Errori ortografici. Ecco i più diffusi

Il Festival dell’autobiografia: ciò che resta è l’amore

Il Festival dell’autobiografia, organizzato dalla Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari,  ha avuto quest’anno – nona edizione – una tematica forte: scritture d’amore, forme e declinazioni dell’affettività. La scrittura autobiografica espressione di amore declinato nelle sue diverse forme.

Ben 60 relatori con questo filo conduttore: l’amore.Il teatro di Anghiari tutto esaurito tanto da dover allestire una sala esterna per seguire il Festival. All’apertura del festival la Presidente della Libera Università, Stefania Bolletti ha ricordato le parole di Maria Zambrano – autrice che vi consiglio di leggere – amore non è un sentimento ma una condizione che che ci fa uscire da noi stessi per conoscere il mondo.

Ma più di tutto mi pare che possa racchiudere e sintetizzare questo festival il commento e l’epilogo del bellissimo intervento di Michela Marzano: ciò che resta è l’amore. 

Scrivere di sé è una forma di amore verso la propria vita.

Festival dell'autobiografia: ciò che resta è l'amore

L’ amore non è un sentimento ma una condizione che che ci fa uscire da noi stessi per conoscere il mondo.

Maria Zambrano

autrice e filosofa

La scrittura autobiografica è dimora

Come di consueto ha aperto il Festival l’intervento di Duccio Demetrio che insieme al giornalista Saverio Tutino fondò la Libera Università dell’autobiografia più di vent’anni fa. I suoi interventi sono momenti di profondità e riflessione. Ha ricordato come la scrittura autobiografica sia dimora, giaciglio, ponte. Ricorda come la scrittura non possa prescindere dall’amore di sé.

Ci sono ormai innumerevoli testimonianze di quanto possa fare bene scrivere di sé per una serie di motivi e di risultati raggiunti dalle persone; non possiamo in alcun modo negare, inoltre,  come l’autobiografia sia una via di autoanalisi e cura.

Vito Mancuso: l’amor proprio non è amor di sé

L’intervento del filosofo e teologo Vito Mancuso è stato uno dei più vibranti e interessanti.

C’è un’importante distinzione da fare: amor proprio e amore per sé. Mancuso sottolinea questa differenza tra amor proprio che è una forma di narcisismo, e l’amore di sé – quello che poi sta alla base della scrittura autobiografica autentica – che ha come esito l’amore per gli altri. Non possiamo avere cura degli altri se non sappiamo aver cura di noi stessi, della nostra vita. Con Mancuso abbiamo fatto un un viaggio nel pensiero e nella vita di quel grande filosofo e pensatore che fu Spinoza, autore del volume Etica e morto a soli 44 anni di tubercolosi. 

Indaga il percorso dell’amore verso Dio con tutte le domande che questo comporta. C’è un concetto a cui Mancuso ci porta seguendo il ragionamento di Spinoza: “la mente umana non viene distrutta con il corpo ma è eterna”. E se la mente si calma, si tranquillizza questo lo comprende da sé. Mancuso ha scritto libri come La via della bellezza, Il bisogno di pensare, Il coraggio di essere liberi.

Senza dubbio la scrittura autobiografica è una via per portare chiarezza e quindi calma nella nostra mente. 

Nel video che segue racconto da Anghiari una parte dell’intervento di Mancuso.

La scrittura autobiografica come forma di svuotamento e di nuova vita

Entra in scena Marzia Sicignano, giovane autrice – ha poco più che vent’anni – di Mondadori. 

Ha scritto Io e te e il mare e Aria

E qui apro subito una parentesi per tutti quegli autori che sono restii a lavorare, a portare la propria voce sui social. Marzia apre un blog, è il diario in fondo di questi giovani, anche se non si preoccupa di accumulare followers: scrive i suoi pensieri, il suo disagio, quella chiusura che le rende difficile parlare. Molti giovani come lei, con le stesse difficoltà la seguono. Crescono i numeri dei suoi seguaci,  Mondadori la contatta e ora ha due titoli all’attivo, uno che sarà presto tradotto in Spagna e un altro in preparazione. Spesso nei gruppi di scrittura che conduco mi domando e domando come stanno gli scrittori online, come gestiscono questo spazio che potrebbe essere davvero il nuovo punto di contatto con l’editoria. 

Scrivendo – dichiara – ho tirato fuori quello che non avevo mai detto a voce e poi è come se fosse iniziata un’altra vita. Se non l’avessi fatto sarei scoppiata

La scrittura che alleggerisce il peso che abbiamo in noi, che addirittura ci dona una nuova vita, ci restituisce rinnovata una diversa persona. 

Della scrittura musicale vogliamo parlare?

