Perché scrivere un libro

Che cos’è la Scheda di lettura editoriale 

La Scheda di lettura editoriale, detta anche Scheda di Valutazione, è l’analisi di un testo, sotto diversi e ben definiti punti di vista, che un editor o un’agenzia letteraria fanno e consegnano poi all’autore o all’editore che l’ha richiesta.

Per testo s’intende un’opera, quindi, un romanzo di qualsiasi genere letterario, raccolta di racconti, manuale, saggio, biografia o autobiografia. Il testo può essere, come di solito avviene, ancora da pubblicare, inedito per intenderci; ma, può essere stato anche già pubblicato e, in questo caso, l’autore richiede ulteriore verifica, magari in seguito a critiche da parte dei lettori, o perché intende avere una valutazione diversa rispetto a quella che può aver dato l’editore che l’ha stampato e diffuso.

Si tratta di una fase molto importante.

In qualità di editor, non procedo all’editing se non dopo aver valutato il testo e credo che per chi scrive sia davvero importante perché permette di capire che cosa funzioni o meno nell’opera.

In molti casi solo di fronte alla Scheda di lettura editoriale gli autori si rendono conto del lavoro da fare e degli interventi necessari sul loro testo.

 

Gli elementi della Scheda di lettura editoriale

Prima di procedere alla stesura della scheda è necessario leggere il testo. Secondo me, almeno due volte. Due volte? Sì. Perché? Perché se procediamo subito a evidenziare questo e quello ci perdiamo il senso del lavoro.

La Scheda non è l’editing, le correzioni non si apportano sul testo. In realtà, a volte, quando lo ritengo necessario, le apporto sulle prime dieci pagine in modo da mostrare in concreto all’autore come si dovrebbe agire e avere già una prima idea di che cosa sarà l’editing.

 

Le caratteristiche dell’opera 

Non mi dilungo sul fatto che nella Scheda debbano essere riportate le intestazioni di chi redige la scheda e di chi la richiede.

Il primo vero elemento da inserire sono le caratteristiche dell’opera. Nella scheda vanno riportati:

  • titolo dell’opera
  • pagine e caratteri
  • genere letterario (questo è consigliato)
  • breve descrizione del contenuto (quattro o cinque righe), una definizione breve ma molto chiara dell’opera (esempio: “si tratta di un romanzo di formazione ambientato in Italia, a Roma, negli anni Sessanta e narra, con notevole capacità introspettiva, l’adolescenza e l’approdo all’età adulta di un giovane di buona famiglia, poco incline a rispettare le regole della società“). 

 

I punti di forza 

Devono essere elencati i punti di forza e in particolare gli aspetti del testo che possono essere potenziati.

Esempio: “l’ambientazione è ben descritta e coerente con il personaggio; nel capitolo 4, si potrebbe ampliare la descrizione del giardino, visto che è il luogo che accoglierà il primo incontro, divenuto poi ricorrente nei ricordi dei protagonisti“.

La Scheda deve sempre contenere riferimenti concreti, a mostrare che è stata compiuta una lettura attenta. Se vi viene consegnata una Scheda vaga, con riferimenti non puntuali al vostro testo, forse il lavoro di valutazione non è stato fatto secondo un metodo corretto e utile. 

Purtroppo c’è  la cattiva e poco etica abitudine di scrivere schede editoriali senza leggere con attenzione il testo. Ma se l’autore è attento a quello che viene scritto, se ne renderà conto. Non basta dare giudizi o consigli, vanno riportati esempi concreti con riferimenti alle pagine nello specifico.

 

I punti da migliorare

Questo è l’aspetto più complicato.

Chi valuta deve essere onesto e non giudicare mai in base al proprio gusto, ma rilevare aspetti concreti e oggettivi. A volte, nel timore di essere troppo severi, si tende a edulcorare il giudizio: non è corretto perché chi chiede la scheda vuole la verità. Certo, nessun professionista della scrittura possiede la verità assoluta; esistono però parametri oggettivi assodati che diventano elementi certi di valutazione. Se i dialoghi in un romanzo sono finti, poco aderenti ai personaggi, consuetudinari e infarciti di luoghi comuni, non c’è da perdersi in chissà quali questioni: si evidenzia, magari con qualche esempio di come avrebbe potuto essere reso meglio.

