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esercizi di scrittura creativa

Ti sarà capitato di leggere pagine costellate da puntini di sospensione, vero?

Per lo più inutili, usati con l’intento di creare sospensione o pause, ma l’effetto è spesso lontano dalle intenzioni, anzi, diventano invadenti e, diciamolo, inutili. Può essere interessante fare una riflessione su quale sia l’impiego migliore di un segno di punteggiatura che si rivela molto importante nel conferire ritmo e atmosfera ai nostri scritti.

 

Tre puntini di sospensione… che cosa sono?  

I puntini di sospensione sono costituiti da tre punti consecutivi (…). La loro funzione principale è quella di indicare una sospensione del discorso, una pausa che può suggerire incertezza, esitazione, emozione o un pensiero non completato.

Possono anche essere usati per omettere una parte del testo citato. Come dicevo, spesso sono sottovalutati o mal interpretati, ma il loro corretto utilizzo può arricchire la scrittura, conferendo sfumature emotive e significative al testo. 

 

Quando si usano i puntini di sospensione 

Mi sono resa conto, correggendo molti testi come editor, che spesso non c’è chiarezza sull’utilizzo corretto dei punti di di sospensione; in certe situazioni vengono sparsi in un testo, così, come spargiamo “sale quanto basta”. Già, invece, dovremmo usarli a ragion veduta.

Ma vediamo quando si usano, o, almeno, i casi principali.

 

Indicazione di una pausa o sospensione del discorso: ipuntini di sospensione possono suggerire che qualcosa è rimasto inespresso o che il pensiero è interrotto.
Esempio: “Non so cosa fare… forse dovrei chiamarlo“.

Indicazione di un’ellissi: possono essere usati per omettere una parte del testo in una citazione.
Esempio: “La vita è ciò che accade… mentre siamo occupati a fare altri progetti” (John Lennon).

Il consiglio è di evitare l’abuso perché un uso eccessivo può rendere il testo confuso e difficile da seguire.

Ricordarsi anche che  puntini di sospensione sono seguiti da uno spazio se interrompono una frase, mentre sono attaccati alla parola se chiudono una frase.

Frasi con puntini di sospensione: esempi  

Pirandello è uno degli autori italiani che ha saputo utilizzare magistralmente i puntini di sospensione, specialmente nei suoi dialoghi. I puntini servono spesso a rendere la sospensione e l’incertezza dei suoi personaggi.

Esempio tratto da “Uno, nessuno e centomila“:

“Ma… mi sembra… ma sì, certo che sei tu!”

In questo esempio, i puntini di sospensione riflettono l’esitazione e il dubbio del personaggio.

 

Anche Manzoni ne “I Promessi Sposi” utilizza i puntini di sospensione per indicare interruzioni nel discorso e per creare suspense.

“E Renzo, tutto tremante, rispose: Io… io non so… non so niente.”

Questo uso trasmette l’angoscia e l’incertezza di Renzo in una situazione di grande tensione.

Italo Calvino  impiega i puntini di sospensione per aggiungere un tocco di ambiguità e riflessione ai suoi scritti.

Esempio tratto da “Se una notte d’inverno un viaggiatore”:

“Hai appena aperto il libro e già qualcosa non torna…”

Qui, i puntini di sospensione invitano il lettore a riflettere e a interrogarsi su cosa non stia funzionando, creano un senso di mistero.

 

Nei suoi diari e nei suoi romanzi, Cesare Pavese usa spesso i puntini di sospensione per esprimere pause emotive e riflessioni profonde.

Esempio tratto da “Il mestiere di vivere“:

“C’è un limite oltre il quale non si può andare… e quel limite è la vita stessa.”

I puntini di sospensione qui evidenziano una riflessione filosofica e un momento di introspezione.

 

Per approfondire ulteriormente l’uso dei puntini di sospensione e altri segni di punteggiatura, ti consiglio di consultare manuali di scrittura e stilistica, oltre a studiare attentamente i testi dei grandi autori della letteratura. La pratica costante e la lettura attenta sono fondamentali per acquisire padronanza nell’uso di questo strumento stilistico.

 

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