I passi utili per scrivere un libro.

Come scrivere un libro: sai che ti stai per avventurare in un viaggio che ti cambierà? Si tratta di un impegno notevole ma anche di un apprendimento di grande valore.

Sono tanti gli aspetti che devi considerare ma una cosa ti voglio dire subito impara ad organizzarti ma non avere fretta. Credimi, il voler correre alla pubblicazione è uno degli atteggiamenti più deleteri che tu possa assumere. Seguimi in questo percorso e cercherò di passarti tutte le indicazioni utili. Mi occupo di libri, editoria, scrittura da tanti anni (almeno venticinque), sono stata editore, sono autrice, editor, ghostwriter e writer coach: attingo da tutte queste competenze per poterti guidare in questo percorso in modo che tu ti possa organizzare al meglio e possa trarre da quest’impresa la massima soddisfazione.  

Come iniziare a scrivere un libro

Da dove si parte quando si decide di scrivere un libro? Domanda più che lecita. E ti consiglio di fartela perché l’analisi iniziale è molto importante. Magari scrivi da tempo, hai tante pagine che ti sembrano pronte, hai scritto articoli, forse un diario, racconti o storie. Pensare ad un libro, credimi, è un’altra cosa. In ogni caso, la parola d’ordine è una sola: qualità.

La motivazione 

Si parte dalla motivazione: deve essere molto certa e radicata in te perché quando si prende questa decisione devi mettere in conto che dovrai rivedere molte tue certezze, non solo, attraverserai attimi e periodi di blocco e di sconforto. 

Scrivere richiede impegno costante, esercizio, ore di lavoro dando il massimo delle proprie possibilità. Bisogna spesso mettersi in discussione, accettare che il modo in cui abbiamo scritto fino ad oggi forse non funziona più e quindi è necessario cambiare, trovare altri canoni espressivi. A volte, va migliorata la grammatica, altre volte le tematiche che scegliamo non raccolgono successi, oppure c’è da lavorare sullo stile o sulla tenuta narrativa. Una fatica. Senza dubbio. Inoltre, ti stai avviando verso un mercato, quello editoriale, che è in crisi da tanti anni. Ma se sarai determinato raggiungerai i tuoi obiettivi.

La consapevolezza del livello della propria scrittura 

Conosci bene i punti deboli e i punti forti della tua scrittura? Sappi che prima di chiederti come scrivere un libro dovresti fare quest’analisi. Dobbiamo sempre conoscere in che cosa riusciamo e dove abbiamo difficoltà; prima di tutto per giocare le carte favorevoli e poi per capire in quale tipo di formazione sia utile investire il nostro tempo. A questo proposito consiglio di testarti con una tabella molto semplice ma davvero efficace.

La tabella della scrittura

A mano o in un file traccia una tabella di 3 colonne come quella dell’esempio che ti riporto sotto. Nella prima colonna inserirai i punti deboli della tua scrittura, nella seconda i punti di forza e nella terza colonna rispettivamente come migliorare i punti deboli e come potenziare quelli forti. Ecco l’esempio a cui ti puoi ispirare.

Analisi della scrittura

Organizzare il lavoro di scrittura

Se ti domandi come scrivere un libro ti rispondo che non può mancare, tra gli step, imprescindibili l’organizzazione del lavoro. 

Lo sai che cosa fa Murakami? Scrive 10 pagine al giorno e per ogni pagina almeno 400 parole secondo quanto ha dichiarato lui stesso. Questo è un must a cui lui non contravviene. Oppure Hemingway che non usciva fino a quando non aveva terminato il lavoro che aveva stabilito di svolgere. Sempre lui scriveva in piedi appoggiato ad una mensola per non distrarsi o cedere a qualche distrazione. 

David Allen che si occupa di organizzazione del flusso del lavoro ma anche dell’organizzazione in ogni ambito della vita, nel suo libro “Getting Things Done”, scrive “Affrontare il lavoro può essere un gioco anche molto divertente se ne conosciamo le finalità, i confini, i contenuti e le regole”.

La scrittura deve avere i suoi tempi e i suoi luoghi. Cerca di capire quanto tempo hai a disposizione e come puoi gestirlo al meglio. Evita le distrazioni. Iniziare la stesura di un libro senza organizzazione significherà arenarsi. 

