Come scrivono i giovani nell'epoca social

Come scrivono i giovani nell’epoca social?

Come scrivono oggi i giovani? Da più parti sentiamo dire che non sono più capaci di utilizzare l’italiano corretto, non sanno fare un tema ben strutturato, hanno carenze, nella scrittura, nell’associazione di idee e nei collegamenti per argomenti. 

Scrittura alla deriva

“Questa gioventù è guasta fino in fondo al cuore. Non sarà mai come quella di una volta. Quella di oggi non sarà capace di conservare la nostra cultura” (citazione scoperta in una cava di argilla tra le rovine di Babilonia, risalente a circa 3000 anni fa).

Da sempre la generazione di adulti “in carica” ha guardato ai giovani “in divenire” con l’ occhio di chi ravvisa in loro un oggettivo imbarbarimento dei costumi e delle competenze. E la soluzione suggerita per arginare la deriva è sempre la stessa: il ritorno alle buone pratiche di una volta.

Sul banco degli imputati di recente è salita la scrittura.

La denuncia di seicento professori universitari

All’inizio del 2017 un gruppo di seicento tra professori universitari, accademici della Crusca, linguisti, docenti di letteratura italiana e di diritto, economisti, sociologi, pedagogisti, costituzionalisti e neuropsichiatri hanno denunciato, in una lettera indirizzata al Governo, la tendenza di troppi ragazzi alla fine del proprio percorso scolastico a esprimersi male, leggere poco, scrivere peggio. 

Le carenze linguistiche sarebbero di natura grammaticale, sintattica e lessicale, “con errori appena tollerabili in terza elementare”, si legge testualmente.

La scuola viene chiamata in causa. I firmatari della lettera chiedono “l’introduzione di verifiche nazionali periodiche durante gli otto anni del primo ciclo: dettato ortografico, riassunto, comprensione del testo, conoscenza del lessico, analisi grammaticale e scrittura corsiva a mano”.

come scrivono i giovani nell'epoca dei social

Le carenze linguistiche sarebbero di natura grammaticale, sintattica e lessicale, “con errori appena tollerabili in terza elementare”.

 

Ma come scrivono i ragazzi oggi?

Forse prima di sottolineare con la matita blu tutti gli errori ortografici, grammaticali e sintattici che i giovani commettono quando scrivono – ma è poi proprio soltanto una questione di età? – bisognerebbe domandarsi quale sia lo standard linguistico di riferimento al quale vorremmo che si conformassero.

Sempre ammesso che quando si discute di lingua parlata e scritta esista davvero uno standard di riferimento. Sì, perché posto che gli errori sono e rimangono errori e come tali vadano trattati e corretti, bisogna ammettere che la lingua, per sua natura, è in movimento e cambia di continuo.

I ragazzi non leggono?

In realtà leggono moltissimo, anzi, troppo, stando a ciò che lamentano gli adulti che li vedono sempre con il cellulare in mano. Di certo leggono pochi libri di carta, ma anche i loro genitori non tengono alto lo standard.

I giovani non scrivono più?

In verità sono sempre lì a scambiarsi messaggi, storie, commenti. Non credo sia mai esistita un’epoca in cui si sia scritto così tanto come la nostra. Scriviamo tutti, sempre e dovunque.

Tutta colpa di Internet?

Certo digitare è diverso da scrivere, chattare differente dal formulare un discorso, usare la tastiera altra cosa rispetto al vergare una lettera e sarebbe bene che nessuna di queste attività escludesse l’altra, ma il mondo della rete non è nemico della buona scrittura, come spesso invece si sente ripetere. 

Piuttosto si basa su altre regole, altri registri, altre “grammatiche” che bisognerebbe conoscere prima di demonizzare.

Quello che invece sembra si stia perdendo davvero – ed è ciò che hanno notato i seicento professori di cui sopra – è la capacità di argomentare, formulare e poi esprimere un pensiero critico, comprendere un testo, saperlo riassumere e poi esporre con chiarezza, decodificare la lingua e usarla per quello che è: uno strumento di comunicazione per relazionarsi con gli altri.

Ma allora il problema più che la forma riguarda la sostanza, il lavoro da svolgere è sul valore delle parole, sulla portata della scrittura, sulle potenzialità e sui rischi che si possono correre quando si perde la facoltà di leggere il mondo e, nonostante ciò, lo si vuole raccontare lo stesso, affrontarlo, aggiustarlo o demolirlo a suon di volgari insulti sgrammaticati piuttosto che di eleganti tocchi di fioretto dalla sintassi perfetta.

Un problema etico

l problema quindi è etico e, purtroppo, non riguarda soltanto i millennials.

Quello che deve passare, oltre al corretto uso della consecutio temporis, è il concetto che la scrittura può essere balsamo, chiave che apre le stanze del pensiero proprio e altrui, ma anche arma che ferisce e, spesso, uccide.

Non è imparando tutti a scrivere in modo corretto che impareremo il valore della correttezza.

L’educazione linguistica è un’altra cosa. Dovrebbe accogliere le diverse forme di linguaggio, accettare senza irrigidirsi qualche cambiamento lessicale o eccezione alla regola, ma combattere intransigente l’ingiuria e la diffamazione: gli analfabetismi più pericolosi di tutti.

Ti consiglio, in ogni caso, questo ebook di Pronto Soccorso Grammaticale: è molto utile sempre, quando hai dubbi sulla scrittura per abituarti a scrivere bene.

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Un ebook utile, da scaricare sul tuo computer ma anche sul tuo smartphone, da rivere ogni tanto e a cui ricorrere in caso di bisogno. 

 

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