Lettera a se stessi

Editare un libro significa sottoporre all’editing il proprio testo, a una revisione di forma e di contenuto che ha come obiettivo migliorare l’espressività e rendere il progetto appetibile per il mondo editoriale e per i lettori. 

Molte persone pensano che sia un lavoro da poter addirittura richiedere in via amichevole, gratis, per intenderci; della serie: “daresti una lettura al mio libro, così, senza impegno?”. Non c’è la volontà di approfittarsi (a volte sì) ma il pensiero è che poi, se vale la pena, si deciderà. Invece, l’editing inizia proprio dalla valutazione. Inoltre, il buon editing non è mai senza impegno, se no che lavoro è?

Altri pensano che il costo di un editing possa essere molto esoso e quindi si astengono anche dal chiedere informazioni o una quotazione; è un servizio professionale come tanti altri, ha le proprie tariffe che variano in base ad alcuni fattori. 

 

Come editare un libro: elementi di valutazione 

Quando si valuta un manoscritto e quindi la quotazione di un lavoro di editing si tiene conto di una serie di elementi. Tutti importanti. 

 

Le pagine e i caratteri 

Ricevo numerose e-mail in cui gli autori o aspiranti tali mi scrivono dandomi il numero di pagine del loro manoscritto e chiedendomi quanto verrà a costare le revisione.

In questo caso, anche a vantaggio degli stessi autori, chiedo di mandarmi il numero complessivo dei caratteri (le battute, per intenderci, con o senza spazi inclusi) perché il numero delle pagine non è un buon riferimento. Dipende dal carattere e dall’interlinea utilizzati. Mentre, avendo il numero complessivo dei caratteri, possiamo sapere di quante pagine consti il testo: ipotizziamo 300.000 caratteri, da dividere per 1800 (è il numero dei caratteri di una pagina standard in formato A4, 30 battute per riga per 60 righe) otteniamo 166,6 che è il numero delle pagine e ci permette di avere un’idea chiara dell’entità dell’opera su cui lavorare.

Il numero delle pagine non basta però per fare una quotazione corretta, servono altri fondamentali elementi. A parità di pagine, editare un libro può essere un lavoro molto diverso.

 

Editing di un libro: la forma 

Per editare un libro va analizzata la condizione della forma.

Ortografia, grammatica e sintassi sono a posto oppure necessitano di essere sistemate? Se urge un intervento, di che tipo e quanto impegnativo potrà essere a livello di tempistica? Sono domande importanti che incideranno sulla quotazione finale.

 

Stato dell’opera: il contenuto 

Lo stato dell’opera, dal punto di vista del contenuto, è altro elemento fondamentale perché potrebbero esserci i seguenti problemi:

  • struttura debole da rivedere (ti consiglio la lettura dell’articolo Struttura narrativa: sviluppare la trama di una storia), 
  • sviluppo e tenuta narrativa non abbastanza efficaci,
  • incongruenze,
  • se si tratta di un romanzo, i personaggi potrebbero essere stati creati in maniera superficiale,
  • ambientazione non coerente con il contesto.

Questi elementi sono davvero basilari, lavorare su di essi però comporta varie azioni sul testo che, oltre a essere delicate, richiedono un certo tempo e differenti aggiustamenti. Mi sento di dire che è l’aspetto che incide di più sulla quotazione perché sono passaggi da spiegare bene all’autore e da concordare insieme.

 

Il tipo di opera 

Nella valutazione gioca un ruolo anche il tipo di opera che ci viene proposta.

Se si tratta di romanzo va considerato il genere letterario. Un giallo può rivelarsi molto più impegnativo – se c’è bisogno di agire sull’intreccio – rispetto a un romanzo di formazione. Un manuale di genetica richiede competenze differenti rispetto a un testo dedicato al fitness. Non che quest’ultimo vada trattato in maniera superficiale, ci mancherebbe, ma documentarsi sul fitness è una cosa, sulla genetica un’altra. Va anche detto che all’editor non è sempre richiesta la profonda conoscenza della materia ma neppure l’assoluta ignoranza è ammissibile.  Dovrebbe essere comunque l’autore a passare i contenuti nel merito. Ho trattato e tratto manuali di medicina, ingegneria, arte, storia, cucina, sport. Non sono una tuttologa, studio molto e mi documento ma ciò che ha migliorato la qualità del mio lavoro, e quindi l’esperienza dell’autore che si affida a me, è l’aver costituito un team di esperti per le verifiche e una rilettura tecnica con l’obiettivo di evidenziare che tutto sia corretto e coerente a livello tematico. Un servizio in più da offrire agli autori e ai professionisti e di cui vado davvero orgogliosa visto che mi avvalgo di persone molto competenti.