Da dove si inizia a scrivere un libro.

Nell’ambito della narrazione storica “spesso, purtroppo, si vedono in giro o libri campati  per aria e che di sostanza hanno veramente poco oppure che sono dei mattoni terrificanti perché, sì, ti sapranno anche raccontare tutto della battaglia di Anghiari però non sono coinvolgenti. Alla fine, un libro è bello quando riesce ad emozionare. Diversamente, lo si può solo definire brutto”. (Carlo Martigli)

La struttura narrativa: il primo passo indispensabile

La struttura narrativa è il progetto, l’impalcatura, la mappa che deve guidare il tuo lavoro di scrittura. 

Di struttura narrativa ne parlano già Aristotele e Platone ma nell’antichità è un argomento affrontato anche dalla filosofia indiana. Ma il momento in cui questo concetto prende davvero piede è nel XX secolo e qui dobbiamo citare nomi come  Vladimir Propp, Joseph Campbel, Frye.  La cosa che ti posso dire è che è davvero utile, ti permette di dare forma alla tua idea, di avere un vero e proprio piano per procedere. Se pensi di scrivere una storia non puoi pensare di procedere navigando a vista. La struttura è una sorta di guida, di mappa che ti permette di orientarti, di non perdere quello che chiamiamo il filo del discorso e di riuscire a scrivere tutta la storia in modo compiuto.

L’indice strutturato: strumento efficace 

Sembriamo dire una banalità ma non è così. Quando si scrive un libro non si concede molta attenzione all’indice invece è basilare anche se poi lo modificheremo o non lo utilizzeremo nel senso che per esempio, in un romanzo, potremmo decidere di lavorare sull’indice, strutturarlo ma poi non inserirlo nel libro. Nel mio corso online live “Struttura narrativa. Come impostare un testo”  – che t’invito a visionare – affronto propria il metodo dell’Indice Strutturato che ho elaborato e che si è rivelato davvero di grande praticità e utilità.  La cosa che puoi fare anche tu in modo molto semplice è mettere giù un indice degli argomenti che tratterai, un percorso da seguire.

Il viaggio dell’eroe 

Avrai di certo sentito parlare de Il viaggio dell’eroe:  è lo schema classico su cui si basa quasi tutta la sceneggiatura di film e buona parte della letteratura, soprattutto fantasy, ma anche la fantascienza, l’horror, il thriller. Il libro  “Il viaggio dell’eroe”  di Vogler è diventato la guida per conoscere e applicare questo metodo ma bisognerebbe dire che a monte c’è un altro testo che l’ha preceduto “L’eroe dai mille volti” di Campbell in cui l’autore analizza gli archetipi dell’eroe e l’evoluzione della sue avventure mostrandoci come, attraverso varie epoche e popoli, certi meccanismi si ripetono. C’è sempre una situazione ordinaria che lascia il posto ad un accadimento forte tale da sconvolgere la vita del protagonista. Se hai letto il libro o hai visto il film del Il signore degli anelli sappi che ripercorre tappa dopo tappa quello che intendiamo per viaggio dell’eroe.

L’eroe parte all’avventura sostenuto da un mentore e da un gruppo di pari, affronterà il nemico e sembrerà sconfitto per poi riprendersi e portare a termine la propria missione. Chiaro, questa è una tecnica classica che va conosciuta, può aiutare ma non può essere considerata l’unica base per strutturare una storia. 

I tre atti 

Ricorda che ogni vicenda dovrebbe essere suddivisa in tre atti: la parte iniziale, quella in cui presento il protagonista e l’ambiente, introduco il lettore nella vicenda; la parte centrale o accadimento e la parte finale risoluzione. Se vuoi approfondire questo aspetto ti consiglio il mio video “Scrittura creativa: parti e capitoli del romanzo” sul canale youtube. Come vedrai (nel video è spiegato in modo molto dettagliato) ognuna delle tre parti ha un suo peso ben definito. La prima parte, o primo atto, dovrebbe costituire il 25% della narrazione e come dicevamo sono le pagine in cui il lettore viene introdotto nella storia quindi conosce i personaggi, inizia a comprendere l’ambiente in cui è immerso e si affeziona a ciò che raccontiamo. Il secondo atto, quello centrale, costituisce il 50% del narrato: qui entriamo nel vivo dell’accadimento, dei fatti che cambieranno la vita dei protagonisti, il punto di non ritorno. Solo nella tera parte (il rimanente 25%) la faccenda inizierà ad avviarsi verso la conclusione, molte domande troveranno risposta e molti misteri saranno risolti.

