esercizi di scrittura creativa

Life Coaching: significato 

Hai sentito parlare tante volte di life coaching vero? Oppure non ne sai nulla? Ecco, perché parto proprio dalle basi per arrivare a mostrarti come la scrittura possa essere parte di un processo efficace come il coaching.

Il life coaching è un percorso che aiuta le persone a chiarire i propri obiettivi, superare ostacoli e realizzare cambiamenti concreti nella propria vita. A differenza della terapia, che si concentra spesso sul passato e sulla cura di disagi psicologici, il coaching guarda al presente e al futuro, valorizzando le risorse interiori e l’azione consapevole.

Attenzione, voglio chiarirlo subito: il/la coach non è un “guru” che dà consigli, ma un facilitatore del cambiamento;  attraverso domande potenti, ascolto attivo e tecniche mirate, accompagna il coachee (la persona che riceve coaching) verso una maggiore autonomia. 

Il coaching può riguardare molte aree della vita: relazioni, carriera, gestione del tempo, equilibrio emotivo, creatività, solo per citarne alcune. Ciò che accomuna tutti i percorsi è l’intento di vivere con maggiore pienezza, intenzionalità e coerenza con i propri valori. In tutto questo, che cosa c’entra la scrittura? C’entra.

 

Life Coaching Online 

C’è una cosa che tengo a dire perché l’ho sperimentata: il coaching funziona anche online. Negli ultimi anni, il life coaching online è diventato una modalità sempre più diffusa e apprezzata. Io stessa ne ho fatto esperienza, sia come coach che come coachee, e posso confermare quanto possa essere efficace anche a distanza.

Si può lavorare da casa, in uno spazio conosciuto, risparmiando tempo e costi di spostamento. Inoltre, grazie a strumenti come Zoom, Google Meet o semplici chiamate vocali, è possibile mantenere una continuità anche in momenti complessi o in cui si viaggia. 

L’efficacia del coaching non si perde online: la relazione che si crea, la qualità dell’ascolto e la profondità delle conversazioni rimangono intatte. Il setting può essere adattato, reso comunque confortevole. Contano le luci, la postura, la voce. Lo sguardo che non si distrae mai. La presenza. Tutto questo deve essere curato.

Infine, l’online apre anche a un coaching più accessibile geograficamente: si può lavorare con coach di altre città o paesi, scegliendo la persona più adatta al proprio percorso, al di là dei confini fisici. Ho lavorato con persone che stanno dall’altra parte d’Italia, ma non solo, anche all’estero e questa è un’esperienza meravigliosa.

Scrittura e Life Coaching: un incontro trasformativo 

Nel contesto del life coaching, la scrittura è un supporto, un vero e proprio strumento di trasformazione personale. Quando integrata in modo consapevole nel percorso di coaching, la scrittura aiuta il coachee a dare forma ai pensieri, a contattare le emozioni, chiarire gli obiettivi e tracciare connessioni profonde tra ciò che si vive e ciò che si desidera.

Perché integrare la scrittura nel coaching? 

Fin dall’inizio della mia formazione come coach, sapevo che avrei integrato la scrittura nel coaching.

Scrivere permette di rallentare. Di fronte al flusso incessante dei pensieri, la penna (o la tastiera) ci invita a mettere ordine e a dare una forma concreta all’esperienza interiore. Nel coaching, questo è prezioso: molti insight che emergono durante una sessione possono essere approfonditi e consolidati attraverso esercizi di scrittura.

Inoltre, la scrittura permette al coachee di esplorare sé stesso senza giudizio. È un’estensione del dialogo con il coach, ma anche un dialogo intimo con sé.

 

Scrittura come strumento di introspezione e consapevolezza 

La scrittura stimola l’auto-osservazione e accende il pensiero critico e creativo. Permette di porre domande e cercare risposte dentro di sé, spesso sorprendenti. È come uno specchio che non restituisce solo l’immagine, ma ne rivela anche i significati nascosti.

Durante un percorso di coaching, può essere utile scrivere su temi come:

  • le emozioni vissute in situazioni significative;
  • le convinzioni limitanti che emergono;
  • i desideri autentici e le priorità;
  • le decisioni prese e i dubbi ancora aperti.

Questa pratica genera consapevolezza e favorisce un atteggiamento attivo e responsabile verso il cambiamento.