 

Poter contare su un team di esperti e consulenti, un aspetto che rende ancora più di valore il lavoro dell’editor: in questo modo si può garantire all’autore la vera qualità del testo da ogni punto di vista.

editare un libro

L’esperienza dell’editor 

Sulla quotazione incide anche a chi vi rivolgete, il tipo di professionista. Conoscere bene la grammatica e fare correzioni pertinenti è tipico di persone con una buona preparazione in italiano; per lavorare su una storia e sulla resa di ambientazione e personaggi, serve qualche carta in più ma anche scrittori e scrittrici professionisti sono in grado di dare il proprio contributo (tra l’altro molti autori di romanzi in questi ultimi tempi sono diventati o, a volte, purtroppo, si sono improvvisati, editor). L’editing però non si ferma qui. Non è solo questo. 

Che cosa valutare per scegliere? 

Ecco alcuni tratti distintivi di un professionista dell’editing.

  • Esperienza.
  • Conoscenza del mercato editoriale.
  • Visione dell’opera. 

Mi occupo di formazione di editor e ghostwriter e davvero, credetemi, anche persone con poca esperienza (in anni di lavoro, intendo) vi forniranno un buon editing perché sono lettori attenti, hanno appreso le tecniche base del mestiere, vantano una profonda conoscenza della lingua. Rivolgersi a loro può essere un buon compromesso tra prezzo e qualità (fidatevi di chi esce da Accademia di Scrittura perché ho curato personalmente la loro formazione avvalendomi anche del contributo di altri formatori). Poi c’è un’altra dimensione scaturita dagli anni e anni di lavoro che significano risoluzione di problematiche e duttilità, problem solving legato al testo. Non solo: la conoscenza del mondo editoriale, della contrattualistica, la capacità di trattare con un editore, il supporto nella fase di stampa, sia in versione cartacea che ebook, sono aspetti di non poco conto. E pure la visione dell’opera, l’intuito di saper vedere le potenzialità, riconoscere dal seme la pianta che potrebbe diventare. Non si valuta mai, del resto, un’opera solo per quello che è ma per ciò che, lavorandoci, diventerà. Dipende da quello che andate cercando e dove intendete destinare il vostro libro. 

 

E allora quanto costa editare un libro? 

Si tratta di un mercato bistrattato a livello di prezzo.

Eppure, il prezzo non dovrebbe essere la discriminante per la scelta di un editor. Che cosa cercate? Che cosa volete per il vostro libro? Dalla risposta dipenderà la direzione che prenderete e quello che otterrete.

Ho visto girare in internet l’offerta di 1 euro a pagina per editare un libro: evidente metodo per attirare clienti. Come si fa a proporre 1 euro a pagina se non valuti il testo? 

Un mercato serio oggi si assesta tra i 5-6 e i 10 euro a pagina tenendo conto degli aspetti base che abbiamo visto. La pura correzione di bozze viene venduta, in genere, tra i 5 e i 7 euro (sono costi indicativi). 

A questo si aggiunge, se richiesta, l’assistenza editoriale nella ricerca dell’editore (nessuno però può garantirvi la pubblicazione), la realizzazione tecnica del libro (impaginazione, stampa o caricamento su Amazon, per esempio) – per chi sceglie il self publishing – la creazione della cover, la promozione editoriale, la comunicazione social comprensiva di servizio di ottimizzazione Seo.

Se vuoi saperne di più di me e del mio percorso, ti consiglio di leggere Editor professionista: ti racconto il mio percorso 

Editare un libro: questione (anche) di feeling 

Ne parlo per ultimo ma forse dovrebbe essere il primo aspetto che vi possa guidare nella scelta di un editor: il feeling. Autori e professionisti dovrebbero sempre ascoltare il tipo di sensazione che provano rivolgendosi a un editor piuttosto che a un altro. Lavorare sui propri testi è impresa delicata, bisogna fidarsi. 

Vale anche per il professionista. Se mancano le condizioni per lavorare bene insieme, declino la proposta. Negli anni ho imparato quanto sia fondamentale che ci sia un buon rapporto tra editor e autore, si apprende tanto l’uno dall’altro quando l’obiettivo è comune: dare al libro la migliore veste che possa avere. 

Ti consiglio l’articolo Trovare un editor per il tuo libro. La guida completa  

 

SE HAI UN TESTO E VUOI RICHIEDERE UNA QUOTAZIONE, VISIONA LA MIA PAGINA E POI SCRIVIMI VEDREMO INSIEME LA SCELTA MIGLIORE PER TE.

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