​I personaggi: come crearli 

Lo studio dei personaggi è basilare. Il personaggio è la storia. Se stati scrivendo un romanzo non puoi non approfondire. Molte volte immaginiamo un personaggio e lo inseriamo nella storia ma in realtà dobbiamo dedicare del tempo alla costruzione vera e propria del personaggio. Se per esempio quando inizia la storia il protagonista è adulto non basta conoscerlo da quel momento lì in avanti. Tu autore dovresti sapere tutto del tuo personaggio ecco perché è importante preparare prima una scheda del personaggio in cui definire le sue caratteristiche soprattutto psicologiche, caratteriali e infine fisiche (sono le meno importanti a meno che un particolare fisico caratterizzi il personaggio nella storia). Io ti consiglio di scrivere una vera e propria biografia del personaggio, vedrai che ti servirà come approfondimento. La biografia servirà a te per conoscere in profondità i tuoi personaggi: l’unico modo per renderli veri.

Una risorsa completa e gratuita dedicata ai personaggi 

Ti segnalo che dal mio sito puoi scaricare una risorsa gratuita dal titolo “I personaggi”: l’ho preparata – e rinnovata proprio in questi gironi – per aiutarti a definire gli aspetti basilari del personaggio e a ragionare su come debba essere impostato. Troverai le indicazioni base per iniziare a delineare le figure della tua storia e a non commettere errori che toglierebbero autenticità  e verità ai personaggi. 

Costruire l’ambiente

Scegli la scenografia entro cui si svolgerà la tua storia. Sia che tu descrive un ambiente vero, esistente sia un ambiente di fantasia lo devi costruire bene, con le proprie caratteristiche e le proprie regole. Quando descrivi un ambiente devi più che altro creare atmosfere e non disperderti nell’elencazione di innumerevoli dettagli spesso noiosi. Ti consiglio di evitare espressioni tipiche delle descrizioni ambientali paesaggistiche e atmosferiche come: 

  • una leggera brezza
  • saliva la nebbia
  • nebbia fitta
  • pioggia battente
  • il sole fece capolino
  • le montagne svettanti
  • il tramonto incendiava il cielo
  • calava la sera
  • sorgeva il sole
  • una stradina di campagna
  • il mare respirava (attenzione all’umanizzazione della natura fa sempre un effetto stucchevole)

e potrei continuare a lungo ma mi fermo qui. Evitare queste consuetudini espressive è già un bel passo avanti.

Il linguaggio e lo stile 

Dopo che avrai posto le basi della struttura del tuo libro non dimenticare di ragionare sul linguaggio che sceglierai e sullo stile. In ogni caso ti consiglio semplicità e chiarezza. il linguaggio dipenderà dalla voce narrante (La voce narrante: come renderla al meglio) e dal punto di vista narrativo (articolo) che sceglierai. Se narri in prima persona il linguaggio dovrà essere adattato alla voce narrante. 

 Lo stile è dato da diversi fattori ma sono determinanti la scelta delle parole, delle similitudini e delle metafore: cerca di essere originale, non usare immagini che abbiamo già visto e sentito troppe volte. Anche la punteggiatura crea lo stile: utilizzala bene. Frasi breve o frasi lunghe per creare il ritmo narrativo. Hai i personaggi, hai la struttura e la trama a questo punto dedicati alla scrittura vera e propria. Sì perché se mi domandi come scrivere un libro ti posso dire che la scrittura è l’ultima fase.

 

Dopo che avrai posto le basi della struttura del tuo libro non dimenticare di ragionare sul linguaggio che sceglierai e sullo stile. In ogni caso ti consiglio semplicità e chiarezza.

Il linguaggio dipenderà dalla voce narrante  e dal punto di vista narrativo  che sceglierai.

Il Kai-Zen nella scrittura 

Del Kai-Zen hanno parlato davvero in molti ed è un concetto, o meglio una filosofia, che ha ispirato tante persone. Sono due termini giapponesi: Kai che significa cambiamento, miglioramento e Zen, buono, migliore. La parola fu coniata nel 1986 da Masaaki Imai per descriver ela filosofia di business che supportava i successi dellìindustria nipponica degli anni ‘80. Nasce come metodo di potenziamento continuo di un’impresa, un’organizzazione.