Emanuele Ferrari è un pianista di una simpatia disarmante e di una competenza in campo musicale che non sai bene dove possa finire, quella competenza intendo che permette di divulgare argomenti non facili in modo semplice. Sul Palcoscenico di Anghiari ci fa sentire dove possa arrivare la voce umana e la scrittura all’interno della creazione di un brano musicale. La scrittura musica è in stretto rapporto con la voce e con la parola scritta. 

Suonando e parlando, muovendosi agile tra il palcoscenico e il pianoforte,  attraverso il brano Je te veux di Satie  ci fa sentire come la scrittura musicale possa ampliare le possibilità creative perché parla all’immaginario sonoro e può diventare specchio degli effetti verbali, dello sviluppo sonoro della parola. Credo che incontrare Emanuele Ferrari sia una delle grandi opportunità del Festival.

Michela Marzano: ciò che resta è l’amore

Michela Marzano la conoscono in tanti, ha pubblicato molti titoli, non solo, è stata parlamentare, giornalista di Repubblica e da anni insegnante di Filosofia alla Sorbona di Parigi. Tutto si può dire ma non che non sia autentica, qualunque cosa dica lei è dentro, fino in fondo.

Dentro nei suoi libri più che mai: nascono dalla sua vita, dal suo dolore e anche dalla sua forza. 

In “Volevo essere una farfalla” racconta di sé, del grido silenzioso del corpo che si ribella alla sovrastruttura. Ci ha confessato di non essere riuscita a parlare di sé per vent’anni, in analisi, se non in lingua francese, una lingua non sua ma necessaria a fare da filtro al dolore, alla fatica di raccontarsi che però arriva appunto con questo libro. 

Idda, la sua ultima fatica letteraria: suocera e nuora si confrontano e di mezzo c’è Alzheimer, e una donna che fugge dal suo passato ma che  poi, grazie al rapporto con la suocera, si ritrova a costruirlo. In Idda ci dice che il passato non passa mai. Chi siamo quando perdiamo la memoria? Perdiamo tutto. Quasi tutto: ciò che resta è l’amore.

 

Michela Marzano Festival dell'autobiografia: ciò che resta è l'amore

Se non avessi attraversato le tenebre forse non sarei diventata la persona che sono oggi. Forse non avrei capito che la filosofia è soprattutto un modo per raccontare la finitezza e la gioia.

Michela Marzano

Da Alda Merini alle Lettere senza confini

La serata è dedicata ad Alda Merini: Benedetta Centovalli, editor, ha presentato Isabella Carloni  per celebrare i dieci anni dalla scomparsa della poetessa. Non ebbe vita facile. In seguito ad una crisi nervosa fu ricoverata in manicomio, dove tra brevi uscite e ritorni, rimase per ben dieci anni.

C’è un diario, un libro bellissimo che amo molto – L’ altra verità. Diario di una diversa –  una scrittura autobiografica in cui la poetessa racconta questi anni densi e bui. Possiamo davvero dire che è una scrittura autobiografica particolare dove, pur nella tragedia del manicomio, l’amore riesce comunque a sbocciare, un amore rinchiuso ma pur sempre un amore

Nei due giorni successivi ci sono stati vari interventi, come quello della mattina del sabato dedicato alla scrittura epistolare. 

Scrivere Lettere senza confini: se la scrittura autobiografica può lenire il dolore

Un testo commovente, Lettere senza confini,  che raccoglie le lettere di sei mamme che, per motivi diversi, hanno perso i loro figli, un lavoro coordinato da Gaia Simonetti giornalista fiorentina. Il libro è arrivato al presidente della Repubblica e si pone un traguardo sociale: parte dei proventi derivati dalla vendita sono destinati a due borse di studio per studenti di Amatrice.

La scrittura della passione e del coraggio 

Dobbiamo inoltre ricordare alcuni testi che danno il quadro di un’epoca che assume sì aspetti drammatici ma rivela l’operato instancabile di persone che lavorano per il bene comune. 

Veterinaria e mafie

Vincenza Rando è l’avvocato che ha collaborato alla stesura della prima legge in Italia contro le infiltrazioni mafiose nell’economia., lavora al fianco di Don Ciotti in Libera contro le mafie. Il suo intervento nella presentazione del libro Veterinaria e mafie di Eva Grigonat che ha raccolto numerose e allarmanti testimonianze ci lascia attoniti anche se non era certo un mistero la vessazione mafiosa nei confronti dei professionisti, di intere categorie in numerose zone del nostro Paese. Vincenza Rando è una guerriera e invita tutti a non chiudere gli occhi, “Questo paese ha bisogno di nuova etica, ogni cittadino ovunque deve fare la propria parte. La mafia ha paura della cultura, della legge la Torre-Rognoni la confisca dei beni, hanno paura di chi parla, della difesa della democrazia.”

Apparentemente sono l’autrice di questo libro – dice Eva Grigonat – in realtà gli autori di questo libro sono i medici veterinari perseguitati dalle mafie che il silenzio di troppi, potenti e non, mette nelle file della solitudine umana. Le loro storie ci raccontano di persone normali che non chiedevano di essere degli eroi. Gente che voleva solo fare bene il proprio lavoro.”

