Come fare un buon tema

Abbiamo fatto tutti i conti con il tema e magari ci siamo domandati: come fare un buon tema?

Il tema: per alcuni studenti rappresenta la formula migliore per esprimere se stessi, per altri un incubo. E tra i luoghi comuni che si sentono ripetere c’è anche quello di ritenere che un buon tema possano svolgerlo solo coloro che abbiano una spiccata propensione per le materie umanistiche.

Certo la pratica della lettura agevola gli studenti che devono cimentarsi in una prova scritta, ma questa non è una prerogativa di chi preferisce studiare Dante piuttosto che Newton. E soprattutto non è una dote innata che alcuni hanno e altri no.

Il primo consiglio quindi che ti posso dare per stilare un bel tema è quello di leggere. Ma attenzione: non in vista del tema, bensì a prescindere dallo stesso, cioè per abitudine.

Nel suo libro Il coltellino svizzero Annamaria Testa, nota saggista ed esperta in comunicazione, intitola uno dei capitoli “Leggere romanzi cambia il cervello”. Studi scientifici alla mano, l’autrice ricorda come a trarre giovamento dalla lettura non siano solo le aree del cervello preposte alla comprensione e al linguaggio, ma anche quelle sensoriali, emotive, interpretative della realtà e del pensiero proprio e altrui. Cambiare il cervello significa quindi cambiare quello che una persona pensa e fa in modo permanente. Dunque anche i temi.

Come fare un bel tema 

Fare un bel tema significa creare un testo che possegga tre caratteristiche fondamentali:

– una forma corretta;

– un contenuto buono;

– una struttura solida.

Vediamole nel dettaglio.

 La forma

Per forma di un testo s’intende il modo in cui esprimi i concetti, la scelta dei termini, l’uso della sintassi e dell’ortografia, quello che, per utilizzare un termine elevato, potremmo definire lo stile del tuo scritto.

La forma con cui è redatto un tema dice molto sulla padronanza linguistica di chi l’ha svolto, sulla quantità di parole, e quindi di idee, che conosce, sulle sue competenze grammaticali. Errori ortografici, ripetizioni continue degli stessi vocaboli, uso scorretto della concordanza dei tempi verbali – la famigerata consecutio temporum – o passaggi repentini dal presente al passato, mettono a repentaglio gli scritti, anche quelli più densi di significato.

Come ovviare all’inconveniente?

Utili strategie 

Verrebbe da rispondere: studiando la grammatica, che volenti o nolenti è alla base della nostra lingua, ma in realtà ci sono anche altre strategie che puoi mettere in campo. A volte per uscire dall’impasse di periodi troppo contorti e avvolti su se stessi, puoi semplicemente spezzarli con la punteggiatura. Da una frase ne puoi ricavare due, più snelle e lineari; oppure ricorrere ai due punti per evitare l’ennesimo “che” relativo. E il tuo testo, già solo con questi accorgimenti, potrebbe guadagnare un po’ più di respiro.

Inoltre per ridurre al minimo le ripetizioni esiste il provvidenziale Dizionario dei sinonimi e dei contrari, comodo anche nella sua versione online, che ti suggerisce alternative e aiuta ad un uso consapevole delle parole.

Farsi venire i dubbi, poi, è un sistema molto intelligente per andare a controllare come si scrivono anche quei termini che adoperi di solito, ma della cui corretta grafia vale sempre la pena accertarsi.

Quando la curiosità è sana, diventa approfondimento.

Il contenuto 

È la sostanza del tema, l’oggetto dell’elaborato, quello che vuoi esprimere riguardo all’argomento che ti è stato chiesto di trattare.

Qui c’è poco da dire: bisogna conoscere ciò di cui si parla. Principio questo che vale non solo quando si affronta la stesura di un tema, ma ogniqualvolta si è tentati di dire o di scrivere la propria opinione su qualsiasi oggetto e in qualunque contesto.

Posto però che tu abbia buone idee da comunicare, il contenuto va gestito bene, rispettandone la sequenza logica per accompagnare nel tuo ragionamento chi ti sta leggendo e per evitare di anticipare un pensiero che poi riprenderai e tratterai più avanti.

