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Leggi libri di scrittura creativa per migliorare la tua espressività 

 Se vuoi scrivere bene, ti devi esercitare. Devi scrivere, tanto. Ma devi anche leggere.

Esistono molti libri di scrittura creativa che ci aiutano, in particolare, a scrivere meglio, sono manuali, saggi, testi che consentono di migliorare la nostra conoscenza della letteratura, ma non solo. Si tratta di volumi dedicati a divulgare le migliori tecniche della scrittura creativa. Alcuni autori affermano di non avere tempo per leggere, perché troppo occupati, appunto, a scrivere: questo, lasciatemelo dire, è assurdo e rivela orizzonti molto limitati. In fondo, è come se volessimo diventare bravi in un’arte (la scrittura) e non ne conoscessimo gli scopi (la lettura). Scriviamo per coloro che leggono, quindi dobbiamo essere prima di tutto lettori.

Ecco una serie di testi che mi sento di suggerirti. L’elenco è davvero vasto, nuovi titoli escono ogni giorno (non tutti validi, certo), mi riprometto perciò di aggiornare questo articolo periodicamente in modo da tenere vivo l’argomento.

 

Style Guide dell’Economist: impara le regole base 

Secondo me la Guida di stile dell’Economist dovrebbe essere letta. Lo so è in inglese e non devi leggerla tutta, ci mancherebbe, diciamo l’Introduzione in cui vengono enunciati i principi di una buona scrittura. Sono frasi semplici, magari dovrai cercare qualche termine sul dizionario ma il significato e l’utilità che ne trarrai ti ripagheranno. L’Economist è un settimanale d’informazione politico-economica, edito a Londra. Nell’Introduzione appunto ci sono le regole che valgono per i giornalisti, perché scrivano bene e si facciano leggere.

Delle regole che vengono enunciate io adoro questa: “Non usare una parola lunga quando puoi usarne una corta”. Ma anche questa: “Quando è possibile tagliare una parola, tagliala sempre”.

Certo, sono regole pensate per giornalisti ma fanno bene a chiunque, in particolare quando si tende a cadere nella prolissità. 

 

Elementi di stile nella scrittura 

Elementi di stile nella scrittura di William Strunk jr, negli Stati Uniti, ha rappresentato un caso letterario e ha venduto davvero milioni di copie. Perché ha avuto così successo? Perché è un libro chiaro, che enuncia ciò che è essenziale sapere per chi scrive: dalla punteggiatura all’uso della lingua (ci sono integrazioni per il lettore italiano) e allo stile. L’ho letto e lo considero uno dei libri fondamentali della mia bibliografia.

 

Scrivere grandi dialoghi. Come far parlare i propri personaggi 

Creare personaggi e dialoghi che funzionino davvero è il cruccio degli scrittori di narrativa. Scrivere grandi dialoghi. Come far parlare i propri personaggi di Linda Seger e John Rainey non può mancare tra i libri di scrittura creativa – è un supporto utile proprio in questa fase. Un personaggio nasce dalla fantasia o viene ispirato dalla realtà, ma in ogni caso deve essere ben costruito e deve parlare in modo coerente con se stesso: elemento che spesso manca in molti testi.

 

L’arco di trasformazione del personaggio 

L’autrice de L’arco di trasformazione del personaggio è Dara Marks, forse la più grande sceneggiatrice vivente. In questo libro guida il lettore (scrittore-sceneggiatore) a lavorare con molta cura sul personaggio, ma in particolare ad avere attenzione per la sua trasformazione, senza la quale il personaggio non c’è, non è vivo.

 

Come rendere più espressiva la scrittura 

Si tratta del testo di un grande, Giuseppe Pontiggia, curato da Daniela Mareschi. Come rendere più espressiva la scrittura  racchiude le riflessioni di Pontiggia sul valore della parola e su come si possa rischiare di snaturarla. Chi scrive dovrebbe dedicare un pensiero profondo all’uso delle parole. Sempre di Pontiggia – che è mancato nel 2003 – ricordo anche un altro testo uscito postumo e che racchiude una sua intervista sulla scrittura e sul mestiere di scrittore molto interessante: Per scrivere bene imparate a nuotare.

La scrittura vuole essere letta. Per cui la chiave del miglioramento non può che essere nella lettura.

