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come leggere un libro

Come leggere un libro e migliorare nella scrittura

Leggere non è forse un’attività semplice e libera? Certo. Eppure le modalità con cui ci accostiamo a un’opera sono personali e dicono molto di noi.

L’oggetto libro, per esempio, non ha la stessa valenza per tutti. C’è chi li presta senza alcuna difficoltà, altri non li lascerebbero mai in mani altrui. Alcuni li preferiscono intonsi e poi c’è chi come me li colora con matite, pastelli e qualche volta osa e sottolinea con gli evidenziatori.

Insomma, un mondo variegato che esprime le nostre personalità. ​

Quindi, con quali criteri scegliamo un libro? Perché e come ce ne innamoriamo? E come leggiamo o dovremmo leggere per fare in modo che la lettura sia proficua?

Se siamo scrittori e scrittrici, è basilare leggere, ma leggere bene. La lettura diventa una vera e propria lezione di scrittura.

 

Leggere è una lezione di scrittura

Molti autori – e mi riferisco, per esempio, a molti grandi che hanno pubblicato con Mondadori, Feltrinelli, Einaudi – sono dei lettori incredibili. Non tanto per la quantità dei libri letti, ma per la qualità della loro lettura. Lo raccontava bene Alessandra Carati  – autrice del romanzo “E poi saremo salvi”, edito da Mondadori e finalista al premio Strega 2022 – in un’intervista (Rassegna “Una storia fantastica”) quanto per lei la lettura sia vitale e rappresenti una fase di apprendimento.

Se non ami sottolineare i libri, utilizza dei post-it o un quaderno ma prendi appunti: se incontri una frase ben formulata ricopiala e studiala. Osserva come chi ha scritto il testo abbia trattato l’incipit, lo sviluppo della storia, i personaggi. Nota le metafore e le similitudini utilizzate. E poi non può mancare un’attenzione particolare alle parole: che termini sono stati scelti e che effetto producono?

Sono tutti elementi che, se osservati, ti aiuteranno a migliorare la tua espressività.

Scegliere un libro da leggere

La prima cosa che ci possiamo domandare è quali siano i criteri con cui scegliamo un libro. Eccone alcuni che sicuramente ci guidano. Provate a vedere in quale vi riconoscete.

  • Il passaparola: funziona e tanto. Ci fidiamo dei consigli di un amico o di un’amica, di una persona di famiglia. Certo, poi il libro ci deve piacere davvero perché se no non ricorreremo più a questa fonte di suggerimenti. Se i consigli funzionano, invece, state certi che questa persona diventerà il nostro riferimento ufficiale.
  • La pubblicità o tam tam mediatico. Conta eccome. Il fatto di vedere pubblicizzato un libro sui social, sulle pagine degli inserti dei magazine dedicati ai libri, magari anche in tv, ci spinge all’acquisto. Sono le regole del marketing. Ci sono lettori, però, che rifuggono dai libri molto pubblicizzati per il solo fatto che se ne parli così tanto. Lettori che amano ricercare letture magari meno conosciute, ma particolari.
  • L’autore. Se ci piace un autore siamo portati ad acquistare le sue pubblicazioni, anzi le aspettiamo con trepidazione.
  • La tematica. Molti lettori sono appassionati del genere giallo o noir, altri del romanzo storico o del poliziesco e quindi per loro sarà il primo criterio di scelta. Avere un genere letterario che suscita il nostro interesse ci permette di ampliare e approfondire la nostra conoscenza anche se il mio consiglio è quello di allargare, ogni tanto, il raggio d’azione e far entrare nella nostra lista di libri anche qualcosa di diverso, magari di generi che non abbiamo letto. Per chi volesse approfondire consiglio un articolo dedicato proprio ai generi letterari e all’importanza di conoscerli.
  • Copertina. Chi nega di avere, a volte, acquistato un testo per la cover? Del resto, dietro a una copertina c’è o dovrebbe esserci sempre uno studio importante capace di trasmettere la storia e le sue atmosfere.
  • La quarta di copertina. Non finirò mai di dire quanto sia importante avere una quarta di copertina (il testo che ritroviamo nella parte posteriore del libro) efficace: poche righe capaci di conquistare il lettore. Sono le parole che hanno il potere sollecitare all’acquisto. Consiglio di leggere l’articolo La quarta di copertina: come farla e perché è utile.
  • Il libro ci attira. Non sappiamo dire bene il motivo ma sentiamo che quel testo in qualche modo ci chiama e lo compriamo. Succede.

I tempi di lettura: quanti libri leggi?

Quanti libri dovremmo leggerei in un anno? C’è persino chi dice cinquanta e in effetti ci sono persone che li leggono. Ci sono addirittura app e tools che ti consentono di ascoltare o leggere i riassunti dei libri in modo da ampliare il tuo bagaglio culturale. Credo sia una buona possibilità ma, nello stesso tempo, sono convinta che sia utile leggere sì tanto, ma forse a volte dovremmo leggere in modo meno compulsivo e affrontare la lettura in profondità. Questa gara a immagazzinare più titoli possibile non mi pare utile anche se, bisogna dirlo, velocizzare la lettura è una forma di apprendimento  notevole.