Oltre che nelle ripetizioni lessicali infatti devi fare attenzione a non incappare nelle ripetizioni concettuali, altrettanto sgradevoli all’occhio di chi legge.

Questo principio vale anche per i temi cosiddetti di fantasia in cui sei stimolato a scrivere una lettera a un destinatario immaginario o a continuare un racconto partendo dall’incipit proposto dalla traccia. La logica della narrazione esige una coerenza argomentativa, che va pensata a priori.

 

La struttura 

Detta anche scheletro di un testo, si può riassumere nelle tre parole chiave che tutti quanti ci siamo sentiti ripetere almeno una volta a scuola, fin dalle elementari.

Il tema deve avere:

  • un inizio;
  • uno svolgimento;
  • una fine.

Non puoi cominciare a scrivere un tema se non hai ben chiaro quando e dove trattare i diversi argomenti. Sarà quindi utile compilare prima di tutto una scaletta o elenco delle idee che vuoi sviluppare e poi metterle in ordine, stabilendone la sequenza in cui le tratterai nel corso dell’elaborato.

E per conclusione di un tema non si intende l’ultima frase che scrivi prima del punto finale. Bisogna che la fine abbia un ruolo e un senso ben precisi, sia il coronamento di un discorso, il cerchio che si chiude dopo un ragionamento, se no più che un finale rischia di risultare un’interruzione.

Quelli descritti finora sono i tre elementi a cui devi prestare attenzione sempre per stilare un tema coerente nel contenuto e piacevole da leggere, a prescindere dal tipo di componimento che la traccia richieda.

 

 

Esistono però delle attenzioni in più da adottare quando il testo da scrivere abbia una connotazione specifica e si presenti come tema argomentativo oppure tema storico.

come fare un bel tema

Come fare un buon tema argomentativo 

Il tema argomentativo è quello che partendo da un determinato oggetto di discussione ti chiede di prendere posizione, di esprimere la tua opinione a riguardo, motivandola con argomentazioni efficaci e capaci di convincere il lettore della loro bontà. In poche parole è un tema in cui ti viene chiesto di dire come la pensi su determinate tematiche e perché.

La traccia di partenza può contenere l’affermazione di qualche illustre personaggio della cultura, della politica, economisti, sociologi oppure una questione di ampio respiro, come ad esempio l’emergenza climatica, i giovani e la tecnologia, il razzismo, il significato della famiglia.

Nello svolgere questo genere di temi devi sapere bene quali siano le parti che li costituiscono e che non possono mancare.

Trattandosi di un’argomentazione infatti dovrai:

 1- introdurre i termini del discorso, individuando il nocciolo della questione che il titolo ti chiede di sviluppare;

2- esporre la tua tesi, ovvero il parere personale che hai sull’argomento;

3- riportare esempi, fonti di riferimento, documenti, dati, opinioni autorevoli a supporto della tua tesi;

4- prevedere possibilmente un’antitesi, vale a dire una o più ragioni contrarie a quello che pensi tu, per fornire dell’argomento un’analisi il più completa possibile;

5- formulare una confutazione dell’antitesi per avvalorare la ragionevolezza della tua tesi;

6- concludere con la proposta di soluzioni alternative o nuovi punti di vista per affrontare la tematica offerta dalla traccia.

Prima di cimentarti in un tema argomentativo, quindi, dovrai fare mente locale sulle informazioni di cui disponi riguardo all’oggetto espresso nel titolo, perché non basta avere un’opinione in proposito, occorre anche essere documentati per poterla dimostrare.

 

Come fare un tema storico 

Il tema di argomento storico può riguardare singoli personaggi del passato (per esempio, il ruolo di Cavour nell’Unità d’Italia), grandi fenomeni di portata generale (come gli effetti della Restaurazione in ambito europeo, per dirne una), fatti più specifici e circoscritti (ad esempio, il rapporto Stato-Chiesa nell’Italia risorgimentale) o ancora il confronto tra momenti storici diversi che però presentano fra loro dei punti in comune (l’Europa teorizzata da Mazzini e l’Europa di oggi: differenze e affinità).