Leggere non solo raffina lo stile, il linguaggio, la tecnica, ma ci rende anche più liberi: ricordiamolo.

writer coach

Il viaggio dell’eroe 

Il viaggio dell’eroe. La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e di cinema di Christopher Vogler: mi rendo conto che sto parlando di un classico dei classici. Sono in pochi a non conoscerlo e a non averlo studiato a fondo. Però, a mio avviso, per comprendere bene le strutture narrative è una lettura che non va trascurata. Si rivela utile quando, per esempio, si presenta qualche difficoltà a livello strutturale. Il viaggio dell’eroe è uno schema intuitivo che sta alla base della storia del cinema e delle serie televisive.

  

Il parlar figurato. Manualetto di figure retoriche 

I libri di Bice Mortara Garavelli sono una garanzia. E questo, Il parlar figurato, non si smentisce.

Si tratta di una guida efficace per analizzare le figure retoriche e davvero s’impara molto sull’uso della nostra lingua. Spesso adoperiamo espressioni efficaci, ma ignoriamo da dove vengano e perché il loro utilizzo sia entrato nel linguaggio comune: ecco, questo libro aumenta la nostra cultura in materia. E non è poco. 

 

Il prontuario della punteggiatura 

Sempre della stessa autrice appena citata, Il prontuario di punteggiatura costituisce un vademecum utile, da studiare e da tenere sempre a portata di mano. Per quanto si pensi di conoscerla, la punteggiatura presenta sempre aspetti che hanno bisogno di essere approfonditi e per chi scrive è davvero importante.

 

Come raccontare una fiaba e inventarne cento altre 

Di libri su come raccontare una fiaba ne esistono molti ma ti voglio parlare di questo perché Come raccontare una fiaba… e inventarne cento altre di Paola Santagostino si concentra in apparenza sul racconto della fiaba ma ci fa comprendere che per raccontarla va costruita bene. Quindi se scrivete fiabe, questo testo non può mancare nell’elenco delle vostre letture.

 

On writing. Autobiografia di un mestiere 

Nel 2000, Stephen King decise di svelare ai lettori parte dei segreti celati dietro ai suoi bestseller. Al di là delle abitudini quotidiane che, forse, potrebbero risultare complicate per chi deve gestire anche un lavoro a tempo pieno, c’è un aspetto molto importante su cui lui si sofferma spesso: l’importanza della lettura. In On writing afferma, senza mezzi termini, che “Se non hai tempo per leggere, non hai il tempo o gli strumenti per scrivere.”

Il miglior investimento per uno scrittore, quindi, è il tempo dedicato alla lettura. Senza questo impegno, secondo King, mancherebbero proprio gli strumenti con cui operare. E che effetto può farci tutto questo? “Leggiamo anche per misurarci con la grandezza e il talento, per farci un’idea di tutto ciò che si può fare.

Trovarsi a pensare “Anche io vorrei saper scrivere così bene” non può che spronarci a dare del nostro meglio. Analizzare strutture, stili narrativi, personaggi è un notevole aiuto che non  va sottovalutato. King non fa poi distinzioni tra le letture, tutte possono insegnarci qualcosa “Ogni libro che aprite ha la sua o le sue lezioni da offrirvi, e abbastanza spesso i libri brutti hanno da insegnarvi più di quelli belli.

 

Anatomia di una storia 

Niente da dire: ecco un  altro classico, Anatomia di una storia di John Truby apre nuovi orizzonti a chi scrive, fa comprende molto di che cosa significhi strutturare davvero un testo. Questo libro – vero e proprio manuale di scrittura creativa – si basa sul suo corso “Great Screenwriting” che ha avuto un grande successo. Impossibile non consultarlo. Anzi, studiarlo.

 

Story contenuti, struttura, stile, principi per la sceneggiatura e per l’arte di scrivere storie

Story di Robert McKee, celebre scrittore, sceneggiatore e drammaturgo statunitense, ha fatto davvero scuola nell’ambito della costruzione della struttura narrativa. Lui stesso racconta: “Quando sono andato a Los Angeles, per continuare a mangiare e riuscire a scrivere, ho fatto ciò che fanno in tanti: ho letto.” Narra di avere passato giorni interi a studiare sceneggiature. Può sembrare un testo impegnativo, ma insegna davvero molto. 