 

Il potenziale della scrittura si esprime in tre direzioni:

  1. Chiarire –  Mettere nero su bianco pensieri confusi aiuta a distinguerli, a organizzarli. Scrivere è spesso il primo passo per vedere con chiarezza ciò che prima era nebuloso.
  2. Elaborare – Attraverso il racconto delle proprie esperienze, è possibile rielaborare eventi, emozioni, narrazioni personali. Questo porta a una visione più ampia e meno reattiva.
  3. Agire – La scrittura orientata all’azione (ad esempio i piani, le intenzioni, i micro-obiettivi) rende più concreto e misurabile il cambiamento. Rileggere ciò che si è scritto rinforza l’impegno e alimenta la motivazione.

Per tutti questi motivi, scrivere non è mai solo un’attività accessoria ma è un atto di presenza trasformativa che può accompagnare con efficacia ogni fase del coaching.

Scrivere permette di rallentare. Di fronte al flusso incessante dei pensieri, la penna (o la tastiera) ci invita a mettere ordine e a dare una forma concreta all’esperienza interiore. Nel coaching, questo è prezioso: molti insight che emergono durante una sessione possono essere approfonditi e consolidati attraverso esercizi di scrittura.

 

 

editare un libro

Scrivere tra una sessione e l’altra: esercizi per il coachee 

Tra una sessione di coaching e l’altra, la scrittura può diventare uno spazio di continuità, un ponte che collega i momenti di riflessione con l’azione quotidiana. Quando il coachee scrive, continua a dialogare con sé stesso, mantiene vivo ciò che è emerso in sessione e sviluppa una maggiore consapevolezza nel tempo.

Il journaling guidato per elaborare emozioni e riflessioni 

Il journaling guidato consiste nello scrivere rispondendo a domande specifiche, che servono a orientare il pensiero e facilitare l’emersione di contenuti autentici. Nel contesto del coaching, può essere utile proporre alcune domande da usare tra una sessione e l’altra, come:

  • Cosa è cambiato in me da quando abbiamo iniziato questo percorso?
  • Quali emozioni sto provando di fronte all’obiettivo che ho scelto?
  • Quale piccolo passo potrei fare oggi per avvicinarmi a ciò che desidero?
  • Cosa ho imparato da questa settimana, anche se non tutto è andato come previsto?

Questo tipo di scrittura serve a fare ordine, a lasciare spazio all’intuizione, e a “sentire” la propria voce interiore con più chiarezza.

 

Esercizio 1: “Il Diario dell’Obiettivo” 

Questo esercizio aiuta a tenere traccia dell’evoluzione di un obiettivo, sia a livello pratico che emotivo.

Come funziona:

Ogni giorno (o una volta a settimana), il coachee risponde a tre domande fisse:

 

  • Che passo ho fatto oggi verso il mio obiettivo?
  • Come mi sono sentito nel farlo (o nel non farlo)?
  • Cosa mi propongo di fare domani o nei prossimi giorni?

L’obiettivo è quello di favorire la continuità, stimolare l’auto-riflessione e coltivare un senso di responsabilità senza giudizio in presenza mentale.

 

Esercizio 2: “La Lettera a Sé Stessi” 

Si tratta un esercizio potente dal punto di vista emotivo e simbolico, è stato molto usato in tanti ambiti ed è sempre efficace.

Come funziona:

  • Il coachee scrive una lettera al sé futuro, datandola con un tempo preciso (es. “tra sei mesi”, “alla fine del percorso di coaching”…).
  • Nella lettera può raccontare:

come spera di sentirsi,

quali cambiamenti desidera vedere,

quali ostacoli è riuscito a superare,

cosa ha imparato lungo il cammino.

 

Si può anche scrivere una lettera dal sé futuro al sé attuale, offrendo incoraggiamento e prospettiva. Amo molto questa variante perché ho potuto spesso verificare i benefici che apporta.

In ogni caso, si  rafforza la motivazione, coltivando una visione sempre più chiara di sé.

 

Il valore della parola scritta nel percorso di coaching 

La scrittura, nel contesto del life coaching, è di certo un mezzo per annotare pensieri o fissare obiettivi; è uno spazio sacro, in cui la persona può incontrare sé stessa, farsi domande coraggiose, esplorare significati e visioni. Scrivere è, a tutti gli effetti, un atto trasformativo.