Va subito detto che il tema storico non è una verifica di storia, nel senso che non è assegnato e non dovrebbe essere svolto per ripetere la lezione che hai imparato dal libro. Il tema storico presuppone infatti la capacità critica di interpretare e di comparare le tue conoscenze relative agli argomenti proposti dalla traccia.

Bisogna quindi che tu sia molto ben preparato sulla materia, le date, i fatti, i personaggi ma anche che tu li sappia maneggiare con intelligenza, cogliendo le connessioni tra passato e presente o tra un fenomeno e l’altro, andando al di là della nozione e attingendo inoltre alle principali opinioni degli storici al riguardo.

 

Come fare un tema perfetto 

Per concludere, ecco qual è la migliore strategia per scrivere un tema perfetto, indipendentemente dal genere di traccia che ti troverai davanti.

  • Leggi bene il titolo

Non solo per comprendere con attenzione che cosa ti stia chiedendo la traccia, ma anche per capire se hai abbastanza idee, conoscenze e informazioni per poterla svolgere.

  • Individua le parole chiave

Saranno i paletti delle tue argomentazioni, i termini entro i quali muoverti durante la stesura del testo per evitare di andare fuori tema, uno degli errori più temibili e dannosi.

  • Prendi nota delle idee e delle conoscenze personali che hai in proposito

Per imprimere originalità e soggettività al tuo testo.

  • Scegli quali tenere e quali scartare

Non tutto quello che sai o che ti viene in mente sull’argomento dovrà finire dentro il tuo tema. Bisognerà che tu faccia una scelta, puntando sulle idee più forti e interessanti.

  • Stabilisci l’ordine in cui le tratterai (e rispettalo!)

È la scaletta di cui ho parlato sopra, l’indice degli argomenti che, se redatto bene e seguito con attenzione, ti permetterà di costruire un testo logico e coerente.

  • Scrivi

Sviluppa la traccia per dare corpo alle idee.

  • Rileggi, rileggi, rileggi

Tre volte almeno sì, perché la prima rilettura ti serve per capire se il tema è logico e coerente, la seconda se la forma è corretta a livello ortografico, morfologico e sintattico e la terza, specie se lo hai ricopiato dalla brutta alla bella, per vedere se hai dimenticato di trascrivere qualcosa o se hai aggiunto qualche errore che nella brutta non c’era.

In ogni caso una rilettura in più non guasta mai.

Insomma, alla fine scrivere un tema non è molto diverso dallo scrivere un racconto, un articolo o qualsiasi altro testo presupponga un lettore dall’altra parte: occorre metodo, conoscenza, tecnica, tanto esercizio e abitudine a leggere anche i testi degli altri, meglio se di ottima qualità.

LEGGI ANCHE

Lavorare nell’editoria: quali sono oggi le professioni?

Lavorare nell’editoria: quali sono oggi le professioni?

C'è ancora possibilità oggi di lavorare nell'editoria? Va detto che il settore ha subito un'evoluzione che ha inciso sulle modalità di svolgere le diverse professioni editoriali. C’erano una volta le case editrici che raccoglievano in sé buona parte delle figure...

Come scrivere i titoli efficaci e coinvolgenti

Come scrivere i titoli efficaci e coinvolgenti

Se ti stai chiedendo come scrivere i titoli dei tuoi articoli o dei tuoi libri sappi che la domanda è più che mai legittima perché i titoli sono importanti, costituiscono non solo il biglietto da visita con cui si presenta un testo ma, se ben pensati, sono in grado di...

I dialoghi: come scriverli bene e renderli efficaci

I dialoghi: come scriverli bene e renderli efficaci

I dialoghi: diciamo la verità, quando leggiamo un racconto o un romanzo, i dialoghi sono i momenti che ci piacciono di più, quelli in cui abbiamo la sensazione di vedere in azione i personaggi di cui ci siamo fatti un’idea precisa nella testa. La sequenza dialogica in...

Crowdfunding libri: editoria e opportunità per scrittori

Crowdfunding libri: editoria e opportunità per scrittori

Oggi, con sempre più insistenza, si parla di crowdfunding libri. Che cosa significa? Possiamo dire che, insieme all’editoria tradizionale e al self publishing, il crowdfunding sia diventata a tutti gli effetti la terza via di pubblicazione di libri, a mio avviso una...

Pin It on Pinterest

Share This