Uno degli ambiti in cui la scrittura consapevole ci è davvero d’aiuto è quello dell’identificare e conoscere, scandagliare le nostre paure, quelle autentiche, quelle che diventano spesso un limite al nostro agire, alla nostra realizzazione, le paure che si infiltrano nelle relazioni con gli altri e che non ci fanno stare bene. 

In questo, davvero, la scrittura consapevole ha un ruolo fondamentale, nel momento in cui ci affidiamo ad essa e iniziamo a praticarla. Può davvero essere di supporto per stare meglio, per contribuire ad alleviare stati d’ansia, di preoccupazione, portare chiarezza in quelle fasi della vita in cui ci sentiamo bloccati. 

Non posso non citare Pennebaker e i suoi studi.

Dobbiamo a lui, infatti, l’aver davvero compreso fino in fondo quanto la scrittura possa allontanarci dal nostro disagio proprio perché ci permette di vederlo, dall’esterno, come se ci osservassimo dal di fuori. Pennebaker fece numerosi studi e sperimentazioni, anche con l’ausilio di medici e scienziati (ne parla nel libro Il potere della scrittura) e davvero dimostrò, senza ombra di dubbio, come il solo parlare di quelle che sono le nostre paure –  quindi il dare parola, linguaggio a quello che sentiamo – ci porta sollievo, permettendoci di stare meglio.  

Poi fece un passo ulteriore. Fu quello di scrivere, quindi di vedere quanto la scrittura potesse agire in maniera decisiva sulla presa di coscienza del proprio stato d’animo, della propria paura, e l’utilizzò anche nell’analisi dei traumi e vide come questi traumi, queste sensazioni, andavano chiarendosi e in qualche modo diminuendo, quindi la sensazione di limite, di peso arrecati dalle  paure, con la scrittura potevano e possono essere alleviati.

curarsi con la scrittura consapevole

La sensazione di limite, di peso arrecati dalle  paure, con la scrittura potevano e possono essere alleviati.

Un esercizio di scrittura consapevole

 Vi consiglio questo esercizio che ho utilizzato sia a livello personale sia professionale nelle aule durante i seminari.

Intanto, come sapete, c’è sempre una preparazione alla scrittura consapevole, che è quella di ricavarsi un nostro spazio, un nostro tempo, dove possiamo stare tranquilli a pensare prima e a scrivere poi. Questa non è una regola assoluta nel senso che quando iniziamo a praticare la scrittura consapevole poi non vogliamo più fare a meno di questa forma di autoanalisi. Si prova un grande piacere, con l’andare del tempo, ad indagare noi stessi, proprio per le grandi restituzioni che questa scrittura può darci. 

A volte può capitare, senza essersi preparati, di stare in mezzo alla gente,  al lavoro, e di avere questa diciamo ispirazione o comunque questo pensiero che sentiamo l’esigenza di esprimere. Ecco, facciamolo senza nessun problema: non sentiamoci limitati dal non aver creato la consueta ambientazione e atmosfera,  ricordate che la situazione migliore siete sempre voi e quello che vi sentite di esprimere. 

 

Indaghiamo la paura

Questo è l’esercizio che vi suggerisco: scrivete – a mano – sul vostro quaderno, agenda, quello che preferite la domanda “quali sono le mie paure?” e poi “qual è la mia paura dominante?”

Abbiamo sempre una paura più forte delle altre, quella che magari ci condiziona di più, ci limita di più. Leggiamola questa domanda in modo che la mente la imprima. Sapete che quando la mente legge quello che noi abbiamo riportato sulla carta lo legge con un potere maggiore, lo legge come pensiero rafforzato. Quindi con questo pensiero, con questa domanda proiettata sullo schermo della nostra mente, dedichiamoci al pensiero, dedichiamoci a cercare le risposte a queste domande. 

Non sempre le risposte sono immediate. Ci sono persone che dicono di non avere paure, può anche essere e quindi indaghiamo, può essere invece un disagio.

 Per come siamo fatti abbiamo sempre qualcosa da sanare, io credo che il nostro essere qui su questo mondo e su questa terra sia un cammino di miglioramento costante, quindi abbiamo sempre qualche angolo da smussare, magari piccolo ma che può farci essere sempre migliori di quello che siamo stati fino a ieri. 

A volte le paure sono molto grandi e le identifichiamo con facilità, altre volte, e qui entra in gioco in modo fantastico la scrittura, andiamo a coprirle con altre paure che in realtà sono più superficiali.Succede che  le persone mi raccontino delle loro paure e quando si passa alla fase scritta e appunto scrivono ti accorgi, dalle parole che usano (la scrittura non mente mai, ricordatelo) che non è quella di cui hanno parlato la vera paura ma un’altra più profonda che le parole o le immagine usate, evocate, rivelano.

 E allora dedichiamoci tempo. 

Questo è un esercizio quasi mai immediato, nel senso che magari dovrete praticarlo per più volte, per più giorni prima di andare ad individuare la vera paura, il vero disagio, un timore, ciò che diventa un ostacolo alla nostra realizzazione, al nostro benessere. 