Tecniche di lettura veloce

Esistono delle vere e proprie tecniche per velocizzare la lettura. A volte è necessario se pensiamo a chi studia, a chi ha necessità di formarsi o nutre molta curiosità editoriale. Ci sono davvero numerosi testi che suggeriscono queste tecniche; leggere, a questo proposito, 4 ore alla settimana di Timothy  Ferriss che è più che altro una riflessione sull’utilizzo del tempo e su come ottimizzarlo evitando di disperderlo. Nello specifico, invece, vi consiglio Lettura Veloce di Tony Buzan. La lettura veloce ci permette di memorizzare una maggiore quantità di informazioni, di potenziare le capacità della mente. 

Come tratti le pagine dei libri?

Se vogliamo rispondere al quesito come leggere un libro c’è un aspetto importante: dimmi come tratti le pagine e ti dirò chi sei.

Io sottolineo i libri.
Con la matita, i pastelli, e pure gli evidenziatori. Sì, sì ho scritto evidenziatori (ma quelli leggeri, gamma pastello).
Penso che ogni pagina vada vissuta, “mangiata e bevuta”. Ho bisogno di entrare nelle parole, nelle frasi, di farle emergere, urlare a volte. La pagina immacolata, per me, non è vissuta. Comprendo anche chi sottolinea con un tratto timido o inserisce foglietti e commenti a lato scritti con riverente rispetto.
I libri sono vita: vanno vissuti. Per me è come abbracciare: va fatto con intensità, se no che abbraccio è?
Che ne pensate? Come vi comportate, quando leggete, nei confronti della pagina?
Avevo lanciato questa domanda sulla mia pagina fb e le risposte sono state tante e alcune anche originali.
Ecco alcune tipologie: in quale vi riconoscete?
  • C’è chi ha creato un segnalibro che permette di prendere appunti, contiene un taccuino e una matita.
  • Fotocopia della pagina, ritaglio della parte che interessa, incollatura su un quaderno.
  • Sottolineare ed evidenziare è un sacrilegio.
  • Si sottolinea solo la saggistica e i manuali, i romanzi mai.
  • C’è chi legge mentre mangia, magari sporca le pagine di sugo e dopo anni ritrova i propri libri al pomodoro sulle bancarelle dell’usato (è accaduto davvero).
  • Qualcuno, pensate, compra due copie dello stesso libro, una per sottolineare e l’altra da lasciare intonsa.
  • Solo post it da attaccare tra le pagine per non scrivere sul libro.
  • Si usa la matita. Nient’altro.
  • Poi ci sono le orecchie alle pagine: e sono in molti  usare questa tecnica.
  • Si trattano male solo i libri scolastici. Gli altri no.

Com’è disposta la tua libreria?

Anche la disposizione della libreria ha un senso per ciascuno di noi, almeno, nella maggior parte dei casi. Per quanto mi riguarda, divido, per lo più in generi letterari. Ci sono gli scaffali dedicati alla scrittura terapeutica e autobiografia, quelli delle biografie, quelli per la scrittura creativa e la manualistica che tratta linguaggio, editoria, tecniche della scrittura. I ripiani che ospitano filosofia e spiritualità; quelli che accolgono i romani (tra i romanzi poi suddivido per casa editrice e autore). Ai classici riservo un posto tutto loro perché parecchi sono gli stessi letti al liceo e poi ci sono le edizioni in similpelle o in tessuto. Non ho finito, eh. Ci sono imlibri per bambini e ragazzi (che continuo a leggere anche se i miei figli sono grandi). Uno spazio di tutto rispetto è riservato alla saggistica e al fantasy. Ah dimenticavo, poi ci sono gli scaffali del coaching. Mi sembra ci sia tutto, ma non sarà così, mi sarò di certo dimentiucata qualcosa.

E invece voi quale criterio seguite? Mi piacerebbe saperlo.

Tecniche di memorizzazione

E dopo aver letto un libro che cosa facciamo? Come lo ricorderemo?

Io tengo un’agenda delle recensioni in cui segno:

  • titolo del libro e autore
  • casa editrice e anno di edizione (questa è una deformazione professionale)
  • numero di pagine
  • data di inizio lettura e data di fine lettura
  • le mie considerazioni (recensione).

Questa è una pratica davvero utile perché vi permette di ricordare quello che avete letto, a volte basta rileggere il commento per ricordare il testo.

 

La recensione di un libro

Vi consiglio sempre di scrivere una breve recensione. Se volete approfondire l’argomento suggerisco l’articolo Come scrivere la recensione di un libro.

Ogni settimana invio agli iscritti una Newsletter la recensione di un libro che reputo interessante o che i miei collaboratori mi segnalano. La recensione è così strutturata:

  • qualche riga di incipit
  • la trama
  • l’autore
  • da notare.

 Potremmo parlare ancora molto a lungo di libri e di lettura. Quello che davvero conta è ricordare come ogni libro possa diventare un’esperienza e fonte di grande apprendimento.

 

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