come si diventa bravi scrittori

Che cosa significa essere uno scrittore? Come si diventa bravi scrittori? Quali caratteristiche, talenti, competenze è necessario possedere?

Dovremmo chiarire subito un aspetto: lo scrittore – nel senso puro del termine – è un cantastorie, un narratore che ha come unico compito quello di intrattenere il suo pubblico, prenderlo per mano e fargli intravedere mondi meravigliosi, avventure fantastiche da vivere.

Aver scritto un manuale, un testo fa di noi degli autori di contenuti non degli scrittori. Sono già tornata in altre occasioni sull’argomento: a volte ci si definisce troppo facilmente “scrittori” e per ridimensionarci basti pensare ai grandi nomi della letteratura, a chi fa vibrare le parole e  sa cogliere in una storia il senso dell’umanità. La pubblicazione decreta la nostra qualifica di scrittori? No. O meglio ai sensi del mercato editoriale sì perché ci definiscono scrittori ma quello che ci rende tali è l’abilità narrativa, il saper raccontare storie che piacciano al pubblico, che siano ben scritte e sviluppino l’immaginazione.

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Gli scrittori sono sensibilità e attenzione allo stato puro.

Gli scrittori sono sensibilità e attenzione allo stato puro. Mi spiego. Tanti cambiamenti all’interno della società, l’avvento di guerre, rivoluzioni di costume sono stati captati prima degli altri dagli scrittori nelle loro opere. Hanno precorso i tempi e a volte sono stati gli unici a saperli interpretare in tutte le loro sfaccettature. Chi scrive – e lo fa in modo sentito, autentico – coglie le sensazioni profonde presenti nella realtà.

Certo, per scrivere bisogna saperlo fare. Non è sufficiente, però, avere una buona idea e riuscire a costruire una storia. Sarebbe bello, ma non è così. Come in tutte le forme d’arte, il talento deve essere accompagnato da una buona preparazione.

Quanti libri sugli scaffali, vuoi davvero aggiungere il tuo?

Andate in una libreria e guardate il numero di libri sugli scaffali, senza contare le novità che si susseguono senza sosta. A volte la quantità va a scapito della qualità. Ai corsi, nelle coach individuali faccio sempre questa domanda: siete abbastanza motivati per andare ad aggiungere un altro titolo in libreria? Avete una buona opera? Se desiderate scrivere fatelo al meglio. Abbiamo già tanta letteratura di livello mediocre, chiedete il massimo a voi stessi. Non sto parlando del fatto che dobbiate cercare chissà quali argomentazioni ma cercare il vostro punto d’osservazione, la vostra originalità di scrittori e scrittrici.

Non chiudetevi nelle regole e nella tecnica ma siate preparati a saperla gestire.

 

Lo scrittore vero non si accontenta

Quante volte ci è capitato di leggere un libro e restarne delusi? La storia ha avuto dei crolli narrativi, il finale non finisce o meglio non soddisfa, i personaggi non sono stati ben sviluppati,  qualcuno è addirittura sparito e nessun ha spiegato il perché, l’editing è stato superficiale o inesistente. Quando scriviamo stringiamo un patto con il lettore: quello di raccontare una storia che lo conquisti, che gli faccia pensare di aver investito bene il suo tempo. Non deludetelo.

Lo scrittore non si accontenta della prima stesura, ma fa un editing approfondito del suo lavoro, lima il superfluo, cerca termini e aggettivi migliori, ascolta la musicalità delle parole scelte, la veridicità dei dialoghi, dona una voce e un tono particolare ad ogni personaggio.

Il bravo scrittore non solo sa scrivere bene, ma ha affinato la sua percezione. Cattura storie ogni giorno, tra gli sguardi delle persone, le notizie sui giornali. Ascolta le conversazioni, immagina la vita dei passanti che incontra e ne ruba qualche frammento. Deve assorbire e poi esprimere tutto quello che vive.

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Un  bravo scrittore deve osservare i cambiamenti del suo tempo, deve comprendere i nuovi linguaggi e strumenti.

Oggi inoltre l’immagine di un autore isolato dal mondo e assorto nel suo lavoro non può più essere attuale o comunque non può esaurire la figura e il ruolo di chi scrive.

Un  bravo scrittore deve osservare i cambiamenti del suo tempo, deve comprendere i linguaggi e gli strumenti, muoversi con agilità nel mondo in cui vive nel senso di non rimanere avulso da ciò che accade o da rifiutare il cambiamento. Deve stare attento alle nuove forme di comunicazione e comprenderle. Non può rimanere fuori dalla comunicazione social: i lettori si trovano online, un grande numero che cresce ogni giorno di persone è  in rete. Perché ci sono ancora scrittori che pensano di rimanere fuori come se significasse abbassarsi di livello, piegarsi alle logiche infauste di una comunicazione superficiale? La rete è lo specchio di ciò che siamo. Nulla di più o di meno. Con qualche esasperazione  forse ma siamo noi con difetti e virtù. Io credo che sia affascinante interagire con i propri lettori, raccontare che cosa significhi scrivere oggi, imbastire una storia, aiutare gli altri con la propria esperienza.

La capacità di mettersi in gioco con i lettori

Un bravo scrittore è disposto anche a mettersi in gioco con i suoi lettori. Presentarsi a loro, sì nelle librerie, nelle fiere, agli eventi. Ascoltare i commenti e, perché no, anche le critiche. Deve voler stringere la mano a chi ha dedicato tempo alla lettura. Per molti aspetti, chi scrive è agente e manager di se stesso proprio perché oggi ci sono possibilità di visibilità inimmaginabili una decina di anni fa.

Non dobbiamo certo forzare noi stessi ma accettare la sfida sì, con coraggio ed entusiamo.

Curare in modo originale e personale le presentazioni delle proprie opere

Consiglio sempre agli autori di investire tempo ed energia a curare la sceneggiatura delle loro presentazioni. Non lasciatele al caso, abbandonate la vecchia formula in cui state seduti dietro ad una scrivania insieme a chi v’intervista a rispondere alle domande e poi magari a leggere qualche frase tratta dalla vostra opere. Metteteci fantasia. Mi torna per esempio alla mente il lavoro che faceva Steve Jobs quando presentava i suoi prodotti: creava una rappresentazione vera e propria. Interessante a questo proposito è la lettura di “Essere Steve Jobs” di Carmine Gallo, ve lo consiglio: da questo testo potrete trarre tanti suggerimenti utili.

Un libro è un prodotto? Un libro è un’opera tra le più preziose. Intrattenete il pubblico, raccontate la vostra storia, trovate nuove modalità. Ho scritto un articolo tempo fa proprio su questo argomento per darvi suggerimenti in merito alle presentazioni dei vostri libri.

Come si organizza la presentazione di un libro

Certo, ve lo devo dire: per un bravo scrittore, però, questo è solo l’inizio.

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