Nel processo di coaching, la parola è già centrale: viene detta, ascoltata, rielaborata. Ma quando viene scritta, acquista un potere ulteriore, ormai lo sappiamo. La scrittura permette di fermare ciò che spesso passa troppo in fretta nel dialogo orale. Permette di dare concretezza e vesta al pensiero, forma all’emozione. 

Inoltre, c’è un altro aspetto che mi preme sempre ricordare: quando rileggiamo ciò che abbiamo scritto giorni o settimane prima, possiamo osservare il nostro processo di evoluzione, e non è poco.

Quando il coaching e la scrittura si incontrano, nasce un’alleanza potente: il coaching fornisce direzione, intenzionalità e sostegno; la scrittura offre spazio, introspezione e profondità. Insieme, questi strumenti aiutano il coachee a radicare il cambiamento nella propria esperienza quotidiana e a costruire nuove narrazioni personali più coerenti con ciò che si è e si desidera diventare.

Questa integrazione è particolarmente efficace per chi ha una sensibilità creativa, ama riflettere, o sente il bisogno di ritagliarsi momenti intimi di ascolto interiore. Ma può sorprendere anche chi, inizialmente, non si considera “portato” per scrivere: perché qui non serve saper scrivere bene, ma solo essere disposti a scrivere con sincerità.

Iniziare un diario di coaching 

Se questo articolo ti ha ispirato, ti invito a iniziare oggi stesso un diario di coaching. Basta un quaderno (o un file), un momento di quiete, e l’intenzione di metterti in ascolto.

Puoi iniziare con domande semplici:

  • Cosa desidero cambiare o creare nella mia vita?
  • Cosa sento oggi?
  • Qual è il mio prossimo passo?

Scrivi senza giudicarti. 

 

Life Coaching: libri consigliati

La pratica del life coaching si fonda su ascolto, domande efficaci e una profonda fiducia nel potenziale umano. Ma dietro ogni sessione ben condotta ci sono anche studi e formazione continua. Che tu sia coach o coachee, la lettura di libri di qualità è sempre utile. Io sono di continuo alla ricerca di nuovi titoli.

Titoli utili per coach e coachee

Ecco alcuni testi che consiglio, selezionati per chiarezza, profondità e utilità:

Il potere delle abitudini di Charles Duhigg Non è un manuale di coaching, ma un testo fondamentale per comprendere come si formano (e si cambiano) i comportamenti. Utile in percorsi legati a cambiamento, motivazione e gestione della quotidianità.


Chiedi e ti sarà dato di Esther e Jerry Hicks Un approccio più spirituale e orientato alla Legge dell’Attrazione, ma con spunti interessanti per chi esplora il potere dell’intenzione, della visualizzazione e del linguaggio interiore.

Mindset di Carol DweckFondamentale per comprendere la differenza tra mentalità fissa e mentalità di crescita. Un libro chiave per chi vuole lavorare sulla fiducia in sé e sulla resilienza nel cambiamento.

 

Approcci diversi al coaching: una panoramica 

Il mondo del coaching è ricco di approcci, ciascuno con il proprio focus. Conoscerli può aiutare sia coach che coachee a scegliere (o costruire) il metodo più adatto:

Coaching trasformazionale: lavora in profondità su valori, identità e senso. Punta al cambiamento interiore e alla consapevolezza. È spesso accompagnato da tecniche narrative, metafore e visualizzazioni.

 

Coaching orientato agli obiettivi (GROW model): molto usato in ambito aziendale e nei percorsi di breve termine. Il focus è su obiettivi chiari, realizzabili e misurabili. Struttura e azione sono le parole chiave.

 

Coaching sistemico: guarda alla persona nel suo contesto relazionale, professionale e familiare. Aiuta a riconoscere dinamiche ricorrenti e a riposizionarsi all’interno dei propri sistemi di riferimento.

 

Coaching integrato: unisce più approcci e strumenti (PNL, mindfulness, intelligenza emotiva). Spesso è personalizzato e modellato sul singolo coachee.

 

Risorse per approfondire la pratica e l’etica del coaching 

Per chi vuole fare del coaching una professione (o scegliere un coach preparato), è importante conoscere anche le basi etiche e le fonti autorevoli:

ICF (International Coaching Federation): offre standard professionali, codice etico e percorsi di certificazione. Il sito è una risorsa preziosa anche per trovare coach accreditati o articoli di approfondimento.

 

EMCC (European Mentoring and Coaching Council): un’altra importante organizzazione che promuove la qualità nel coaching e il rispetto di linee guida professionali.

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