Cercasi ghostwriter

Ghostwriter cercasi: può capitare che tu sia alla ricerca di un ghostwriter, bene, dovrebbe essere normale in ambienti professionali ed editoriali. Con sempre più frequenza, persone e aziende affidano ai professionisti della scrittura la stesura di libri, articoli, testi vari.

In Italia esistono ancora, meno di un tempo per fortuna, preconcetti di varia natura. Perché mai ci si dovrebbe rivolgere a un ghostwriter? Scrivitelo tu il tuo libro. Sei un notaio? Se non sei un notaio non ti verrebbe in mente di scrivere atti notarili vero? Sei non sei un attore teatrale non affronteresti il palcoscenico senza un’adeguata preparazione. Perché invece tutti pensano di poter scrivere? Come se la scrittura fosse praticabile senza sforzo ad alti livelli professionali. Non è così.

Sono editor, ghostwriter e writer coach, so per certo che la scrittura professionale richiede studio, pratica, abilità. Non c’è dubbio. Oh sì, conta anche il talento, ovvio. E questo è innato benché debba essere mantenuto sempre in costante allenamento. Ecco perché un professionista che intende scrivere un libro farebbe bene ad affidarsi a uno o una ghostwriter, smettendola di perdere tempo in tentativi che non raggiungeranno mai il risultato desiderato.

Ghostwriter: le caratteristiche 

Cercasi ghostwriter: sì, ma come? Con quali caratteristiche? A chi ti dovresti affidare?

Intanto se hai modo guarda la cronologia del professionista. Se uno si vende come super esperto ma fino a un anno fa lavorava in ambito immobiliare o è diventato un ghostwriter specializzato in storie immobiliari o deve ancora fare un po’ di esperienza. Intendiamoci, non ho nulla contro gli agenti immobiliari, io ne conosco solo di simpatici, ma in genere non sono esperti di scrittura o editoria. Anzi, spesso loro stessi, in particolare in questi ultimi anni, contattano ghostwriter che li aiutino nella stesura di un libro dedicato alla loro professione. Quindi verifica che l’esperto a cui ti rivolgi abbia un minimo di onorata esperienza in quest’ambito.

Molti scrittori, dopo il primo libro, diventano ghostwriter, o almeno, si propongono come tali, ma il saper scrivere è solo una delle caratteristiche richieste a chi intende svolgere questa professione. Importante, certo, basilare ma non l’unica. 

Vediamo le principali caratteristiche personali e professionali che un ghostwriter dovrebbe possedere.

  • Padronanza della grammatica e della sintassi.
  • Capacità di variare lo stile espressivo.
  • Saper rendere il tono di voce dell’autore che si ha di fronte.
  • Essere in grado di modulare l’espressività e il linguaggio in base al testo che si sta scrivendo.
  • Sapere strutturare un’opera, dalla costruzione dell’indice, ai macro e micro argomenti.
  • Essere capace di ampliare la bibliografia fornita dal cliente.
  • Essere capace di suggerire ampliamenti e approfondimenti della materia di cui si tratta.
  • Avere ben chiaro il target di riferimento.
  • Possedere una buona conoscenza del mercato editoriale.
  • Non avere implicazioni egotiche: se il ghostwriter vuole apparire, ha sbagliato mestiere.
  • Flessibilità.
  • Disponibilità a studiare e documentarsi.
  • Possedere una solida etica professionale.

In molti mi hanno domandato se questo tipo di professionista debba aver conseguito una laurea. Non mi sentirei mai di dire che sia una condizione sine qua non. Ma una laurea, se ben conseguita, aiuta sempre, ovvio. Aver approfondito determinate materie, essersi confrontati con esami e tante ore di studio non sono passaggi secondari.  Quello che però è fondamentale è che il ghostwriter possegga una buona cultura di base, sia una persona che legga libri, riviste, assista a spettacoli teatrali e magari che ascolti anche buona musica. Che detenga qualche record sportivo? No, non è necessario. Ma forse mi sbaglio: una buona resistenza fisica, invece serve, eccome. Ho passato delle notti a scrivere e affrontato lunghi viaggi per incontrare gli autori per cui avrei dovuto scrivere, vedere la loro realtà, stare nei loro ambienti: una buona tempra fisica, dai, giova sempre.