Che cosa c’entra con la scrittura?

Se vuoi sapere come scrivere un libro non potrai trascurare questo principio. Non basta scrivere e neppure portare a termine un’opera: deve essere un lavoro ben fatto. Ma più che altro quando si decide di scrivere un libro bisogna sapere di essere in costante crescita: non si arriva mai, anzi, il vero scrittore è sempre alla ricerca di possibilità di miglioramento.

Ma come bisogna agire per essere in una fase di crescita continua?

  1. Scrivere e poi rileggere
  2. Leggere testi di autori molto bravi
  3. Mettersi alla prova anche con altri generi letterari
  4. Studiare tecniche di scrittura e informandosi
  5. Dedicare del tempo alla formazione (non solo scrittura ma anche teatro, lettura espressiva, traduzione)
  6. Organizzare il proprio tempo dedicato alla scrittura evitando dispersioni e distrazioni

Destrutturare: devi provarci

Dovete avere la voglia e il coraggio di destrutturare, scomporre quello che avete fatto a livello di impalcatura, scheletro della storia. Immaginate la trama in parti ben definite, in scene. E vedete se queste scene sono ben concatenate tra loro o se potreste tentare qualche diversa combinazione. Mi è capitato, nel mio lavoro di editor, di suggerire a qualche autore di provare ad inverite la scena iniziale con quella finale o di cambiare il ruolo dei personaggi. Certo, può sembrare un gioco ma a volet emergono intuizioni e spesso si cambia qualcosa nella storia e magari è proprio un qualcosa di importante, che incide sulla trama o sulla resa stitilistica. 

Editing: il successo di un libro

All’editing, il più delle volte, si deve il successo di un libro. Se ti chiedi come farlo e perché sia necessario considera che la revisione è davvero il tempo del miglioramento del testo.

Ecco gli aspetti del libro che dobbiamo considerare in un’attività di editing:

  • ortografia: Il modo di scrivere corrispondente alla norma grammaticale, ossia l’impiego corretto dei segni grafici e di interpunzione in una determinata lingua. dal greco ὀρϑογραϕία (οῤϑός (orthós) = retto, corretto + γραϕία (graphía) = grafia) 
  • grammatica: l’insieme delle convenzioni che danno stabilità alle manifestazioni espressive degli uomini parlanti una stessa lingua in un dato spazio e in un dato tempo.
  • sintassi: Lo studio delle funzioni proprie della struttura della frase, La parola sintassi o sintattica è la branca della grammatica e della linguistica che studia i diversi modi in cui i codici dei linguaggi si uniscono tra loro per formare una proposizione e i vari modi in cui le proposizioni si collegano per formare un periodo

La fase dell’editing però è molto di più che una rilettura o la correzione dei refusi. Si tratta di vedere che tutto regga, che la struttura della storia sia salda. In particolare bisogna verificare la resa dei personaggi: costruiti nel modo giusto, coerenti con se stessi, coinvolgenti. Non solo: che i dialoghi siano ben fatti e veri. Lo sviluppo narrativo non deve presentare cadute o incongruenze. Ogni accadimento va verificato nella propria verosimiglianza: fate un patto con il lettore, rispettatelo. 

Editing dei testi: fai questa verifica 

Ricorda di verificare:

  • le ripetizioni
  • le frasi confuse (leggi ad alta voce)
  • troppe relative (che… che… che…)
  • incongruenze
  • errori temporali-cronologici
  • parole straniere e nomi scritti in modo sbagliato
  • cadute narrative: tutto deve funzionare ed essere coerente
  • modi di dire e proverbi: solo se davvero necessari
  • tempi verbali corretti

Editing libri: scopri tutti i passaggi

T’invito a visitare il mio sito e in particolare la pagina dedicata all’ editing di libri: potrai scoprire tutti i benefici che derivano dall’attività di revisione dei testi ma anche i vantaggi che sono indiscussi quando in questa pratica si applica un vero e proprio metodo. Esiste anche la possibilità d’intraprendere lo “smart editing”: se hai bisogno che siano rivisti testi brevi oppure solo alcune parti del tuo romanzo. 

