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Come fare la copertina di un libro

Come fare la copertina di un libro?

Mi sono posta questa domanda per tanti anni, dieci per l’esattezza. Gli anni in cui ho lavorato come direttore editoriale alle Edizioni Astragalo.

Con la redazione avevamo ideato varie collane ed era necessario personalizzare le cover di ciascuna. In quell’epoca, mi confrontavo con grafici, illustratori, tipografi. Studiavo le tendenze del panorama editoriale e dei diversi generi letterari. Diciamo che ho potuto apprendere tanto in tema di caratteri tipografici, colore, ingombro, misure: tutto quello che entra in gioco, anche da un punto di vista tecnico, quando si progetta una cover.

Pur non dirigendo più una casa editrice, ma uno studio editoriale, la passione per le copertine dei libri è rimasta viva anche oggi.  Le osservo, le valuto, le fotografo per archiviarle con un commento e poterle riconsiderare in caso di necessità, quando si ha bisogno d’ispirazione. A dire il vero, mi occupo ancora di copertine per gli autori che seguo e che si avvalgono del self publishing, ma chiedo sempre il supporto dei professionisti della grafica perché, diciamolo, puoi avere tutte le più belle idee del mondo ma poi ci vuole un o una professionista per realizzare prodotti di qualità. Si nota subito: la differenza tra una cover fatta in casa e quella realizzata con competenza, studio e creatività.

Progettare la copertina di un libro: da dove si parte

Gli aspetti e gli elementi che devono essere considerati nella realizzazione della copertina di un libro sono molti e tutti importanti.

  • Intanto bisogna stabilire se stiamo progettando la cover di una collana o di un singolo titolo. Avete visto la collana di Harry Potter (o, almeno, una delle più belle progettate ultimamente)? Ogni volume aggiunge un elemento e, quando i volumi sono insieme, uno dopo l’altro, formano un’unica immagine. Adoro questo tipo di studio, rivela cura e visione. Molto utile è vedere le scelte di numerose case editrici che studiano collane particolari e identificative. Chi non riconoscerebbe una copertina di Adelphi? Il piatto della cover è colorato, colori tenui o accesi, e, più in basso, una fotografia o un’illustrazione. Non è l’unica scelta di Adelphi, la grafica varia a seconda delle collane, ma diciamo che è sempre riconoscibile. C’è una notevole attenzione cromatica e stilistica.

 

Chi non riconoscerebbe una copertina di Adelphi? Il piatto della cover è colorato, colori tenui o accesi, e più in basso una fotografia o un’illustrazione. Non è l’unica scelta di Adelphi, ma diciamo che questa grafica ha consentito di essere riconoscibili. C’è una notevole attenzione cromatica e stilistica. 

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Pensiamo alle cover di Sellerio, il fondo blu, la cornice con all’interno la foto o, meglio, l’illustrazione: c’è una forte identità editoriale in queste copertine, è innegabile. Un senso di essenzialità, eleganza.

O chi non individuerebbe, tra le tante, una cover di Einaudi? Basta citare la collana Scrittori: il bianco domina, al centro una fotografia, il nome dell’autore in nero, il titolo in rosso. Oppure la tanto fortunata collana Stile libero o altre che comunque riescono sempre a caratterizzare in maniera precisa e inequivocabile questo editore.

 

 

Riconoscere Einaudi è facile. Pensiamo alla collana Scrittori: il bianco domina, al centro una fotografia, il nome dell’autore in nero, il titolo in rosso. Oppure la tanto fortunata collana Stile libero o altre che comunque riescono sempre a caratterizzare in maniera precisa e inequivocabile questo editore. 

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  • Va considerato il contenuto del libro: se, per esempio, si tratta di fantascienza andrà fatto un certo tipo di ragionamento, diverso dalle considerazioni utili per la cover di un romance. La cover deve o dovrebbe trasmette un’atmosfera che poi ritroveremo nel libro. 
  • Il target è basilare nella scelta della cover. Un conto è pensare la copertina di un libro per l’infanzia, un altro studiarla per un testo di chimica o fisica applicata, per un giallo, o un horror. Bisogna sempre riservare una riflessione al tipo di pubblico a cui il testo si rivolge.

Come abbiamo già accennato, la copertina serve anche per caratterizzare il brand della casa editrice. Mi piacciono molto, per esempio, le copertine di Keller, un editore con un catalogo di grande pregio e interesse. Sono differenti, eppure riconoscibili per alcuni tratti distintivi. Per la Saggistica hanno scelto un fondo fantasia con sovrapposta una sorta di cornice o grande etichetta che riporta il titolo e l’autore del libro; anche i libri di reportage e di viaggio sono ben identificati dalla copertina, così come i romanzi. Senza dubbio, c’è stata una ricerca, a cui si aggiungono cura, volontà di optare per scelte grafiche originali.

