fbpx
esercizi di scrittura creativa

Stai scrivendo un libro o magari hai il desiderio di iniziare, ma non sai come fare? Sappi che scrivere un libro è un sogno che accomuna tante persone che, spesso, mi dicono: “voglio scrivere un libro… che cosa devo fare, da dove iniziare?”.

L’idea di poter vedere e toccare con mano un volume che raccoglie, in modo organico e compiuto, il nostro pensiero esercita un fascino straordinario e fa nascere il desiderio di lanciarsi subito nell’impresa. Se poi immaginiamo che il libro sia nella vetrina di quella libreria davanti a cui passiamo quasi ogni giorno, eh, allora, ci prende una sorta di frenesia e diciamo a noi stessi: “voglio scrivere un libro, subito”.

Scrivere e pubblicare un libro: soddisfazione e autorevolezza 

È un’aspirazione lecita e anche molto sensata, perché, a prescindere dal tipo di testo che si intende produrre, scrivere un libro restituisce grande soddisfazione e, qualora si giunga anche a pubblicarlo, dona autorevolezza al proprio autore o autrice, ma a patto che sia una buona opera e che la pubblicazione sia davvero degna di questo nome. Anzi, mi viene da dire che non dovresti scrivere un libro al solo scopo di ottenere autorevolezza perché, diciamo la verità, quella dovresti già averla e, casomai, il libro verrà a rinsaldarla. Quindi all’affermazione “voglio scrivere un libro” potremmo aggiungere “posso scrivere un libro? Posseggo i contenuti e la determinazione per farlo?”.

Strutturare un’opera: dubbi e perplessità 

Subito dopo l’entusiasmo del momento, però, sorgono di frequente dubbi e perplessità, specie se non ci si è mai cimentati nella stesura di un testo lungo e strutturato e non si conoscono bene i metodi e le modalità con cui procedere.
Le difficoltà possono nascere nel momento in cui ci si accorge che non si sa da che parte cominciare o, a metà lavoro, quando ci si rende conto di aver sottostimato l’entità del progetto in termini di tempo, impegno e complessità.

Allora vediamo insieme tutto quello che occorre fare per dare vita e concretezza al tuo desiderio di scrivere un libro.

L’idea di poter vedere e toccare con mano un volume che raccoglie, in modo organico e compiuto, il nostro pensiero esercita un fascino straordinario e fa nascere il desiderio di lanciarsi subito nell’impresa.

editare un libro

Perché vuoi scrivere un libro? 

Ma non dovevamo parlare del “come si fa” a scrivere un libro? Allora che cosa c’entra il perché?

C’entra eccome.

Anzi, direi che tutto ruota intorno a questa domanda che ti consiglio di porti fin da subito e, dopo averci ragionato, scrivi la risposta e mettila bene in evidenza e ogni tanto vai a rileggerla, magari proprio quando ti prenderà lo sconforto.

Conoscere a fondo il tuo perché ti servirà non soltanto per focalizzare la motivazione, ma anche per riportarti in carreggiata nel caso di deragliamento durante la stesura del testo. È il timone da tenere ben saldo, dall’inizio alla fine. Se non l’hai mai letto ti consiglio il libro di Simon Sinek, Partire dal perché, ti aiuterà a chiarire bene questo aspetto; volendo potresti anche leggere, sempre dello stesso autore, Trova il tuo perché.

Le motivazioni che ti spingono a scrivere 

Le motivazioni possono essere tante, per esempio:

  • hai bisogno di scrivere la storia della tua vita per mettere in ordine ricordi, episodi, esperienze importanti e dare loro un senso;
  • ti piacerebbe scrivere un’autobiografia per raccontare la tua versione dei fatti e lasciarla in eredità ai tuoi figli;
  • desideri scrivere un manuale in cui spieghi il metodo che hai messo a punto nella tua professione per svolgerla con successo e in modo ottimale;
  • vorresti dare corpo a un’idea di storia che hai in testa da tempo e scrivere un romanzo;
  • hai approfondito, studiato e raccolto così tanto materiale documentario su un dato argomento che potresti scrivere un saggio, da cui emergerebbe una visione nuova e più completa degli argomenti di cui tratti;
  • vuoi rafforzare il tuo brand e spiegare ai tuoi clienti come lavori e perché ti dovrebbero scegliere come professionista;
  • ti piacerebbe celebrare un anniversario lavorativo importante tuo o del gruppo aziendale di cui fai parte, o del tuo team, raccontando la storia di come e quando sia nato, si sia evoluto nel corso degli anni, fino ad arrivare a oggi.

A queste motivazioni sono certa che potresti aggiungerne altre, alcune tue, personali, uniche, doi grande stimolo e valore. Qui sotto vedi una grafica che sintetizza alcune delle principali leve che spingono a scrivere un libro e può essere uno spunto di riflessione.

