Un romanzo, un racconto ma anche un articolo e un post possono essere scritti “di getto” senza un lavoro di progettazione? L’ispirazione che ti prende e ti porta via e ti ritrovi alla fine di pagine e pagine con l’intera trama della storia: esiste o è fantasia? No, progettare un libro è fondamentale.
Penso che la scrittura creativa d’impulso sia un dato certo. Che poi questa scrittura sia pronta per diventare un testo compiuto è un altro discorso. Possiamo avere un’idea, un’ispirazione e scrivere senza pensare ad altro che a salvare tutto quello che abbiamo in mente.
Per progettare un libro si parte dalla fantasia
Fai lo scrittore? Che meraviglia, allora chissà che fantasia devi avere. Quante volte abbiamo sentito pronunciare e magari anche rivolgerci frasi simili a questa, come se l’unico ingrediente essenziale per scrivere una storia fosse la creatività. Certo, senza questa non ci attiveremmo ma non basta.

La capacità di immaginare una trama è senz’altro requisito fondamentale per chi voglia dedicarsi alla stesura di una qualsiasi narrazione, ma la fase dell’idea o, per dirla in forma romantica, dell’ispirazione occupa un momento molto circoscritto del gesto dello scrivere.
Scrittori come architetti
Mi piace paragonare l’impostazione di un progetto narrativo al lavoro dell’architetto edile: l’intenzione di erigere un bell’edificio è la scintilla iniziale che fa partire il lavoro, ma subito dopo deve avviarsi la fase tecnica della pianificazione con tanto di analisi del terreno dove si intende costruire, preventivo dei costi e disegno del progetto. E senza sottovalutare la clientela – il pubblico dei lettori – competente e attenta a trovare ogni incongruenza progettuale.
Per chi vuole scrivere un testo narrativo è lo stesso: avere voglia di farlo e individuare anche l’argomento da trattare è senz’altro un buon inizio, spesso addirittura un colpo di genio, ma poi occorre testare l’idea (analisi del terreno), valutare le risorse che possiamo riservarle in termini di tempo e impegno (preventivo dei costi), stilare una scaletta (disegno del progetto).
La scaletta
Alla scaletta non viene data sempre la giusta importanza. Alcuni pensano che stenderla o meno dipenda dalle abitudini e dalla sensibilità dello scrittore. Ma la scaletta si può compilare in tanti modi: può assumere la forma di uno schema grafico, di un elenco di punti, può essere un cartellone sul quale apporre foglietti adesivi che sintetizzano le sequenze delle scene o dei capitoli.
Ognuno può trovare la sua.
importante è che se ne faccia una, perché sarà lei a fungere da mappa, indicando la traccia della storia e l’obiettivo da raggiungere. Avere chiaro dove si vuole arrivare è fondamentale per non perdersi per strada ed evitare quelle divagazioni che minacciano la tenuta narrativa del testo.
Strutturare un romanzo richiede poi una certa predisposizione allo studio e alla ricerca. Bisogna informarsi, leggere, approfondire gli argomenti che si intende trattare. Non importa se la storia che raccontiamo è frutto della fantasia e la collochiamo al di fuori del tempo e dallo spazio conosciuti.
La credibilità della narrazione
Vuoi progettare bene un libro? Per funzionare la narrazione deve essere credibile, anche quando non è vera, e la logica sottesa deve risultare ineccepibile. A maggior ragione se la vicenda è inserita in un contesto storico preciso, bisognerà evitare gli anacronismi.
Progettazione, studio, lettura, ricerca: stando a quanto detto finora, scrivere un romanzo sembrerebbe esigere solitudine e isolamento, una sorta di ritiro dal mondo che agevoli il flusso delle idee e delle parole.
E invece no.

Quello che lo scrittore racconta non può alimentarsi soltanto di ciò che è dentro di lui, deve per forza trarre spunto dalla realtà, dalle persone, dalle sensazioni.