 

Come non scrivere. Consigli ed esempi da seguire, trappole e scemenze da evitare quando si scrive in italiano 

Claudio Giunta, docente di Letteratura italiana all’Università di Trento e specialista di letteratura medievale, nel suo libro Come non scrivere dice: “Non s’impara a scrivere leggendo un libro sulla scrittura, così come non s’impara a sciare leggendo un libro sullo sci. Bisogna esercitarsi: cioè leggere tanto (romanzi, saggi, giornali decenti), parlare con la gente più colta e intelligente di noi e naturalmente scrivere, se è possibile facendosi correggere da chi sa già scrivere meglio di noi.

Certo, la lettura deve essere continua, attenta e fatta con metodo.

A questo proposito ti segnalo un video “Scrivere bene? Leggi con metodo”.

 

Perché leggere i classici? 

A uno scrittore attento potrebbe sorgere una domanda: dobbiamo leggere solo autori contemporanei o anche i classici? Certo, come lettori, che dire? I classici sono davvero la base, si tratta di testi che ci formano, trasmettono valore e letteratura di qualità.

Però molti aspetti sono cambiati.

Immaginiamo di essere uno scrittore russo nel tardo ‘800, durante un viaggio in carrozza. Il tempo che lui dedicherà ad ammirare il paesaggio sarà lo stesso che descriverà nelle sue lunghe pagine. Oggi, al contrario, vediamo scorci di città sfrecciare davanti agli occhi ad alta velocità. Riusciremmo a sopportare, quindi, di leggere pagine e pagine di aperta campagna innevata? Chi lo sa, di certo, preso atto di queste differenze, io ti consiglio di non rinunciare a cimentarti con i classici. Anzi, penso che uno scrittore, nel vero senso della parola, debba avere una buona conoscenza della classicità. Italo Calvino doveva esserne certo. In Perché leggere i classici, insegnava che “Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.

Abbiamo citato molti grandi nomi ma è chiaro che leggerai  quello che più si avvicina ai tuoi gusti, nella lettura  è fondamentale soprattutto l’aspetto soggettivo con cui viviamo la lettura stessa. Cosa significa questo? Prendere a piene mani dal nostro scrittore preferito. Un buon esercizio, infatti, può essere quello di trascrivere frasi che ci hanno colpito e poi ragionarci su, magari provare a riscriverle, ad analizzarle. A questo proposito ti voglio consigliare un esercizio di scrittura davvero utile, almeno molti che lo hanno sperimentato mi hanno dato feedback positivi. Lo trovi nel video “Scrittura creativa: l’esercizio dei 3 libri”.

 

 

Lezioni americane 

Se non avete ancora letto (possibile?) Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millenio  il suggerimento è rimediare al più presto visto il grande apporto che questo testo potrà dare al vostro stile. Il testo rimase incompiuto perché Calvino purtroppo morì prima di completarlo, ma quello che ci ha lasciato è prezioso.

La scrittura e la lettura sono i poteri più potenti di cui disponiamo, ci ampliano la mente, ci fanno crescere, ci migliorano, a volte ci illuminano e ci fanno prendere nuove strade.

Lorenzo Marone

writer coach

Leggere, scrivere, argomentare. Prove ragionate di scrittura 

Il 21 luglio 2022 ci lasciava Luca Serianni, filosofo, filologo e un accademico stimato per la sua competenza e l’amore per tutto quanto riguardasse l’espressività e la forma della nostra lingua e del nostro linguaggio. Leggere, scrivere, argomentare è di certo una guida utile per insegnanti, ma anche per tutti coloro che intendono migliorare la scrittura.

 

Il mestiere di scrivere 

Altro indiscutibile best-seller di un autore, Carver, considerato maestro della letteratura americana. Scrittore e insegnante di scrittura ha sempre sostenuto che talento e tecnica non dovessero essere disgiunti. Inoltre, Carver sottolineava l’importanza di non emulare, ma di essere se stessi nella scrittura.

Dice Raymond Carver ne Il mestiere di scrivere Gli scrittori non dovrebbero sforzarsi di imitare il modo di guardare le cose di qualcun altro. Non funzionerebbe”.

Dobbiamo, quindi, assorbire quello che abbiamo appreso, che ci ha colpito, e personalizzarlo. Lavorare alla ricerca di espressioni che appartengano solo al nostro particolare sentire, approfondire concetti o visioni della nostra esperienza personale. In ogni caso, di Carver leggete tutto quello che potete.

