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Scrivere la recensione di un libro: è utile?

In molti mi chiedono come scrivere la recensione di un libro e se ci siano delle tecniche migliori di altre. Inoltre, un’altra domanda è se questa pratica possa essere utile a chi scrive. Lo è, senza dubbio: è un grande esercizio per chi pratica la scrittura e per gli scrittori in particolare.

Scrivere recensioni può essere un’attività 

Ma scrivere recensioni può anche essere una vera e propria attività: si possono scrivere recensioni di romanzi, manuali, libri per bambini, per magazine, blog e può essere utile – se si lavora nel campo della comunicazione – avere per esempio una rubrica dedicata sul proprio sito, questo ci mostrerà interessati e presenti in campo culturale. 

Che cos’è una recensione e come si fa 

La recensione di un libro è un’analisi critica di un’opera corredata di informazioni su autore e contenuto a cui si aggiungono le opinioni personali di chi la scrive. L’onestà intellettuale, o meglio l’etica del recensore, non dovrebbe incidere sui toni che usa per redigerla. In realtà, però, sappiamo bene che la finalità della recensione è spesso quella di indurre chi la legge a comprare il libro in oggetto o, nel caso di recensioni negative, di non farlo.

Spesso a scuola gli insegnanti assegnano come compito ai propri studenti la lettura di alcuni libri e la relativa recensione. In questo caso il rischio di usarla come strumento per promuovere il libro sembrerebbe scongiurato, ma sono pochi gli studenti che hanno il coraggio di stroncare per iscritto i libri che hanno dovuto leggere e sulla cui analisi verranno valutati.

Le motivazioni condizionano i toni delle recensioni 

Le recensioni allora tendono ad essere condizionate dall’intento per il quale sono scritte. Negli ultimi anni tuttavia, con il proliferare di blog, social network, gruppi e chat le discussioni sui libri sono aumentate e non è raro incappare in pagine e conversazioni in cui i lettori si scambiano opinioni sui libri che hanno amato o detestato. Persino le pagine delle librerie online invitano i clienti a “scrivere una recensione” sulla scorta della quale anche altri potranno farsi un’idea e decidere se leggere o meno il libro in questione.

Pensiamo a piattaforme come Anobii  o Goodreads  in cui è possibile confrontarsi con altri lettori e creare una propria libreria virtuale, vedere le liste dei libri più letti e consigliati.

Ma questi giudizi possono davvero essere definiti “recensioni” a tutti gli effetti? Esistono delle regole per redigere le recensioni dei libri?

Modello scheda recensione di un libro 

Non esiste il manuale del buon recensore di libri, tuttavia esistono condizioni, informazioni e dati che non possono mancare nel testo di una buona recensione. E in ogni caso è utile procedere sempre per punti. Vediamoli insieme:

Leggi il libro

Per recensire un libro è necessario averlo letto tutto. Sembra questa un’ovvietà, ma non è così. Capita che chi si occupa di libri si trovi costretto a parlarne senza aver avuto il tempo di leggerli dall’inizio alla fine. In questo caso bisognerebbe almeno evitare di scriverne.

Fornisci tutte le informazioni necessarie

I dati che non possono mancare sono:

– il titolo dell’opera

– il nome e cognome dell’autore

– la casa editrice che lo ha pubblicato

– l’anno di pubblicazione

È vero che la possibilità offerta dalle nuove forme di comunicazione di accompagnare il testo con una foto della copertina del libro può indurre a credere che sia superfluo esprimere per iscritto quello che si può dedurre dall’immagine, ma vale lo stesso la pena prevedere queste informazioni nel corpo della propria recensione.

Due parole sull’autore

Una breve biografia dell’autore è d’obbligo. Oltre a rappresentare un doveroso tributo a chi ha scritto il libro, può fornire anche utili informazioni sul periodo in cui l’autore è vissuto, sulle sue idee e sull’eventuale corrente letteraria di appartenenza.

La trama

In una recensione non può mancare una breve descrizione della trama del libro, ma attenzione, a differenza del riassunto, nella recensione è bene sintetizzare il più possibile le informazioni, citare i personaggi e l’accadimento principale, senza però scendere nei dettagli e, soprattutto, senza rivelare il finale.

La recensione viene letta spesso da chi non conosce ancora il libro, bisogna quindi evitare del tutto il rischio di spoilerarlo.

Da notare: inserire le particolarità

Perché il libro che abbiamo scelto di recensire è degno (o meno) di essere letto? Quali sono i suoi tratti caratteristici, i suoi punti di forza o di debolezza? Dove risiede il tratto originale che lo rende diverso dagli altri? In questa parte della recensione possono rientrare considerazioni di natura diversa.

Il libro per esempio può distinguersi soprattutto per il modo in cui sono stati trattati i personaggi o per l’efficacia dei dialoghi, per la singolarità del punto di vista o della voce narrante, per la forza delle descrizioni o la genialità dell’idea. Il modo in cui l’autore ha scelto di strutturare la storia e di raccontarla spesso trasformano in letteratura l’ordinario. Lo stile e la prosa, poi, sono tratti distintivi dei diversi autori e anch’essi meritano di essere presi in esame. 

Questi sono tutti dettagli degni di nota che possono attirare la curiosità di altri lettori.

Considerazioni personali

La recensione deve contenere anche la personalità di chi la scrive, il che significa che dovrà fornire spunti diversi da quelli degli altri, distinguersi per l’originalità delle vedute. Dire semplicemente “il libro è bello” oppure “non mi è piaciuto”, non aiuta chi non l’ha letto a farsene un’idea. 

Per scrivere una buona recensione occorre essere lettori consapevoli, capaci di motivare i propri gusti e giudizi.

Non amo, ma questo è un parere del tutto personale, le recensioni che contengono interpretazioni delle intenzioni dell’autore, osservazioni su quello che lo scrittore avrebbe voluto dire, sul messaggio che avrebbe voluto lanciare, a meno che non sia lo scrittore stesso in un’intervista o in altra sede a fornire la chiave esegetica di lettura.

Gli scrittori, è vero, perdono la paternità dei propri testi nel momento in cui arrivano nelle mani dei lettori, ma proprio per questo ognuno dovrebbe poter ricavare quello che più gli appartiene senza imputarlo ai propositi altrui.

 

 

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