Perché usare uno pseudonimo

Pubblichereste il vostro romanzo usando uno pseudonimo? E quale scegliereste?

Nella storia della scrittura sono molti gli autori che hanno usato e che usano uno pseudonimo. Non c’è da stupirsi ma da indagarne le ragioni. Ma quali motivi potrebbero spingere uno scrittore ad utilizzare un nome diverso da quello di battesimo?

A volte la difficoltà di pronuncia o di scrittura di un nome. Molti autori di origine cinese, russa, polacca preferiscono utilizzare nomi più facili da pronunciare e quindi da divulgare in ogni parte del mondo. Ci furono casi nella storia in cui l’uso dello pseudonimo fu dettato da ragioni di sicurezza per potersi esprimere senza essere perseguiti. In altri casi, si preferisce prendersi del tempo per testare il pubblico e non compromettere il proprio nome con una pubblicazione che potrebbe essere un flop.

Interessante è la storia Roman Gary, lo scrittore lituano naturalizzato francese, che scrisse un romanzo bellissimo La vita davanti a sé. Roman Gary lo pubblico con lo pseudonimo Émile Ajar e vinse il premio Goncourt (che aveva già vinto quasi vent’anni prima, nel 1956, con il suo vero nome e il romanzo Le radici del cielo). Che cosa lo spinse ad usare uno pseudonimo? Quasi con certezza le critiche a cui era sottoposto. Gary era osteggiato dalla critica, dato per finito; invece, pensate il paradosso, Émile Ajar era considerato da quella stessa critica un talento emergente. La verità si saprà solo nel 1980 dopo la morte dell’autore.

E il caso di Elena Ferrante autrice de L’amica geniale e altri best seller della serie? Secondo il Sole24ore sotto questo pseudonimo si nasconderebbe Anita Raja, moglie di Domenico Starnone. Proprio il fatto che l’identità non sia stata rivelata ha senza dubbio incrementato il successo e le vendite del libro.

Sono stati tanti gli autori famosi che hanno usato uno pseudonimo. Italo Svevo, per esempio,  il cui vero nome era Aron Hector Schmitz.  Lui scelse questo pseudonimo come omaggio alla sua storia e alle sue radici che erano sia italiane che tedesche. Da Alberto Moravia, all’anagrafe Alberto Pincherle, fino alla Kinsella, conosciuta  come Madeleine Sophie Wickham, che diventa famosa nel 2000 scrivendo la serie di romanzi dedicati alle shopping addicted. Il suo vero nome verrà svelato nel 2005 con la profetica pubblicazione del romanzo “Can you keep a secret?”.

Ma la legge ammette l’uso dello pseudonimo e lo tutela? Certo. Il nostro codice civile prevede la possibilità dell’utilizzo e quindi la tutela. Recita infatti l’art 7 del codice civile: “Lo pseudonimo è un nome diverso da quello attribuito per legge; può però essere tutelato alla pari del diritto al nome purché abbia acquistato l’importanza del nome stesso, od assolva alla stessa funzione di identificazione sociale.Qualora vi sia un tale presupposto (si pensi agli pseudonimi degli scrittori, o degli attori che ricorrano a nomi d’arte pressoché più noti del nome proprio) il soggetto che lo usi potrà far valere l’azione inibitoria contro l’uso indebito, chiedendo al giudice la cessazione dell’utilizzo illegittimo dello pseudonimo, sempre salvo il risarcimento dei danni“.

Quindi non vi resta che lasciare cavalcare la fantasia e trovare il vostro pseudonimo.

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