fare pace con l’imperfezione non significa arrendersi, ma riconoscere il valore di ciò che hai creato. Ogni libro pubblicato è il risultato di una scelta: quella di dire basta riscrivere, e iniziare a condividere. 

 

Mese 12 – Dall’idea al libro vero, e ora? 

Ce l’hai fatta. Hai attraversato dodici mesi di scrittura, pianificazione, revisione e crescita personale. Ora il tuo libro è un manoscritto compiuto, pronto a iniziare il suo viaggio verso i lettori. Ma come si trasforma in un libro vero? Questo mese è dedicato a fare scelte editoriali consapevoli, preparare il testo alla pubblicazione e chiudere con una checklist finale.

Opzioni di pubblicazione: tradizionale, self, ibrida 

Non esiste una strada giusta per tutti, ma quella giusta per te. Ecco una panoramica delle tre opzioni principali:

Pubblicazione tradizionale
Affidarsi a un editore significa inviare una proposta editoriale (sinossi, estratto, biografia) e aspettare una selezione. In cambio, l’editore si occupa di editing, copertina, distribuzione e marketing.
Pro: credibilità, distribuzione professionale.
Contro: tempi lunghi, selezione competitiva, minore controllo.

 

Self publishing
Sei tu a gestire tutto: editing, impaginazione, copertina, distribuzione. Puoi pubblicare in autonomia su piattaforme come Amazon KDP, Youcanprint, StreetLib.
Pro: velocità, pieno controllo creativo ed economico
Contro: servono competenze (o professionisti) per fare tutto bene

 

Pubblicazione ibrida
Alcuni servizi editoriali offrono un modello a pagamento che unisce supporto tecnico e visibilità, senza i vincoli dell’editoria classica.
Pro: guida professionale con libertà autoriale.
Contro: attenzione ai costi e alla trasparenza dei servizi.

 

Scegli in base ai tuoi obiettivi: visibilità, indipendenza, qualità editoriale, ritorno economico. Ogni scelta ha il suo valore, se è consapevole.

 

Come preparare il manoscritto per l’editore o il self publishing 

Qualunque sia la tua strada, il manoscritto deve essere curato e completo. Ecco cosa fare:

Revisione finale (stilistica e grammaticale): se possibile, affidala a un professionista.

Impaginazione: per self publishing, assicurati che il file rispetti i formati richiesti.

Copertina: professionale e coerente con il contenuto e il pubblico. Ricorda: la copertina vende.

Front matter e back matter: inserisci titolo, indice, introduzione, biografia, eventuali ringraziamenti o note finali.

Formati digitali: se pubblichi in eBook, crea anche il file EPUB o MOBI oltre al PDF.

 

Se invii a un editore, prepara:

Una sinossi chiara e accattivante.

Una lettera di presentazione (concisa, professionale, personale).

Una scheda autore con bio e motivazioni.

Ma non dimenticare di consultare il sito dell’editore per comprendere bene quali siano le sue richieste nella fase di invio dell’opera.

 

La checklist finale del manoscritto pronto 

Prima di premere “Invia” o “Pubblica”, assicurati che tutto sia in ordine. Ecco la checklist finale:

Il testo è stato revisionato più volte.
La struttura è solida e coerente.
Il messaggio chiave è chiaro.
Il tono è adatto al lettore ideale.
Hai ricevuto e integrato feedback esterni.
Il file è impaginato correttamente.
Hai una sinossi, una bio e (se serve) una lettera di presentazione.
Sei pronto/a a lasciarlo andare, anche se non è perfetto.

 

Come scrivere un libro in 12 mesi?

Il vero traguardo è il cambiamento che hai vissuto. Arrivare in fondo a questo percorso significa molto più che aver completato un manoscritto. Significa aver attraversato dodici mesi di sfide, scoperte, ostacoli superati. Il libro che hai tra le mani è una conquista, sì, ma è anche il segno visibile di un cambiamento interiore.

Scrivere ti trasforma: cosa resta dopo il libro 

Scrivere un libro è  creare un prodotto. È vedere il mondo con occhi nuovi, sviluppare disciplina, ascoltare le emozioni, mettere ordine nei pensieri.
Anche se nessuno lo leggerà – ma di certo in molti lo leggeranno – tu non sarai più la stessa persona di quando hai iniziato. Cosa resta? Resta la capacità di portare a termine un progetto creativo, la fiducia in te, la consapevolezza di avere qualcosa da dire.

Celebrare il percorso e guardare avanti: comunicare, promuovere, condividere 

Il libro è finito, ma il suo viaggio inizia ora. Celebra il traguardo: stampa una copia, racconta la tua esperienza, condividila con chi ti ha sostenuto. E se decidi di pubblicarlo, ricorda: la scrittura si completa nell’incontro con il lettore. Promuovere non significa vendere, ma comunicare. Racconta perché hai scritto quel libro, a chi può servire, cosa può dare. 

Scrivere è vivere: una pratica da coltivare anche dopo 

Non fermarti qui. Scrivere un libro è sempre (o quasi) un nuovo inizio. Ora sai che puoi farlo. Puoi scrivere racconti, newsletter, altri libri, o semplicemente tenere vivo un diario. Scrivere è una forma di cura e  di ascolto.. È una pratica da coltivare, come si coltiva un giardino: con pazienza, regolarità e amore.

Hai scritto un libro: un regalo che resterà per sempre.

 

Come posso aiutarti 

Intanto, sia come editor che come ghostwriter posso affiancarti in questo percorso di ideazione, scrittura e pubblicazione del tuo libro. Per cui, se hai necessità, contattami.

Ti voglio però consigliare alcune opportunità di cui magari ti farà piacere o ti sarà utile usufruire.

3 sessioni di writing coaching 

Ecco un percorso di 3 incontri individuali di writing coaching utile per valutare e impostare il tuo progetto di scrittura.

Scrivere bene narrativa 

Si tratta di un video corso online che ti aiuterà a riscoprire le basi della buona scrittura. Troverai anche altre indicazioni e strumenti basilari davvero utili: per esempio, come si costruisce un buon testo narrativo e che cosa non si può trascurare. 

A questo punto non i resta che augurarti ogni successo con il tuo libro, ricordandoti che aver completato la tua opera è già un grande successo.

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