la mamma di Ilaria e il papà di Papo scrivono. Ilaria e Papo vivono.

La mamma di Ilaria l’ho sentita stamattina, in macchina, alla radio e ho pianto. La Procura di Roma ha chiuso con una richiesta di archiviazione – per impossibilità di risalire al movente e agli autori – l’inchiesta sui fatti avvenuti 23 anni fa quando Ilaria, figlia di Luciana e Giorgio Alpi,  venne ammazzata. Questa donna di 84 anni ha scritto un libro, alle pagine ha affidato la sua denuncia e nello stesso tempo il ricordo di sua figlia. Perché non se ne perda la memoria, perché almeno nell’opinione pubblica – se non nella aule giudiziarie – non si dimentichi mai. In molti ricorderanno il duplice assassinio che avvenne a Mogadiscio il 20 marzo 1994: furono uccisi Ilaria Alpi, giornalista del Tg3 e il collega Miran Hrovatin.  E oggi esce questo libro dal titolo significativo “Esecuzione con depistaggi di Stato (Kaos Edizioni).

Con le parole, con la narrazione della sua storia, affidando alla scrittura i fatti, le impressioni, le domande, le certezze, questa donna fa un dono grande, immenso alla memoria di sua figlia e a noi tutti perché ne prendiamo atto, perché ci ribelliamo, perché non accettiamo spiegazioni preconfezionante.

La scrittura si fa baluardo, si fa voce.

Invece Andrea Pilotta, il papà di Papo, l’ho ascoltato dal vivo ieri sera dove al circolo dei lettori, intervistato da una mia bravissima amica Laura Di Gianfrancesco, presentava il suo libro “La rivoluzione d’amore” (Garzanti). Non mi ha fatto piangere, mi ha fatto ridere e sorridere. Lui è un tipo simpatico, vero. E ha perso Papo, Jacopo, suo figlio all’età di 10 anni per una rara malformazione cardiaca. Da allora quasi ogni giorno scrive una lettera a questo bambino che in realtà era ed è un supereroe per come ha vissuto e per quello che ha scatenato dopo la sua dipartita.

La scrittura, le lettere, il libro: sono l’urlo di questo papà che ci arriva addosso ma sono anche il suo messaggio (che avrebbe preferito non dare), sono il suo esempio. Scrivere è il modo con cui Andrea conversa con Papo, il libro è diventato una possibilità per raccogliere fondi utili alla ricerca. Lui non ci pensa ma anche solo la lettura di queste pagine fa un gran bene alle persone: scrivere non è mai atto personale. Va oltre. Smuove.

La mamma di Ilaria e il papà di Papo scrivono. Ilaria e Papo vivono.

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