Lettera a se stessi

 Silent book, il libro muto 

Silent book, il libro muto: che cos’è? Si tratta di libri che raccontano una storia senza l’utilizzo delle parole, senza testo ma dotati solo di illustrazioni. Nascono come produzione per l’infanzia, spesso inseriti nel target da 0 a 3 anni. In realtà, nel corso del tempo, sono diventate edizioni sempre più amate anche da un pubblico adulto con una produzione raffinata e molto curata. Infatti, sono apprezzati dal pubblico ed esistono collezionisti di questi testi. Anch’io sono appassionata e ho iniziato da poco ad acquistare le copie che catturano la mia attenzione, in cui storia e disegni sono coinvolgenti e spesso diventano espressioni artistiche. 

 Sono davvero senza parole? 

In realtà non si deve credere che i libri muti non siano sostenuti dalle parole, da una storia. La storia scritta c’è ma non si vede. Il testo è presente quando si pensa e quando si crea la storia. I libri muti si basano com’è ovvio su una storia scritta da un autore o dall’illustratore stesso, dal testo saranno poi tratte le illustrazioni.

C’è quindi un lavoro di costruzione, di sceneggiatura dietro alle immagini. Una storia che, a mio avviso, non ammette cadute o sbavature, proprio perché saranno i disegni a rappresentarla, scena dopo scena. I tedeschi li chiamano Wimmelbűcher, la traduzione del termine significa “libri brulicanti” forse per far capire quanto movimento creativo ci stia dietro. Mi piace davvero tanto quest’idea del “brulicante” attribuita a un libro senza parole.

In molti casi, un breve riassunto della storia viene riportato all’interno (anche se non è una costante) del libro, in quarta di copertina o, se il testo ne è dotato, nell’aletta anteriore. L’inserimento di quella che possiamo definire la traccia scritta della storia è utile anche per dare al lettore un filo conduttore e un’idea di quello che vedrà.

Le caratteristiche principali dei silent book 

Ecco alcune delle principali caratteristiche dei silent book:

  • abbattono le barriere linguistiche,
  • anche chi non sa ancora leggere può seguire la storia,
  • sviluppano l’analisi dell’immagine,
  • stimolano la creatività.

I libri muti sono una guida perché davvero possono stimolare la creatività, sotto vari aspetti. Intanto i disegni tracciano una storia, è vero, ma pensiamo a quanto si possa aggiungere – proprio perché non c’è il vincolo di una trama già impostata – a livello di percorsi creativi, che cosa sia possibile immaginare e quali parole attribuire ai personaggi e alle situazioni. Una bella pratica suggerita dai silent book è anche quella di stimolare i bambini e ragazzi alla scrittura e interpretazione personale della storia stessa. Insomma, come si dice, ecco che ci si apre un mondo.

 

Tra i tanti Silent Book mi è molto caro Coccolo, pensato per i più piccoli. Lo editai quando dirigevo le Edizioni Astragalo su progetto e illustrazioni di Raffaella Castagna. Il libro contiene anche le illustrazioni per creare il Coccolo. 

editare un libro

Consigli di lettura

I titoli di qualità che il genere vanta sono davvero molti, sia italiani che stranieri. Le immagini abbattono ogni barriera e quindi non si presenta il problema della lingua e possiamo assaporare anche tanti testi di autori stranieri.

Ecco alcuni suggerimenti se desiderate conoscere meglio questa vasta dimensione letteraria.

“L’approdo” di Shaun Tan, edito da Tunué, sia per ragazzi che per adulti.

 Una graphic novel che narra la storia di un migrante costretto ad abbandonare la sua città alla ricerca di un futuro migliore. Al di là dell’oceano: approderà a un paese sconosciuto dove però scoprirà un nuovo linguaggio, strane usanze e curiosi oggetti volanti.

I disegni sono eleganti, rifiniti con molti dettagli tra reale e il fantastico. Immagini a tutta pagina mostrano la vastità dei paesaggi; ci sono poi disegni più piccoli in sequenza rapida che rendono lo sviluppo e il senso di un’azione più frenetica. La carta ingiallita evidenzia la drammaticità di un sentimento intenso e doloroso e sembra condurre in un altro tempo. La continua lotta per la sopravvivenza si snoda in un mondo talvolta incomprensibile.

“La gara delle coccinelle” di Amy Nielander, edito da Terre di Mezzo, dedicato ai più piccoli, è infatti consigliato per una fascia di età intorno ai cinque anni.

L’idea di fondo è molto semplice: viene narrata una gara di velocità tra coccinelle. Le illustrazioni ritraggono alla perfezione misure, forme e sfumature di questi piccoli insetti.  