Lo scrittore deve uscire, visitare i luoghi che intende descrivere, ascoltare la voce e osservare i movimenti di chi potrebbe ispirare i suoi personaggi, sentire odori e profumi, provare sensazioni e interrogarsi su quali siano le parole più giuste per raccontare tutto questo.
Stile e autenticità
Dallo stile di un autore deriva l’autenticità della sua storia, che è quello che cattura il lettore anzi quello che lo fa innamorare.
In una delle ultime apparizioni italiane di Pennac – al Circolo dei lettori di Novara per essere precisi – c’erano 600 persone stipate in un’antica sala, sedute a terra pur di esserci. Certo, lui è persona simpatica, educata e gentile. Tutti conoscono il suo amore per i libri, la lettura, la scrittura.
Ma c’è di più.
I lettori sono innamorati delle storie, dei personaggi a cui Pennac ha dato vita. Sono innamorati della coerenza, della forza, dell’originalità delle sue strutture narrative.
Non parlano di lui, parlano dei suoi libri: che cosa può volere di più lo scrittore autentico?
Fatica e soddisfazione
Quando si vuole davvero raggiungere la qualità non si deve temere la fatica. Ci sono autori che fatta una stesura di un testo e una rilettura ritengono il lavoro fatto. Temono di scardinare quanto già impostato, di dover cambiare scene, impostazione.
Eppure il successo di un testo è nella determinazione a migliorare, a darsi una struttura sempre meglio delineata per fare in modo che l’idea trovi la sua più alta espressività. Chi scrive e lo fa con il desiderio di donare qualità ai lettori, di rendere onore alla propria passione sa che alla fatica consegue sempre la soddisfazione, come dopo una giornata di calura e lavoro arriva la frescura e il ristoro.
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Gent.ma Alessandra, ho letto il suo articolo “Progettare un libro per renderlo indimenticabile”, e l’ho trovato molto interessante per la semplicità della scrittura e delle parole, anche per la capacità di comprendere il significato stesso… È vero tutto ciò che lei ha scritto, purtroppo, allo stato attuale nell’ambito letterario-storico-culturale per quanto concerne le pubblicazioni dei libri dei vari scrittori italiani e non, le devo far presente che non sempre l’acquisto di un libro è utile per la propria formazione culturale e di vita! Anche se alcune volte lo scrittore pensa che nello scrivere la sua storia di vita, possa essere di aiuto a chiunque legga il suo libro! Come ogni professione intrapresa nella vita per poterla espletare con efficienza, bisogna fare tanti sacrifici e non demordere mai, specie quando la stanchezza si fa pesante e viene la voglia di troncare il lavoro. Parlo in merito alla mia esperienza professionale-Parrucchiere per Signora- in giro per il mondo sempre alle prese con la moda taglio capelli, ultimo lancio…donna! È molto difficile per chiunque non ha le idee chiare in merito a ciò che si vuole fare nella propria vita, sia per lo scrittore sia per l’artista e per tutti coloro che vogliono emergere professionalmente nella società, e lasciare un segno tangibile della loro esperienza di vita! Fermo restando che basta poco per catturare l’attenzione del pubblico quando ciò che si scrive e si comunica ai propri lettori è frutto di esperienze e di sacrifici per raggiungere la “Vetta del Successo” nella propria vita! Ho meditato bene ogni sua parola scritta in questo articolo, frutto di tanto lavoro e ricerca letteraria attraverso l’impegno che lei ha dedicato per la sua preparazione, per poi trasmetterla a tutti noi, e far si che anche noi, un giorno potremmo percorre la sua strada…e fare tesoro della sua esperienza!!! Grazie.
Come sempre le sue parole colgono nel segno. Sì c’è tanto lavoro dietro a questa scrittura e si basa su vera esperienza. Concordo anche sul fatto che non sempre leggere un libro porta cambiamento e che la cosa più utile sia sempre avere le idee molto chiare, solo così scrivere e leggere ci aiuta davvero.