 

Come scrivere un libro di successo 

La domanda come scriver  un libro potrebbe essere ancora di più specificata, come scrivere un libro di successo, un best seller. Sì, è il sogno di ogni scrittore. Che cosa intendiamo per libro di successo? Distribuito in Italia e all’estero, quindi tradotto in diverse lingue, un libro venduto e comprato da milioni di lettori: è così difficile. L’ho chiesto a Carlo Martigli uno scrittore da 1 milione di copie vendute.

Scrivere un best seller e vendere 1 milione di copie 

Come dicevo ho intervistato Carlo Martigli, uno scrittore tradotto in 23 lingue e che ha all’attivo un milione di copie. Il suo successo scatta con il romanzo storico “999. L’ultimo custode”. Ho chiesto a Carlo che cosa è accaduto con quel libro e lui i ha risposto in questo modo.

“Onestamente non saprei darti una risposta univoca; d’altro canto, nell’ambito dell’editoria, esistono i misteri dolorosi da una parte e quelli gaudiosi dall’altra. Di fatto c’è stato un tam tam che ha portato questo libro a vendere, nei primi quindici giorni, 50.000 copie e già questa era una cosa incredibile. Poi, via via, ha superato le 200.000 e dopo 300.000 copie e poi sono arrivate le edizioni estere. Credo che tutto sia dovuto al fatto che, ad un certo  momento della narrazione, ho raggiunto quel punto – che è interessante e divertente allo stesso tempo- in cui il rigore storico si unisce all’immaginazione. Spesso, purtroppo, si vedono in giro o libri campati  per aria e che di sostanza hanno veramente poco oppure che sono dei mattoni terrificanti perché, sì, ti sapranno anche raccontare tutto della battaglia di Anghiari però non sono coinvolgenti. Alla fine, un libro è bello quando riesce ad emozionare. Diversamente, lo si può solo definire brutto.”

I motivi del successo 

Gli ho poi chiesto quali siano a suo parere i motivi del successo di un libro. 

“Eh, prima racconto una cosa scherzosa poi ne dico una seria. Tempo fa a Radio 3 mi chiesero quali fossero i motivi del successo. Io indicai la regola “delle 5 C” ovvero  ci vuole Cuore perché senza cuore nulla ha significato.  Poi occorre il Cervello che dà al cuore la possibilità di andare nella direzione giusta. Inoltre ci vuole la Competenza nel senso che bisogna scrivere di ciò che si conosce perché altrimenti il lettore se ne accorge.  In più occorre la Costanza: mi ricordo che il primo libro che pubblicai con Mondadori vinse diversi premi ma vendette solo 1.200 copie. Ebbene, queste prime quattro C, dissi, valgono circa il 20% poi c’è la qualità C che vale l’80%. A quel punto, il giornalista di Radio 3 mi fermò dicendo che gli ascoltatori avevano compreso benissimo  quale fosse la quinta C. Ora al di là di questa storia, che può essere una battuta,  credo che l’esordiente debba prima  saper leggere. Si dice” imparare a leggere e a scrivere”; significa che per poter scrivere  bisogna leggere, leggere, leggere”.

 

 

 

Leggere bene per scrivere meglio

Se vuoi davvero sapere come scrivere un libro, una cosa deve essere chiara: l’importanza della lettura. Io non credo che si debbano macinare libri su libri ma leggere bene, con attenzione, con metodo i testi che affrontiamo. Quello che fa la differenza è come leggiamo e quanto riusciamo a trarre dalla lettura. Nel suo famoso testo On writing Stephen King dice “dovete leggere di tutto, continuando nel frattempo a correggere e riformulare i vostri lavori. Mi riesce difficile credere che chi legge poco o niente pretenda di scrivere o ricevere complimenti per il proprio operato ma purtroppo so che è vero”.

Chi scrive deve leggere con spirito critico, professionale. Nei libri che leggi valuta, per esempio, com’è l’incipit, in che modo viene trattato lo sviluppo narrativo, se il lessico sia di qualità o meno. Ti consiglio un esercizio: prendi una scena, un capitolo di un libro e riscrivila secondo il tuo stile e poi confrontala con quella del testo che stai leggendo. Leggi anche generi diversi dai tuoi preferiti per allargare i tuoi orizzonti.

