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ispirarsi o copiare

Mai come in quest’epoca abbiamo una così profonda fame di contenuti. I blog e i social network ci chiedono di essere produttivi, di postare, di trasmettere testi utili e interessanti. Quali sono le fonti di ispirazione? Già, perché la produzione di contenuti non è semplice e non può assomigliare a una catena di produzione. Quindi può succedere di fare fatica e di restare a corto di idee. 

Che cosa succede? Che a volte venga il desiderio di andare oltre l’ispirazione e copiare idee e testi da altri. La rete, purtroppo, senza una regolamentazione efficace che protegga il diritto d’autore, consente con facilità questa pesca. Mi è capitato tante volte di trovare i miei contenuti – a volte l’intero articolo del blog – su siti di altre persone, non solo, di vederli postati sugli account social altrui. In questi casi, qualcuno cerca di consolarti, dicendo: “Guarda il lato positivo, i tuoi testi piacciono. Sono un modello per altri”. Può darsi, ma non la ritengo una motivazione consolatoria. Confesso però che, nel tempo, ci bado sempre meno e vado avanti per la mia strada. 

Nel bene o nel male, nessuno potrà mai davvero emularci perché siamo unici. Ciascuno di noi lo è. 

 

Fonti di ispirazione? Sono ovunque

Dietro contenuti interessanti, ci sono investimenti notevoli di studio e di tempo. Per cui non metterti mai in una posizione del genere, di chi copia, per intenderci. Cerca, invece le tue fonti d’ispirazione.

Ispirarsi è trovare un punto di partenza, un input che poi però richiede elaborazione, ricerca, impegno. Nell’ispirazione c’è uno sforzo da compiere per trovare la propria originalità. Mi ispiro quando traggo un suggerimento da un argomento che un altro ha trattato e, trattandolo a mia volta, faccio esplicito riferimento (nome e cognome) all’autore da cui ho preso spunto. E sarebbe bene che aggiungessi sempre qualcosa in più, frutto del mio ragionamento o approfondimento di un determinato argomento.

Ispirazione: un atto creativo

Da sempre l’ispirazione fa parte del mondo della creatività. Gli artisti s’ispirano ad altri artisti e in ogni campo ci sono sempre modelli da cui prendere spunto. Direi che ispirarsi ha un ruolo importantissimo perché consente di propagare la conoscenza e il sapere, seguendo un filo conduttore che viene da lontano. Eppure a volte si copia, senza pensarci troppo, senza farsi scrupoli, magari con la giustificazione che le idee, che cosa vuoi, sono di tutti. 

Perché si copia?

Perché non abbiamo una strategia ben precisa e quindi abbiamo bisogno di ancorarci a chi invece l’ha costruita e la mette in atto, bella o brutta che sia. Perché non siamo abbastanza orgogliosi e sicuri di quello che stiamo facendo. Se sai dove stai andando, sarai tu a stabilire la rotta e non ti sognerai neppure di seguire strade tracciate da altri o, almeno, le rivestirai della tua personalità.

Copiamo perché non sappiamo immergerci in noi stessi e trovare la nostra unica espressività. Perché è più comodo. E perché non abbiamo abbastanza fiducia in noi stessi. A volte, più furbescamente, pensiamo in questo modo di sfruttare la scia ascendente di un’altra persona.

La lezione di Steve Jobs

Certo, lo so, a chi pensi: Steve Jobs. Molte delle sue più grandi idee poggiano le basi su progetti di altri, è vero. Ha fatto di più che prendere spunto, più che ispirarsi. Si è del tutto impadronito dell’idea. Ha copiato? No: ha stravolto, ha potenziato. Ha fatto quello che il proprietario dell’idea non ha saputo fare: comunicarla al mondo come la migliore idea che si potesse avere.

Peccato che in genere non si vedano queste tipologie di “copiature”, ma tutto si fermi nel fare proprie idee e contenuti di altri. 

Nell’ambito dei contenuti della formazione i plagi veri e propri sono tanti. Non possiamo creare un format riempiendolo di contenuti di altri. Mettiamoci in gioco con fatica, creatività, lavoro. Trovo che sia frustrante copiare. E le persone poi se ne accorgono.

La differenza tanto la farà sempre e comunque la personalità. Lo stile che nasce dalla conoscenza di sé.

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