scrittura terapeutica: che cosa significa e perché funziona

La scrittura è terapeutica. Non ci sono dubbi. Lavorare sul proprio passato e sulla propria visione di vita, narrare se stessi e creare il futuro, è una grande terapia nel senso che guarisce i blocchi, le paure, ci aiuta ad essere consapevoli di noi stessi. Pensiamo soltanto, per esempio, alla medicina narrativa è assodato che porti grandi benefici sia al paziente sia a chi se ne prende cura instaurando un rapporto diverso e più proficuo ai fini della guarigione.

Fa bene alla salute perché scrivendo (e prima ancora parlando quindi esprimendo) ciò che ci turba, ci limita, ci ferisce noi superiamo l’inibizione riacquistando la leggerezza, la liberazione da un peso. Quando, per esempio, l’emozione è troppo forte e non si riesce a narrarsi consiglio di creare un personaggio che interpreti la nostra parte. Un alter ego letterario. Ricordo un ragazzo di un gruppo che seguivo (con gravi problemi e storie di vita per nulla semplici) che si raccontava attraverso l’immagine di un treno. Le vicende della locomotiva rappresentavano la sua esistenza e quello che lui avrebbe voluto essere quando raccontava di una corsa libera su rotaie lucente attraverso verdi valli di montagna.

 

 

superiamo l'inibizione

Scrivendo superiamo l’inibizione e ciò che ci blocca. Iniziamo a vedere con più lucidità la nostra vita. In qualche modo ne prendiamo le distanze per un certo tempo e riusciamo a comprendere tutto con chiarezza.

Ma sappiamo bene quanto utilizzare il termine terapia possa farci entrare in una zona “calda”, dibattuta e discussa. Quindi chiariamo subito un aspetto, una differenza importante. Il termine terapia deriva dal greco (therapeÍa) e significa guarigione: questo vale sempre, in ogni accezione del termine.  Dobbiamo però distinguere la terapia come concetto e attività di supporto dalla attività sanitaria che è protocollata e viene rilasciata da professionisti e si basa generalmente sulla somministrazione di medicinali.  In certi casi si rivela più utile la prima, pensiamo a tanti disturbi psicosomatici o a situazioni di blocco emozionale.

I grandi benefici delle terapie naturali

Sono ormai riconosciuti i grandi benefici della terapie naturali. Pensiamo agli effetti positivi della Pet therapy  (terapia “dolce”, basata sull’interazione uomo-animale) soprattutto sui bambini; oppure al grande impulso che sta avendo, In Italia –  grazie all’opera e all’impegno di Richard Romagnoli  e ai suoi “workshock” – la Laughter therapy che si basa sugli effetti che la risata incondizionata ha sul nostro organismo e questi sono stati provati e registrati anche dalla medicina convenzionale.

Penso sempre che la misura di ogni cosa sia il bene che le persone ne ricavano.  Dalla scrittura, in particolare dalla narrazione di sé, ho visto arrivare tanti benefici che ora mi sento di doverlo raccontare, di invitare le persone a dedicarsi a quest’attività per il beneficio che possono trarre. Per questo ho creato il format Vision, tengo corsi di narrazione terapeutica e di scrittura creativa. Scrivo articoli e faccio video, è troppo importante questo messaggio.

 

Ma come si fa? Si può scrivere per stare meglio?

iniziare a scrivere i ricordi

Iniziate a  raccogliere i ricordi, a tenere un diario, a ridisegnare la mappa della vostra vita, a fare un passo indietro per rivedere il film che ci vede protagonisti.

In prima battuta da soli: iniziando a raccogliere i ricordi, a tenere un diario, a ridisegnare la mappa della nostra vita, a fare un passo indietro per rivedere il film che ci vede protagonisti. Tutto questo ci prepara il terreno. Per esempio, è utilissimo il lavoro di recupero delle fotografie andando a vedere in quali situazioni eravamo, con chi, che momento stavamo vivendo, se siamo in posa oppure naturali; e se non ci siamo noi nelle foto chi c’è e se per noi quella persona, quel gruppo, quel luogo sono stati importanti. Anche i luoghi hanno un loro ruolo: i luoghi in cui abbiamo abitato, quelli del cuore, altri che ci ricordano momenti di dolori, posti di passaggio che però ci sono rimasti dentro. Ti sembra poco tutto questo?

La scrittura è attività di supporto in tante situazioni. Dall’aiutarci a chiarire i dubbi fino a perseguire e raggiungere obiettivi professionali e di vita. Ma lo scrivere ci porta anche ad entrare nella profondità di noi stessi, ci sostiene nei processi di trasformazione. Ci sono vere e proprie tecniche di scrittura che hanno lo scopo di smuovere, chiarire, delineare. Dedico molto tempo alla studio e all’applicazione della scrittura terapeutica e vedo grandi risultati cosa che mi spinge ad approfondire e a divulgarla sempre di più.

Un grande apporto

La cosa che mi lascia sempre piena di stupore e alla quale non mi abituo è vedere come questo lavoro sia in grado di dare alle persone una visione più chiara del loro percorso, di fare pace con il passato e di andare con rinnovata fiducia e determinazione verso il futuro.

Voglio ricordare le parole di Duccio Demetrio (di cui vi consiglio di leggere Raccontarsi.L’autobiografia come cura di sé) fondatore con Saverio Tutino dell’Università dell’Autobiografia di Anghiari:

“Crediamo e ne abbiamo ormai le prove, da quasi vent’anni, che la scrittura sia uno strumento anche di cura, uno strumento terapeutico.”

Non ci resta che scrivere dell’argomento più prezioso: la nostra storia.

 

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