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Tokarczuk e Handke: perché sono stati premiati?

Il Premio Nobel per Letteratura, quest’anno, vede due vincitori: la polacca Olga Tokarczuk e l’austriaco Peter Handke.

In realtà bisognerebbe precisare che la Tokarczuk risulta essere la vincitrice del 2018, anno in cui il Nobel non è stato assegnato per via di uno scandalo sessuale che ha travolto l’Accademia svedese giudicatrice, e Handke il vincitore del 2019.

Dettagli.

Quello che invece è importante segnalare sono le rispettive motivazioni per cui i due scrittori sono stati insigniti del prestigioso riconoscimento.

Alla scrittura della Tokarczuk è stata attribuita una “immaginazione narrativa che con passione enciclopedica rappresenta il passaggio dei confini come una forma di vita.”

Di Handke è stata apprezzata “l’influente opera che con inventiva linguistica ha esplorato la periferia e le specificità dell’esperienza umana.”

 

 

Premio nobel per la letteratura

L’indagine e la capacità di immaginare diventano i due cardini dell’attività di chi scrive e la voglia di farsi accompagnare altrove e di lasciarsi interrogare quelli di chi legge.

Il contributo della scrittura

“Immaginazione narrativa” e “passaggio di confini”, “inventiva linguistica” e “periferia”. Mi colpiscono queste parole e mi interrogano sul profondo contributo che la scrittura di qualità può dare alle persone: uno sguardo inedito sulla vita, un’analisi profonda del reale attraverso il filtro dei racconti, veri o inventati che siano, non importa, ma sempre capaci di farci guardare a ciò che accade attraverso gli occhi di chi lo sperimenta nella propria storia.

L’indagine e la capacità di immaginare diventano i due cardini dell’attività di chi scrive e la voglia di farsi accompagnare altrove e di lasciarsi interrogare quelli di chi legge.

 

Olga Tukarczuk e Peter Handke: chi sono?

Olga Tukarczuk si è laureata in psicologia all’università di Varsavia e, per sua stessa ammissione, pone la psicologia alla base della propria produzione letteraria; con il romanzo I vagabondi , edito in Italia nel 2019 da Bompiani, ha vinto nel 2008 il premio Nike, uno dei più importanti in Polonia, e nel 2018 il Booker International Prize.

Peter Handke, che ha studiato giurisprudenza, ma senza laurearsi, si è dedicato presto alla letteratura in modo esclusivo. È autore prolifico di racconti, romanzi, saggi, poesie. Ha firmato la sceneggiatura del famoso film “Il cielo sopra Berlino”, ha dedicato alcuni reportage alla situazione dell’ex Jugoslavia. Ha vinto nel 2009 il Premio Franz Kafka. Il suo romanzo Infelicità senza desideri, parzialmente autobiografico, è dedicato alla prematura scomparsa della madre, morta suicida quando lui non aveva ancora trent’anni.

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