Se pubblicate in self publishing sarà vostro compito pensare alla cover. Documentatevi, cercate di vedere più copertine possibili che riguardano lo stesso genere di cui scrivete; ma andate anche oltre, cercate in ambiti diversi dal vostro, lasciatevi ispirare. Rivolgetevi comunque a un professionista per l’impostazione grafica.

Le parti di un libro 

Conoscete in quante parti si suddivide un libro? Una competenza che ci permette di capire meglio il ruolo della cover. Acquistiamo in libreria o prendiamo in prestito in biblioteca libri che poi leggeremo, ameremo e riporremo nelle nostre librerie: se ci piace leggere e scrivere, dovremmo sentire la curiosità di saperne di più, di vedere come sia composto un libro, in quali e quante parti si strutturi e quale sia, di ciascuna parte, la funzione. 

Il libro steso 

Immaginate un libro aperto, steso a pancia in giù, in modo da osservare la facciata e tutto il suo sviluppo: questo è il cosiddetto piatto. L’immagine che riporto qui sotto lo mostra, potete vedere tutta l’estensione della copertina comprensiva di alette e dorso.

La quarta di copertina 

La quarta di copertina è la facciata posteriore, il retro. Si chiama quarta perché, se osservate l’immagine della cover stesa, è la IV parte. Permette al libro di comunicare con il lettore, portando attenzione sul contenuto. Ecco perché va curata con molta attenzione. Se volete approfondire vi consiglio la lettura di un articolo in cui ho parlato in dettaglio proprio di quarta di copertina, come si progetta, chi la scrive e che cosa contiene: “La quarta di copertina, come farla e perché è utile” 

Vi consiglio la lettura di un libro che considero una vera rarità, sono in pochi a conoscerlo e ad averlo letto, ma si distingue per la finezza e la profondità delle considerazioni: si tratta di Quarte di nobiltà di Giorgio Manganelli. Certo, lo so, già il nome dell’autore dice tutto e fa presagire una trattazione accurata, infatti lo è: un meraviglioso viaggio nel mondo delle quarte di copertina.

Sovra copertina 

La sovra coperta o sovra copertina è staccata dal libro ed è comprensiva di alette. Si tratta di una scelta editoriale utile per impreziosire il libro. Ma ha anche altre ragioni: si può decidere di stampare un certo numero di interni del blocco libro, ma di realizzare, per esempio, due diverse cover perché magari s’intendono raggiungere differenti target oppure è richiesta una cover per un evento speciale: in questo caso la sovra coperta differenziata è la soluzione migliore.

Spesso viene usata quando la cover è cartonata, quindi rigida ma, in alcuni casi, anche quando il libro è brossurato cioè non cartonato (la maggior parte dei testi).

Dorso 

Il dorso o dorsetto fa parte della copertina, se non è troppo basso per via dell’esiguo numero di pagine, ospita il titolo e il nome dell’autore. Se il titolo è scritto lungo il dorso, può essere inserito:

  • dall’alto verso il basso
  • dal basso verso l’alto.

Le case editrici in genere attuano una scelta e poi la mantengono. Varia anche in base alla nazione in cui il libro viene pubblicato: francesi e tedeschi optano, in genere, per la soluzione dall’alto verso il basso; invece gli spagnoli non tentennano e i dorsetti sono praticamente quasi tutti dal basso verso l’alto. In America e nei Paesi anglosassoni si propende per la soluzione dall’alto verso il basso. In Italia adottiamo entrambe le soluzioni.

Alette o risguardi 

Lo dico subito, adoro le alette o risguardi. Si chiamano anche bandelle o risvolti di copertina. Costituiscono una parte della cover che si piega all’interno. Mi piacciono perché, oltre a costituire uno spazio in più per inserire ulteriori informazioni, come la sinossi e la bio dell’autore, mantengono il libro in forma. Se la grammatura della carta con cui è stata realizzata la cover è troppo leggera tenderà a imbarcarsi, cioè a sollevarsi. Se non si vogliono mettere le alette (che vanno dai 5 ai 7 centimetri di sviluppo) va aumentata la grammatura della carta oppure si opterà per una copertina rigida, cartonata o imbottita (all’olandese). Cartonata e olandese, devo dire, sono abbastanza in disuso, visti i costi di carta, stampa e lavorazione.