Ti consiglio, se ti va di approfondire questo argomento, la lettura del mio articolo  Perché scrivere un libro. Veri obiettivi e motivazione

Queste non sono che alcune delle possibili ragioni alla base del desiderio di scrivere un libro, ciascuna ha la propria dignità e merita di essere presa in considerazione. Ma se guardi bene, ognuna di esse contiene già in sé anche un’altra informazione oltre al perché si vuole scrivere un libro.

Contiene la risposta alla seconda domanda fondamentale che ti devi porre prima di cominciare a scrivere davvero, ossia…

Per chi vuoi scrivere un libro? 

Ecco una conversazione in cui sono spesso coinvolta:

– Alessandra, voglio scrivere un libro.

– Bene, qual è il target, per che pubblico vuoi scrivere?

– Mmm, il target…

Stabilire chi sia il tuo pubblico, invece, è molto importante; si tratta di uno dei primi aspetti da definire.

  • Se desideri mettere ordine nei ricordi, per capire meglio il significato della tua vita, è chiaro che l’autore e il destinatario di quel libro sarai tu stesso e non sentirai forse il bisogno di pubblicarlo.
  • Se invece vuoi scrivere un’autobiografia da lasciare in eredità ai tuoi figli, allora potrebbe avere senso stamparla, con una tiratura limitata, per soddisfare il desiderio di farla circolare in famiglia e tra i parenti. Un’autopubblicazione potrebbe rivelarsi ottimale.
  • Quando si sceglie di scrivere un manuale, di solito si ha in mente il tipo di pubblico che potrebbe essere attratto dall’argomento che proponiamo, perché il più delle volte ci abbiamo a che fare ogni giorno per motivi professionali. Penso ai manuali motivazionali scritti da psicoterapeuti, counselor, coach oppure ai manuali di cucina, fai da te, yoga, scrittura.
  • Qualora il tuo obiettivo sia scrivere un romanzo, è probabile che tu voglia destinarlo a un pubblico esteso, ma anche qui occorre ragionare sul tipo di storia che stai raccontando per capire quale sia il lettore ideale a cui ti rivolgi: adulti? Bambini? Ragazzi? Solo donne? Uomini? E sarà bene che tu abbia le idee chiare sul tipo di pubblicazione a cui aspiri, perché anche questo incide sul modo di organizzare il lavoro: vuoi tentare la strada della casa editrice o preferisci il self publishing? Se hai dubbi proprio su questo ultimo punto, ti consiglio la lettura del mio articolo che tratta in dettaglio proprio questa tematica Self publisher: vantaggi e svantaggi dell’autopubblicazione 
  • I saggi, di solito, sono destinati a un pubblico colto e qualificato, spesso in ambito accademico e sono destinati a pubblicazioni di settore o a riviste specializzate.
  • Se il libro che intendi scrivere vuole essere il tuo migliore biglietto da visita sul mercato, allora stai parlando ai tuoi clienti.
  • Quando pensi invece a un libro aziendale i destinatari sono, in primis, i protagonisti dell’azienda che stai celebrando e, a seguire, i clienti che a quell’azienda sono affezionati.

Come vedi a ogni libro corrisponde un tipo di pubblico e, quando scegli di scriverne uno, devi interrogarti molto bene su chi sia quello a cui vuoi parlare tu.

 

Cosa fare prima di iniziare a scrivere un libro 

Stai per iniziare a scrivere un libro? Bene. Allora, massima cura e attenzione perché ci sono aspetti che dovresti chiarire fin da subito. Che altro c’è ancora? Adesso te lo dico.

Anzi, ti invito a vedere un video che spero ti possa davvero donare suggerimenti utili.

 

Un po’ di pazienza, ci sono ancora alcune operazioni da tenere presente. C’è bisogno di:

  • chiarire bene di che cosa parlerai, focalizzandoti sui contenuti,
  • radunare e organizzare tutto il materiale, le idee, le fonti necessarie, in modo che siano all’occorrenza sempre reperibili e consultabili con facilità;
  • fare la scaletta, alias l’indice, il sommario o la mappa delle parti che compongono il libro. Se è un romanzo dovrai decidere la sequenza dei capitoli o delle scene che costituiscono la tua storia;
  • scegliere lo stile, il tono, la voce narrante, il punto di vista da attribuire al tuo testo. E per questo dovrai fare più un tentativo, perché è difficile che si riesca ad azzeccare subito, al primo colpo, la soluzione ideale;
  • organizzare il lavoro di stesura, ovvero decidere quando, dove e per quanto tempo potrai scrivere. Uno degli errori di valutazione più comuni, quando si pianifica la scrittura di un libro, è proprio quello che riguarda il tempo che ci vuole e che gli si può dedicare;
  • adottare una strategia e imporsi di scrivere un po’ tutti i giorni, perché il rischio di farlo solo “quando ho l’ispirazione” è dietro l’angolo e, credimi, così non arriverai da nessuna parte.