Quando cerchi e poi ti affidi a uno o a una ghostwriter, verifica tutto quello che puoi, assicurati anche che ci sia empatia perché vi sentirete spesso e passerete del tempo insieme. Con le persone che seguo succede di sentirsi al telefono anche due o tre volte al giorno, minimo.

Un vero professionista ascolta e accoglie, ma, nello stesso tempo, ha l’autorevolezza necessaria per essere non solo la persona che scriverà per te, ma una vera e propria guida a cui affidarsi.

Il ghostwriter scrive di tutto? 

Molti pensano che svolgere questa professione significhi sapere tutto: è un’illusione, si avrebbe del resto una conoscenza molto superficiale.

Ci sono molti ghostwriter specializzati, certo, che scrivono solo di alcune materie: e queste sono scelte. Ma succede nei casi in cui alcuni professionisti di determinati ambiti si danno alla scrittura: per esempio, uno chef famoso si scopre scrittore e allora si propone come ghostwriter nell’ambito del food, della cucina. Questo non significa, in automatico, essere un ghostwriter a tutti gli effetti ma è comunque un modo di esercitare la professione in territori ristretti e tematici specifici. 

In ogni caso, a un ghostwriter non è richiesto di essere esperto di tutto. Ho scritto di marketing, di finanza, di benessere, di storia dell’arte, di chirurgia estetica, di leadership, di viaggi, di storie personali, di psicoterapia, di filosofia e di tanto altro. Ma non sono esperta di tutte queste materie. Non sono né psicoterapeuta né chirurga estetica.

Io scrivo: questo è il mio mestiere.

Lo studio e la conoscenza sono imprescindibili 

Certo, quando mi viene affidata la scrittura di un libro, prima di tutto studio e mi documento; ricorda però che, quando ti affidi a un ghostwriter, l’esperto sei tu, sei tu che conosci la tua materia e che la devi raccontare, tu passi le fonti principali, tu suggerisci gli approfondimenti. Ecco perché quando mi rendo conto di avere davanti una persona che della sua materia sa poco, in genere, faccio un passo indietro.

Non puoi affidare a un ghost la scrittura di un libro su una materia che non padroneggi. Il ghost può studiare, essere super, avere una capacità di scrittura superlativa ma se tu non porti i contenuti, il lavoro non sarà di qualità; il ghost potrà ampliare quei contenuti, ispirarti a svilupparli,  ma rimani tu l’esperto o l’esperta.

Ricorda che quando ti rivolgi al ghostwriter, il vero esperto o esperta della materia sei tu. Per me è fondamentale che il mio cliente conosca bene i propri argomenti. Mio è il compito di renderli al massimo.

writer coach

Ghostwriter di narrativa: tempo perso 

Il titolo di questo paragrafo vuole essere un po’ provocatorio. Ma per dire che in Italia il ghostwriting di narrativa non è molto diffuso. Intanto, non si è propensi ad accettare che un libro, una storia che abbiamo amato non sia stata scritta da chi pensiamo noi, ma da altri. Retaggio culturale? Mah, in fondo quando leggiamo un romanzo entriamo in empatia con l’autore, stringiamo un legame e quindi questo pensiero è comprensibile.

Accade che a volte siano le case editrici ad affidare un’idea a un ghostwriter o anche a un intero team, magari viene pure affidata la stesura di una collana che sarà poi pubblicata con lo pseudonimo di un autore, spesso inventato.

All’estero invece la pratica è molto più diffusa. Da noi ci sono stati casi in cui anche autori famosi si sono affidati a un ghostwriter, ma mai del tutto, nel senso che idea e bozza appartenevano sempre al creatore della storia. 