 Se si tratta di romanzo si valuterà:

  • la tenuta e lo sviluppo narrativi 
  • la struttura
  • l’ambientazione
  • la costruzione e la resa dei personaggi
  • l’espressività e il linguaggio
  • lo stile
  • la forma: ortografia, grammatica e sintassi.

 

Se si tratta di testo professionale l’analisi riguarderà in particolare: 

  • la struttura
  • la consequenzialità degli argomenti
  • la presenza di fonti dove necessario e l’autorevolezza e veridicità delle stesse
  • l’impatto di quanto scritto sul mercato di riferimento
  • i luoghi comuni: un rischio tanto nel romanzo quanto nel testo professionale.

La Scheda di lettura editoriale è un momento importante per chi scrive perché permette di comprendere punti di forza e mancanze del proprio testo e di conseguenza attivarsi per migliorarlo.

Pubblicazione

.. Pubblicazione: sì o no?

Una Scheda di lettura editoriale dovrebbe – anche se non è un elemento obbligatorio – offrire un parere sulle possibilità di pubblicazione del testo, sia alla luce delle caratteristiche evidenziate sia in base al mercato editoriale. Si presuppone che chi redige la Scheda abbia una buona conoscenza del mercato, se no questo punto è meglio ometterlo e consigliare all’autore di rivolgersi a un consulente o agente letterario

 

Gli obiettivi dell’editing 

Gli obiettivi dell’editing vanno inseriti quando si propone all’autore il vero e proprio editing del testo. Le schede delle agenzie letterarie, per esempio, quando è il caso, invitano a rivolgersi a un editor con cui rivedere il testo.

Per obiettivi s’intende il risultato finale che può essere

  • un testo pronto per essere presentato alle case editrici
  • il raggiungimento di un miglioramento nell’ambito della scrittura e resa stilistica da parte dell’autore.

La proposta e la quotazione 

Nella Scheda di lettura editoriale può essere contenuta la proposta di editing che comprenderà anche la quotazione del lavoro e la tempistica. Utile anche aggiungere l’iter di lavoro che si seguirà nella gestione delle bozze, quali strumenti – tools – si utilizzeranno.  

Anche la Scheda di lettura editoriale dovrebbe essere quotata proprio perché è un lavoro professionale a tutti gli effetti, richiede tempo e cura. Mi capita di preparare Schede di valutazione che vanno dalle dieci alle quindici pagine, insomma non una paginetta frettolosa, ma un lavoro accurato.

Si tratta, per chi fa il mio mestiere, di dimostrare quanto sarà ben fatto e accurato il lavoro di editing. L’autore, da parte sua, potrà così rendersi conto di quali benefici e vantaggi potrà ottenere. 

Quindi, quanto può costare una Scheda di lettura editoriale ben fatta, seria, utile e professionale?

Dipenda dal numero di pagine o, meglio, dal numero caratteri che ci danno la giusta misura del testo.

Nel mio caso, parte da 80 euro e arriva fino a 350 euro, da opere più semplici fino a valutazioni che richiedo studio della materia e magari l’ausilio di un consulente. Si tratta di una cifra che poi, in caso di accettazione dell’editing, viene assorbita dalla quotazione del lavoro di revisione. Come detto, anche le agenzie letterarie preparano una Scheda di lettura editoriale; in generi i prezzi partono dalle 250-300 euro.

 

L’occasione per ricordare chi siamo 

Nella Scheda andrebbe indicato, a mio avviso, anche un minimo di portfolio. Credo sia corretto dire chi siamo, le esperienze principali che abbiamo avuto e le opere principali su cui abbiamo lavorato. L’autore potrebbe e dovrebbe richiederci le nostre esperienze.  In genere io rimando al mio profilo LinkedIn dove il cliente può vedere in dettaglio il mio curriculum. Si può rimandare anche al proprio sito se sappiamo che vi si troveranno ulteriori utili informazioni.

 

I tempi di risposta 

Se alla Scheda di lettura alleghiamo anche la nostra proposta di editing, consiglio sempre di dare dei tempi di risposta: “la presente proposta sarà valida fino a due settimane a partire dalla data di oggi”. Una clausola simile in modo da organizzarsi il lavoro ed evitare che magari ci arrivi la risposta dopo mesi, quando siamo già super impegnati e non la potevamo prevedere. Ma è una clausola utile anche all’autore che si darà dei tempi per decidere e rispondere.

 

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