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a che cosa servono i bollini SIAE?

Bollini SIAE, a che cosa servono?

Gli editori sanno bene di che cosa si stia parlando quando si affronta l’argomento “bollini SIAE”, ma anche molti autori e artisti, di certo, si sono fatti domande in proposito.

Che cosa sono i bollini SIAE? Avete presente quel rettangolo color argento che trovate su alcuni libri, sui cd e dvd? Ecco, è il bollino SIAE (Società Italiana degli Autori e degli Editori). Viene definito così: “Il contrassegno SIAE è uno strumento di autenticazione e di garanzia, ad uso sia delle Forze dell’Ordine che del consumatore, che può così distinguere il prodotto legittimo da quello pirata, e permette di individuare chi lo produce o commercializza.”

La SIAE si occupa della gestione e della protezione del diritto d’autore non senza, soprattutto negli ultimi tempi, polemiche e rimostranze. Ma non ci addentreremo in questo discorso. Solo diciamo che, in particolare nel campo musicale, non è più la sola azienda a occuparsi di protezione degli artisti e di diritti. Vi suggerisco di leggere un libro molto interessante dal titolo emblematico “La musica è cambiata. La vera storia di Soundreef, la startup che ha messo fine a un monopolio secolare“. L’autore è Davide D’Atri, il fondatore di Soundreef, appunto. 

Spiace dirlo ma a regolare i diritti d’autore – seppur con varie ma poco incisive modifiche – è una legge che risale al 1941, la n. 633. Dei bollini ne tratta l’articolo 181bis. La SIAE fu fondata, pensate, nel 1882. Per tanto, tanto tempo ha avuto un vero e proprio monopolio nella gestione dei diritti.

Il bollino SIAE apposto ai libri – oltre a dimostrare l’autenticità che è comunque garantita anche dall’indicazione del copyright e da un contratto tra le parti, autore ed editore – consente all’autore di avere la certezza del numero delle copie stampate e vendute. Per i cd e i dvd il bollino è obbligatorio (a meno che si tratti di una singola copia a uso privato). Invece per i libri non esiste l’obbligatorietà e l’apposizione dei bollini viene concordata all’atto della stipula del contratto editoriale. In genere è l’autore a chiederla e in questo caso spesso le spese d’acquisto dei bollini vengono messe a suo carico.

Quanto costa apporre i bollini SIAE?

Come dicevamo, se l’autore di un libro intende apporre i bollini SIAE può essere che l’editore (in particolare nella piccola e media editoria) non se ne faccia carico, quindi il costo dovrà essere sostenuto dall’autore. E dunque, quanto costa un bollino?

L’importo da versare per ogni contrassegno è di 0,0310 euro; tale importo è ridotto a 0,0181 euro per i bollini da apporre su supporti distribuiti gratuitamente o in abbinamento editoriale a pubblicazioni poste in vendita senza maggiorazione del prezzo normalmente praticato, come previsto dal DPCM 21 dicembre 2001“. Il pagamento può ormai avvenire anche online.

Come si attiva un bollino SIAE?

La risposta la trovate direttamente sul sito della SIAE, ma la riporto qui per comodità: “L’attivazione richiede l’inserimento di 3 codici: il codice ISBN del tuo testo (che trovi sul retro della copertina del tuo libro), il codice contrassegno (che trovi sul bollino argentato SIAE che si trova sulla prima pagina) e il codice seriale (che trovi sul bollino argentato SIAE che si trova sulla prima pagina)“.

In mancanza del bollino come si possono vidimare le copie?

Nel contratto, l’autore può chiedere di inserire la possibilità di firmare (o meglio siglare) le copie in modo da poterle sempre identificare (con un numero progressivo seguito per esempio dalle iniziali). Molti autori lo fanno e gli editori lo concedono. Certo, deve essere una vidimazione discreta, magari da apporre dietro l’aletta o in un punto non troppo visibile in quanto dovrà essere apposta e scritta a mano. 

 

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