Può anche succedere, ed è normale, che manchi  il coraggio di scrivere la verità, di scrivere con autenticità quella che è la nostra paura perché ci sembra sciocca, puerile, abbiamo vergogna, ma nella scrittura dobbiamo davvero svestire tutti i nostri panni. Quando scriviamo dobbiamo essere nudi,liberi da di tutte quelle sovrastrutture che andiamo a metterci addosso per non rivelare quello che siamo.

Perché?

Perché rivelare chi  siamo spesso implica lavoro, impegno,presa di coscienza. Ma è un lavoro costruttivo che ci fa ad essere migliori. 

Scrittura consapevole con le immagini: un suggerimento

Un suggerimento che  dovrebbe essere applicato sempre: rendete con un immagine a come vi sentite di fronte alla vostra paura, come vi vedete, personificatela. 

Per esempio la paura di conoscere persone nuove può essere personificata come un grosso animale che si para davanti a noi, una scimmia, un orso, date proprio un’immagine visiva, un muro di metallo, scivoloso che non si riesce a scalare. 

Cercate un’immagine che possa apparire anche strana, assurda, non preoccupatevi, ciò che conta è che identifichiate la paura e il vostro sentire di fronte ad esso.

Si tratta di un esercizio che rappresenta un grande aiuto.

Quando la nostra mente è nebulosa, non è chiara, soffocata dalla paura trova nell’immagine una risposta precisa, visibile; inoltre, quando identifichiamo una paura, le diamo un nome, essa si affievolisce.

Quando ci esprimiamo, troviamo una chiave di lettura, tutto si allevia. 

E così diventiamo sempre più consapevoli di noi stessi perché poi magari troviamo il modo di affrontare  questo grande animale, questo muro; ed è il primo, importante passo.

 

La scrittura consapevole e la lettera alla paura

 Poi ce n’è un altro che vi consiglio, il passo ulteriore della scrittura consapevole. 

Dopo che abbiamo definito, dopo che abbiamo chiarito, scriviamo alla nostra paura, scriviamo proprio “cara paura del buio”, “cara pauradi rimanere sola”  “cara paura id non essere amato” andiamo ad identificarla, ”ti voglio proprio scrivere, ti ho riconosciuta, ho riconosciuto quello che comporti nella mia vita… ho visto che mi crei questo e questo limite ma io oggi ti voglio salutare, oggi ci diciamo addio, oggi è il momento in cui io e te, paura di incontrare gente nuova, di stringere relazioni, paura di un nuovo lavoro, paura di vivere”, a volte abbiamo veramente paura di vivere, “oggi la nostra storia finisce qua, ho imparato questo da te, ma noi oggi ci dobbiamo separare, ti ringrazio e ti lascio andare, tu lascerai andare me da questo momento”. 

Diciamo e scriviamo tutto quello che sentiamo, salutiamo la nostra paura, mettiamoci enfasi, il nostro desiderio di dirle addio. 

Rileggeremo e completeremo questa lettera anche in un momento successivo. 

Ci porterà grande sollievo, lucidità e inizieremo a prendere coscienza, quindi ad allontanarci dalla nostra paura perché davvero la scrittura consapevole ha un potere incredibile di avvicinarci alla vera parte di noi stessi, quella che prende consapevolezza delle proprie paure, sa di doverle affrontare ma continua il proprio cammino perché le paure fanno parte della nostra vita ma il anche coraggio di superarle fa parte della nostra vita. 

Se vuoi approfondire tematiche ed esercizi di scrittura consapevole entra nel gruppo Vision

Vision-Narra te stesso, scrivi il tuo futuro è un gruppo fb che ho creato per permettere a chi è interessato di approfondire tematiche come la scrittura consapevole, terapeutica e autobiografica e praticare questi tipi di scrittura con esercizi, ispirazioni e suggerimenti. 

Voglio segnalarti due eventi in cui praticheremo la scrittura consapevole

Scrittura autobiografica emozionale: scrivi la tua storia

il 26 e 27 ottobre 2019 saremo all’Oasi di Galbusera Bianca in Brianza per un fine settimana dedicato all’autobiografia emozionale. Se vuoi saperne di più vai alla PAGINA DEDICATA, compila il format e riceverai tutte le informazioni dettagliate per vivere quest’esperienza.

Voglio inoltre condividere con te questo video in cui ti racconto che cosa significhi fare questo tipo di lavoro. 

 

E poi non posso non segnalarti un altro evento di scrittura consapevole ed emozionale

Scrivere a Marrakech

Dal 13 al 17 novembre  2019 saremo al Dar Attajmil  di Marrakech per vivere un’esperienza unica, incredibile. Immersi in una dimensione di colori, suoni, sapori, spesso forti e spiazzanti, faremo un viaggio nelle nostre profonde emozioni. E quest’anno ho voluto anche una parntesi di scrittura nel deserto per vivere una vera immersione. 

Se vuoi saperne di più vai alla PAGINA DEDICATA compila il format e riceverai tutte le informazioni dettagliate per viaggiare in un luogo magico ma anche dentro di te. 

In questo video vedrai che cosa abbiamo vissuto ma credimi che è solo una piccola parte della bellezza che abbiamo potuto assaporare. 

 

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