La competizione si svolge in modo tranquillo finché uno scoglio, rappresentato dalla piega centrale del libro, ostacola la corsa di alcune partecipanti. È a questo punto che assistiamo a un vero e proprio atto altruistico.

Arrivare per primi è davvero la soddisfazione più grande? Questa è la trama che i disegni suggeriscono ed è molto interessante anche a livello educativo. Pensiamo però a quanti altri spunti possono essere tratti da questi disegni.

“Il figlio unico” di Guojing, edito da Mondadori, una lettura sia per ragazzi che per adulti.

Il racconto è ispirato a una vicenda accaduta all’autrice durante l’infanzia.

Mentre si recava da sola dalla nonna, Guojing si è addormentata sui mezzi pubblici, perdendosi. Nella realtà la bambina ha trovato la strada di casa seguendo i fili del tram. In questa graphic novel, invece, il ritorno sarà più intricato e fantastico.

“Questo libro contiene una storia di fantasia, ma riflette perfettamente il senso di isolamento e solitudine che ho sperimentato crescendo nella Cina degli anni Ottanta, quando era in vigore la legge del figlio unico”, ha dichiarato la stessa autrice.

La nota introduttiva e le immagini evocano pesanti vuoti: tutto mira a rappresentare una realtà difficile da accettare. Solo il calore familiare allontana i ricordi più dolorosi.

“Fiume Lento – Un viaggio lungo il Po” di Alessandro Sanna, edito da Rizzoli, sia per ragazzi che per adulti.

Le immagini raccontano lo svolgersi delle quattro stagioni lungo le sponde del fiume Po: episodi che narrano la vita e la morte, il dolore e la gioia. L’autunno e le sue alluvioni, l’Inverno con le nebbie fredde, la primavera, momento in cui la terra è fertile e l’estate afosa.

Un volume sobrio, elegante, musicale: ogni tavola trova il ritmo adeguato per narrare l’avvicendarsi delle stagioni. L’alta qualità di carta e stampa rende a pieno la bellezza degli acquerelli originali. Un’immersione stimolante per i lettori che decidono di lasciarsi guidare dalla corrente.

“La mela e la farfalla” di Iela Mari ed Enzo Mari, edito da Babalibri, per i piccoli di circa quattro anni.

L’autrice riesce a coniugare il taglio scientifico dell’albo con la bellezza di una storia antica: la trasformazione del bruco che diventa farfalla. È una successione naturale, ciclica.

Dentro la mela, il piccolo bruco si nutre e diventa sempre più grande e, quando è abbastanza forte, perfora il frutto e si espone al mondo. Poi la costruzione del bozzolo e, infine, lo schiudersi delle ali che dona al lettore un profondo senso di libertà.

 

“L’onda” di Susy Lee, edito da Corraini, consigliato per i sette anni.

La storia dell’incontro tra una bambina e l’oceano risveglia una serie di emozioni contrastanti: curiosità, paura, voglia di sperimentare ma anche di scappare.

Tutto l’albo è impostato sul ritmo dell’onda: i primi risguardi mostrano la sabbia, gli ultimi, dopo il passaggio dell’acqua, le conchiglie. Le illustrazioni sono state realizzate con carboncino e colori acrilici per poi essere rielaborate digitalmente. Scene che evocano la bellezza della vita e della natura.

Un’amicizia, quella tra la protagonista e l’oceano, che si intuisce durerà per sempre.

 

“Una cosa difficile” di Silvia Vecchini – Sualzo, edito da Bao Editore, per i quattro anni.

Quanto è difficile chiedere scusa?

“Una cosa difficile” è un libro con una sola parola che insegna ai bambini l’importanza di ammettere i propri errori.

Pagina dopo pagina, veniamo condotti attraverso un travaglio emotivo che nasce quando si è consapevoli d’aver sbagliato. All’inizio è solo un dettaglio stonato a turbare la pace di un cielo sereno, poi arriva il momento di affrontare le proprie titubanze.

I colori chiari e tenui – due toni di azzurro e il bianco – comunicano una serena normalità. “Gli sbagli” non sono una tragedia ma un modo per accumulare preziosa esperienza.

 

C’è un altro silent book che voglio citare e che mi sta molto a cuore perché è stato edito da Edizioni Astragalo quando dirigevo la casa editrice, l’ho visto nascere e ne ho seguito ogni passo. Si tratta di “Coccolo” ideato e illustrato da Raffaella Castagna. Un testo pensato per i più piccoli e bello da donare ai neonati come molte biblioteche hanno fatto.

Queste sono solo alcune proposte ma il mondo dei silent book è davvero vasto. Consiglio anche la lettura di un articolo molto interessante di Cecilia Mattioli, pubblicato su Accademia di Scrittura, Silent book: la magia dei libri senza parole.

 

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