E adesso?

Iniziare a scrivere

Adesso puoi cominciare a scrivere, ma tieni conto che tutto quello che hai fatto finora servirà solo a evitare il rischio che il tuo progetto naufraghi. Perché il tuo libro prenda corpo e cresca giorno dopo giorno, è fondamentale che tu conosca e sappia applicare bene le tecniche della scrittura e provi passione nello scrivere.

La passione è proprio necessaria?

Sì, ci vuole, perché cimentarsi nella stesura di un libro è una vera e propria impresa, in cui non mancheranno alti e bassi, momenti di esaltazione e di sconforto e se alla base non c’è almeno un po’ di passione per la scrittura, l’operazione da complessa si fa complicata e sarà difficile portarla avanti.

Le tecniche della scrittura

Il mestiere di scrivere si avvale di tutta una serie di “attrezzi” che occorre saper maneggiare con maestria. Non basta avere dei buoni contenuti da comunicare, è necessario saperli esprimere nella forma migliore per renderli godibili e accessibili a chi li leggerà.

Ti ricordo le principali competenze necessarie per scrivere bene:

  • conoscenza della grammatica, ovvero l’ossatura di ogni lingua, composta da:
  • ortografia: il modo corretto in cui si scrivono le parole;
  • morfologia: la struttura e il significato dei termini all’interno di una frase. Le conoscenze morfologiche, scavando dentro le parole, permettono a chi scrive di scegliere quelle più appropriate ed efficaci per esprimere i concetti che intende comunicare;
  • sintassi: la struttura della frase, gli elementi che la costituiscono e i modi in cui le varie parti del periodo si rapportano fra loro;
  • conoscenza dei diversi stili di scrittura: a seconda del tipo di libro che stai scrivendo dovrai adeguare il tuo stile a quello del genere letterario a cui quel libro appartiene. Lo stile accademico è diverso da quello narrativo, quello autobiografico non può essere usato per un testo divulgativo, e così via. Per poter disporre di questo genere di competenza dovrai avere letto un certo numero di libri rientranti nella categoria di quello che vuoi scrivere tu;
  • conoscenza del mercato editoriale: che cosa è già stato scritto sull’argomento che vuoi affrontare e nel genere letterario con il quale intendi misurarti? Quali sono le novità più recenti? Come si intitolano? È bene avere un’idea piuttosto precisa al riguardo, perché ogni libro nuovo che esce dovrebbe apportare novità e non replicare copioni già scritti. Inoltre, prima di scegliere che titolo attribuire al tuo libro, ti consiglio di lanciare una ricerca in rete per vedere che non sia stato già usato. Sì, lo so, esistono anche dei doppioni e non succede nulla però avere un titolo proprio e originale è una scelta migliore.

Editing: non dimenticarlo

Ce l’hai fatta. Hai messo il punto all’ultima riga del tuo libro. Puoi dire allora di aver finito e di essere a posto?

Eh, no.

Nessun testo passa dalla composizione alla pubblicazione senza passare dall’editing.

E siccome quella dell’editor è una figura professionale con determinate caratteristiche e precise competenze complementari – se vuoi – ma diverse da quelle dello scrittore, per affrontare questa fase i casi sono due: o conosci  le basi dell’editing o ti devi affidare a chi revisioni il libro per conto tuo.

Ho già trattato più volte il tema di che cosa s’intenda per editing e quale sia il ruolo dell’editor. Qui mi limito a ricordare che revisionare un testo per renderlo degno di essere dato in mano ai lettori va ben oltre alla correzione dei refusi, di cui si occupa più che altro il correttore/la correttrice di bozze, figura professionale distinta, preziosissima.
Fare l’editing di un libro significa testare la struttura, la coerenza e la logica dei contenuti, la correttezza formale e l’efficacia stilistica.
Insomma, un nuovo lavoro che spesso rimette in discussione la prima stesura e apre il capitolo della riscrittura, doloroso ma necessario.

Ti consiglio la lettura del mio articolo Editing: come farlo e perché è necessario


Scrivere un libro è un’impresa meravigliosa, molto gratificante e che dona soddisfazioni enormi, però, come tutte le opere del genere, costa molto in termini di tempo e di energia. Sempre.

Ma la soddisfazione non avrà prezzo.

 

Sono editor, ghostwriter e writer coach

ti posso supportare in tutte le fasi di ideazione, scrittura e pubblicazione del tuo libro.

 CONTATTAMI

Privacy Policy

LEGGI ANCHE

Pin It on Pinterest

Share This