
Contratto editoriale: verifica ogni clausola
Il contratto editoriale: già. Mai contratto fu più interpretato con così grande creatività. La legge che lo regola è vecchia, senza dubbio, risale al 1941 (legge 22 aprile, n. 633 del 1941). Gli emendamenti che sono intervenuti nel tempo non hanno portato modifiche sostanziali tali da difendere sia gli autori sia l’intero mercato editoriale. Si tenga anche conto di una profonda crisi che ha colpito l’editoria negli ultimi anni: se, da un parte, avrebbe dovuto portare ad una riformulazione della normativa, dall’ altra, ha penalizzato ancora di più gli interlocutori.
In questa contrattualistica si esplica la grande fantasia degli editori o presunti tale. Ho una casistica vasta perché gli autori mi sottopongono contratti editoriali davvero sorprendenti.
La mia formazione è particolare, lo so. Per diventare editor e ghost writer ho seguito una strada non canonica ma molto utile. La laurea in giurisprudenza e l’interesse per la contrattualistica, quella editoriale, mi hanno permesso sia di gestire al meglio i dieci anni di casa editrice, non solo, ma anche di poter dare ancora oggi assistenza e consulenza agli autori – non solo nell’editing – ma pure nella fase delicata del contratto editoriale, spesso con l’ausilio di un legale esperto del settore e aggiornato sulle ultime novità in materia.
Il mio impegno è fare di tutto, sensibilizzare il più possibile gli autori perché stiano alla larga da certi contratti o, almeno, pretendano la rimozione di alcune clausole che non hanno ragione di essere inserite nel contratto editoriale.
Acquistare le copie del proprio libro: come e quando
Lo sapete, per esempio, che ci sono ancora “editori” che propongono “contratti editoriali” in cui si prevede che l’autore acquisti i propri libri (quindi la propria opera) al prezzo di copertina.
Avete inteso bene.
Mettiamo pure che ci siano casi in cui l’autore abbia interesse, voglia e quindi richieda di acquistare copie (in questo caso perché ha dei canali, ipotizziamo, in cui venderà o regalerà i propri libri). Ma le copie deve poterle acquistare – ripeto quando l’autore lo ritenga utile – con un considerevole sconto. In caso contrario si configura un contratto di vendita, svantaggioso per l’acquirente, e non un contratto editoriale.
Quello che davvero è assurdo è la vendita al prezzo di copertina. Ma no dai, possibile? Possibile. Un autore e un’autrice che ho seguito e seguo mi hanno sottoposto il caso la settimana scorsa. Per me non è nuovo, anzi.
Insomma, tu sei l’autore, l’opera è tua e la devi in pratica ricomprare e pure senza sconto. Tutto questo non solo è ridicolo ma è anche assurdo.
Come viene giustificato la vendita al prezzo di copertina?
Con le spese di promozione e diffusione del libro che dovrebbero essere però oggetto dell’impresa editoriale e non devono cadere in capo all’autore. Perché l’autore deve farsi carico di questi costi? L’editore deve prevederli e sostenerli. Sono stata editore e so bene di che cosa parlo. Li ho sostenuti i costi. Certo la collaborazione degli autori fa piacere, è utile. Anch’io ho pubblicato autori (che oggi non ripubblicherei) che non hanno sostenuto (con attività social, con presentazioni, con la divulgazione nei propri canali) il loro stesso libro demandando tutto all’editore: questo non è più possibile. All’editore va data collaborazione e sostegno ma stiamo parlando di cose diverse.
L’autore deve fare la sua parte ma senza essere beffato. Perché qui di beffa si tratta.
Perché non si deve firmare questo contratto
Eppure gli autori firmano, accettano. Mossi dal desiderio di pubblicare, di essere in libreria, di una notorietà che poche volte questo tipo di editoria riesce a offrire. Il punto è questo: pretendere dall’autore il pagamento delle copie a prezzo pieno, quindi vendergli il libro che lui stesso ha scritto, significa una cosa: crederci poco. Un contratto editoriale con questa clausola rende chiaro che si decide di non investire davvero e di tutelarsi da ogni punto di vista coprendo, con l’acquisto da parte dell’autore, tutte le spese. Senza sconto, senza fiducia alcuna.
