Scrivere agisce sulle connessioni neuronali.

Possibile? Un atto così semplice, a volte immediato, a volte faticoso, ha questo potere incredibile?

Sì, certo.

Nel mio libro Vision cito un testo davvero interessante – al momento non ancora tradotto in italiano – Words can change your brain di Andrew Newberg e M.Robert Waldman. Si tratta di un testo dedicato al miglioramento della nostra espressività perché possa aiutarci nella vita di tutti i giorni ma anche e soprattutto nell’ambiente professionale. Una sola parola – ci dicono gli autori –  può influenzare i geni che regolano lo stress fisico ed emotivo.

Lampis, altro autore che osserva l’energia del linguaggio, scrive nel suo testo L’uso cosciente delle energie: “la parola è un tipo di energia ancora più potente del pensiero”.

La parola scritta, poi, è ancora più incisiva, più potente perché veicolo del pensiero profondo.

Nuovi percorsi neuronali

Le neuroscienze affermano ormai da tempo la capacità della scrittura di delineare nuovi percorsi neuronali, ci permette quindi di uscire dai nostri consueti modi di pensare, ci rappresenta nuove realtà e orizzonti. 

 L’ho sperimentato nei tanti anni dedicati alla scrittura: quando scriviamo e in modo particolare quando scriviamo di noi stessi – quindi ci dedichiamo per esempio alla stesura della nostra storia personale oppure sperimentiamo la scrittura consapevole ed emozionale – usciamo da noi stessi – l’aveva già ben affermato e provato con i suoi studi Pennebaker e ne parla nel libro Scrivi che cosa ti dice il cuore – abbiamo una posizione emotiva e intellettiva differente: questo ci consente, come prima cosa, una visione più lucida e più obiettiva del nostro vissuto.

progettare un libro
La scrittura ci cambia, scrivendo entriamo nella profondità di noi stessi, ci trasformiamo

La scrittura restituisce molti momenti dimenticati ma tanto rivelatori per il nostro percorso di crescita personale, apre nuove possibilità di interpretazione di noi stessi.

Ancora di più: scrivere argina la natura caotica della mente e mettere ordine significa vedere oltre, per comprendere molto di più del nostro percorso esistenziale.

 

Lo sguardo dall’esterno all’interno

La scrittura porta lo sguardo dall’esterno all’interno di ciò che siamo.

Anche quando ci dedichiamo a scritture di interpretazione della realtà in qualche modo osserviamo noi stessi in relazione a quello che narriamo.

Posso dire che anche la scrittura creativa di fantasia agisce su di noi, ci trasforma.

La stessa ricerca di un termine, il lavoro sul fraseggio, l’editing – se pur in maniera meno incisiva e più lenta – agiscono su di noi, sulla sfera neuronale.

Scrivere porta silenzio e in questo silenzio possiamo udire la nostra vera voce.

 

 

 

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