 

Il lettore allo specchio. Sul romanzo e la scrittura 

Questo è un testo che ho molto apprezzato e che mi sento di aggiungere alla lista. Abraham J. Yehoshua, famoso scrittore drammaturgo e accademico israeliano, in Il lettore allo specchio  ci dona un consiglio molto importante “Secondo me la domanda principale è come succederà e non cosa succederà. L’equilibrio fra il che cosa e il come è l’arte dello scrittore.” Quel “come” è quello che fa la differenza tra noi e un altro autore.

 

Pomeriggio di uno scrittore 

La realtà diventa un altro importante strumento di scrittura e una fonte costante di ispirazione. Ce lo ricorda anche Peter Handke, autore austriaco e Premio Nobel per la Letteratura nel 2019, in Pomeriggio di uno scrittore Uno scrittore, dopo aver dato libero sfogo alla creatività per tutta la mattina, decide di concedersi una passeggiata pomeridiana in città. I posti che visita e le persone che incontra fanno scaturire in lui sentimenti e riflessioni sulla sua vita, solitaria e difficile, schiava della sua passione: la scrittura.

L’autore sembra dirci che non si sfugge alla propria passione, che essa permea tutto quello che facciamo. Io mi ritrovo. E tu?

 

Il mestiere dello scrittore 

Per scrivere al meglio, lo scrittore deve saper creare attorno a sé l’ambiente giusto, ma soprattutto sentirsi bene. Sembra un aspetto di poco conto, ma non la pensa così Haruki Murakami infatti ne Il mestiere dello scrittore sostiene:  “Se soffrite di un dolore fisico intenso e costante, concentrarvi sulla scrittura diventa impossibile. Prima dovete andare dal dentista e farvi curare la carie, poi potrete sedervi alla scrivania.” La scrittura, insomma, ci vuole sani e in forma. Murakami ha avuto modo di provarlo sulla propria pelle. Conduceva una vita non certo sana, come lui stesso però ha poi affermato in seguito, la scrittura e la corsa gli hanno salvato la vita.

 

Chiedi alla polvere 

Sì questa è un’opera di narrativa, Chiedi alla polvere di John Fante, ma in questo libro la saga dello scrittore Arturo Bandini, alter ego dell’autore, arriva a un punto decisivo.

Fante raggiunse la fama solo dopo la morte, ma l’avrebbe meritata molto prima, non solo per la sua sconfinata bravura, ma soprattutto per il raro esempio di tenacia. E su questo bisogna prendere appunti.

Iniziò a scrivere fin da giovane e non smise mai. Si arrangiò con i lavori più disparati per potersi mantenere, ma dedicò ogni momento libero alla sua macchina da scrivere. Dapprima riuscì a farsi conoscere solo come sceneggiatore, con sua grande frustrazione, finché non conobbe Charles Bukowski che si innamorò del suo grande capolavoro Chiedi alla polvere,  appunto. In uno dei suoi tanti scritti ci racconta “Leggevo e leggevo, ed ero affranto e solo e innamorato di un libro, di molti libri, poi mi venne naturale, e mi sedetti lì, con una matita e un lungo blocco di carta, e cercai di scrivere, fino a che sentii di non poter più continuare perché le parole non mi sarebbero venute come ad Anderson, ma solamente come gocce di sangue dal mio cuore.” Poi aggiunge: “Ho un consiglio molto semplice da dare a tutti i giovani scrittori. Non tiratevi mai indietro di fronte a una nuova esperienza. Vivete la vita fino in fondo, prendendola di petto, non lasciandovi sfuggire nulla.

Ecco, con questo bel messaggio di John Fante potrei chiudere questa galleria che, come ho detto, non è definitiva perché provvederò ad aggiornarla.

 

Agenda della scrittura 2023

A questo punto, viste tutte le informazioni che dovrai e vorrai raccogliere, leggendo e studiando tutti questi libri ti voglio consigliare l’Agenda della scrittura: ho curato il progetto e scritto i testi personalmente ed è un’opera di Accademia di scrittura.

 

Troverai sia un diario, un’agenda ma soprattutto uno spazio per la tua scrittura. Potrai annotare i libri che hai letto e quelli che ancora devi leggere, i tuoi commenti; nell’Agenda ci sono aforismi, esercizi e consigli di grammatica e di stile. Non mi resta cha augurati buona scrittura e buona lettura.

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