 

La fascetta 

La fascetta non fa parte degli elementi costitutivi della cover del libro ma di quelli aggiuntivi: è quella fascia che viene apposta al libro per segnalare la vincita di un premio oppure l’autorevolezza di chi ha scritto la prefazione del libro stesso. Rientra in una strategia di marketing e comunicazione.

La copertina di un e-book 

E se il testo non verrà stampato ma realizzato solo in e-book, quindi in digitale? In questo caso avremo solo il fronte della cover. Non ci sarà una quarta di copertina, ma un testo leggibile nella pagina di presentazione e di vendita che andrà a costituire il focus del libro.

Il fatto che il libro sarà solo digitale non significa meno attenzione, ma per esempio sarà diversa la resa del colore (quando si stampa sarebbe utile produrre la cianografica per vedere come risulta la cover dal punto di vista del colore). Si dedicherà più attenzione a tutti quegli accorgimenti che riguardano l’impatto visivo.

Copertine create dall’intelligenza artificiale

C’è un’altra frontiera che dobbiamo considerare in questo nostro percorso: copertine realizzate dall’intelligenza artificiale. Ci pensate?

Il 22 giugno 2022 su Rai News veniva data la notizia di una copertina del tutto realizzata da intelligenza artificiale. 

“Questa copertina di Cosmopolitan Usa è stata presentata come il primo caso di una creazione grafica prodotta da un’intelligenza artificiale. La cover tecnologica è una creazione di OpenAI denominata Dall-E 2. Si tratta di un’intelligenza artificiale che riceve richieste verbali e attraverso la sua conoscenza, un database che comprende centinaia di milioni di immagini – che ormai coprono praticamente lo scibile umano – crea da sola le proprie immagini, pixel per pixel, dando origine a un prodotto del tutto nuovo e originale”.

Una prospettiva che aprirà di certo discussioni e confronti. Io trovo che potrà essere molto interessante sperimentare (e già lo stiamo facendo) e osservare i risultati.

Le copertine più belle: quali sono?

Quali sono le tue cover preferite?

Sai che tra le più belle di sempre c’è la prima cover (1925) del romanzo Il grande Gatsby di Fitzgerald? L’illustrazione è la famosa “Occhi celesti”. Il titolo in alto, il nome dell’autore in basso spiccano: sono bianchi su uno sfondo blu scuro. Sempre sul fondo, c’è l’immagine di un Luna Park, simbolo degli anni Venti. Sul profondo blu, nella parte centrale, emerge un volto che colpisce per gli occhi, lo sguardo: è il viso del dottor T. J. Eckleburg che, nel romanzo, si vede raffigurato su un enorme cartellone collocato tra New York e West Egg. Lo sguardo assume una valenza simbolica.

Quali sono considerate le copertine più belle nella storia editoriale? Sono molte. Tra queste però ricordiamo la prima cover de Il grande Gatsby del 1925. Colpisce per come è stata realizzata e per aver fatto la scelta di mettere in risalto uno sguardo molto significativo e simbolico.

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Se ne volete scoprire altre vi consiglio la lettura dell’articolo Le 10 copertine più belle e iconiche di tutti i tempi

 

L’Agenda della scrittura

L’estate scorsa, ho lavorato a un progetto che mi stava a cuore da tempo: l’Agenda della scrittura 2023. Un’agenda che unisse l’utilità di un vero e proprio diario, con sollecitazioni, esercizi, consigli, regole di scrittura. Lo studio della cover l’ho affidato a una professionista Anna La Tati Cervetto che ha saputo esprimere al meglio quello che pensavo, l’immagine che avrei voluto trasmettere. Lei però, va detto, non è solo una grafica, ma anche un’artista in campo pittorico, con una vasta conoscenza di stili e tecniche: un apporto di questo tipo conta molto. Mi sono poi avvalsa della direzione tecnica di Davide Tricotti che, vantando una lunga esperienza in quest’ambito, ha poi sviluppato il progetto dal punto di vista del formato, delle pagine e della realizzazione del prodotto.

Quando guardo la copertina dell’Agenda della scrittura penso a una dimensione quasi metafisica, dove la creatività possa esprimersi libera: ecco, è quello che volevo raccontare.

L’Agenda della scrittura unisce varie anime: la necessità di avere spazio per scrivere impegni e programmi, ma anche pensieri; coniuga la comodità di trovare un buon ripasso di regole grammaticali con consigli di tipo stilistico. Non potevano mancare suggerimenti di letture utili per scrivere. Da anni avevo questa Visione, e ora sono felice che possa raggiungere tante persone.

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