Il consiglio è di non accettate queste condizioni. Sono svilenti per voi e il vostro lavoro. Significa cadere preda della smania di essere sul mercato e di non stimare la propria professione. Allora meglio l’auto-pubblicazione, senza alcun dubbio se alternativa è questa. Potete tentare una contrattazione e vedere fino a che punto l’editore o presunto tale arriva.
Mi sono assunta questo compito da tempo e non mancherò mai di levare una voce quando è possibile e necessario. Ma voi autori siate accorti, siate lucidi.
Ti segnalo una risorsa che puoi scaricare gratuitamente dal mio sito, in modo da leggere il testo di un vero contratto editoriale standard.

La normativa che regola il diritto d’autore nel nostro Paese è datata ma ci sono comunque dei diritti che regolano l’attività dei creativi e quindi degli scrittori.
Conoscere i propri diritti basilari è importante per non cadere nelle numerose trappole tese da una pseudo editoria.
Scarica il testo del contratto editoriale standard con le indicazioni utili per essere preparato e ottenere la giusta ricompensa per questo lavoro meraviglioso.
Scarica questa risorsa dettagliata che ti permetterà di conoscere il contratto editoriale e quindi i tuoi diritti.
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Buongiorno. Sono un editore. Provo a rispondere a ciò che ha scritto in merito alla vendita di un libro e in particolare alla vendita dell’Opera all’autore. Sono d’accordo con lei solo in parte. lei non fa menzione di tutte le problematiche che un editore deve affrontare. Queste problematiche sono cambiate con il passare del tempo. Oggi un editore deve prendere in considerazione spese inaudite, un aumento consistente della carta, dell’inchiostro, della spedizione. Persino dell’involucro che dovrà contenere un libro. Inoltre dire che il libro dovrà essere venduto scontato all’autore, è una bella frase ma incredibilmente ingenua.
L’editore fissa il prezzo del libro, un prezzo equo senza dubbio – anche se su questo ci sarebbe molto da dire, ma tralasciamo – dunque viene fissato un prezzo, risulterebbe facile scontare il libro all’autore, è sufficiente alzare il prezzo del libro e offrilo poi scontato. Quindi lo sconto va bene, ma non ne facciamo una battaglia di diritti e doveri.
Un autore deve essere a conoscenza di tutte le problematiche che un editore dovrà affrontare pubblicando il suo libro. Deve comprendere che il mercato editoriale è complesso e solo l’idea alternativa di auto pubblicarsi è una sciocchezza, perché creeerebbe panico.
L’editoria è una macchina che può metterti sul lastrico in poco tempo. Anche in un solo mese. E’ implacabile, non condede deroghe. Quindi evitiamo questi consigli che posso creare confusione anche mentale. Inoltre il mercato editoriale è saturo e controllato da lobby che non concedono nulla, zero assoluto.
Lei quando parla di editoria, si riferisce forse a libri di narrativa, ma l’editoria non è solo letteratura. Ci sono libri di ogni tipo, manuali, saggi, libri illustrati, libri che coprono ogni settore. Alcuni libri richiedono una forte collaborazione con l’autore, altri no. In sintesi sono d’accordo con lei, mai sottoscrivere un contratto con un editore che chiede soldi all’autore, ma allo stesso tempo mai un autore dovrebbe astenersi al chiedere una pubblicazione pensando che un editore sia l’unico ad intraprendere un viaggio che avrà costi esorbitanti. Quindi un contratto editoriale deve avere non una, ma molte clausole, ognuna delle parti che lo sottoscrive deve avere coscienza del valore e dei costi che ogni pubblicazione richiede.