Per scrivere bene imparate a nuotare

C’è un’affermazione del grande Giuseppe Pontiggia che ogni persona che scrive dovrebbe ricopiarsi e ogni tanto andare a rileggere. Ma anche la gente che fa il mio mestiere dovrebbe tenerne sempre conto. 

Ad un giornalista che gli domandava che cosa fare per diventare scrittore, lui rispondeva: “Quello non lo insegno. Non basta avere l’attitudine, la volontà, l’ambizione. Come per il nuoto, si possono ottenere però buoni risultati, impadronendosi della tecnica, osservando i modelli, allenandosi duramente. Per scrivere bene (con stile) bisogna prima liberarsi da una serie di pregiudizi: che scrittori si nasca, che il talento e l’ispirazione contino più di un severo apprendistato, che un testo letterario (e in generale un testo efficace) nasca già perfetto anziché perfettibile”. 

 

Rivediamo le fasi del libro

Rivediamo le fasi importanti e necessarie quando scriviamo un libro

  1. Testare l’idea: scrivi l’idea in 5-6 righe.
  2. Sviluppare l’idea: facendo anche un breve riassunto e poi un lungo riassunto. Scrivi prima una decina di pagina e poi venti, venticinque (ragioniamo su un romanzo di 150-200 pagine).
  3. Strutturare la storia (utilizzando un metodo che ti sia congeniale).
  4. Organizzare il lavoro. Saper gestire il tempo a disposizione significa ottimizzarlo.
  5. Costruire i personaggi.
  6. Costruire le ambientazioni.
  7. verificare lo sviluppo narrativo: che tutto funzioni.
  8. Scrivere la prima bozza del testo.
  9. Revisione ed editing della prima bozza.
  10. Scrivere la seconda bozza.

 

Come pubblicare un libro: una scelta difficile

Come scrivere un libro precede un’altra domanda: come pubblicare un libro e questa è una scelta difficile in cui spesso abbiamo bisogno di raccogliere informazioni e di essere assistiti. Penso che soprattutto oggi si debba ragionare su i pro e i contro della strada che decidiamo di intraprendere: editore o self-publishing? Ho scritto una guida molto dettagliata per condurti in un vero e proprio viaggio di considerazioni e riflessioni su questa questione molto importante: Self-publishing, vantaggi e svantaggi dell’auto pubblicazione.

In ogni caso, qualunque cosa tu decida, cerca di ponderare bene quali siano gli obiettivi che vuoi raggiungere perché in base a questo ti orienterai nel mondo editoriale.

Penso che l’aspetto da cui non possiamo mai prescindere è la qualità del lavoro di scrittura, la forza espressiva, la ricerca costante di miglioramento: questo ci rende veri autori, al di là di tutto.

 

L’importanza della formazione

Qualcuno sostiene che nella scrittura la formazione non serva, che il talento debba bastare a se stesso. Sappiamo bene che non è così. Anche Pontiggia ci ha ricordato l’importanza del lavoro sui testi. 

Ti segnalo i miei CORSI ONLINE LIVE: corsi strutturati in due sessioni di 3 ore ciascuna, in diretta, su zoom. Un’aula virtuale in cui apprendere e confrontarsi sia con me sia con altre persone.

Ecco che cosa scrive Stefania De Vito che ha partecipato al corso di Struttura Narrativa: “il corso di struttura narrativa mi è piaciuto moltissimo e soprattutto l’ho trovato utile. Non è facile mantenere alta l’attenzione dei partecipanti in un corso online per tre ore (ogni sessione) e questo denota capacità organizzative e alto livello di professionalità. Inoltre hai espresso i concetti in modo semplice e chiaro e sono convinta che questa sia la chiave del tuo successo. L’ultima considerazione, che mi ha colpita molto, è la tua sensibilità ed empatia, la capacità di ascolto e il fatto che ci hai concesso di esprimere emozioni e sensazioni senza giudicare.” 

I corsi live sono un’opportunità di formazione e pensa che puoi seguirli stando a casa tua.

Corsi di scrittura on line live: una grande opportunità

Scopri, tra le diverse proposte, quale sia di tuo interesse. I corsi sono dedicati a singoli argomenti in modo da scandagliare ogni aspetto della tematica affrontata.

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