Diritto d’autore: a chi spetta? 

Ghostwriter cercasi? Bene. Ma c’è un’altra questione molto importante: quella dei diritti d’autore, giusto domandarsi a chi spettino.

Da un punto di vista giuridico la questione ghostwriting sembrerebbe un’appropriazione di diritti sull’opera, qualcuno ha parlato anche di “plagio autorizzato” quando invece l’attività del ghostwriter può essere qualificata come una prestazione d’opera. Senza dubbio è vero che il committente si appropria della titolarità dell’opera – sia esso romanzo o serie di articoli – senza esserne l’autore ma non possiamo sottovalutare il fatto che tutto questo avvenga sulla base di un accordo tra le parti.

Dobbiamo distinguere tra copyright e diritti morali sull’opera.

Essendo titolare del copyright, il committente è l’unico proprietario dei diritti d’autore. Suoi, pertanto, sono gli eventuali guadagni derivanti dalla pubblicazione dell’opera, dalla vendita della sceneggiatura e da quant’altro connesso alla paternità del lavoro. Lo scrittore ombra non ha nulla a pretendere, come da specifica clausola contrattuale“.

Non c’è dubbio che il copyright spetti al committente e in capo suo rimanga.

Invece i diritti morali – garantiti dall’articolo 22 della legge n. 633 del 1941 – rimangono in capo al ghostwriter e secondo la legge è nullo ogni accordo in merito, inoltre “l’accordo con cui si conviene di attribuire la paternità di un’opera a persona diversa dal vero autore è da ritenersi nullo.”

Ricordiamo che i diritti morali sono i diritti che la legge riconosce all’autore a tutela della sua personalità, cioè il diritto di decidere se e quando pubblicare l’opera, di rivendicarne la paternità e di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione o altra modificazione e ad ogni atto a danno della stessa.

“Questi diritti sono esercitabili quando possa configurarsi, con la loro violazione, un pregiudizio all’onore o alla reputazione dell’autore. Sono diritti inalienabili, imprescrittibili e irrinunciabili, cioè possono essere esercitati indipendentemente dai diritti patrimoniali derivanti dalla creazione dell’opera e anche nel caso in cui questi ultimi siano stati ceduti a terzi. Sono, inoltre, illimitati nel tempo; dopo la morte dell’autore possono essere rivendicati dal coniuge, dai discendenti e ascendenti. Qualora le finalità pubbliche lo esigano, la relativa azione può essere esercitata dal Presidente del Consiglio dei Ministri”.

Ghostwriters famosi

Nomi di rilievo che sono stati ghostwriter?

Howard Phillips Lovecraft, uno scrittore di fine ottocento famoso perché oltre a pubblicare le proprie opere (di genere horror) scriveva per altri; interessante seguire le vicende del suo “Commonplace book” o Taccuino degli appunti” che fu poi dattiloscritto dall’amico Barlow ma, in questa trascrizione, subì una serie di modifiche.

Carolyn Keeneè stata una scrittrice statunitense, autrice della fortunata serie di Nancy Drew, che ha venduto complessivamente più di 200 milioni di copie; Nancy Drew in realtà è uno pseudonimo dietro a cui oltre alla Keene si celavano diversi autori dello Stratemeyer Syndicate, gruppo di scrittori guidati da Edward Stratemeyer, scrittore e imprenditore nel settore letterario, creatore della serie degli Hardy Boys.

Hillary Clinton affidò la stesura della sua biografia a una triade composta dalla ghost Maryanne Vollers, dallo speechwriter Alison Muscatine e dal ricercatore Ruby Shamir: sono loro che hanno scritto “Living Story” (La mia vita, la mia storia) e pare abbiano guadagnato circa 500.000 dollari.

Se vuoi approfondire argomenti ulteriori sulla professioni di ghostwriter, le modalità in cui viene svolta e i prezzi ti consiglio la lettura del mio articolo “Ghostwriter: la formazione, la professione, i prezzi“.

 

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