Scrivere è un impegno civile: premio città dell’autobiografia a Cristina Cattaneo

La domenica inizia con il conferimento del premio Città dell’Autobiografia “Scrivere è un impegno civile” a Cristina Cattaneo che ha scritto Naufraghi senza volto

Cristina Cattaneo  dirige il laboratorio di antropologia forense a Milano, che si occupa dei morti in mare, è stata l’ anatomopatologa dei casi Cucchi e Yara Gambirasio. Il suo lavoro  è quello di leggere storie partendo dai corpi, dagli oggetti che vengono rinvenuti addosso alle vittime, ai naufraghi. 

La sua è stata anche battaglia sociale perché – dice – è importante identificare i morti, il primo comandamento del medico legale è quello di dare un nome, un’identità, non solo per ragioni umanitarie ma anche per i vivi. Chi rimane dietro ad un morto non identificato rischia di incorrere in patologie mentali se rimane nel limbo del non sapere se i parenti siano morti e dove siano. 

Questo lavoro va oltre la stanza dell’obitorio:  “Ho scritto il  libro perché temevo si dimenticasse, è importante la memoria, conservare. Insomma questa storia andava scritta.”

Cristina Cattaneo al Festival dell'autobiografia con Naufraghi senza volto

Ho scritto il  libro perché temevo si dimenticasse, è importante la memoria, conservare. Insomma questa storia andava scritta.

Cristina Cattaneo

La scrittura in cammino

La scrittura autobiografica è sempre più oggetto di studi e tesi, infatti un momento è stato proprio dedicato all’ascolto e alla premiazione delle Tesi di laurea che hanno trattato temi come il diario, le lettere, le testimonianze. 

In effetti, la scrittura autobiografica si è messa a camminare davvero, gruppi guidati dai tutor della Libera Università hanno attraversato le vie del borgo immersi nel racconto di sé. Non solo, in diverse location di Anghiari si sono svolti i Tavolini Riservati, incontri dedicati a tematiche, ricerche, sperimentazioni, libri. Ho portato Vision. Narra te stesso, scrivi il tuo futuro davanti ad un pubblico partecipe e attento. Dove stava il nesso tra il mio libro e le scritture d’amore?

Vision è un testo di grande e profondo amore per se stessi, per la propria realizzazione e acquisizione di consapevolezza profonda ma racchiude anche consigli e strategie di scrittura consapevole in modo da delineare un vero e proprio piano d’azione per realizzare la vita che desideriamo, quella in cui ci sentiamo realizzati e in cui possiamo portare il nostro dono al mondo. 

Si è chiuso tra gli applausi il Festival e l’augurio di Duccio Demetrio a ritrovarci nel 2020 con un’altra profonda tematica.

Ma non finisce qui, anzi. Vi segnalo due importanti eventi che si svolgeranno in novembre e in dicembre a cui, se potete, vi consiglio di partecipare per il livello delle proposte. 

 

 

SEMINARIO: La scrittura di sé come sviluppo della creatività personale e della visionarietà

Condurrò questo seminario dall’8 al 10 novembre e sarà un lavoro profondo e bellissimo, lo so. Perché Vision ha sempre un grande impatto sulle persone e sull’acquisizione di consapevolezza. 

La creatività è spesso ciò che ci permette di uscire da situazioni difficili di stasi, di sconforto; di trovare una nuova via professionale quando magari abbiamo perso un’occupazione, di rigenerarci anche se un rapporto è finito, di superare un dolore, di ritrovare entusiasmo.
In questo Seminario lavoreremo – attraverso la scrittura autobiografica – sulla nostra Visione di vita, sulla parte migliore di sé che ciascuno si porta dentro ma non sempre trova le modalità, il coraggio, il momento per lasciarla emergere e concretizzarsi.

SIMPOSIO SCIENTIFICO: Dialoghi attorno all'autobiografia

Dialoghi attorno all’autobiografia

ANGHIARI 6-7 DICEMBRE – APERTO A TUTTI

A cura del Centro Nazionale Ricerche e Studi Autobiografici della Libera Università dell’ Autobiografia di Anghiari.

Ad Anghiari, dal 6 al 7 dicembre 2019  il Consiglio Scientifico del Centro Nazionale  Ricerche  e Studi Autobiografici della LUA propone un’ occasione di confronto tra le sempre più numerose realtà che si occupano di promuovere e realizzare iniziative volte alla diffusione della scrittura e della cultura autobiografica. Negli ambiti più diversi: scuole, biblioteche, associazioni, RSA, Università, Servizi socio-sanitari e di cura delle persone, ecc., e ovunque emerga spontaneamente e chieda di essere raccolta una domanda individuale o collettiva di scritture autobiografiche e biografiche.

Share This